gennaio 27, 2012 by umbertonapolitano

In questo momento noi siamo in guerra. Non facciamoci illusioni, siamo in guerra! Una guerra diversa, senza cannoni e baionette, ma in guerra! Ciò che non ha fatto Hitler con le sue divisioni, l’ha fatto un’ azione studiata a tavolino e coordinata con l’arguzia di un ragno che tesse abilmente la sua tela ed un manipolo di mosche autolesioniste che si sono offerte ingenuamente in pasto. Dal crollo del muro di Berlino è partita l’offensiva: ” uniamo l’Europa e poi conquistiamola soggiogandola economicamente “… L’Europa unita attuale è un insulto a Mazzini ed ai suoi sogni. Caro Prodi, sarai anche un valido professore, ma la realtà, come vedi, nella pratica è assai differente dalla teoria. L’Euro ci ha uccisi! Ci ha tolto identità ed ogni briciolo di illusione di potercela cavare da soli in qualche modo. MA COME SI FA A CREARE UNA MONETA NUOVA SENZA UN ORGANO, UNA BANCA CENTRALE REALE, NON SOLO SULLA CARTA, CHE SIA IN GRADO AUTONOMAMENTE DI CONTROLLARLA E SOCCORRERLA NEI MOMENTI DI DIFFICOLTA’ ?… come regolarmente accade per gli Stati titolari di una moneta propria e come accadeva con la nostra tanto bistrattata lira. L’Euro doveva risolvere i problemi dei debiti pubblici gravati da interessi eccessivi a causa delle svalutazioni galoppanti delle proprie monete… E ACCADUTO ?.. NO !!! , anzi i debiti sono aumentati perché speculatori e politici accondiscendenti ne hanno approfittato in modo volgare e delinquenziale. Risultato: TUTTO E’ RADDOPPIATO, TRANNE IL CONTROVALORE DEGLI STIPENDI DEI PIU’ INDIFESI!
La Germania ora fa la voce grossa e ci ammonisce con aria paternalistica… POTETE FARCELA DA SOLI… e già, i nostri politici non sono stati furbi come i vostri… i nostri pensavano all’uovo giornaliero mentre i vostri all’intera gallina del domani. E’ questo paternalismo che ci fa incazzare, perché ci umilia oltremodo: ma da che pulpito parlano questi! Hanno nel dna il desiderio di essere i primi della classe: il loro sogno è sempre stato quello di dominare l’Europa e visto che non sono bastate due guerre all’insegna dei lutti e delle azioni più aberranti, ora si è scelta la linea meno cruenta e più efficace… attendere la disfatta finanziaria delle Nazioni per poi acquisirle per pochi spiccioli.
MA, BADATE BENE, NON STO ACCUSANDO LA GERMANIA, LA QUALE FA CON ARGUZIA E PROFESSIONALITA’ GLI INTERESSI DEL SUO POPOLO, ALTRETTANTO EFFICIENTE… MA SOPRATTUTTO L’ ACCONDISCENDENZA DI STUPIDI POLITICI CHE, INVECE DI FARE GLI INTERESSI DEGLI STATI RAPPRESENTATI, SI SONO FATTI ABBINDOLARE E SOGGIOGARE… LA FRANCIA CREDE DI ESSERE PRIVILEGIATA, MA SE NE ACCORGERA’ ANCHE LEI COL TEMPO.
Io non sono un politico e ringrazio Dio per questo, ma sono uno a cui sta a cuore non solo la propria sopravvivenza in modo onesto e dignitoso, ma anche quella di tutti coloro con i quali condivide il tran tran quotidiano. Ho dato vita all’associazione Famiglie d’Italia sperando, attraverso il confronto di più teste, di provare a proporre qualcosa di vantaggioso per la comunità e non solo per pochi eletti… Ragiono con una testa non deviata da interessi particolari, per cui a volte vedo le cose con occhi meno infettati e giungo a delle conclusioni che possono apparire troppo semplicistiche, se non addirittura utopistiche. La realtà è che tutti questi guai che ci stanno piovendo addosso ci stanno togliendo la lucidità di ragionare: urliamo le nostre proteste rischiando solo di aggravare le nostre condizioni. Il giorno della memoria deve servire a farci riflettere con più ragione e meno istinto: il passato deve essere letto nella sua totalità, in modo da poterne cogliere anche i sintomi comparativi con quelli dei momenti attuali, per poter provare a ” ripararsi ” in tempo. I nostri politici ” di destra e di sinistra ” si sono resi conto del fallimento delle loro politiche ed hanno nominato un curatore fallimentare, il Governo Monti per cercare di raddrizzare la baracca: non è Monti che dobbiamo contestare… lui fa il lavoro sporco per il quale è stato chiamato e, come in ogni fallimento, ci sono dei creditori più privilegiati di altri, per cui, quelli ” meno “, o si mangiano sta minestra o si buttano dalla finestra. Adesso è tardi per fare le rivoluzioni, i forconi servono a destabilizzarci ancor di più ed a farci ancor più male da noi stessi, perché il comando delle operazioni non è nelle nostre mani… e nemmeno in quelle di coloro che abbiamo eletto per rappresentarci. RIPETO, siamo in pieno fallimento e dobbiamo cercare di perdere il meno possibile per poter riprenderci e ricominciare a ” volare con le nostre ali “, da soli!… Lo ripeto alla nausea, ma il futuro è nelle nostre mani se ben usate sul nostro territorio. Riappropriamoci dei nostri antichi mestieri artigianali, quelli che hanno fatto del ” made in Italy ” il marchio più pregiato al mondo. Restituiamo braccia alla terra per ricoglierne i frutti che non ci ha mai negato, riappropriamoci del nostro territorio per la sua storia ed il turismo che è in grado di offrire al mondo intero: il futuro è nella nostra volontà di capire che non esistono lavori di serie A e serie B, perché intelletto e lavoro fisico sono complementari… senza l’uno non ha ragione di esistere l’altro. Ritroviamo la ragione delle soluzioni semplici perché evidenti, miglioriamoci migliorando la nostra classe politica futura: in caso contrario, la nostra lingua, l’italiano, possiamo già prepararci a considerarla come uno dei tanti e tanti dialetti locali.
Umberto Napolitano

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gennaio 25, 2012 by famiglieditalia
Segnalatomi da una mail spedita da Andrea, parte attiva dall’associazione Movimento per la Vita, e tratto da un articolo de Il Foglio di ieri, firmato da Carlo Panella ( nella foto sotto ), e dal titolo ” Il destino di un capitano ”, vi propongo di leggerne uno scorcio nel quale Capitan Schettino riscopre la stoffa da marinaio eccezionale soltanto dopo l’errore fatale, invitandovi, però, anche a meditarci sopra ed a trarne delle conclusioni personali… forse.

… ” E qui, proprio qui, sul tracciato del sistema satellitare Ais, troviamo il vero mistero di questa vicenda, vergognosamente evitato da settimane dai media (e dalla capitaneria di porto di Livorno, dalla Costa Crociere e dalla procura di Grosseto). Inequivocabilmente, il tracciato reale dimostra che capitan Schettino, fatto l’errore tragico, si è subito comportato come un eccezionale comandante, come un lupo di mare provetto, salvando col suo sangue freddo centinaia, se non migliaia di vite.
Guardando il tracciato e la successione dei tempi, si spiegano anche i “video dello scandalo” in cui si vede e si sente una hostess filippina rimandare tutti i passeggeri nelle cabine. Si spiega il ritardo di più di un’ora nell’ordine di abbandonare la nave. Dopo l’urto, infatti, la Concordia, con il timone fuori uso e i motori in panne, ha un abbrivio di circa un miglio, verso il largo, dove l’acqua è profonda 200 metri. E imbarca acqua, a tonnellate, come viene riferito a Schettino che capisce che dare in quel momento l’ordine di abbandonare la nave, a un miglio dalla costa, rischia di vedere la Concordia inabissarsi in acque profonde ben prima che le migliaia di passeggeri e membri dell’equipaggio possano salire sulle scialuppe. Schetttino allora getta le ancore, e fa filare le catene, impone così alla nave un testa coda, un pruapoppa, da vertigine, geniale, il tracciato forma un nodo strettissimo, come quel colosso di nave fosse un gozzo. Poi, con quel poco d’abbrivio e di forza di macchine che ancora ha, Schettino riavvicina la nave alla osta e la fa incagliare in acque bassissime, a un braccio dal porto del Giglio. Chapeau! E’ passato poco più di un’ora dallo speronamento. L’ordine di abbandonare la nave viene dato da capitan Schettino esattamente dopo due minuti dall’incagliamento. Una sequenza di decisioni da far tremare i polsi presa con perizia e bravura eccezionali. Tutto questo è subito chiaro a chi sa un briciolo di mare. Ma viene taciuto da chi inizia la bagarre sulla viltà di capitan Schettino, con la capitaneria di porto di Livorno che dà in pasto alle belve la conversazione tra lui e il capitano De Falco (speriamo, contro la sua volontà) e la procura di Grosseto che soffia sul fuoco sull’infamia del disgraziato.
Il tutto, si badi bene, in nome e in omaggio di un articolo del nostro Codice di navigazione che prevede pene sino a 15 anni per il comandante che – in buona sostanza – non abbandoni per ultimo la nave. Prescrizione giudicata poco meno che demenziale dall’autorevole viceammiraglio Alan Massey, capo esecutivo della guardia costiera britannica, che ha affermato: “Nel diritto internazionale non è previsto che il comandante debba essere l’ultimo ad abbandonare la nave. Anzi, talvolta questa opportunità può risultare addirittura controproducente”. Dunque, capitan Schettino, nel processo – ma sarà ormai troppo tardi – pur avendo tutta l’indiscutibile colpa per la morte di una trentina di passeggeri, avrà materia per difendere quantomeno il suo nome, la sua onorabilità e anche il merito di avere comunque salvato centinaia di vite. Un chiaroscuro. Il peso della colpa per l’accostamento folle alla riva e il contrappeso della manovra da manuale per rimediare. Materia fine, complessa, comprensibile solo a chi frequenta quella “linea d’ombra” che porta con sé il comando, specie sul mare. Materia totalmente estranea alla voracità manichea imperante. “…
Carlo Panella
introduzione a cura di
Umberto Napolitano

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gennaio 23, 2012 by famiglieditalia

Sempre vigili ed attenti ad ogni notizia che possa apparire interessante, ma che spesso si perde nell’anonimato per overdose di news relative a scandali, drammi e gossip.., eccone una che, in qualche modo, svela proprio il perché della morbosa attenzione dei lettori alle news sotto accusa. E ciò viene messo in risalto da una ricerca scientifica effettuata da esperti dell’ University of California a Berkeley (Usa) e riportata da un post edito da VitaDaMamma.com.
Il pettegolezzo riduce lo stress: spettegolare fa bene alla salute
Gossip, pettegolezzo, inciucio. Sono tanti e vari i termini con il quale viene definita la pratica del riferire a terzi il comportamento di determinate persone, comportamento che spesso irrita e, a volte, può nuocere la persona vittima della “chiacchiera”.
Ma è sempre e comunque un comportamento negativo?
A quanto pare no.
Una recente ricerca, effettuata da alcuni esperti che operano all’ University of California a Berkeley (Usa) e pubblicata Journal of Personality and Social Psychology, ha dimostrato che spettegolare può essere una pratica anti stress.

Attenzione però! Affinchè il gossip risulti benefico per la nostra salute, quest’ ultimo deve essere fatto con scopi nobili e benefici per terzi e quindi non per il semplice gusto di farlo. Ad esempio, la diffusione di notizie sulle presunte o veritiere relazioni VIP non creano alcun beneficio, al contrario, riferire la notizia ad un amico di un presunto tradimento da parte di un altro, metterebbe questi in guardia dall’ essere vittima di un comportamento scorretto, rendendoci così più soddisfatti e migliorando il nostro stato di stress.
Robb Willer, coautore della ricerca, ha così commentato tale scoperta:
“Trasmettere questa “nota di gossip” ha migliorato i sentimenti negativi dei teste e temprato la loro frustrazione. Il pettegolezzo li ha fatti sentire meglio. È come se non dovessimo sentirci in colpa e anzi potessimo sentirci meglio se “spettegolare” aiuta a prevenire altri tradimenti”.
by VitaDaMamma.com
introduzione a cura di
Umberto Napolitano

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gennaio 21, 2012 by famiglieditalia

Presa visione solo ora di questo comunicato stampa, Famiglie d’Italia reputa importante portarlo alla vostra conoscenza. Seguiamo con interesse il Sindaco Sem Galbiati ormai da tempo e siamo convinti che onori al meglio il suo mandato con proposte e fatti sempre innovativi.
COMUNICATO STAMPA [17 gennaio 2012]
Segreteria particolare del Sindaco Piazza Libertà 18 | 20873 Cavenago di Brianza (MB). Codice Fiscale 01477970154 | Partita IVA 00714490968
Tel 0295241492 Fax 02.95241455 nadia.angeloni@comune.cavenagobrianza.mb.it
OGGETTO: Proposta del Sindaco Sem Galbiati per l’accorpamento dei comuni sotto i 15.000 abitanti indirizzata al Presidente del Consiglio On.Mario Monti
In questo momento difficile per l’economia italiana mi trovo, come sindaco, a sentire molto forte la responsabilità del compito che svolgo al servizio del mio paese; ogni giorno mi confronto direttamente con le esigenze dei miei cittadini, e, in questi mesi, è sempre più forte la percezione della drammatica e pesante ricaduta della crisi economica sulla popolazione.
Già nel 2009 io e la mia giunta avevamo percepito la problematicità incombente della situazione e con una manifestazione simbolica, spostando il comune in piazza, sotto le tende, avevamo cercato di lanciare un primo appello alle istituzioni centrali per segnalare come i continui tagli agli enti locali stavano pesantemente inficiando le possibilità del comune di intervenire a favore dei cittadini in difficoltà e bisognosi di un sostegno economico e di servizi da parte dell’Amministrazione comunale.
Il mio appello, come altri lanciati da diversi sindaci italiani era caduto inascoltato e la realtà, anche a causa dell’aggravarsi della crisi economica europea si è rivelata peggiore di quanto si prospettasse.
Nello spirito di servizio che ha sempre mosso la mia attività politica e amministrativa mi sono domandato come, in prima persona, avrei potuto contribuire al risanamento della situazione in stretta collaborazione e con profondo rispetto per il nuovo governo che si sta muovendo per cercare soluzioni efficaci.
Dopo un attenta e profonda rilfessione, alla luce di confronti con la mia giunta e approfondimenti sulla realtà economica italiana ed europea mi sono convinto che la strada migliore da percorrere in questo momento critico sia quella di un convinto rinnovamento della realtà dei comuni e di un profondo mutamento degli stessi che trasformi l’ente pubblico locale con una nuova concezione ancora più vicina ai principi di efficacia, effiicienza ed economicità.
Di qui la mia proposta di accorpare i comuni più piccoli e di portare a 15.000 abitanti la soglia minima per la costituzione di un ente locale. Ho dapprima comunicato questa idea ai miei cittadini con gli auguri natalizi e ora ho inviato una lettera al Primo Ministro Monti nella convinzione che la rinascita del paese possa partire anche dal contributo delle piccole realtà locali che costituiscono il cuore pulsante della vita politica nazionale.
Mi rendo conto che la proposta possa risultare, di primo acchito, molto impopolare; viviamo in una realtà nazionale storicamente frammentata e in alcuni casi campanilista ma la mia proposta non fa altro che accelerare e palesare modalità operative già in essere quali la gestione di servizi in convenzione che molti comuni stanno attuando già da alcuni anni.
Nei prossimi giorni provvederò a contattare i miei coleghi sindaci in modo da illustrare anche a loro la proposta nel tentativo di creare un movimento globale e importante che si proponga “dal basso” come motore di questo rinnovamento.
In conclusione chiedo anche a voi giornalisti la collaborazione al fine di spiegare e diffondere l’idea ai cittadini e mi rendo da subito disponibile per incontrarvi e discutere insieme le specifiche del mio discorso.
Ringraziandovi per la preziosa collaborazione e la disponibilità vi saluto cordialmente.
Il Sindaco di Cavenago di Brianza
Sem Galbiati
introduzione a cura di
Umberto Napolitano

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gennaio 18, 2012 by umbertonapolitano

Come vi sarete senz’altro accorti, e ciò vale soprattutto per coloro che ci seguono fin dalla nostra nascita, questo blog ha sempre più difficoltà giornalmente a proporsi con post che non trattino argomenti che non siano scontati e, il più delle volte, rappresentino il solito insieme di parole e lamentele destinate a disperdersi nel vento e ad aggiungersi ad altre, giuste e spesso giustificate nella rabbia espressa, ma lasciate regolarmente senza risposte o iniziative e proposte risolutrici. E’ sotto gli occhi di tutti la tragica situazione finanziaria nella quale stiamo annaspando grazie a politiche speculative, delle quali noi siamo innocenti… ma ne paghiamo le conseguenze, e, la maggior parte di noi, in silenzio perché le parole e le incazzature sono perdita di tempo e di energie se non supportate adeguatamente da azioni intelligenti e comuni in grado di portare a qualche risultato positivo.
Gli operai hanno i sindacati, molte categorie come tassisti, camionisti, farmaceutici, etc., i mezzi per creare confusione e danno oltre al rumore per far valere le loro ragioni, anche se il più delle volte, ormai, anche queste azioni raramente raggiungono l’effetto sperato… ma la maggior parte dei cittadini, quelli non rappresentati e che giornalmente convivono con restrizioni e disagi, sono costretti a subire ed a vedersi incrementati gli stessi, destinati a convivere con uno stato di difficoltà che per molti si trasforma in povertà e disperazione assoluta.

Ora, il panorama appare abbastanza preoccupante e depressivo per cui, non me la sento di sottolineare ulteriormente una realtà che è sotto gli occhi di tutti: cerco invece, insieme ai miei collaboratori, di studiare e offrire indicazioni per qualche possibilità di sbocco. E’ da tempo che da questo blog si invita tutti a riscoprire il valore, noi addirittura usiamo il termine ” la scienza del lavoro manuale “… ebbene, alcune notizie positive arrivano; molti italiani si stanno riappropriando, per necessità, di questi mestieri che avevano lasciato troppo frettolosamente solo agli extracomunitari. Noi di Famiglie d’Italia siamo convinti che da questi lavori, specialmente quelli più vicini ai frutti che può darci madre terra, riprenderà il cammino della nostra Nazione… e su questo stiamo preparando delle proposte con progetti abbinati, che speriamo di presentare e mettere in atto al più presto. Ecco, il nostro silenzio sul blog su argomenti inerenti alla delicata fase politica e finanziaria attuale del nostro Paese… non deve essere considerata come il chiudere gli occhi e far finta di niente, bensì l’urlo del silenzio degli innocenti che intendono reagire cavandosela da soli, ” creando “ e non ” sprecando ” ulteriori energie in polemiche infruttuose.
Umberto Napolitano
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gennaio 16, 2012 by famiglieditalia
Influenza, a febbraio il picco
( fonte: Vita di Donna Community )
Un milione gli italiani costretti a restare a casa a causa dell’influenza. Negli ultimi sette giorni, nella nostra penisola, in ben 169 milasono stati colpiti da febbre, dolori articolari e disturbi intestinali.La regione più colpita il Piemonte, seconda posizione per la Campania. Mentre i bambini al di sotto dei quattro anni sembrano essere i bersagli preferiti dall’influenza.
Questi i dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità e il monitoraggio di Influnet prevede per il prossimo mese un aumento degli ammalti, pur registrando un “numero di casi inferiore rispetto alla scorsa stagione”.Visto l’imminente picco al quale ci stiamo avvicinando, l’invito è quello di ricorrere al vaccino per il quale si è ancora in tempo visto che agisce entro i 10 giorni.
Gli sbalzi termici ai quali siamo sottoposti in questo inverno, con le temperature che cambiano in continuazione, contribuiscono inoltre ad aumentare le forme “simil-influenzali” (raffreddore, problemi gastroenterici, faringiti).
Il presidente di FederAnziani, Roberto Messina, invita dunque a non sottovalutare i rischi dell’influenza soprattutto per le categorie più deboli. Lavarsi spesso le mani e consumare cibi con vitamina B e C, i rimedi che possono aiutare a tenere lontana l’influenza.
Prevenire è meglio che curare!
by Arianna Laurenti
Etichette: Arianna Laurenti, faringiti, FederAnziani, influenza, Influnet, Istituto Superiore della Sanità, problemi gastroenterici, raffreddore, Roberto Messina, Vita di Donna Community
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gennaio 13, 2012 by famiglieditalia

Il rialzo dei prezzi degli alimenti causato dai biocarburanti: la World Bank lo sapeva di Mario Delfino ( fonte: Blogo.it )
L’anticipazione era stata di The Guardian.
Qualche giorno dopo, è arrivato l’articolo di conferma che riporta il documento della World Bank.
Nel rapporto della World Bank, si analizza il rialzo dei prezzi dei generi alimentari. E si individua la causa principale nei biocarburanti.
Al contrario di quanto affermato dalla Casa Bianca, secondo la quale l‘incidenza dei biocarburanti sul rialzo dei prezzi degli alimenti sarebbe stata dell’ordine del 2-3%, il rapporto della World Bank sostiene che l’ influenza ‘idei biocarburanti sui prezzi degli alimenti arriva al 75%.
E che l’aumento della domanda di cibo da parte di Cina ed India costituisce un fattore marginale, ai fini dell’aumento dei prezzi.
Il rapporto riporta la data dell’8 aprile 2008, ma è rimasto segreto, perché it was too hot for the Bank to handle.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Mobilità e crisi: un pieno è più caro del pranzo di Natale
( fonte: Last Minute Geek )
Per l’ultimo Natale abbiamo speso di più per un pieno di benzina o per il classico pranzo natalizio, magari a Km0 o con prodotti biologici? La risposta non è scontata perché abbiamo speso di più per la benzina e la stima la fa Coldiretti:
Fare il pieno ad un’auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri costa ben 85 euro, un importo leggermente superiore a quello destinato in media dalle famiglie italiane per la preparazione del pranzo di Natale.
La manovra Salva Italia perciò potrebbe essere l’occasione giusta per portare un po’ di sobrietà nei consumi di carburante e non solo per l’economia. Roma e Milano hanno già sforato più volte i limiti consentiti di PM10 con le conseguenti giornate interdette al traffico dei veicoli.
Il prezzo della benzina è alle stelle causa accise. Peraltro dal 2012 le Regioni potranno destinare una delle accise del valore di 1 centesimo per litro al sostegno del trasporto pubblico. E io continuo a chiedermi: perché non si riprende a usare massicciamente la bicicletta? perché non si ritorna a camminare a piedi?
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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gennaio 11, 2012 by famiglieditalia

Ticket sanitari: la giungla degli aumenti ( fonte La Vera Cronaca )
Nel 2012 gli italiani spenderanno 140 euro a testa di ticket per farmaci, analisi, visite e pronto soccorso, con una spesa totale di 4,5 miliardi. Dal 2014 arriveranno poi i nuovi ticket e la spesa per la compartecipazione arriverà a 6,6 miliardi. E’ la stima effettuata in un dossier di “QuotidianoSanità” su dati Istat, Agenas, Ministero della Salute e Regioni.
Secondo le stime, potrebbe dunque raggiungere i 4,5 miliardi di euro l’importo del ticket che i cittadini dovranno sborsare nel 2012 per le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. A livello procapite ciò si tradurrà in una spesa annua media di circa 140 euro a testa per i 32,4 milioni di italiani non esenti dal ticket. Ai circa 4 miliardi versati nel 2011 per farmaci, visite mediche, analisi e pronto soccorso, si aggiungeranno infatti gli introiti a regime del “super ticket di 10 euro” sulla specialistica, pari a 834 milioni, che nel 2011 è stato invece applicato solo da agosto e non in tutte le Regioni, per un importo stimato in 381,5 milioni.
Complessivamente, quindi, nel 2012 si possono ipotizzare i seguenti oneri per il ticket: 1,332 miliardi sui farmaci, spesa 2011 piú tasso inflazione; 3,214 miliardi sulla specialistica e pronto soccorso, spesa 2011, piú totale incassi del super ticket; per un totale di 4,546 miliardi di euro. A livello procapite i ticket su analisi, visite e pronto soccorso nel 2012 costeranno ai non esenti 99 euro a testa, 14 euro in piú rispetto al 2011, mentre quelli sui farmaci dovrebbero restare piú o meno inalterati rispetto al 2011, con un costo medio per i non esenti di circa 41 euro l’anno.
La maglia nera per l’aumento dei ticket sanitari va alla Campania. Le Regioni che, come appena illustrato, hanno applicato il super ticket di 10 euro senza modifiche sono 9 e si tratta di Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche e Molise. Regioni, molte delle quali gravate da problemi di deficit, che hanno cioè applicato il ticket aggiuntivo di 10 euro. Gli effetti sono stati considerevoli: il ticket massimo è passato in media da 36,15 euro a 46 euro, con punte di 70 euro per alcune prestazioni in Campania.
E’ interessante notare come le Marche avessero tentato la strada della rimodulazione in base al reddito: un tentativo vano dato che la misura non è fu mai accettata dall’ex Governo. E poi c’è invece chi il super ticket di 10 euro non l’ha proprio applicato: Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento e Bolzano.
Simili provvedimenti durante la crisi di certo generano sconforto nei cittadini non esenti dal ticket e per i quali il ricorso a cure e visite mediche diventerà un vero e proprio salasso. Le regioni che infatti hanno rimodulato il ticket in base alle fasce reddituali sono soltanto cinque: Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Veneto e il sistema scelto vede un aumento medio che può variare da 0 a 15 euro a seconda della fascia reddituale, il che vuol dire che un ticket può arrivare anche a 51,15 euro (fino a un massimo di 70 euro per Tac e Rmn). In Veneto il costo aggiuntivo può essere massimo di 10 euro e quindi anche i redditi più alti pagheranno non più di 46,15 euro. In Abruzzo il ticket da 10 euro scatta solo per i redditi superiori a 36.000 euro.
Piove sempre sul bagnato, verrebbe da dire, dato che le nuove regole sanitarie colpiranno più duramente (oltre ai cittadini) le Regioni costantemente alle prese con problemi di deficit. Un vero paradosso.
La Vera Cronaca
by Serena Vinciguerra

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gennaio 7, 2012 by famiglieditalia

Ricercatori del MIT appena ufficialmente svelato un dispositivo che utilizza la luce solare per dividere l’acqua in idrogeno e ossigeno. Il dispositivo si basa sulla capacità di produrre idrogeno con una tecnologia sviluppata nel 2008 ovvero una “foglia artificiale” capace di creare combustibili chimici direttamente dalla luce del sole. La cella è fatta anche da materiali comuni come il silicio, cobalto e nichel, il che significa che la “foglia” potrebbe essere potenzialmente prodotte in serie. Se questa tecnologia venisse confermata si potrebbe creare idrogeno direttamente dal sole, utilizzandolo direttamente per il trasporto, riscaldamento e, mediante celle a combustibile, per produrre energia elettrica. La cella è un wafer di silicio (simile alle celle elettriche solari) che è rivestito su entrambi i lati con catalizzatori per l’idrogeno e ossigeno. Il team ha sviluppato un catalizzatore di cobalto tre anni fa che rilascia ossigeno quando attivato dalla luce solare. Hanno poi aggiunto uno strato di lega di zinco-nichel-molibdeno sul lato opposto di wafer di silicio, che separa l’idrogeno dall’H2O. Se mettiamo il wafer in acqua ed lo esponiamo contenporaneamente alla luce del sole avremo acqua che si divide in gas formando bolle che salgono in superficie. I gas, per essere riutilizzati, dovrnno essere separati e l’idrogeno catturato e stoccato. Questa tecnologia offre una scorciatoia per produrre idrogeno. La promessa di un’economia di energia pulita basata sull’idrogeno ha avuto uno svantaggio grande dal fatto che necessita molta energia per dividere H2o; quindi la potenza prodotta alla fine è semplicemente un trasferimento di energia piuttosto che una nuova forma. I vantaggi dell’utilizzo di fotoni per creare idrogeno sono enormi. Un grande stagno potrebbe fare il gas che potrebbe essere convogliato fino ad una cella a combustibile per produrre energia elettrica e calore su richiesta. I ricercatori immaginano la tecnologia integrata in un minuscolo sistema quando immerso nell’acqua sotto il sole che potrebbe produrre tutta l’energia necessaria da una tipica famiglia .
by Andrew Veronika
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Honda ricrea la sua ” motore Compo ” pieghevole moto elettrica a Tokio Motor Show

Negli anni 80, Honda ha creato un motociclo elettrico pieghevole unico chiamato Motocompo. Ora la casa automobilistica sta aggiornando lo scooter con la sua versione di “Motor Compo” modernizzato visualizzata al Motor Show di Tokyo. La moto è inferiore a 1 metro di lunghezza e di altezza ed è dotata di una batteria rimovibile che può essere utilizzata come fonte di alimentazione di emergenza. Mentre l’originale Motocompo sembrava un piccolo falciatore, il nuovo design prende la sua stilistici dal robot di umanoide Asimo robot asimo Hondadi Honda.
by Laura k. Cowan
New entry : Le ESP (Ecopillole Sorridiamo un Po’ ) (da Parole Verdi )
In Giappone, la Triumph produce carburante dai reggiseni usati

Reggiseni usati per produrre carburante : èquel che fa la Triumph International in Giappone. Dai reggiseni si ottiene un refuse-paper and plastic fuel (RPF), costituito da scarti di carta, plastica e fibre. Nell’attività di trasformazione, si genera una quantità di CO2 inferiore rispetto a quella prodotta partendo dal carbone,con costi ridotti del 75%.
Dal 2009, la Triumph ha lavorato più di 200.000 reggiseni, ottenendone circa 14 tonnellate di RPF.
Che dire : forza ragazzi ! ( fonte: Blogo.it )
Ti manca la benzina? No problem ( se sei grasso… )

E’ quanto deve aver pensato il dottor Craig Alan Bittner, specializzato in liposuzione.
Il medico di Los Angeles utilizzava, infatti, il grasso prelevato dai propri pazienti per sintetizzare biocarburante per la propria macchina e per quella della sua fidanzata (un SUV Ford ed una Lincoln Navigator). Da 5 litri di grasso umano il dottore otteneva una quantità quasi equivalente di biodiesel. Il medico è finito sotto inchiesta ed è volato in Sud America per fare del volontariato in una clinica per bisognosi. Sic !
( fonte Blogo.it )
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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gennaio 5, 2012 by famiglieditalia

C’è chi pensa di conoscere i fatti leggendo i quotidiani o guardando la droga con la spina, come amo definire la TV, ma siamo sicuri che ciò che ci fanno credere sia vero?
Ci sono troppe persone in fila come pecoroni a credere alle notizie create a tavolino come fosse oro colato.
Iniziano quando si è ancora piccoli a crearci dei paradigmi che ci annientano poi nella nostra vita da adulti, attraverso l’istruzione e la dottrina. Perchè insegnare alle persone ad essere quanto di meglio sono, nella realtà potrebbe essere un pericolo per coloro che ci abbindolano giorno per giorno. Meglio un popolo beeelante che uno che ragiona con la propria testa.
Le prime cose che ci insegnano sono:
- i concetti relativi al bene ed al male, visti però secondo la loro logica;
- che c’è un Dio che vive lassù nel cielo che ti giudica ed è pronto a scaraventarti nella geenna a bruciare per l’eternità se fai così o colà e ti attacchi alle cose materiali (peccato che coloro che si arrogano il diritto di insegnarti questo, sono ben distanti dall’operare con queste modalità di vita);
- che la politica è l’unica che può governare un popolo nella piena giustizia;
- che lo “status quo” è inviolabile;
- che la globalizzazione è necessaria per la sopravvivenza della razza umana.
Chi mi conosce sa bene che ho il massimo rispetto per le Persone e le Istituzioni e per ciò che esse rappresentano nella società, se però permettono l’evoluzione degli individui e della società stessa, altrimenti, come individuo pensante e dotato di libero arbitrio, mi permetto di dissentire, motivandone debitamente le ragioni, al limite di diventare talvolta pedante.
“Ama le persone ed usa il denaro” è una frase che Bob Proctor utilizza spesso nei suoi seminari e nei suoi scritti, e dovrebbe essere alla base di un’Economia con la “E” maiuscola, invece è il contrario; si mette il denaro davanti alle Persone, spesso famigliari stretti compresi o proprio sè stessi. Vediamo in questo periodo quante separazioni, omicidi e suicidi si verificano nel nome del denaro.
Cos’ha portato la globalizzazione? Schiavitù, lavoro nero a basso prezzo (ma ad alto prezzo di vite umane), distruzione di raccolti e prodotti quali ad esempio il latte in nome di una “quota” stabilita da chi ed a nome di chi, con conseguente impoverimento dei produttori locali.
Ci hanno fatto credere alla sicurezza del mattone, dove si può speculare a dismisura pur avendo una bassa istruzione, con conseguenze catastrofiche per le famiglie, indebitate con le banche per acquistare un edificio strapagato e troppo spesso insicuro (terremoti ed alluvioni varie docet), quando le banche stesse non te le mettono all’asta perchè non riesci a pagare il mutuo. Poi poverine, le banche, ottengono gli aiuti mondiali per “aiutare” i bisognosi, e questo permette loro di attribuire ai soci i dividendi alle spese della società, senza però fornire l’aiuto necessario a chi ne ha bisogno realmente (si trincerano dietro ai vari Basilea 1, 2…n, da loro stessi creati).
Questo dilagare dei giochi d’azzardo legalizzati, ha uno studio preliminare molto accurato a tavolino, che però non è riportato dai quotidiani o dalle tv. Stranamente recentemente qualcuno ha perso lo scranno più ambito in Italia, ma in cambio le sue aziende hanno avuto il monopolio dei sistemi di gioco on-line.
Ci sono sistemi per produrre energia a costi contenuti e fornendo lavoro alle manovalanze locali, ma vengono eluse a favore dei sistemi imposti dal mercato. Guarda caso, chi estrae, trasforma e commercializza tutt’ora prodotti inquinanti come i derivati del petrolio, parallelamente e spudoratamente sotto lo stesso marchio ci propone sistemi “green”, Green, Eco, Certificazioni: questo è il nuovo mercato. Ci lavoro quotidianamente ed anche qui l’economia la fa da padrona: paghi e puoi proporre…. mi fermo qui.
L’autarchia è un reato; denigrare un prodotto locale è da stolti. Ci hanno tolto i raccolti locali in nome degli “aiuti comunitari”; ci hanno tolto una vecchia e malandata moneta in nome del “forte Euro”; la nostra maggiore produttrice di auto, che vive sulle spalle di noi italiani tutti oramai da decenni, va a risanare un capostipite mondiale del settore…
La scuola dovrebbe insegnare come si diventa “individui”, aiutando una persona a maturare ed a crearsi una “indipendenza” a tutti i livelli, per poi poter attivare una funzione di “interdipendenza” con altri individui in forma costruttiva e vantaggiosa per tutti.
Ok; siamo fortunati che ci lasciano la libertà! Permettono alle TV pagate “spintaneamente” da noi Italiani, di far parlare personaggi comici, giornalisti ed opinionisti che danno libero sfogo ad idee analoghe alle nostre. Ma siamo sicuri che non siano al soldo dell’economia per svolgere proprio la funzione di “valvole di sfogo” per il popolo?
La settimana scorsa ero a tavola con mia figlia tredicenne e parlavamo di queste cose e di ciò che Famiglie d’Italia sta preparando come propositi concreti per dare una smossa al “sistema” attualmente imperante, e mi ha colpito la sua domanda: “Ma papà, siete dei rivoluzionari?”. La mia risposta è stata diretta e molto secca: “Vedi Ari, c’è chi fa le rivoluzioni con le armi facendo soffrire altre persone, e chi le fa con progetti fattivi: noi abbiamo scelto la seconda opzione”. Al che le è tronato il sorriso ed ha continuaro a pranzare.
Grazie povera Italia malandata e grazie a coloro che credono in progetti che portino a tutti noi Italiani il benessere che ci meritiamo, ed un doveroso ringraziamento anche ad Umberto Napolitano, presidente di Famiglie d’Italia:

Giacomo Carone
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gennaio 4, 2012 by umbertonapolitano

Cari amici, il modo corretto di vivere un’esistenza normale e serena dobbiamo costruircelo da soli. Non dobbiamo più assolutamente prendere esempio da quanto ci viene proposto dalle Istituzioni attraverso i suoi rappresentanti politici perché rischiamo di sballare completamente ed appassire in un mondo virtuale, lontano dalla realtà e da quanto ispiratoci dalla nostra morale e dalla nostra tradizione cristiana.
I nostri politici sono esempio di rissa continuata, spesso colti in flagranti reati di peculato, appropriazione indebita, soprusi e favoritismi vari. Ci riempiono di balzelli senza compassione ( la nostra benzina costa quasi il 20 % in più rispetto agli altri Stati dell’Unione Europea ), riducono gli stipendi magri di un popolo depresso, e non toccano un euro dei loro sfarzosi emolumenti… hanno trasformato l’Italia in un’enorme bisca, 24 ore su 24!

Dal vecchio Gioco del Lotto una volta alla settimana, Totocalcio, Totip e qualche Lotteria Nazionale…sono passati ad un Lotto ufficiale 3 volte alla settimana, abbinato al Superenalotto conseguente, più Gratta e Vinci e Lotti istantanei continuati, Bingo e Slot Machines su tutto il territorio e su Internet, e dulcis in fundo… Poker e Casino con Roulette e campione completo di tutti i giochi, grazie ad internet, senza interruzione… a casa tua ed, ora, anche su iPad e cellulari. Giochi tassati alle origini,e, ultimamente, anche sulle vincite. CHE SCHIFO!!! Non invidio il mio omonimo Presidente Giorgio Napolitano, che non so con quale spirito si appresti ogni giorno a rappresentare senza ansia una Nazione in così galoppante degenerazione.
Ma noi nelle Istituzioni dobbiamo continuare a credere perché sono sacre e senza di esse nemmeno esisteremmo!… Come potete vedere io uso sempre le iniziali maiuscole quando le nomino. E’ la generazione politica attuale che le rappresenta che è cariata: gli interessi personali hanno causato una serie di errori che ci hanno portato sull’orlo del default ed i soldi invece di andarli a pretendere prima di tutto da coloro che lo hanno causato ( politici incapaci, troppo accondiscendenti per strategie elettorali, conniventi con finanzieri e bancari speculatori, etc. ), si attaccano senza ritegno e misura su di noi, cittadini inermi e pazienti.
E noi dobbiamo, ancora una volta, dare il buon esempio… e come?
Usiamo il buonsenso e la nostra intelligenza. Riprendiamo fiducia in noi stessi. Non attendiamo inerti le soluzioni da chi dovrebbe darcele e guardiamoci attorno cercando di capire cosa possa esserci utile per sopravvivere e resettarci. E’ una vita che lo scrivo: noi non siamo una Nazione industriale… lo siamo diventati per interessi altrui.I lavoratori di tale settore non sono che una piccola parte: rispettiamoli creando loro delle vie d’uscita, degli sbocchi dove confluire quando gli ammortizzatori sociali non saranno più in grado di sostenerli…e già loro sono fortunati ad averli per un certo periodo, perché la totalità di coloro che sono fuori dai loro settori, la maggior parte dei lavoratori, se perdono il posto non hanno meno diritti e devono risolversi da soli i problemi. Ed allora ritorniamo a ciò che di noi ha fatto un popolo autosufficiente ed emergete. L’Agricoltura, il Turismo e la forza e la qualità del nostro Artigianato! Siamo ancora in tempo: il cibo viene dalla terra e di questa ne abbiamo a iosa; il sole, le montagne, il mare e la Storia ci avvolgono in una coperta ampia e rassicurante, la qualità del nostro ingegno è riconosciuta in tutto il mondo: forza, volgiamo a queste risorse i nostri sguardi, perché esse sono reali.. le altre sono sirene virtuali che oggi ci danno un illusione e nel tempo ci distruggono definitivamente!
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gennaio 2, 2012 by umbertonapolitano

Cari amici si apre il nuovo anno e deve essere subito ben chiaro in noi che qualcosa deve cambiare nei nostri comportamenti. Ormai siam0 diventati l’oggetto preferito di un salasso continuato e senza ritegno. I media hanno comunicato recentemente che con l’ingresso dell’euro il potere di acquisto delle famiglie è diminuito negli ultimi 9 anni del 40 % ma, benché tutto questo, la finanza continua a picchiare ed a spremerci come se le nostre risorse fossero infinite. Ho analizzato questa perdita di potere d’acquisto e ci ho ragionato sopra, giungendo ad alcune considerazioni inconfutabili. Chi ha incamerato questo 40 % ?…
I lavoratori, i contadini e gli artigiani non di certo, anzi!… Nella produzione del latte i ricavi si sono ridotti all’osso, tanto per fare un esempio, ma il costo dei gelati, sempre per insistere nell’ esempio, è quasi raddoppiato: perché?… Nell’agricoltura poi, un chilo di pomodori con cultura biologica che esce a 60 centesimi, lasciando pochissimi margini di utile, quintuplica quando arriva sui bancali: perché?… e potrei andare avanti all’infinito. Quindi, ci guadagnano sopra, speculando, una serie di parassiti che aggiungono costi inutili e spropositati nei vari passaggi, senza parlare del costo del carburante che aumentando in continuazione, pesa sempre più sul trasporto dei prodotti dal produttore al consumatore… Come rimediare?…
Per il carburante, per una volta tanto, mi sento di concordare con un Grillo che finalmente non si limita ad incazzarsi e a denunciare, ma tira fuori il meglio di sé e ci regala una proposta seria e molto funzionale: “ scegliere di evitare per un po’ di fare il pieno alla Esso o alla Shell ( mi paiono queste le compagnie da lui suggerite ), in modo da mandarle in crisi di domanda e metterle nelle condizioni di cominciare loro per prime a dare il buon esempio abbassando il prezzo d’acquisto “. Sono convinto che sia un consiglio geniale che io sto già mettendo in pratica estendendolo ai miei amici e familiari.
Per quanto concerne gli acquisti, consiglio alle famiglie di cominciare a guardarsi meglio attorno alla ricerca più accurata e responsabile di soluzioni alternative. La fretta e il farsi troppo condizionare dalle offerte ultra promozionate ci impigrisce e ci rende vulnerabili. Non accontentarsi solo di aspettare con ansia la stagione dei saldi, ma ingegnarsi, come un lavoro retribuito dal risparmio, alla ricerca di chi offre soluzioni di acquisto alternative più convenienti. Famiglie d’Italia, in materia, tra un po’ proporrà a sua volta una soluzione interessante; la stiamo studiando e occorre ancora qualche mese prima di poterla presentare ufficialmente… ma nel frattempo, sulla rete, esistono già delle offerte molto convenienti. Il potere predominante di monopolio in qualsiasi ramo commerciale, per minarlo e metterlo in difficoltà, bisogna indebolirlo proprio nella sua convinzione di essere inattaccabile perchè insostituibile. Non è vero!!!
Quindi, con l’anno nuovo, il cambio di rotta per sopravvivere meglio sta in primis in noi: cominciamo ad acculturaci maggiormente allargando le nostre conoscenze alla ricerca più accurata di informazioni a noi più utili… non quelle evidenziate dalla macchina pubblicitaria, bensì quelle celate, ma esistenti, funzionali ed essenziali. Buon anno nuovo!
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dicembre 29, 2011 by famiglieditalia
Qualche sera fa poco prima di Natale ho avuto la fortuna di partecipare ad un bellissimo evento culturale dal titolo Arte: Un incontro nel tempo che è stato organizzato a Luzzana ,paesino a pochi km ad est di Bergamo, nella bellissima Chiesa Parrocchiale di San Bernardino da Siena .
La particolarità direte voi ? Ebbene posso rispondere …non il solito evento culturale ma, una circostanza veramente molto bella e particolare organizzata in occasione del 90° anno dalla nascita del grande scultore ed illustre concittadino Alberto Meli che nacque in questo bel paesino della Val Cavallina nell’agosto del 1921 e dove poco più di cent’anni prima nel 1816 nasceva un altro Meli, Giosuè che è stato uno dei più grandi scultori di impronta classica dell’ottocento.
Meli poco prima di morire nel 2003 donò al Comune oltre 250 sue opere che, come ha tenuto a ricordare Ivan Beluzzi –sindaco di Luzzana, sono ora ospitate nel museo intitolato al grande maestro che è stato ricavato all’interno del Castello Giovannelli,un bel maniero di origine medioevale trasformato poi in palazzo civile alla fine del 500 dai Conti che lo acquistarono e di cui porta il nome.
Lo scultore Alberto Meli, lo ricordo brevemente,a soli 16 anni iniziò a frequentare il laboratorio di un altro grandissimo scultore bergamasco Gianni Remuzzi, dal quale apprese i segreti dell’uso della pietra, delle sue caratteristiche e delle modalità di lavorazione passando poi dal 47 al53 afrequentare l’Accademia Carrara.
In seguito dopo aver ottenuto diversi premi e prestigiosi attestati come per esempio il Premio Biennale alla Permanente di Milano e il riconoscimento del Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, il fervore artistico e soprattutto la voglia di ricercare nuove soluzioni lo porteranno a Locarno in Svizzera e quì nell’atelier di Remo Rossi diverranno fondamentali alcuni incontri con diversi artisti, tra questi Fischer, Richter, Beninger,Probst, Max Bill ma in particolare con Hans Jean Arp del quale per oltre un decennio (1957-1966) diventerà il più stretto collaboratore.
Proprio la collaborazione con Arp sarà essenziale per sviluppare il proprio personale percorso artistico e nel 1966 dopo aver partecipato ad una mostra collettiva accanto a Rossi,Ritcher,Guttuso,Cantatore,Borlotti ed anche Arp , Meli rientrerà nella sua amata Luzzana.

Gli anni che seguiranno saranno anni di grande fervore e creatività artistica, con la sperimentazione e l’uso di materiali diversi come pietra, marmo, bronzo,piombo,legno ma, anche materiali sintetici e di recupero e soprattutto con l’attenta osservazione della natura , di quella natura a volte incantata e magica della Val Cavallina che custodisce nelle sue rocce, negli alberi, nel fluire delle acque o nel respiro del vento il significato stesso dell’arte.
L’icona di questo periodo può senza dubbio considerarsi a mio avviso il bellissimo documentario realizzato negli anni 80 che è stato proiettato nel corso della serata , dal titolo “Trasfigurazioni Ecologiche” nel quale con una sapiente regia sono stati filmati non solo i momenti di creatività artistica anche en plein air dello scultore Meli e del grande artista ed amico Cesare Benaglia ma, soprattutto quella storica mostra d’arte del 1979 nella galleria La Roggia di Palazzolo dove, come riferito dallo stesso Benaglia, la sorpresa più grande fu quella di scoprire osservando le opere scultoree e pittoriche che le loro visioni artistiche erano identiche svelando cosi’ due vere e proprie anime gemelle,il tutto ha trovato sublimazione nelle splendide note che hanno fatto da sottofondo, eseguite al pianoforte dal maestro Alessandro Fabiani che da tempo ha assunto la veste di ambasciatore della cultura del Museo Meli di Luzzana proprio per far conoscere un grande scultore di grandissima levatura al pari dei contemporanei Minguzzi o Manzu’.
Per concludere nel castello di Luzzana c’è pertanto un vero e proprio tesoro, ancora purtroppo non adeguatamente conosciuto come meriterebbe ma, che proprio per questo merita di essere scoperto,valorizzato apprezzato ed anche aiutato,il bellissimo obiettivo che si è posto il Museo è quello di avvicinare non solo le nuove generazioni all’arte contemporanea ma anche alla Cultura Bergamasca della tradizione proprio attraverso le opere che l’artista ci ha lasciato siano queste astratte e collocate quindi oltre la realtà in mondi fantastici e fortemente simbolici alla continua ricerca di nuove forme espressive oppure figurative nelle quali Meli ha saputo raggiungere l’apice dell’essenza umana e delle sue componenti psicologiche e soprattutto spirituali.
info@museoluzzana.it www.museoluzzana.it
Stefano Micheli

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dicembre 27, 2011 by famiglieditalia
La sperimentazione dovrebbe essere partita a marzo 2011 su impianto da 1 megawatt. Ma non se ne sa più nulla. I risultati?
Estrarre energia dalle alghe per illuminare una Venezia ‘green’ giorno e notte. E’ questo il progetto al quale ha lavorato l’Autorità Portuale con la sua società Enave - Energia dalle Alghe a Venezia (Apv Investimenti , società finanziaria detenuta al 100% dall’Autorità Portuale di Venezia ed Enalg azienda proprietaria del brevetto in Italia).
Peccato che la sperimentazione dovrebbe essere partita a marzo … poi … il buio assoluto. Funziona? Non funziona? Il sito tace. Tutto fermo a 5 mesi fa, con l’annuncio dell’inizio della sperimentazione. Altri soldi buttati via? La sperimentazione avrebbe dovuto avere inizio a marzo/aprile grazie ad un impianto industriale a scala ridotta (un modulo di un megawatt) per verificare la risposta delle alghe lagunari.
Lo spin-off dell’Università di Milano ESAE ( www.esaesrl.com ), coordinato dal prof. Sparacino ha invece avviato una interessante sperimentazione sulle alghe utilizzando uno speciale bioreattore che dovrebbe essere in grado di produrre molta biomassa a costi bassissimi. In questo caso gli investimenti sono stati prossimi allo zero ( volontariato e studenti in tesi ). Due proposte diverse per tentare una via innovativa. Valutate le differenze metodologiche e decidete a chi affidare le vostre donazioni ( che vorremmo numerose ) tramite la Onlus Famiglie d’Italia.
by Paolo Broglio
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Airdrop farà crescere le patate nel deserto
Prende spunto dall’abilità del Coleottero delle nebbie, l’eco-sistema d’irrigazione disegnato per sconfiggere la siccità anche nelle zone più aride del pianeta

(Rinnovabili.it) – Rendere la siccità solo un ricordo è possibile? Edward Linacre crede di sì ed intende dare una mano perche questa speranza si possa concretizzare. E ispirandosi ad uno dei migliori sistemi esistenti in natura in fatto di risparmio idrico il giovane designer ha messo a punto un dispositivo capace di trasformare aree colpite dalla siccità in fertili terreni agricoli. Per realizzare Airdrop, questo il nome dell’innovativo sistema d’irrigazione, Linacre ha studiato i Coleotteri delle nebbie, chiamati anche coleotteri del Namib, una specie intelligente che vive in uno dei posti più secchi della Terra. Con un solo centimetro di pioggia all’anno, l’insetto è in grado di sopravvivere consumando la rugiada che si raccoglie la mattina sul proprio dorso. La conformazione dell’esoscheletro di questi tenebrionidi è così efficace nella raccolta dell’umidità che ha già attirato l’attenzione di diversi scienziati e seguaci della biomimetica. La soluzione offerta da Airdrop si presenta però come un economico e verde espediente, così accattivante da aver conquistato il primo premio al James Dyson Award 2011.
Approfondite ricerche hanno rivelato durante prolungati periodi di siccità un aumento dell’evaporazione del suolo e dell’evapotraspirazione (l’acqua che dal terreno passa nell’aria per effetto congiunto della traspirazione, attraverso le piante, e dell’evaporazione diretta dal suolo) a causa delle temperature in aumento. Airdrop è stato concepito appositamente per sfruttare questo fenomeno. Nel dettaglio, una turbina incanala l’aria nel sottosuolo attraverso una rete di tubature per raffreddarla rapidamente e farle così raggiungere il 100% di umidità. L’acqua prodotta viene successivamente immagazzinata in un serbatoio interrato e pompata verso le radici delle colture tramite getti di irrigazione a goccia sotterranei. Per funzionare il dispositivo sfrutta sia l’energia del vento che quella del sole, attraverso un piccolo modulo fotovoltaico.

Il sistema include anche uno schermo LCD che visualizza i livelli del serbatoio d’acqua, della resistenza alla pressione, della durata della batteria solare e del sistema sanitario. Gli studi svolti da Linacre suggeriscono che da ogni metro cubo di aria nelle zone più aride del deserto si possono ricavare 11,5 ml di acqua. Ulteriori iterazioni del suo progetto aumenterà la resa di Airdrop. Il montepremi assegnato dal concorso, 14mila dollari, sarà destinato al collaudo ed al miglioramento del dispositivo.
AMBIENTE Acchiappanebbia e coleotteri hi-tech
La siccità si può battere anche con la fantasia. Se gli affari non lo impediscono. Come in Namibia, dove la scienza ha imparato da un insetto a catturare gocce di rugiada. Ma un’azienda ha brevettato il sistema
by Sylvie Coyaud
Durante il terzo Forum mondiale dell’acqua che si terrà in tre città del Giappone tra il 16 e il 23 marzo, Robert Schemenauer sarà a Kyoto, allo stand di FogQuest. Bisognerà cercarlo bene, quel piccolo stand, in mezzo ai monumenti high-tech e sfavillanti delle multinazionali: lo si riconoscerà da una strana maquette in mezzo ai depliant e al bollettino dell’organizzazione non governativa canadese. Da lontano, parrà un modellino di pannello solare costruito da un bambino: fra due bastoni verticali, è tesa una rete di plastica azzurra con la parte inferiore tagliata leggermente di sbieco. In fondo alla rete è appesa una grondaia che si richiude all’estremità più bassa per formare un tubo. È un acchiappanebbie. L’idea risale almeno a duemila anni fa. Nelle Storie naturali, Plinio il Vecchio racconta che gli abitanti di un’arida isola delle Canarie salivano all’alba sulle colline vicino al mare per raccogliere la nebbia che sgocciolava dalle fronde alte e maestose dell’Albero sacro dove s’era impigliata durante la notte. Negli anni Settanta, Pilar Cereceda dell’università pontificia di Santiago del Cile e alcuni colleghi pensarono di costruire collettori di nebbia per dare acqua potabile ai villaggi costieri del deserto di Atacama. Le miniere di rame erano state chiuse, i rari pozzi erano inquinati, e sulle strade sfondate le autobotti venivano sempre più di rado a rifornire i pescatori e le loro famiglie. Le nuvole create dalla corrente fredda del Pacifico sfioravano ogni mattina, senza fermarsi, le prime pendici delle Ande, disboscate da tempo. Piantarci degli alberi sarebbe stata una perdita di tempo: su quella costa piove soltanto negli anni del Niño, e perfino i cactus crescono rachitici. Attraverso l’ambasciata del Canada, i cileni entrarono in contatto con il Centro internazionale per lo sviluppo e con Environment Canada, due enti governativi che finanziano progetti di sviluppo sostenibile nel terzo mondo. Mandarono a fare un’indagine sul campo Schemenauer, un fisico specializzato in struttura, dinamica e composizione delle microgocce di nebbia. Insieme a lui, idrogeologi, oceanografi, meteorologi e altri scienziati cileni trovarono un sito adatto alle spalle del villaggio di Chungungo, abbastanza alto perché l’acqua scorresse fino alle case, senza doverla pompare.
Con una serie di esperimenti, calcolarono le dimensioni giuste per le maglie del reticolo, identificarono materiali poco costosi e reperibili sul posto per costruire i pannelli, e infine progettarono una struttura facile da riparare. Nel 1994, a Chungungo c’erano settanta pannelli di 48 metri quadrati l’uno che raccoglievano quotidianamente in un serbatoio centrale 11 mila litri di acqua molto pulita (secondo Pilar Cereceda, tracce di iodio marino le danno un sapore leggero e gradevole, che accompagna ottimamente il pesce): 33 litri a testa per ognuno dei 330 abitanti. Oggi i pannelli sono raddoppiati, gli abitanti anche. Quando non pescano, coltivano verdure per i villaggi vicini e resta loro di che annaffiare gli alberi ripiantati sulle colline. Tutto questo per l’8% della spesa per l’acqua portata dalle autobotti. Col tempo e grazie a nuove ricerche, gli impianti rendono di più. In Oman, un Paese caldo e secco sulla punta della Penisola arabica, nel 1998 il sultano è venuto in persona a inaugurare un collettore dotato di una rete in polipropilene, più regolare e lussuosa, che in due mesi e mezzo ha prodotto in media 3.360 litri al giorno. Schemenauer non lavora soltanto nei Paesi desertici: ha svolto ricerche preliminari in Ecuador, per i collettori poi costruiti a Pululahua, a nord di Quito, dove l’acqua c’è ma è infetta, e per quelli in costruzione a Pachamama Grande, nel sud del Paese, a un’altitudine di 3.700 metri, dove l’acqua non c’è ma la montagna è sempre avvolta nelle nuvole. Ci sono molti acchiappanebbie in funzione in più di quaranta Paesi di tutti i continenti (isole Canarie comprese), ma ce ne sono soltanto quattro, sperimentali e grandi appena un quarto di quelli definitivi, sulla costa assetata della Namibia. Eppure anche qui, una corrente fredda venuta dal polo sud e tallonata dal vento porta la nebbia sulle colline brulle, non tutti i giorni come a Chungungo ma 120 giorni all’anno, in media. Abbastanza da garantire acqua per sé, per le mandrie e per gli orti ai miseri abitanti del villaggio di Soutriver. Ci sono solo quattro pannelli sperimentali, quotidianamente controllati dal personale della Fondazione nazionale per la ricerca sul deserto (insieme agli anemometri che registrano la velocità del vento, ai termometri e agli igrometri) perché mancano gli sponsor. Dicono alla Fondazione che cinquanta pannelli costerebbero 20 mila euro, e per Soutriver sono tanti. Per certi pirati stranieri della biodiversità locale sarebbero un’inezia. Il deserto della Namibia è pieno di vita. Ci sono “piante della resurrezione” che fioriscono all’improvviso se un vento propizio spinge fino a loro la nebbia del mare, studiate in tutto il mondo, per esempio all’università di Firenze. E c’è la Stenocara – un piccolo coleottero nero della famiglia dei tenebrionidi, che il vento se lo va a cercare. Ha elitre butterate che ne proteggono le ali sottostanti con una sorta di corazza chiodata. All’alba esce dal suo anfratto, piega le zampe anteriori, si solleva su quelle posteriori e si ferma in un inchino, la testa puntata verso il mare. Sulle sporgenze delle elitre, la nebbia si condensa in gocce che scivolano giù fino alle mandibole. Sembra banale, ma non lo è. Per riuscire a fissare le prime micro-gocce attorno alle quali le altre si addensano fino a formare gocce vere e proprie, più pesanti dell’aria circostante altrimenti il vento le porterebbe via, le elitre devono essere “idrofile”. E per lasciarle scorrere fino alla bocca della Stenocara, devono essere “idrorepellenti”. Come possono essere insieme impermeabili e non impermeabili? Nel novembre 2001, due ricercatori inglesi – Andrew Parker, del Dipartimento di zoologia dell’università di Oxford, e Chris Lawrence dell’unità di scienze meccaniche della società QinetiQ – hanno chiarito il mistero in un articolo pubblicato dal settimanale scientifico Nature. Con un microscopio elettronico a scansione, hanno ottenuto un’immagine dettagliata delle elitre. Sono coperte da “uno strato super-idrofobico, fatto da emisferi di cera appiattiti” disposti come tegole su un tetto, ma non in cima alle sporgenze. Parker e Lawrence hanno calcolato che il volume delle gocce, una volta agganciate, aumentava più velocemente della loro sezione trasversale. Con la formula per la prima legge di Eulero, hanno poi calcolato che, data la velocità del vento sulle coste della Namibia (media: 5 metri al secondo), data la costante gravitazionale g, la densità dell’acqua e la pendenza di 45 delle elitre, per scendere in bocca alla Stenocara le gocce dovevano avere un diametro di 5 millimetri. Esattamente quello delle gocce filmate sulla Stenocara in natura. Non paghi, hanno verificato il comportamento di acqua nebulizzata su lastre di vetro e lastre di cera tra i 22 e i 66 C. Omettiamo qui altre palpitanti vicende di laboratorio per arrivare al dunque. La QinetiQ è un’azienda privata che fa ricerca per conto della Difesa britannica. Ha ottenuto il brevetto per “la struttura della Stenocara”, da ricreare con polimeri che imitino la superficie delle elitre per “ottenere una varietà di dispositivi da produrre per la raccolta controllata di vapore, ivi compresa acqua potabile, o per l’agricoltura in regioni inospitali”. Visto che la QinetiQ ha brevettato non una propria invenzione ma un piccolo coleottero nero sottratto alla Namibia, non per sfizio si presume ma per soldi, almeno per l’Anno dell’acqua faccia la cosa giusta: regali a Soutriver i suoi dispositivi, da appendere fra due pali con l’orlo di sbieco e la grondaia sotto, nell’acchiappanebbia inventato e non brevettato da Robert Schemenauer, Pilar Cereceda e colleghi.
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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dicembre 24, 2011 by famiglieditalia

SOGNO DI NATALE
brano di Luigi Pirandello
Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.
Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:
- Buon Natale – e sparivo…
Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.
Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.
Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.
Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.
A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.
- Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto…
Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch’ero la sua ombra per terra, non mi disse:
- Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.
Era una chiesa magnifica, un’immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d’oro alla volta, piena d’una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l’altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d’incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d’argento splendevano a ogni gesto le brusche d’oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale.
- E per costoro – disse Gesù entro di me – sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte.
Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese:
- Cerco un’anima, in cui rivivere. Tu vedi ch’ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l’anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo… Cerco un’anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d’ogn’altro di buona volontà.
- La città, Gesù? – io risposi sgomento. – E la casa e i miei cari e i miei sogni?
- Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari.
- Ah! io non posso, Gesù… – feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona.
Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l’impressione sul mio capo inchinato, m’avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. E qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa.
(Racconto di Natale di Luigi Pirandello)
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dicembre 22, 2011 by famiglieditalia

IL DONO DI NATALE
brano di Grazia Deledda
I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.
Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.
Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.
E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri.
Avevano mandato avanti il fratello più piccolo, Felle, un bel ragazzo di undici anni, dai grandi occhi dolci, vestito di pelli lanose come un piccolo San Giovanni Battista; portava sulle spalle una bisaccia, e dentro la bisaccia un maialetto appena ucciso che doveva servire per la cena.
Il piccolo paese era coperto di neve; le casette nere, addossate al monte, parevano disegnate su di un cartone bianco, e la chiesa, sopra un terrapieno sostenuto da macigni, circondata d’alberi carichi di neve e di ghiacciuoli, appariva come uno di quegli edifizi fantastici che disegnano le nuvole.
Tutto era silenzio: gli abitanti sembravano sepolti sotto la neve.
Nella strada che conduceva a casa sua, Felle trovò solo, sulla neve, le impronte di un piede di donna, e si divertì a camminarci sopra. Le impronte cessavano appunto davanti al rozzo cancello di legno del cortile che la sua famiglia possedeva in comune con un’altra famiglia pure di pastori ancora più poveri di loro. Le due casupole, una per parte del cortile, si rassomigliavano come due sorelle; dai comignoli usciva il fumo, dalle porticine trasparivano fili di luce.
Felle fischiò, per annunziare il suo arrivo: e subito, alla porta del vicino si affacciò una ragazzina col viso rosso dal freddo e gli occhi scintillanti di gioia.
- Ben tornato, Felle.
- Oh, Lia! – egli gridò per ricambiarle il saluto, e si avvicinò alla porticina dalla quale, adesso, con la luce usciva anche il fumo di un grande fuoco acceso nel focolare in mezzo alla cucina.
Intorno al focolare stavano sedute le sorelline di Lia, per tenerle buone la maggiore di esse, cioè quella che veniva dopo l’amica di Felle, distribuiva loro qualche chicco di uva passa e cantava una canzoncina d’occasione, cioè una ninnananna per Gesù Bambino.
- Che ci hai, qui? – domandò Lia, toccando la bisaccia di Felle. – Ah, il porchetto. Anche la serva del fidanzato di tua sorella ha già portato il regalo. Farete grande festa voi, – aggiunse con una certa invidia; ma poi si riprese e annunziò con gioia maliziosa: – e anche noi!
Invano Felle le domandò che festa era: Lia gli chiuse la porta in faccia, ed egli attraversò il cortile per entrare in casa sua.
In casa sua si sentiva davvero odore di festa: odore di torta di miele cotta al forno, e di dolci confezionati con buccie di arancie e mandorle tostate. Tanto che Felle cominciò a digrignare i denti, sembrandogli di sgretolare già tutte quelle cose buone ma ancora nascoste.
La sorella, alta e sottile, era già vestita a festa; col corsetto di broccato verde e la gonna nera e rossa: intorno al viso pallido aveva un fazzoletto di seta a fiori; ed anche le sue scarpette erano ricamate e col fiocco: pareva insomma una giovane fata, mentre la mamma, tutta vestita di nero per la sua recente vedovanza, pallida anche lei ma scura in viso e con un’aria di superbia, avrebbe potuto ricordare la figura di una strega, senza la grande dolcezza degli occhi che rassomigliavano a quelli di Felle.
Egli intanto traeva dalla bisaccia il porchetto, tutto rosso perché gli avevano tinto la cotenna col suo stesso sangue: e dopo averlo consegnato alla madre volle vedere quello mandato in dono dal fidanzato. Sì, era più grosso quello del fidanzato: quasi un maiale; ma questo portato da lui, più tenero e senza grasso, doveva essere più saporito.
- Ma che festa possono fare i nostri vicini, se essi non hanno che un po’ di uva passa, mentre noi abbiamo questi due animaloni in casa? E la torta, e i dolci? – pensò Felle con disprezzo, ancora indispettito perché Lia, dopo averlo quasi chiamato, gli aveva chiuso la porta in faccia.
Poi arrivarono gli altri fratelli, portando nella cucina, prima tutta in ordine e pulita, le impronte dei loro scarponi pieni di neve, e il loro odore di selvatico. Erano tutti forti, belli, con gli occhi neri, la barba nera, il corpetto stretto come una corazza e, sopra, la mastrucca.
Quando entrò il fidanzato si alzarono tutti in piedi, accanto alla sorella, come per far davvero una specie di corpo di guardia intorno all’esile e delicata figura di lei; e non tanto per riguardo al giovine, che era quasi ancora un ragazzo, buono e timido, quanto per l’uomo che lo accompagnava. Quest’uomo era il nonno del fidanzato. Vecchio di oltre ottanta anni, ma ancora dritto e robusto, vestito di panno e di velluto come un gentiluomo medioevale, con le uose di lana sulle gambe forti, questo nonno, che in gioventù aveva combattuto per l’indipendenza d’Italia, fece ai cinque fratelli il saluto militare e parve poi passarli in rivista.
E rimasero tutti scambievolmente contenti.

Al vecchio fu assegnato il posto migliore, accanto al fuoco; e allora sul suo petto, fra i bottoni scintillanti del suo giubbone, si vide anche risplendere come un piccolo astro la sua antica medaglia al valore militare. La fidanzata gli versò da bere, poi versò da bere al fidanzato e questi, nel prendere il bicchiere, le mise in mano, di nascosto, una moneta d’oro.
Ella lo ringraziò con gli occhi, poi, di nascosto pure lei, andò a far vedere la moneta alla madre ed a tutti i fratelli, in ordine di età, mentre portava loro il bicchiere colmo.
L’ultimo fu Felle: e Felle tentò di prenderle la moneta, per scherzo e curiosità, s’intende: ma ella chiuse il pugno minacciosa: avrebbe meglio ceduto un occhio.
Il vecchio sollevò il bicchiere, augurando salute e gioia a tutti; e tutti risposero in coro.
Poi si misero a discutere in un modo originale: vale a dire cantando. Il vecchio era un bravo poeta estemporaneo, improvvisava cioè canzoni; ed anche il fratello maggiore della fidanzata sapeva fare altrettanto.
Fra loro due quindi intonarono una gara di ottave, su allegri argomenti d’occasione; e gli altri ascoltavano, facevano coro e applaudivano.
Fuori le campane suonarono, annunziando la messa.
Era tempo di cominciare a preparare la cena. La madre, aiutata da Felle, staccò le cosce ai due porchetti e le infilò in tre lunghi spiedi dei quali teneva il manico fermo a terra.
- La quarta la porterai in regalo ai nostri vicini – disse a Felle: – anch’essi hanno diritto di godersi la festa.
Tutto contento, Felle prese per la zampa la coscia bella e grassa e uscì nel cortile.
La notte era gelida ma calma, e d’un tratto pareva che il paese tutto si fosse destato, in quel chiarore fantastico di neve, perché, oltre al suono delle campane, si sentivano canti e grida.
Nella casetta del vicino, invece, adesso, tutti tacevano: anche le bambine ancora accovacciate intorno al focolare pareva si fossero addormentate aspettando però ancora, in sogno, un dono meraviglioso.
All’entrata di Felle si scossero, guardarono la coscia del porchetto che egli scuoteva di qua e di là come un incensiere, ma non parlarono: no, non era quello il regalo che aspettavano. Intanto Lia era scesa di corsa dalla cameretta di sopra: prese senza fare complimenti il dono, e alle domande di Felle rispose con impazienza:
- La mamma si sente male: ed il babbo è andato a comprare una bella cosa. Vattene.
Egli rientrò pensieroso a casa sua. Là non c’erano misteri né dolori: tutto era vita, movimento e gioia. Mai un Natale era stato così bello, neppure quando viveva ancora il padre: Felle però si sentiva in fondo un po’ triste, pensando alla festa strana della casa dei vicini.
Al terzo tocco della messa, il nonno del fidanzato batté il suo bastone sulla pietra del focolare.
- Oh, ragazzi, su, in fila.
E tutti si alzarono per andare alla messa. In casa rimase solo la madre, per badare agli spiedi che girava lentamente accanto al fuoco per far bene arrostire la carne del porchetto.
I figli, dunque, i fidanzati e il nonno, che pareva guidasse la compagnia, andavano in chiesa. La neve attutiva i loro passi: figure imbacuccate sbucavano da tutte le parti, con lanterne in mano, destando intorno ombre e chiarori fantastici. Si scambiavano saluti, si batteva alle porte chiuse, per chiamare tutti alla messa.
Felle camminava come in sogno; e non aveva freddo; anzi gli alberi bianchi, intorno alla chiesa, gli sembravano mandorli fioriti. Si sentiva insomma, sotto le sue vesti lanose, caldo e felice come un agnellino al sole di maggio: i suoi capelli, freschi di quell’aria di neve, gli sembravano fatti di erba. Pensava alle cose buone che avrebbe mangiato al ritorno dalla messa, nella sua casa riscaldata, e ricordando che Gesù invece doveva nascere in una fredda stalla, nudo e digiuno, gli veniva voglia di piangere, di coprirlo con le sue vesti, di portarselo a casa sua.
Dentro la chiesa continuava l’illusione della primavera: l’altare era tutto adorno di rami di corbezzolo coi frutti rossi, di mirto e di alloro: i ceri brillavano tra le fronde e l’ombra di queste si disegnavano sulle pareti come sui muri di un giardino.

In una cappella sorgeva il presepio, con una montagna fatta di sughero e rivestita di musco: i Re Magi scendevano cauti da un sentiero erto, e una cometa d’oro illuminava loro la via.
Tutto era bello, tutto era luce e gioia. I Re potenti scendevano dai loro troni per portare in dono il loro amore e le loro ricchezze al figlio dei poveri, a Gesù nato in una stalla; gli astri li guidavano; il sangue di Cristo, morto poi per la felicità degli uomini, pioveva sui cespugli e faceva sbocciare le rose; pioveva sugli alberi per far maturare i frutti.
Così la madre aveva insegnato a Felle e così era.
- Gloria, gloria – cantavano i preti sull’altare: e il popolo rispondeva:
- Gloria a Dio nel più alto dei cieli.
E pace in terra agli uomini di buona volontà.
Felle cantava anche lui, e sentiva che questa gioia che gli riempiva il cuore era il più bel dono che Gesù gli mandava.
All’uscita di chiesa sentì un po’ freddo, perché era stato sempre inginocchiato sul pavimento nudo: ma la sua gioia non diminuiva; anzi aumentava. Nel sentire l’odore d’arrosto che usciva dalle case, apriva le narici come un cagnolino affamato; e si mise a correre per arrivare in tempo per aiutare la mamma ad apparecchiare per la cena. Ma già tutto era pronto. La madre aveva steso una tovaglia di lino, per terra, su una stuoia di giunco, e altre stuoie attorno. E, secondo l’uso antico, aveva messo fuori, sotto la tettoia del cortile, un piatto di carne e un vaso di vino cotto dove galleggiavano fette di buccia d’arancio, perché l’anima del marito, se mai tornava in questo mondo, avesse da sfamarsi.
Felle andò a vedere: collocò il piatto ed il vaso più in alto, sopra un’asse della tettoia, perché i cani randagi non li toccassero; poi guardò ancora verso la casa dei vicini. Si vedeva sempre luce alla finestra, ma tutto era silenzio; il padre non doveva essere ancora tornato col suo regalo misterioso.
Felle rientrò in casa, e prese parte attiva alla cena.
In mezzo alla mensa sorgeva una piccola torre di focacce tonde e lucide che parevano d’avorio: ciascuno dei commensali ogni tanto si sporgeva in avanti e ne tirava una a sé: anche l’arrosto, tagliato a grosse fette, stava in certi larghi vassoi di legno e di creta: e ognuno si serviva da sé, a sua volontà.
Felle, seduto accanto alla madre, aveva tirato davanti a sé tutto un vassoio per conto suo, e mangiava senza badare più a nulla: attraverso lo scricchiolìo della cotenna abbrustolita del porchetto, i discorsi dei grandi gli parevano lontani, e non lo interessavano più.
Quando poi venne in tavola la torta gialla e calda come il sole, e intorno apparvero i dolci in forma di cuori, di uccelli, di frutta e di fiori, egli si sentì svenire: chiuse gli occhi e si piegò sulla spalla della madre. Ella credette che egli piangesse: invece rideva per il piacere.
Ma quando fu sazio e sentì bisogno di muoversi, ripensò ai suoi vicini di casa: che mai accadeva da loro? E il padre era tornato col dono?
Una curiosità invincibile lo spinse ad uscire ancora nel cortile, ad avvicinarsi e spiare. Del resto la porticina era socchiusa: dentro la cucina le bambine stavano ancora intorno al focolare ed il padre, arrivato tardi ma sempre in tempo, arrostiva allo spiedo la coscia del porchetto donato dai vicini di casa.
Ma il regalo comprato da lui, dal padre, dov’era?
- Vieni avanti, e va su a vedere – gli disse l’uomo, indovinando il pensiero di lui.

Felle entrò, salì la scaletta di legno, e nella cameretta su, vide la madre di Lia assopita nel letto di legno, e Lia inginocchiata davanti ad un canestro.
E dentro il canestro, fra pannolini caldi, stava un bambino appena nato, un bel bambino rosso, con due riccioli sulle tempie e gli occhi già aperti.
- È il nostro primo fratellino – mormorò Lia. – Mio padre l’ha comprato a mezzanotte precisa, mentre le campane suonavano il “Gloria”. Le sue ossa, quindi, non si disgiungeranno mai, ed egli le ritroverà intatte, il giorno del Giudizio Universale. Ecco il dono che Gesù ci ha fatto questa notte.

( Racconto di Natale di Grazia Deledda )
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dicembre 20, 2011 by famiglieditalia

Racconto di Italo Calvino ( ventesimo ed ultimo della serie Marcovaldo )
Non c’è epoca dell’anno più gentile e buona, per il mondo dell’industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L’unico pensiero dei Consigli d’amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d’augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s’inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po’ abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d’affari le grevi contese d’interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.
Alla Sbav quell’anno l’Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.
L’idea suscitò l’approvazione unanime dei dirigenti. Fu comprata un’acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca, berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominciò a provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva la pena di truccarlo.
Mentre il capo dell’Ufficio Personale faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti radunati cercavano di sviluppare l’idea: l’Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva; l’Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro dei negozi; l’Ufficio Pubblicità si preoccupava che facesse risaltare il nome della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere S. B. A. V.
Tutti erano presi dall’atmosfera alacre e cordiale che si espandeva per la città festosa e produttiva; nulla è più bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri; e questo, questo soprattutto – come ci ricorda il suono, firulí firulí, delle zampogne -, è ciò che conta.
In magazzino, il bene – materiale e spirituale – passava per le mani di Marcovaldo in quanto merce da caricare e scaricare. E non solo caricando e scaricando egli prendeva parte alla festa generale, ma anche pensando che in fondo a quel labirinto di centinaia di migliaia di pacchi lo attendeva un pacco solo suo, preparatogli dall’Ufficio Relazioni Umane; e ancora di più facendo il conto di quanto gli spettava a fine mese tra ” tredicesima mensilità ” e ” ore straordinarie “. Con qui soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i più sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell’industria e del commercio.

Il capo dell’Ufficio Personale entrò in magazzino con una barba finta in mano: – Ehi, tu! – disse a Marcovaldo. – Prova un po’ come stai con questa barba. Benissimo! Il Natale sei tu. Vieni di sopra, spicciati. Avrai un premio speciale se farai cinquanta consegne a domicilio al giorno.
Marcovaldo camuffato da Babbo Natale percorreva la città, sulla sella del motofurgoncino carico di pacchi involti in carta variopinta, legati con bei nastri e adorni di rametti di vischio e d’agrifoglio. La barba d’ovatta bianca gli faceva un po’ di pizzicorino ma serviva a proteggergli la gola dall’aria.
La prima corsa la fece a casa sua, perché non resisteva alla tentazione di fare una sorpresa ai suoi bambini. ” Dapprincipio, – pensava, non mi riconosceranno. Chissà come rideranno, dopo! “
I bambini stavano giocando per la scala. Si voltarono appena. – Ciao papà.
Marcovaldo ci rimase male. -Mah… Non vedete come sono vestito?
- E come vuoi essere vestito? – disse Pietruccio. – Da Babbo Natale, no?
- E m’avete riconosciuto subito?
- Ci vuol tanto! Abbiamo riconosciuto anche il signor Sigismondo che era truccato meglio di te!
- E il cognato della portinaia!
- E il padre dei gemelli che stanno di fronte!
- E lo zio di Ernestina quella con le trecce!
- Tutti vestiti da Babbo Natale? – chiese Marcovaldo, e la delusione nella sua voce non era soltanto per la mancata sorpresa familiare, ma perché sentiva in qualche modo colpito il prestigio aziendale.
- Certo, tal quale come te, uffa, – risposero i bambini, – da Babbo Natale, al solito, con la barba finta, – e voltandogli le spalle, si rimisero a badare ai loro giochi.
Era capitato che agli Uffici Relazioni Pubbliche di molte ditte era venuta contemporaneamente la stessa idea; e avevano reclutato una gran quantità di persone, per lo più disoccupati, pensionati, ambulanti, per vestirli col pastrano rosso e la barba di bambagia. I bambini dopo essersi divertiti le prime volte a riconoscere sotto quella mascheratura conoscenti e persone del quartiere, dopo un po’ ci avevano fatto l’abitudine e non ci badavano più.
Si sarebbe detto che il gioco cui erano intenti li appassionasse molto. S’erano radunati su un pianerottolo, seduti in cerchio. – Si può sapere cosa state complottando? – chiese Marcovaldo.
- Lasciaci in pace, papà, dobbiamo preparare i regali.
- Regali per chi?
- Per un bambino povero. Dobbiamo cercare un bambino povero e fargli dei regali.
- Ma chi ve l’ha detto?
- C’è nel libro di lettura.
Marcovaldo stava per dire: ” Siete voi i bambini poveri! “, ma durante quella settimana s’era talmente persuaso a considerarsi un abitante del Paese della Cuccagna, dove tutti compravano e se la godevano e si facevano regali, che non gli pareva buona educazione parlare di povertà, e preferì dichiarare: – Bambini poveri non ne esistono più!
S’alzò Michelino e chiese: – È per questo, papà, che non ci porti regali?
Marcovaldo si sentí stringere il cuore. – Ora devo guadagnare degli straordinari, – disse in fretta, – e poi ve li porto.
- Li guadagni come? – chiese Filippetto.
- Portando dei regali, – fece Marcovaldo.
- A noi?
- No, ad altri.
- Perché non a noi? Faresti prima..
Marcovaldo cercò di spiegare: – Perché io non sono mica il Babbo Natale delle Relazioni Umane: io sono il Babbo Natale delle Relazioni Pubbliche. Avete capito?
- No.
- Pazienza -. Ma siccome voleva in qualche modo farsi perdonare d’esser venuto a mani vuote, pensò di prendersi Michelino e portarselo dietro nel suo giro di consegne. – Se stai buono puoi venire a vedere tuo padre che porta i regali alla gente, – disse, inforcando la sella del motofurgoncino.
- Andiamo, forse troverò un bambino povero, – disse Michelino e saltò su, aggrappandosi alle spalle del padre.
Per le vie della città Marcovaldo non faceva che incontrare altri Babbi Natale rossi e bianchi, uguali identici a lui, che pilotavano camioncini o motofurgoncini o che aprivano le portiere dei negozi ai clienti carichi di pacchi o li aiutavano a portare le compere fino all’automobile. E tutti questi Babbi Natale avevano un’aria concentrata e indaffarata, come fossero addetti al servizio di manutenzione dell’enorme macchinario delle Feste. E Marcovaldo, tal quale come loro, correva da un indirizzo all’altro segnato sull’elenco, scendeva di sella, smistava i pacchi del furgoncino, ne prendeva uno, lo presentava a chi apriva la porta scandendo la frase:
- La Sbav augura Buon Natale e felice anno nuovo,- e prendeva la mancia.
Questa mancia poteva essere anche ragguardevole e Marcovaldo avrebbe potuto dirsi soddisfatto, ma qualcosa gli mancava. Ogni volta, prima di suonare a una porta, seguito da Michelino, pregustava la meraviglia di chi aprendo si sarebbe visto davanti Babbo Natale in persona; si aspettava feste, curiosità, gratitudine. E ogni volta era accolto come il postino che porta il giornale tutti i giorni.
Suonò alla porta di una casa lussuosa. Aperse una governante. – Uh, ancora un altro pacco, da chi viene?
- La Sbav augura…
- Be’, portate qua, – e precedette il Babbo Natale per un corridoio tutto arazzi, tappeti e vasi di maiolica. Michelino, con tanto d’occhi, andava dietro al padre.

La governante aperse una porta a vetri. Entrarono in una sala dal soffitto alto alto, tanto che ci stava dentro un grande abete. Era un albero di Natale illuminato da bolle di vetro di tutti i colori, e ai suoi rami erano appesi regali e dolci di tutte le fogge. Al soffitto erano pesanti lampadari di cristallo, e i rami più alti dell’abete s’impigliavano nei pendagli scintillanti. Sopra un gran tavolo erano disposte cristallerie, argenterie, scatole di canditi e cassette di bottiglie. I giocattoli, sparsi su di un grande tappeto, erano tanti come in un negozio di giocattoli, soprattutto complicati congegni elettronici e modelli di astronavi. Su quel tappeto, in un angolo sgombro, c’era un bambino, sdraiato bocconi, di circa nove anni, con un’aria imbronciata e annoiata. Sfogliava un libro illustrato, come se tutto quel che era li intorno non lo riguardasse.
- Gianfranco, su, Gianfranco, – disse la governante, – hai visto che è tornato Babbo Natale con un altro regalo?
- Trecentododici, – sospirò il bambino – senz’alzare gli occhi dal libro. – Metta lí.
- È il trecentododicesimo regalo che arriva, – disse la governante. – Gianfranco è cosí bravo, tiene il conto, non ne perde uno, la sua gran passione è contare.
In punta di piedi Marcovaldo e Michelino lasciarono la casa.
- Papà, quel bambino è un bambino povero? – chiese Michelino.
Marcovaldo era intento a riordinare il carico del furgoncino e non rispose subito. Ma dopo un momento, s’affrettò a protestare: – Povero? Che dici? Sai chi è suo padre? È il presidente dell’Unione Incremento Vendite Natalizie! Il commendator…
S’interruppe, perché non vedeva Michelino. Michelino, Michelino! Dove sei? Era sparito.
” Sta’ a vedere che ha visto passare un altro Babbo Natale, l’ha scambiato per me e gli è andato dietro… ” Marcovaldo continuò il suo giro, ma era un po’ in pensiero e non vedeva l’ora di tornare a casa.
A casa, ritrovò Michelino insieme ai suoi fratelli, buono buono.
- Di’ un po’, tu: dove t’eri cacciato?
- A casa, a prendere i regali… Si, i regali per quel bambino povero…
- Eh! Chi?
- Quello che se ne stava cosi triste.. – quello della villa con l’albero di Natale…
- A lui? Ma che regali potevi fargli, tu a lui?
- Oh, li avevamo preparati bene… tre regali, involti in carta argentata.
Intervennero i fratellini. Siamo andati tutti insieme a portarglieli! Avessi visto come era contento!
- Figuriamoci! – disse Marcovaldo. – Aveva proprio bisogno dei vostri regali, per essere contento!
- Sí, sí dei nostri… È corso subito a strappare la carta per vedere cos’erano…
- E cos’erano?

- Il primo era un martello: quel martello grosso, tondo, di legno…
- E lui?
- Saltava dalla gioia! L’ha afferrato e ha cominciato a usarlo!
- Come?
- Ha spaccato tutti i giocattoli! E tutta la cristalleria! Poi ha preso il secondo regalo…
- Cos’era?
- Un tirasassi. Dovevi vederlo, che contentezza… Ha fracassato tutte le bolle di vetro dell’albero di Natale. Poi è passato ai lampadari…
- Basta, basta, non voglio più sentire! E… il terzo regalo?
- Non avevamo più niente da regalare, cosi abbiamo involto nella carta argentata un pacchetto di fiammiferi da cucina. È stato il regalo che l’ha fatto più felice. Diceva: ” I fiammiferi non me li lasciano mai toccare! ” Ha cominciato ad accenderli, e…
-E…?
- …ha dato fuoco a tutto!

Marcovaldo aveva le mani nei capelli. – Sono rovinato!
L’indomani, presentandosi in ditta, sentiva addensarsi la tempesta. Si rivesti da Babbo Natale, in fretta in fretta, caricò sul furgoncino i pacchi da consegnare, già meravigliato che nessuno gli avesse ancora detto niente, quando vide venire verso di lui tre capiufficio, quello delle Relazioni Pubbliche, quello della Pubblicità e quello dell’Ufficio Commerciale.
- Alt! – gli dissero, – scaricare tutto; subito!
” Ci siamo! ” si disse Marcovaldo e già si vedeva licenziato.
- Presto! Bisogna sostituire i pacchi! – dissero i Capiufficio. – L’Unione Incremento Vendite Natalizie ha aperto una campagna per il lancio del Regalo Distruttivo!
- Cosi tutt’a un tratto… – commentò uno di loro. Avrebbero potuto pensarci prima…
- È stata una scoperta improvvisa del presidente, – spiegò un altro. – Pare che il suo bambino abbia ricevuto degli articoli-regalo modernissimi, credo giapponesi, e per la prima volta lo si è visto divertirsi…
- Quel che più conta, – aggiunse il terzo, – è che il Regalo Distruttivo serve a distruggere articoli d’ogni genere: quel che ci vuole per accelerare il ritmo dei consumi e ridare vivacità al mercato… Tutto in un tempo brevissimo e alla portata d’un bambino… Il presidente dell’Unione ha visto aprirsi un nuovo orizzonte, è ai sette cieli dell’entusiasmo…
- Ma questo bambino, – chiese Marcovaldo con un filo di voce, – ha distrutto veramente molta roba?
- Fare un calcolo, sia pur approssimativo, è difficile, dato che la casa è incendiata…

Marcovaldo tornò nella via illuminata come fosse notte, affollata di mamme e bambini e zii e nonni e pacchi e palloni e cavalli a dondolo e alberi di Natale e Babbi Natale e polli e tacchini e panettoni e bottiglie e zampognari e spazzacamini e venditrici di caldarroste che facevano saltare padellate di castagne sul tondo fornello nero ardente.
E la città sembrava più piccola, raccolta in un’ampolla luminosa, sepolta nel cuore buio d’un bosco, tra i tronchi centenari dei castagni e un infinito manto di neve. Da qualche parte del buio s’udiva l’ululo del lupo; i leprotti avevano una tana sepolta nella neve, nella calda terra rossa sotto uno strato di ricci di castagna.
Usci un leprotto, bianco, sulla neve, mosse le orecchie, corse sotto la luna, ma era bianco e non lo si vedeva, come se non ci fosse. Solo le zampette lasciavano un’impronta leggera sulla neve, come foglioline di trifoglio. Neanche il lupo si vedeva, perché era nero e stava nel buio nero del bosco. Solo se apriva la bocca, si vedevano i denti bianchi e aguzzi.
C’era una linea in cui finiva il bosco tutto nero e cominciava la neve tutta bianca. Il leprotto correva di qua ed il lupo di là.
Il lupo vedeva sulla neve le impronte del leprotto e le inseguiva, ma tenendosi sempre sul nero, per non essere visto. Nel punto in cui le impronte si fermavano doveva esserci il leprotto, e il lupo usci dal nero, spalancò la gola rossa e i denti aguzzi, e morse il vento.
Il leprotto era poco più in là, invisibile; si strofinò un orecchio con una zampa, e scappò saltando.
È qua? È là? no, è un po’ più in là?
Si vedeva solo la distesa di neve bianca come questa pagina.

(Racconto di Natale di Italo Calvino)
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dicembre 19, 2011 by famiglieditalia

Il Natale è ormai prossimo e tutti i bambini sono in fermento e, con loro, anche noi genitori e nonni. Il Natale è la festa più amata perché spesso riesce ad infondere amore e propositi buoni anche nei cuori più duri ed è in grado di far dimenticare per un po’ i problemi e le ” storture ” di un mondo che non riesce a convivere in armonia con se stesso. Chiaramente, il termine mondo è usato per significare l’umanità e non la natura, perché essa, se non modificata, è l’esempio più lampante di armonia e amore allo stato puri. Questo è il periodo in cui nelle case si allestiscono Presepi ed Alberi di Natale, e proprio di quest’ultimo e dei suoi componenti oggi vi vogliamo raccontare.
L’albero di natale
Molte leggende narrano che l’abete è uno degli alberi dal giardino dell’Eden.
Una narra che l’abete è l’albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.
Un’altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell’albero del bene e del male con lui dall’Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l’abete che fu usato per l’albero di Natale e per la Santa Croce.
” L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, in seguito, assimilato anche dal Cristianesimo. L’abete, essendo conifera sempreverde, facilmente richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. La derivazione dell’uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza anche se sembra che sia nata a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli uomini e donne ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. Tradizione poi ripresa dalla Germania nel XVI secolo espandendosi in tutto il mondo in un enorme business commerciale, trasformando l’Albero di Natale in un potenziale status symbol. ( fonte Wikipedia) “
La stella di natale
In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea, Giunse la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù. Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli. All’improvviso apparve un angelo. «Perché sei così triste?» chiese alla bambina.
“Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose Altea. Allora l’angelo le disse: “Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello di tutti.”
Altea fece come le aveva detto l’angelo e depose un mazzo di frasche davanti all’altare. Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.
Le palle di natale
A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.
introduzione a cura di
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dicembre 16, 2011 by famiglieditalia
In un periodo storico in cui le notizie ferali dominano sempre sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, le poche belle rischiano di passare quasi inosservate… ma noi, di Famiglie d’Italia, cerchiamo di essere vigili e di non abbassare mai la guardia alla speranza per cui, quando è possibile, non ci facciamo scappare l’opportunità di tirarvi un po’ su il morale offrendovi sprazzi di positività come, ad esempio, ci proviamo proponendovi un post ben augurante pubblicato da Help Consumatori
SALUTE DEL PAESE: 20,3% ITALIANI E’ OVER 60
Il trend di invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’incremento della speranza di vita, che pone l’Italia tra i primi paesi in Europa (78,8 anni per gli uomini e 84,1 anni per le donne), sia alla progressiva riduzione della mortalità

ROMA – È un’Italia in cui aumentano le speranze di vita, che raggiunge il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti, ma sempre più vecchia, quella che emerge dalla Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010 presentata oggi dal Ministro della Salute Renato Balduzzi. La popolazione è profondamente interessata dal processo di invecchiamento: le persone con più di 65 anni rappresentano il 20,3% della popolazione. Il trend di invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’incremento della speranza di vita, che pone l’Italia tra i primi paesi in Europa (78,8 anni per gli uomini e 84,1 anni per le donne), sia alla progressiva riduzione della mortalità, con riferimento non solo alla mortalità generale, che dal 1980 si è quasi dimezzata, ma anche alla mortalità infantile, che mostra un andamento del fenomeno in continua diminuzione. E se le malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità, il progresso della medicina e l’adozione di stili di vita più salutari spiegano molti progressi, tanto che si è ridotta del 60% dal 1980 la mortalità per malattie cardiocircolatorie, e dagli anni ’90 si è ridotta del 20% la mortalità per tumori.
L’Italia è in grado di affrontare tempestivamente le emergenze alimentari, rileva il Rapporto facendo riferimento alle crisi che nell’ultimo anno si sono verificate nel settore – le mozzarelle blu, la diossina nelle uova e nelle carni suine e la contaminazione da Escherichia coli dei germogli vegetali – e alle quali «l’Italia ha reagito bene, grazie anche alle specifiche competenze di enti ed istituzioni che rappresentano una rete di protezione del consumatore italiano e di supporto alle imprese del settore alimentare interessate all’esportazione».
Numerosissimi i dati presenti nella Relazione, che per Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato rappresentano anche la conferma ad alcune criticità emerse dal Pit Salute e dall’Osservatorio civico sul federalismo in sanità curato dall’associazione.
Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, spiega: «Nella relazione ci ha particolarmente colpito il dato sulle neoplasie. Anche noi abbiamo in più occasioni sottolineato la enorme e incomprensibile differenza tra le Regioni nella prevenzione e nelle possibilità di cura: dalla radioterapia agli screening, dalla erogazione delle terapie antidolore alla assistenza domiciliare. L’effettiva utilità di questa fotografia dipenderà solamente da quanto inciderà concretamente nella programmazione sanitaria dei prossimi mesi e dei prossimi anni, che dovrebbe partire proprio dalle criticità sottolineate nel Rapporto stesso. E che dovranno ovviamente pesare anche nelle scelte di allocazione delle risorse, sia al livello centrale che regionale».
Prosegue Moccia: «Chiediamo l’istituzione di una cabina di regia ‘dal centro’ che possa governare i processi legati al federalismo in sanità, a cui partecipino a pieno titolo anche le organizzazioni civiche. Con due obiettivi chiari. Da una parte affiancare le Regioni, soprattutto quelle che hanno registrato le carenze più gravi, a partire dalla Campania. Dall’altra dare vita ad una sussidiarietà ‘al contrario’: le Regioni che non riescono ad assicurare servizi di qualità vanno sì Commissariate, ma garantendo al contempo che non siano sempre i cittadini a pagare le inefficienze amministrative e puntando su personalità competenti che non rispondano a mere logiche politiche o partitiche».
fonte: Help Consumatori
introduzione a cura di
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dicembre 12, 2011 by famiglieditalia

Microbial Home, un ecosistema chiamato casa
Dall’Olanda una sfida : soluzioni progettuali convenzionali per creare un modello abitativo in cui sottoprodotti non sono più rifiuti ma energia per gli altri sistemi domestici
Alla Settimana del Design Olandese ha fatto il suo debutto l’ultima evoluzione concettuale (e tecnologica) di un modello abitativo green ed energicamente autosufficiente. Il merito va alla Philips, la celebre azienda di elettronica, che per l’occasione ha presentato in anteprima la propria Microbial Home, un vero e proprio ecosistema domestico in grado di sfruttare processi biologici per abbattere i comuni sprechi domestici e convertirli in energia. Nel progetto la casa è interpretata come un sistema integrato ciclico in cui l’output di ogni funzione è l’input di un’altra, una sorta di macchina biologica capace di filtrare, elaborare e riciclare ciò che convenzionalmente viene considerato un rifiuto come gli scarichi, le acque reflue o gli scarti alimentari.
“I progettisti hanno l’obbligo di esplorare soluzioni che siano per natura meno energivore e inquinanti”, afferma Clive van Heerden, Senior Director of Design presso la compagnia. “Abbiamo bisogno di spingerci a ripensare completamente come funzionano gli elettrodomestici, come le case consumano energia e come intere comunità possono unire le risorse”.




Il fulcro del progetto è il Bio-digester Island, un impianto che raccoglie i rifiuti solidi degli scarichi sanitari e gli scarti alimentari e li converte in metano grazie all’attività metabolica dei batteri. Il biogas risultante dal materiale organico decomposto si presta ad alimentare una serie di concept legati all’isola, come i fornelli della cucina, le luci e il riscaldamento dell’acqua, mentre il residuo dei fanghi disidratati dal digestore può essere rimosso e utilizzato come compost. “Bio” è anche il nuovo concetto di dispensa progettata come un sistema in grado di mantenere vivi gli alimenti freschi grazie a processi naturali come il raffreddamento evaporativo. Completamente integrata nel tavolo da pranzo sfrutta il calore del biometano generato dall’Isola per innescare un meccanismo di evaporazione che conserva frutta e verdura a diverse temperature.
Sulla stessa linea, il sistema di illuminazione Bio-light che sfrutta il fenomeno della luminescenza per produrre luce a basse temperature. Il progetto mostra una parete di celle di vetro contenente una coltura di microorganismi bioluminescenti capaci di una morbida luce verde; ogni cella è collegato alle altre tramite tubi in silicio per trasferire il materiale nutritivo, a sua volta ottenibile dai fanghi dal digestore. In alternativa il modulo può essere riempito con proteine fluorescenti che emettono frequenze di luce diverse.
Nello speciale ecosistema domestico non possono mancare l’Alveare Urbano e il Paternoster plastic waste up-cycler, un trita-rifiuti vivente che sfruttando le capacità di particolari miceti è in capace di scomporre e metabolizzare i rifiuti plastici “Ci vogliono diverse settimane per degradare la plastica. Nelle ultime fasi del ciclo i materiali sono esposti alla luce solare (tramite un diaframma) e all’aria permettendo al fungo di germogliare”.
( fonte: Rinnovabili.it )
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Giappone: i reggiseni si trasformano in biofuel
Una curiosa iniziativa giapponese sta suggerendo alle donne di “donare” la propria biancheria intima contribuendo così alla produzione di RPF.

( Rinnovabili.it ) La nuova tendenza per la produzione di biocarburanti ad uso industriale arriva dal Giappone, dove le donne sono state invitate a raccogliere la propria biancheria intima, primi tra tutti i reggiseni, e donarli per una causa green. Per portare avanti questo curioso progetto hanno unito le forzela Triumph International, produttrice di biancheria intima, e la Wacaol che stanno suggerendo alle giapponesi di contribuire a salvare l’ambiente semplicemente disfandosi della biancheria che non utilizzano più.
Le due società stanno infatti raccogliendo i reggiseni e procedendo all’estrazione del metallo, della carta e del tessuto per poi trasformarli in biofuel (RPF- refuse paper and plastic fuel) adatto all’alimentazione di caldaie industriali e generatori.
La campagna ha fino ad ora raccolto 380mila reggiseni per un totale di 32 tonnellate di RPF con un rendimento paragonabile a quello derivante dalla combustione del carbone, ma a minor costo. Il RPF può peraltro essere prodotto partendo da diversi materiali di scarto tra cui carta plastificata, pellicola e PET. Oltre a raccogliere la biancheria in Giappone la Wacaol ha esportato l’iniziativa nei suoi negozi di Taiwan attraverso il programma che, oltre a rappresentare un’iniziativa di riciclaggio e raccolta differenziata, si sta trasformano anche in un beneficio ambientale.
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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dicembre 10, 2011 by umbertonapolitano
E’ uscito il nuovo album di Adriano Celentano e nelle radio imperversa ” Non so più cosa fare “… “ mi fa schifo anche il mare e un poquito anche te ( ? )”… ( forse un poquito la fede in Dio o in Dio stesso … speriamo di no e che sia solo una mia interpretazione sbagliata causata dalla confusione, mia….anche mia ).
Nel bene e nel male Adriano Celentano ci accompagna da oltre mezzo secolo… ecco lui forse è il volto più rappresentativo dell’italiano vero… sveglio e intraprendente, che capisce e conosce i mali del mondo, ci sguazza dentro, cerca di evitarli…anzi ti avverte anche… ma quasi sempre non va oltre!… Evidenzio alcuni passaggi: ” sento che sto precipitando in un acquario senza pesci “… ” e laggiù la pace ancora non c’è “… ed è colpa della ” Radio ” che racconta sempre le stesse cose ” ( ma non solo lei, Adriano )… ” e non so più cosa fare, non so più cosa sono ”… però, “ non fare il mutuo e non cercare di comprare quello che non puoi, i debiti uccidono “ ( anche l’insoddisfazione uccide )… ” sento che stai precipitando in un acquario senza pesci ” … ” e il cuore è un serbatoio pieno di rabbia e di pietà ” … per cui… ” mi fa schifo anche il mare e d un poquito anche te ( ? ) “… e, con mie parole riassuntive, concludo con ” facciamo finta che sia vero che vi dica… ma è giusto essere governati… anche se siamo nel peggior stile di vita nelle mani di insensati governanti che si danno il turno mentre navighiamo senza più comando in preda alla tempesta… quando ero giovane sognavo…. ecc… com’era bella Milano negli anni ’60… sognavo, etc… “

Eh no Adriano… belle parole, musica e arrangiamenti con monologhi suggestivi… ma non basta più!… ” Cambia il mondo “… e sta cambiando davvero. Io ti adoro come artista, sei stato un innovatore e mi hai ispirato ed accompagnato per quasi tutto il percorso della mia vita, nel senso che c’eri e nessuno poteva e può negarlo… da ” Rock around the clock ” al ” Il ragazzo della via Gluck ” a ” Un albero di 30 piani ” a ” Joan Lui “… forse il tuo figlio prediletto, ma il più ingrato, per arrivare………………. ( il tuo percorso è lunghissimo ) a ” Facciamo finta che sia vero “… Però qui, mi pare che, come in Joan Lui, forse tu sia andato oltre… cioè…oltre quello che vorresti veramente esprimere… non ho capito bene cosa ” volasse su Milano negli anni ’60 “, sinceramente potrebbero essere Ufo o bombe atomiche, ripeto… non ho capito, ma so, forse anche se non centra nel contesto, che MILANO NON ERA BELLA NEGLI ANNI ’60… il ’68 non è stato bello, perché è stato un sogno ed anche un fallimento… noi giovani siamo stati illusi… ci hanno permesso di dire belle parole e proporre grandi cambiamenti e poi, noi stessi, crescendo, abbiamo permesso che tutto ciò si perdesse nel vento… ed ora, alcuni di noi, figli di quel ” quanto era bella Milano, o l’Italia, o il mondo negli anni ’60 ” comandano, peggio dei predecessori combattuti, questa Milano, questa Italia, questo mondo… totalmente dimentichi di quanto predicato, diventati anche noi ” servi del potere e di quattro soldi “…
Grazie Adriano, sei stato un grande e sincero predicatore, ma oggi non basta più predicare! L’uomo non ha più bisogno di prediche, ma di esempi e fatti reali. Tu dici, proprio in quest’ultimo tuo album, che non sei un qualunquista…e allora, devi dimostrarlo davvero… non basta più lanciare il sasso ed osservare, dire che bisogna svegliarci e reagire… devi anche provare a sforzarti e a dirci come… perché non è ancora troppo tardi! Con degli esempi!… quali?… beh, ti devi ingegnare…

… tu, noi… dobbiamo cominciare ad istruire le nuove generazioni e creare alternative ad un mondo che procede solo mosso da fili ben comandati da abili burattinai… occorre andare avanti, guardando indietro e recuperando il meglio. Rimandare, per esempio, il nuovo ragazzo della via Gluck in campagna, dove viveva Serafino, e, rispiegargli l’importanza della terra ed insegnargli a coltivarla, anche se nel frattempo è diventato un dottore… ma se non trova lavoro come dottore, vuol dire che non ha eccelso negli studi per cui ora, se non raccomandato, non emerge rispetto a chi si è impegnato di più ( è già dura per lui )… allora, la cultura e ciò che ha appreso, non gli faranno mai male e non saranno andate del tutto perse, perché gli faranno meglio comprendere e coltivare la terra, o essere un migliore lavoratore manuale… sì, manuale, perché anche quello serve e fa progredire… dobbiamo riproporre la scienza del lav0ro fisico e non solo di quello pensante, perché non è inferiore o cosa di cui ci si debba vergognare ( affermo ciò perché l’ho provato personalmente sulla mia persona dal giorno in cui 20 anni fa ho smesso di fare il cantante e di scrivere canzoni… ed ora posso permettermi di riprovarci, sentendomi completato e migliorato ). Bisogna smettere di illudere la gente che il mondo possa cambiare solo schiacciando un interruttore, spegnendo una luce per accenderne un’altra! Il nostro risveglio sta nel prendere prima di tutto in considerazione la forza e la volontà che è in ognuno di noi. Sforzarci di offrire alternative mettendo in piedi iniziative senza aspettare un movimento di filo che venga dall’alto... occorre essere consapevoli di poter diventare i burattinai di noi stessi!
Ecco Adriano, questo è quanto volevo dirti da questo blog che con serenità porto avanti da tempo. Sono ben consapevole di non essere ” il verbo ” ne di avere la certezza delle risposte in mano, ma sono anche conscio ed orgoglioso delle mie riflessioni quando affermo che di parole se ne sono dette e se ne dicono troppe, e quando immagino quel che tu potresti dire e dare ancora di più. Le parole e gli sfoghi senza spiragli di soluzioni alternative positive ” ci riempiono il cuore di rabbia e di pietà ” … mentre il nostro cuore deve essere rigonfio di amore, di speranza, di buona volontà e soprattutto di… fiducia in noi stessi e nel Creato che ci circonda.
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dicembre 6, 2011 by famiglieditalia

Nei giorni scorsi, dal 22 al 30 novembre, lo Spazio Concept di Milano ha ospitato una seconda versione aggiornata e riveduta di Contenitore Arti-stico, un progetto di Urluck, realizzato per la prima volta nel settembre 2009 presso la Sala Pergolesi (in passato biblioteca delle Ferrovie dello Stato e sede dei movimenti sindacalisti) della Stazione Centrale di Milano, progetto che ruota attorno al concetto dell’immisurabilità dell’arte. Famiglie d’Italia ha deciso di riprendere l’avvenimento da poco conclusosi offrendovi delle considerazioni informative di Urluck Contenitore Arti-stico che ha avuto l’onore di ricevere scritte di proprio pugno direttamente da Maurizio Cipolla e Giovanni Maioli, gli ideatori di questo nuovo e innovativo movimento artistico.
http://www.cronacamilano.it/milano-gratis/20052-mostra-urluck-milano-22-30-novembre-2011-spazio-concept-ingresso-gratuito-orari-info.html (informazioni sull’evento )
Considerazioni relative alla conclusione dell’evento Urluck ( by Maurizio Cipolla & Giovanni Maioli )
Il concepimento e l’evoluzione della nostra arte parte dal luogo che ha ospitato gli Urluck per più di un anno, la sala Pergolesi della Stazione Centrale di Milano, ex biblioteca del DLF che nella sua decadente immobilità è stata capace di stuzzicare la nostra creatività artistica, la storia parla di uomini dai trascorsi diversi accumunati dal sogno di dare nuova energia alla loro esistenza pianificata dalla routine e che perseguendo un obbiettivo comune sono stati capaci di creare un microcosmo artistico evolutivo, provocatorio e conturbante, estetico e riflessivo. La sala Pergolesi negli anni 70 è stata per lungo tempo teatro di vita dei ferrovieri che in quegli anni vivevano, lavoravano, lottavano con il sindacato in un panorama burrascoso ora invece ha dato vita ad una bella sfida intellettuale ed estetica, si è concessa a noi ed è stata trasformata da luogo storico in un concept artistico evolutivo unico nel suo genere, un’opera d’arte dal nome Contenitore Arti-stico. Questa avventura è testimoniata da un piccolo libricino e romanzo dal nome molto esplicativo “Contenitore Arti-stico”, autoprodotto con immaginabili sacrifici economici, questo racconto mette a nudo gli intrecci caratteriali ed i tormenti creativi dei componenti degli Urluck.
Quello che abbiamo cercato di realizzare è una provocazione di fatto al mondo dell’arte stessa, il volumetto è volutamente stato scritto in maniera semplice e non in “artenese” lingua aimè ai più amena, lo abbiamo scritto proprio per avvicinare le persone alla comprensione dei tormenti creativi degli artisti e per mettere in evidenza alcuni concetti dell’arte contemporanea.
Quello che abbiamo constatato in questi anni è un atteggiamento di distacco delle persone all’arte perché non la comprendono sino infondo e la giudicano soltanto con dei parametri estetici legati alla tradizione centenaria e rinascimentale, quello che abbiamo cercato di fare è di farli appassionare agli artisti per poi avvicinarsi ai suoi linguaggi, in questo modo si avrebbero degli strumenti adeguati di comprensione per analizzare alcuni aspetti della contemporaneità con occhi artistici, siamo tutti d’accordo che l’arte di Michelangelo, Caravaggio o Rembrandt è eccelsa e lo rimarrà in eterno ma l’arte di quel tempo parla in una lingua legata al suo momento storico e che l’ha concepita e per tutti rimane puro piacere dell’occhio e dell’animo, in questo momento l’artista chiede alla sua arte di stimolare la comprensione del mondo che ci circonda e di metterlo in discussione, di smuovere le coscienze inaridite e di cercare di dare alla gente dei mezzi capaci di innescare un analisi obbiettiva ed apolitica. Questo compito in molti casi non è esaustivo, i linguaggi utilizzati dagli artisti sono criptici e si rivolgono ai soli vicini di casa, l’arte spesso è un mondo che si alimenta di se stesso e da vita alla sterilità, all’autoerotismo di pochi eletti.

Che cosa è il concept del Contenitore Arti-stico?
Il Concept che abbiamo concepito si muove sullo spunto della concezione filosofica del TAO, il contenitore evolutivo per eccellenza, esso utilizza le cromie estreme del bianco e del nero capaci di contenere il tutto, ma a differenza del concetto di duttilità curvilinea del Tao stesso, utilizza la linearità e le geometrie dei luoghi che lo ospitano, diviene preciso e lineare creando un effimero equilibrio degli spazi, questo equilibrio innesca il paradosso dell’ordine astratto. Astrattismo lineare simile alle ricerche estetiche e di equilibrio di Mondrian, ma al posto di avere solo sfondi bianchi abbiamo utilizzato l’intersezione di campiture nere e bianche con linee nere e bianche, un gioco di cromie e spazi. Non paghi di questa ricerca ci siamo avventurati in una ulteriore provocazione legata alla situazione economica contemporanea.
Abbiamo concepito ciò basandoci su delle sensazioni percepite dagli andamenti politici, economici e sociali che dal settembre 2001 hanno condizionato le sorti dell’evoluzione culturale del pianeta e che pian piano si stanno lentamente svelando nella loro essenza, il sistema si sta auto fagocitando nella sua ingordigia e mostra la sua subdola natura. Il gioco che abbiamo innescato con il Contenitore Arti-stico mette in contatto la soggettività artistica con l’oggettività delle 8 unità di misura creative ed estetiche che abbiamo inventato , questo contatto avviene con lo sviluppo delle nostre “Quadriografie” (radiografie artistiche che immortalano gli arti di noi artisti diventando unità di misura). Queste unità di misura giocano nello spazio della sala Pergolesi sezionando le campiture bianche e nere e come enormi “righelloni” che si incrociano tra di loro danno vita all’astrattismo numerico, equilibri di campiture astratte ed astrattismo numerico, nel vedere il concept in evoluzione si ha la sensazione dell’equilibrio e della semplicità ma in realtà è pura estetica astratta, numeri grandi e piccoli, bianchi e neri che si incrociano senza un senso logico ma eseguono il paradosso e nella metafora accomunando molti sistemi di controllo tra i quali, quelli finanziari a quelli mediatici…
L’arte in questo caso diviene metafora di un sistema che utilizza il controllo dei numeri per subordinare alla propria mercé centinaia di anni di evoluzioni culturali ed illuministiche, l’evoluzione intellettuale dell’uomo succube del prodotto interno lordo…tutto ciò che le millenarie culture hanno sempre ripudiato.
Questi malesseri artistici hanno dato vita ad opere quadri e sculture dal nome “Sizes” ,“ Assolo” ,”Spiragli”, “Ruler”, “O Ring”, ed al nostro gigantesco “Medio eretto” opera scultorea in polistirene dipinto di bianco micalizzato o di nero laccato, che è estetico ed edonistico come il nostro sistema ed è un monito elegante esprimente il nostro dissenso. Esso si ricollega al fidanzamento ideologico (video You Tube.. LOGO 5/7) avvenuto il 14 febbraio scorso, giorno di S. Valentino e dell’amore universale con quell’opera L.O.V.E di Maurizio Cattelan, quel famoso dito che si erge difronte a Palazzo Mezzanotte, mai nome fu più azzeccato.

Che sensazioni avete avuto dopo il vostro evento del 22.11.2011?
L’analisi del dopo evento di presentazione di questo modo di fare arte è in sostanza positivo, le persone si sono espresse favorevolmente nei nostri confronti, hanno trovato le opere ed il concept “Bello ed Interessante,” qualcuno ha azzardato “Geniale” soprattutto riferendosi ai nostri “Reperti Archeologici Contemporanei”, ma per noi Urluck è solo il primo step, altri tasselli si stanno aggiungendo a questa evoluzione contenitrice, se riusciremo ad avere un minimo di credibilità anche a livello istituzionale vorremmo coinvolgere qualche fondazione a collaborare con noi nella realizzazione di un’opera multimediale capace di coinvolgere il “popolo del Web” per la realizzazione fisica della stessa, un’opera modulabile capace di contenere ed essere contenuta, di creare oppressione e libertà, di congiungersi e separarsi, un’opera capace di portarti in un dedalo e di liberarti da un’ossessione, l’opera è già scritta e documentata ma per ora rimane nel cassetto pronta a svelarsi appena vi saranno le condizioni favorevoli.
Cosa sia il Contenitore Arti-stico nel presente per l’arte non è ancora quantificabile per ora segue il suo percorso e si muove accumunando concetti filosofici, estetici, paradossi, riflessioni sul presente, tormenti artistici, e voglia di condivisione con il prossimo.

Il “dito” di Maurizio Cattelan in piazza Affari a Milano, in questa foto con un anello grazie ad una performance notturna fatta a San Valentino dal gruppo Urluck autori di un “contenitore artistico” .
MANIFESTO DICHIARAZIONE URLUCK
Essere Urluck vuol dire amare l’arte che non lusinga, che non crea ammiccamenti estetici, che non si concede con facilità a sguardi superficiali.
A te o arte chiederemo di viaggiar con noi nelle sinapsi della comunicazione ed insieme senza fissa dimora stilistica, trasformarci in lente di ingrandimento sociale.
Ti suggeriremo di essere ostica così come di divenire nervo dolente, ti imporremo di non dipendere da un unico medium espressivo e ti supplicheremo di diffidare del cliché tecnico e stilistico, poiché noi crediamo nella nostra forza espressiva, nella vitalità e nella capacità di una comune evoluzione.
La contaminazione a cui ci assoggetteremo insieme, vive nell’intersezione dei tuoi precedenti linguaggi filosofici, stilistici, estetici, e creeremo con te giochi lessicali, riflessioni contemporanee e provocazioni intellettive.
Noi con te o arte non avremo remore a lesinar lo sforzo fisico, e da questa fisicità intellettuale nasceranno Opere, Scritti, Performance, in ogni forma espressiva perché smodatamente, visceralmente, ti amiamo e non possiamo confinarci nell’amor celebrale.
Fedeli a te ed al motto latino “mens sana in corpore sano” praticheremo, nella nostra incessante ricerca evolutiva il “brain bulding”.
Forse, o Arte, esigi più di codesta supplica, ma essa rappresenta un sentimento potente ed un intento assoluto, tutto ciò che ora possiamo corrisponderti è una dichiarazione sincera e della sincerità vorremmo che anche tu ci corrispondessi.
Urluck.
Maurizio Cipolla & Giovanni Maioli
( videi informativi per prepararsi all’impatto con gli Urluck )
http://www.youtube.com/watch?v=AUjJ19Gz1d0
( La serie completa dei video Urluck )
introduzione a cura di
Etichette: arte, “dito” di Maurizio Cattelan, Giovanni Maioli, MANIFESTO DICHIARAZIONE URLUCK, Maurizio Cattelan, Maurizio Cipolla, Sala Pergolesi, Spazio Concept di Milano, Stazione Centrale di Milano, umberto napolitano, Urluck, Urluck Contenitore Arti-stico, www.cronacamilano.it
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dicembre 5, 2011 by umbertonapolitano

Ieri Mario Monti nel suo discorso alla Nazione ha illustrato i vari provvedimenti presi per far fronte alla crisi ed evitare all’Italia ed all’Europa di fallire. Nel suo riassunto ha evidenziato un punto che poche testate stamattina riportano: la causa della voragine del debito pubblico non è da attribuirsi agli italiani bensì ai politici che li hanno governati. E allora?… Ognuno si assuma le proprie responsabilità! In qualsiasi attività lavorativa chi sbaglia viene licenziato. Allora tutti coloro che hanno sbagliato governando male, e i loro nomi sono scritti nella storia, a questo punto devono essere immediatamente ” licenziati ” dal fare politica e pagare di tasca propria per restituire credibilità alla politica stessa. Altro che taglio dei costi della politica! Chi ha mal governato anteponendo i propri interessi ideologici o personali a quelli dei cittadini oltre a sparire definitivamente dal mondo politico, in modo di evitare che causi danni ulteriori, deve essere privato immediatamente di ogni forma di retribuzione e restituire quanto indebitamente accumulato nel tempo. Altro che pensioni d’oro, neanche un centesimo! Si è sempre detto che i virtuosi vanno premiati ed i colpevoli puniti: quale migliore occasione per essere coerenti! Si allunga l’età per il raggiungimento della pensione ( con nell’annuncio il contorno delle lacrime, probabilmente sincere, del ministro del Welfare Elsa Fornero ), si tassa ancor di più tutto ciò che già alla fonte è stato più che abbondantemente tassato, si aumentano ulteriormente le accise della benzina, le percentuali dell’IVA, si reintroduce l’ICI, si colpisce la Sanità e chi più ne ha ne metta… e ci si limita solo ad annunciare di tagliare i costi della politica, eh no, non basta proprio!
Monti ha ufficialmente attribuito la colpa dei nostri sacrifici ad una classe politica che nel corso degli anni con un operato maldestro e clientelare ha fatto sì che il nostro debito sprofondasse in una voragine incolmabile: quanto affermato è gravissimo! Se ciò, e non ci sono dubbi in proposito, corrisponde alla verità, come ci si può passare sopra senza costringere a pagare duramente chi del male comune è stato causa principale?…
” Carissimo Presidente del Consiglio Mario Monti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha affidato in mano, con il consenso del Parlamento che le ha accordato la fiducia, le sorti del popolo italiano… ed allora si comporti all’altezza del gravoso compito che lei ha accettato con grande responsabilità e faccia seguire alle sue affermazioni delle risposte dure e credibili: costringa chi ha sbagliato ed abusato a fare ammenda ed a restituire il ” maltolto ” nella stessa misura come un falso invalido viene giustamente costretto a restituire quanto ingiustamente recepito. Così agendo lei acquisterà pienamente la fiducia del popolo che con convinzione si sottoporrà, come sempre ha dimostrato in passato di poter fare e sopportare, più serenamente a duri sacrifici pur di salvare la nostra amata Italia. In caso contrario, le sue, come tante altre, e lo dico con il rispetto dovuto alle istituzioni, rimarranno solo chiacchiere da salotto, come lacrime di coccodrillo quelle del suo ministro Fornero! “
Umberto Napolitano
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dicembre 2, 2011 by famiglieditalia

Duemila litri d’acqua per un litro di carburante ,e, per un pieno della nostra auto… l’equivalente per nutrire una persona per un anno intero. Da uno studio dei ricercatori Università del Minnesota.
Il deserto dopo il mais per… carburanti
L’eccessivo uso di fertilizzanti e fitofarmaci chimici per le monocolture di mais sta salinizzando i terreni e in alcuni casi li sta avviando verso la completa sterilità. Per produrre un litro di biocombustibile possono servire oltre 2.000 litri di acqua
Da anni il Brasile, ma da qualche tempo anche gli Stati Uniti, hanno sottratto alla produzione di alimenti per l’uomo, migliaia e migliaia di ettari di terre fertili per produrre la cosiddetta benzina verde dal mais. Ora si scopre che l’eccessivo uso di fertilizzanti e fitofarmaci chimici per le monocolture di mais sta salinizzando i terreni e in alcuni casi li sta avviando verso la completa sterilità.
La prova inconfutabile si trova già nel Golfo del Messico dove molte aree prima fertili sono diventate deserto. Ma i ricercatori dell’Università del Minnesota, in un recente studio da loro pubblicato su Environmental Science and Technology, hanno anche fatto notare che la produzione di etanolo accelera il fenomeno dell’effetto serra per l’alta emissione di biossido di azoto, un gas serra rilasciato dai batteri che prosperano nelle coltivazioni forzate di mais molto ricche di azoto. Non solo, ma si è evidenziato un problema tenuto nascosto fino a poco fa ai mass media di tutto il mondo dagli industriali che producono la benzina verde: per produrre un litro di biocombustibile possono servire oltre 2.000 litri di acqua: una quantità tre volte maggiore del previsto, uno schiaffo morale e non solo al problema della carenza d’acqua nel pianeta. In conclusione i ricercatori del Minnesota hanno detto: «Il rischio è che, alla fine, l’energia generata dall’etanolo sia minore di quella necessaria per produrlo».
(Fonte Accademia Kronos )
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Una tecnologia sorprendente : la levitazione quantistica potrebbe aprire la porta a veicoli galleggianti
by Molly Cotter
Levitazione non è solo per il mago Houdini . Un team di ricercatori della Tel-Aviv University ha scoperto un modo per rendere gli oggetti fluttuanti a mezz’aria con un processo chiamato levitazione quantistica e pensano che la tecnologia potrebbe anche portare ad alternative galleggianti per i veicoli alimentati a gas tradizionali. La loro dimostrazione comporta l’uso di un singolo wafer di zaffiro (come in anello principessa Kate !) rivestito con un sottile strato di un materiale chiamato ossido di bario ittrio rame e recentemente ha entusiasmato le folle dell’Associazione Scienza-Technoloy Centers (ASTC) Conferenza annuale . L’azoto liquido utilizzato per congelare il disco diffonde fuori una nebbia fredda che rende l’esperimento ancora più scenografico.
La scoperta si basa sul rapporto tra superconduttori e magneti i quali “si odiano e si respingono” istantaneamente. Dal momento che il superconduttore particolare che hanno usato era estremamente sottile le onde magnetiche penetrano lo zaffiro attraverso punti dei deboli chiamati tubi di flusso . I tubi sono bloccati all’interno del superconduttore permettendo a questi di galleggiare, ruotare e anche muoversi a mezz’aria.
Questo tipo di tecnologia è nella sua fase iniziale ma diversi gruppi economici stanno già pensando a come applicarla. Potrebbe esserci un’auto galleggiante finalmente nel nostro prossimo futuro?
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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novembre 30, 2011 by famiglieditalia
Si è svolto a Milano a Palazzo Reale il dibattito sul tema :
Le politiche di trasformazione degli insediamenti informali nel mondo nell’abito della presentazione del progetto SAO PAULO CALLING al quale sta lavorando da tantissimi anni la dott.sa Elisabete Franca – Direttrice della Segreteria de Habitacao di San Paolo e promotrice del progetto medesimo.
SAO PAULO CALLING si prefigge di ricercare le soluzioni ottimali per gestire e migliorare le condizioni di vita delle persone che vivono ai margini di tantissime grandi città in di tutti quegli agglomerati che identifichiamo ad esempio con il nome di favelas in Brasile, piuttosto che slam come a Mumbai o baraccopoli come in Italia.
I cardini di questo progetto sono:
a) lo scambio di Know how tra le varie città coinvolte nel progetto che oltre a San Paolo del Brasile sono Roma, Nairobi,Mumbai,Mosca, Medellin e Baghdad
b) le best practise, cioè le politiche di intervento che hanno dato i risultati migliori
c) lavorare sull’immaginario, nel senso cioè di dare con la creatività individuale un forte contributo per ricercare soluzioni a questi problemi.
Come ha tenuto a precisare in apertura dei lavori la dott.sa Seble Woldeghiorghis dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Servizi della Salute del Comune di Milano, sarà assolutamente basilare in futuro che tutti gli interventi che verranno adottati per giungere ad una soluzione di questo problema tengano in debita considerazione tutti quegli aspetti relazionali e tutti quegli equilibri, instauratisi da tempo, che sono propri,specifici ed identificativi di questo particolare tipo di insediamenti urbani.
Ogni singola città ricompressa nel progetto pur denotando in macro problematiche comuni ha evidenziato caratteristiche del tutto proprie, Roma ad esempio risulta contraddistinta dal fenomeno dell’abusivismo che sino ad oggi non ha visto mai dei provvedimenti seriamente organici, si è sempre pensato a torto infatti che le comunità Rom in funzione delle loro caratteristiche di itinerante stanzialità non richiedessero strutture logistiche “definitive” ma, solo aree di transito ove concentrare queste persone.
Nairobi denota invece nei suoi agglomerati quale peculiarità, la presenza delle cucine, gli unici luoghi cioè di possibile aggregazione e socializzazione in mezzo ad un mare di costruzioni fatiscenti prive di qualsiasi servizio essenziale.
Nella città indiana di Mumbai , grazie anche alla collaborazione con il Politecnico di Milano, si stanno realizzando invece una serie di unità abitative con caratteristiche costruttive standardizzate che consentono tempi rapidi di realizzazione e che vedono la partecipazione attiva degli stessi occupanti.
La città di Mosca presenta una grandissima concentrazione di “edifici alveari”,progettati e realizzati ai tempi dell’ex Unione Sovietica quando con rigidi calcoli venne calcolato rigidamente quante persone avrebbe dovuto ospitare ogni singolo edificio, quanto verde comune sarebbe dovuto essere loro assegnato e la vicinanza sia ai posti di lavoro e sia alle scuole per i figli con una replica industrialmente infinitesimale di questi quartieri. Questi edifici oggi,prevalentemente degradati,spesso fatiscenti, sono occupati esclusivamente in maniera abusiva,spesso in totale assenza di servizi, in regime di super affollamento ma, nonostante questo il governo russo ad oggi continua a manifestare il più totale disinteresse per questo problema.
L’ultimo intervento della giornata è stato dedicato alla città di Baghdad, quì la presenza militare americana ha comportato la divisione della città in due zone,una verde accessibile esclusivamente agli americani ed al personale diplomatico delle varie ambasciate ma, interdetta al resto della popolazione che risiede invece nell’area rossa contraddistinta da tutta una serie di palazzi, prevalentemente appartenuti al precedente governo e che ora sono stati occupati.
La zona rossa è delimitata da alti muri di cemento armato che servono per proteggere la popolazione dai continui attentati terroristici, spesso adiacenti ad altri palazzi e che moltissime persone hanno utilizzato per ricavarne ulteriori alloggi di fortuna In una situazione di questo tipo la “normalità” quotidiana deve mettere in conto che anche spostamenti brevi di poche centinaia di metri per andare per esempio dal centro città all’Università può comportare anche diverse ore in considerazione dei ripetuti controlli ai numerosissimi posti di blocco presenti.
Stefano Micheli
Etichette: Roma, Stefano Micheli, Palazzo Reale Milano, SAO PAULO CALLING, Elisabete Franca, Habitacao di San Paolo, San Paolo del Brasile, Nairobi, Mumbai, Mosca, Medellin, Baghdad, Seble Woldeghiorghis
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novembre 28, 2011 by famiglieditalia

Oggi si apre a Durban, in Sud Africa, la Conferenza sul clima e, come sempre, sarà accompagnata dal solito scetticismo che ne ne aggraverà oltremodo le difficoltà di intesa. La delegazione italiana sarà guidata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il quale negli incontri precedenti si è sempre recato al tavolo negoziale, in qualità di direttore generale del ministero dell’Ambiente e adesso lo farà anche in veste politica. Al tavolo si siederanno i rappresentanti di 190 Paesi e le speranze, specialmente da parte dell’Europa, sono molte. Speriamo che questa volta si faccia qualche passo avanti in più affinché si possa finalmente tracciare la strada del post Kyoto, il trattato adottato nel 1997 e che per ora resta l’unico punto di riferimento per la riduzione delle emissioni di gas serra, trattato che, purtroppo, risulta insufficiente. Per meglio argomentarvi vi propongo un post lanciato da ANSA.it
Si apre vertice Onu a Durban, subito nodo Kyoto
Sul piatto: Fondo verde per clima e secondo periodo attuazione protocollo Kyoto
Oggi si alza il sipario sul vertice mondiale Onu sui cambiamenti climatici a Durban, in Sudafrica. E subito si affaccia il nodo dell’ampliamento del protocollo di Kyoto. Alla diciassettesima Conferenza delle parti (Cop 17), dal 28 novembre al 9 dicembre, saranno seduti ai tavoli dei negoziati ufficiali della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici circa 200 Paesi, tra delegati e rappresentanti di governo.
Sul piatto due aspetti principali: il Fondo verde per il clima e il secondo periodo di attuazione del protocollo di Kyoto. La funzione e le regole per il Fondo per il clima (che avrebbe dovuto avere una dotazione di 100 miliardi di dollari per aiutare i Paesi in Via di sviluppo a crescere in modo sostenibile) dovranno essere stabilite e soprattutto si dovrà decidere a chi affidare la gestione di questa ‘cassaforte’ climatica.
Più complessa la situazione sul prolungamento del protocollo di Kyoto: la soluzione più probabile sembra essere quella di adottare un regime transitorio di qui al 2020, lavorando però in parallelo su alla costruzione di un accordo globale sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Naturalmente rimangono aperti i lavori anche alle ulteriori misure in grado di incrementare la capacità di adattamento e di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici: trasferimento delle migliori tecnologie disponibili, cooperazione internazionale e strumenti finanziari, lotta alla deforestazione. In vista dell’incontro internazionale a Durban l’Italia si allinea all’Ue guardando a quanto potrebbe succedere nei rapporti tra Cina e Usa.
Secondo il ministro dell’Ambiente Corrado Clini l’Italia cercherà, infatti, di “valorizzare al meglio le positive relazioni con la Cina e con gli Usa”. Le priorità per l’Italia riguardano le politiche ambientali in funzione della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile anche per uscire dalla crisi economica e sociale.
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novembre 26, 2011 by umbertonapolitano

Questa giornata è stata voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare su una triste piaga sociale che, secondo stime Onu, nel mondo vede una donna su cinque vittima di violenza o di un tentativo di violenza almeno una volta nella sua vita. Al di là delle cifre, è chiaro che ogni donna che subisce violenza non ne è mai responsabile… eppure ci sono molti Paesi dove questa è ancora un’onta che a volte viene per giunta punita con la vita. Ma ci sono anche Paesi, e il nostro non può esimersene, dove la mentalità porta a far sì che la donna si senta addirittura colpevole di quanto accaduto e spesso si isoli o venga costretta ad isolarsi. Questa purtroppo è una amara considerazione che evidenzia quanto ancora sia lontana la piena uguaglianza dei sessi.
Per rimediare in qualche modo, propongo a tutti gli amici di Famiglie d’Italia di dedicare alle proprie donne questi due giorni di weekend, comportandosi meno egoisticamente, cercando di pretendere un po’ di meno e di coccolarle un po’ di più, regalando loro un fiore, un po’ più di dolcezza e… tanto amore.
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novembre 24, 2011 by famiglieditalia
Donatella Pandimiglio, un’artista che ama definirsi ” una non regina del Gossip e del Reality “: benvenuta in Famiglie d’Italia! Non aggiungo altro, il resto lo scoprirete leggendo l’annuncio e visitando il suo sito.
Martedì 29 novembre – Mercoledì 30 novembre
Martedì 6 dicembre – Mercoledì 7 dicembre
Al Teatro Greco va in scena il nuovissimo spettacolo di
Donatella Pandimiglio
BE ITALIAN
Un excursus teatro-musicale sulle melodie italiane intramontabili
Con
Roberto Gori – pianoforte
Andrea Avena – contrabbasso
Cristiana Polegri – sassofono
Francesco Baronetti – batteria
Coreografie di Antonio Di Vaio eseguite dalla compagnia
VISUAL ARTS DEPARTMENT
Teatro Greco
Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 ROMA
Ore 21
Nato dalla voglia di interpretare delle melodie italiane intramontabili, Be italian è il nuovo spettacolo teatral-musicale di Donatella Pandimiglio, attrice e cantante che conta ben 33 anni di intensa attività nel mondo dello spettacolo, a fianco dei più illustri interpreti e direttori musicali, tra cui il premio Oscar Nicola Piovani.
L’occasione, che coincide con l’uscita del suo omonimo Cd dedicato allo spettacolo, è quella di riproporre alcuni dei brani più significativi degli anni ’50 -’60, anni del boom economico della grande crescita del paese, e di brani simbolo di un altro periodo molto importante musicalmente quello degli anni ’40, anni in cui si cercava il cambiamento degli stili con la forte influenza del jazz americano attraverso formazioni nostrane tra cui si possono ricordare il celebre Trio Lescano e Alberto Rabagliati.
Lo spettacolo si fregia inoltre di rendere un omaggio significativo ad un grande esponente del nostro cinema, Federico Fellini, nel prologo (Felliniana Suite analogo tributo al maestro Nino Rota) e nell’epilogo col brano Be Italian (tratto dal film Nine ed unico pezzo eseguito in lingua inglese). Lo spettacolo andrà in scena per quattro repliche al Teatro Greco di Roma nei giorni 29 e 30 novembre, 6 e 7 dicembre, alle ore 21. Donatella Pandimiglio sarà accompagnata in scena da una formazione di validi musicisti composta da Roberto Gori al piano, Andrea Avena al contrabbasso, Cristiana Polegri al sassofono e Francesco Baronetti alla batteria. L’evento sarà arricchito dalle azioni coreografiche dei ballerini della compagnia di Antonio Di Vaio. Una serata raffinata e curata nei minimi particolari da non perdere!
Note dell’autrice-interprete
To be or not To be… l’amletico dilemma dell’esistenza e anche dell’appartenenza…..non per essere banalmente semplicistica, rispondo BE ITALIAN…. essere / sentirmi italiana, orgogliosamente italiana…. ed è proprio volgendo lo sguardo ad un recente passato che inevitabilmente ho ritrovato l’appartenenza culturale/artistica a quell’Italia che esplodeva dalla voglia di fare, che creava con altissima qualità quasi mai tanto per fare… quella televisione a due canali, che ha fatto leva su di me e anche su molti fanciulli dell’epoca, ispiratrice (per quel che mi riguarda) di teatro, di varietà nella sua accezione più alta….
L’oggi purtroppo attraverso l’avvento della pluralità, che avrebbe potuto essere foriera di un ventaglio molto più ampio creativo, ci ha invece portati ad un abbassamento verticale della qualità favorendo la quantità, per il puro consumo dell’immagine, ed è con amarezza che devo notare come persino il Teatro abbia subito il “fascino” di questo sistema allontanandosi molto spesso dal suo ruolo primordiale: la cultura!
Tengo a precisare che non mi volgo a questo passato con nostalgia ma anzi con orgoglio, cercando di condividere e rivivere, anche se solo per una sera, con il pubblico bei momenti musicali, dal pop al cinema, come sfogliando un vecchio album di famiglia.
Biglietti: 20 Euro (intero) 15 Euro (ridotto) 10 Euro (studenti e anziani)
Infoline: 06 860.75.13 dal martedì alla domenica 10.00/13.00 e 16.00/19.00
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
Tel/Fax 06 3225044 – Cell 328 4112014 – elisabetta@elisabettacastiglioni.com
Etichette: Alberto Rabagliati, Andrea Avena, anni ’50 -’60, Antonio Di Vaio, Be Italian, boom economico, Cristiana Polegri, Donatella Pandimiglio, Elisabetta Castiglioni, Federico Fellini, Francesco Baronetti, jazz americano, Nine, Roberto Gori, Teatro Greco Roma, Trio Lescano, umberto napolitano, VISUAL ARTS DEPARTMENT
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novembre 23, 2011 by famiglieditalia

Carissimi amici, come sapete Famiglie d’Italia dedica molta attenzione al problema dell’Aids ed invita sempre i suoi lettori a non abbassare mai la guardia. Molti prodotti farmaceutici sono riusciti ad allungare la vita, i decessi sono diminuiti e con questi le precauzioni che il terrore di un contagio avevano in qualche modo limitato il contagio. Però i malati in tutti questi anni invece di calare sono aumentati e questo ci deve far riflettere. Per meglio informarvi pongo alla vostra attenzione un post scritto da Ruggero Corcella e pubblicato da CORRIERE DELLA SERA.it Salute.
Record di malati: 34 milioni di seriopositivi
Maggiore accesso alle cure, calano i decessi. L’appello dei Medici senza frontiere: ” Fondo Globale a secco “

MILANO – Sono 34 milioni le persone che vivono con l’Hiv, un numero record dovuto alla maggiore possibilità di cure che hanno ridotto i decessi. È la fotografia del rapporto diffuso oggi dall’agenzia Onu per l’Aids (
UNAIDS) sulla situazione nel 2010. «Il numero di persone che vivono con l’Hiv non è mai stato così alto, soprattutto per un maggiore accesso alle cure», si legge nel rapporto. Rispetto al 2009, il numero di sieropositivi è aumentato del 3,3%, mentre il numero di nuove infezioni è rimasto stabile a 2,7 milioni, sebbene la tendenza sia al ribasso, ha precisato un portavoce a Ginevra. Il numero di decessi per l’Aids è sceso a 1,8 milioni, cioè il 5,3% in meno. «Soltanto alcuni anni fa sembrava fantasioso annunciare la fine dell’epidemia di Aids a breve termine, ma la scienza, il sostegno politico e la risposta comunitaria stanno cominciando a dare risultati tangibili e certi», ha detto Michel Sidibé, direttore di UNAIDS. Alcune voci critiche, però, soprattutto dalle organizzazioni non governative invitano a non cantare ancora vittoria, dal momento che non esiste ancora un vaccino contro l’Aids, sono milioni le persone ancora senza cure e le donazioni hanno subito un arresto con la crisi economica.
LA REGIONE PIU’ COLPITA – E’ ancora l’Africa sub-sahariana la regione più colpita dall’Hiv, nonostante i passi avanti fatti nelle cure e nella prevenzione. «Solo tra il 2009 e il 2010», precisa il report UNAIDS, si è registrato un «aumento del 20% della copertura della terapia antiretrovirale. Si stima che almeno 6,6 milioni di persone dei Paesi a reddito debole e intermedio beneficino delle cure per l’Hiv. Una cifra che segna un aumento di oltre 1,35 milioni rispetto al passato». Botswana, Namibia e Ruanda hanno raggiunto l’accesso universale alle cure (definito come una copertura dell’80% o più); in Swaziland e in Zambia il tasso di copertura oscilla tra il 70% e l’80%. «L’offerta di cure per l’Hiv nelle città e nei villaggi dell’Africa sub-sahariana, da Harare ad Addis Abeba alle zone rurali del Malawi e nella provincia dello Kwazulu Natal in Sudafrica, ha enormemente ridotto il tasso di mortalità legato all’Hiv», si precisa. Tuttavia, l’Africa sub-sahariana rimane la regione dove vive quasi il 68% delle persone con Hiv; la regione che rappresenta il 12% della popolazione mondiale registra il 70% delle nuove infezioni del 2010, sebbene siano diminuite a livello mondiale e regionale. Ad essere più colpiti sono soprattutto i Paesi dell’Africa australe, con il Sudafrica che ospita il maggior numero di persone che vivono con l’Hiv (circa 5,6 milioni) del mondo. Dal 1998 a oggi l’Aids ha ucciso almeno un milione di persone l’anno nell’Africa sub-sahariana, ma il numero dei decessi sta diminuendo grazie al maggior accesso a cure gratuite. Il numero complessivo di nuove infezioni da Hiv è diminuito di oltre il 26%, per attestarsi a 1,9 milione contro i 2,6 milioni toccati al picco dell’epidemia nel 1997.
L’APPELLO DI MEDICI SENZA FRONTIERE – Sulla base degli ultimi dati diffusi da UNAIDS, l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) sottolinea che la diminuzione dei decessi dovuti all’HIV/AIDS rappresenta un progresso importante, ma che il numero delle persone sottoposte a trattamento deve aumentare in misura consistente dal momento che le nuove evidenze scientifiche mostrano che grazie alle cure è possibile salvare vite e prevenire il contagio. Ciò richiederà lo stanziamento di ulteriori fondi per i farmaci antiretrovirali. Tuttavia, nel giorno in cui i rappresentanti del Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria si riuniscono ad Accra (Ghana), MSF ricorda come negli ultimi due anni i finanziamenti per la lotta all’AIDS siano diminuiti costantemente. Nel 2011, importanti ricerche hanno mostrato che una persona sottoposta tempestivamente a trattamento per l’HIV ha il 96% di probabilità in meno di trasmettere il virus ad altri. Quest’anno ha visto anche un incremento dell’impegno politico per la lotta all’AIDS: gli Stati Uniti hanno annunciato di recente l’obiettivo di “dare una svolta alla lotta all’AIDS”, dichiarazione un tempo politicamente inimmaginabile. Nel mese di giugno, i governi si sono impegnati a portare a 15 milioni entro il 2015 il numero di persone in cura per l’HIV, prevedendo che il Fondo Globale finanzi il 50% della spesa necessaria. Alla luce dei crescenti ostacoli all’ampliamento delle cure, MSF fa appello ai paesi donatori e ai governi degli Stati beneficiari affinché assicurino che gli obiettivi enunciati quest’anno divengano realtà. Tuttavia, sinora i fondi necessari a convertire i progressi scientifici e politici del 2011 in un’effettiva, robusta estensione dei trattamenti non si sono materializzati. Questo obbliga il Fondo Globale, per la prima volta dalla sua creazione nel 2002, a sospendere per un anno il finanziamento di nuovi progetti. «Mai, in oltre dieci anni di trattamenti per le persone affette da HIV/AIDS, siamo stati così vicini a invertire il corso di questa epidemia», ha dichiarato il dottor Tido von Schoen-Angerer, direttore della Campagna per l’Accesso alle Cure Essenziali di MSF. «I governi di alcuni dei paesi più colpiti vogliono cogliere l’occasione offerta dai progressi scientifici per arrestare l’espansione dell’AIDS. Ma i loro propositi rimarranno lettera morta in assenza di finanziamenti».
Ruggiero Corcella (Corrieredellasera .it- salute )
Etichette: Aids, Allarme Aids, Campagna per l’Accesso alle Cure Essenziali di MSF, CORRIERE DELLA SERA.it, Fondo Globale a secco.Hiv, HIV/AIDS, Medici senza frontiere, MSF, Onu, Ruggero Corcella, seriopositivi, Tido von Schoen-Angerer, umberto napolitano, UNAIDS
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novembre 21, 2011 by famiglieditalia

A cura de Le Rinnovabili
Mare – I depuratori lasciano ancora a desiderare
I prelievi eseguiti dalla squadra di tecnici e studiati da un laboratorio mobile, ha rilevato come situazione diffusa e esistente in molti porti italiani, la presenza di scarichi non depurati direttamente convergenti a mare
La Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate vigila sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani diffondendo informazione e costruendo sensibilizzazione, comincia a dare i primi segnali relativi alle analisi effettuate sui campioni prelevati nei mari italiani. E Goletta Verde, accompagnata dal lavoro svolto dai biologi di Legambiente, muove le sue denunce a bordo di un laboratorio mobile che, regione per regione, focalizza le analisi alla ricerca di punti critici quali foci di fiumi, torrenti e canali, al fine di esporre un quadro, quanto mai critico, rispetto alla situazione qualitativa delle acque che circondano il nostro Belpaese.
Siamo arrivati a poco più della metà delle regioni italiane esaminate e la situazione riscontrata non è certo felice in molti casi. I prelievi eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e studiati da un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ, esaminando parametri microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità), ha rilevato, come situazione diffusa e esistente in molti porti italiani, la presenza di scarichi non depurati direttamente convergenti a mare, situazione questa dedotta dall’aver riscontrato valori molto alti di parametri microbiologici.
E in Puglia qual è la situazione evidenziata?
Bene, sono 9 i punti critici emersi, quattro dei quali risultati fortemente inquinati. Sotto accusa foci dei fiumi, canali e scarichi non depurati. Massima allerta per il prelievo effettuato sul lungomare di Trani che anche quest’anno desta serie preoccupazioni per gli altissimi livelli batteriologici riscontrati.
Ma vediamo nel dettaglio le varie zone prese in esame dai biologi di Goletta Verde.
Bene, partendo dalla zona di Brindisi e dei comuni della sua provincia, le analisi sui campioni prelevati hanno evidenziato tre punti critici, di cui due, uno in località La Forcatella, nel comune di Fasano e l’altro in località Torre Guaceto, nel comune di San Vito dei Normanni, risultati fortemente inquinati. I campioni, il primo prelevato nei pressi dello scarico del depuratore civile e il secondo presso la foce del canale Reale, ricordiamo all’interno di un’Area marina protetta, hanno indicato altissimi livelli di inquinamento microbiologico.
Guai anche nella provincia di Taranto; nel comune di Massafra, nella riserva forestale dello Stato, la foce del fiume Patemisco è risultata fortemente inquinata come lo sono risultate, sempre nel Tarantino, le acque prelevate nei pressi del canale dei Cupi, ricadente nel territorio del comune di Lizzano, le quali hanno rilevato una significativa presenza di batteri fecali.
E spostandoci sulla provincia di Foggia, due foci campionate dai biologi di Goletta Verde sono risultate inquinate per i livelli batteriologici riscontrati; stiamo parlando della foce del torrente Carapelle, nel comune di Zapponeta e della foce Fortore, nel comune Serra Capriola in località Torre Mozza.
Ma il punto di prelievo che ha vinto l’oscar dell’inquinamento in Puglia è quello realizzato nel comune di Trani, dove il campione prelevato presso lo scarico di fogna, riporta valori di inquinamento microbiologico talmente alti da risultare non quantificabili.
Alla luce di questi risultati, il responsabile scientifico di Legambiente, Stefani Ciafani, dichiara:
«Anche in Puglia non possiamo che evidenziare la situazione di inquinamento causata da alcune foci, indice di una mancata depurazione nell’entroterra, e da scarichi fognari non a norma o abusivi. Un problema che purtroppo accomuna l’Italia intera. È dal 1998 che il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70% degli abitanti, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi era stato fissato a fine dicembre 2005, ma a molti anni di distanza il “Belpaese” si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l’ennesima procedura d’infrazione europea aperta a suo carico. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale europea del 29 gennaio 2011 sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento dei reflui urbani e di questi 12 in Puglia».
In definitiva, oltre al danno economico dovuto all’infrazione, anche la beffa di avere gravi ricadute sul sistema ambientale e sanitario. Dove sono le autorità competenti? Legambiente, facendosi portavoce di abitanti che si vedono danneggiare il proprio paesaggio a causa di una mancata applicazione di quanto disposto dai regolamenti comunitari volti a salvaguardare l’ambiente con, semmai, aggravanti economiche nel pagamento di un servizio deficitario e costantemente sanzionato, chiede, alle autorità competenti, di sanare quanto prima queste incresciose situazioni.
Elsa Sciancalepore
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Studiata la falda acquifera Botanica Sands in Australia.
Un batterio per ripulire le falde acquifere inquinate. (A cura de Le Rinnovabili )

Dall’Australia un nuovo contributo alla ricerca contro l’inquinamento dei siti industriali. La soluzione è affidata ancora una volta alle forme di vita più piccole
Ancora una volta Madre Natura arriva i soccorso per risolvere un problema tutto umano. Lo studio di gruppo di ricercatori australiani ha dimostrato che i batteri potrebbero svolgere un ruolo di “spazzini” dei siti inquinati a livello terrestre, risanando le aree contaminate con efficienza, velocità e in perfetta sicurezza. La sperimentazione batterica condotta dalla Università del New South Wales ha coinvolto i processi di pulizia dei solventi clorurati che fuoriuscirono molti anni fa da un ex stabilimento chimico dell’Imperial Chemical Industries (ICI) nella falda acquifera Botanica Sands in Australia, contaminando le acque sotterranee. I ricercatori hanno raccolto i batteri naturalmente presenti nella falda e isolato tre ceppi in grado di degradare gli inquinanti, tra cui un microorganismo che processa il cloroformio.
“Con la tecnologia attuale ci sarebbero voluti decenni, o forse secoli, prima che questi solventi tossici venissero rimossi dalla falda acquifera”, ha detto Mike Manefield professore associato che ha guidato la ricerca. “I nostri test hanno dimostrato che questi batteri “respirano” in modo efficace questi inquinanti al pari del nostro modo di respirare ossigeno. Si tratta di un grande passo avanti. Queste culture rappresentano lo strumento più verde ed economico che possiamo usare per ripulire alcuni dei siti contaminati” e sono la dimostrazione che “ volendo si potrebbe fare molto “.
Come più volte abbiamo scritto su questo blog i microrganismi si rivelano come i nostri alleati più efficienti in tema di antinquinamento.
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: batterio, Botanica Sands, depuratori, Elsa Sciancalepore, enterococchi intestinali, Escherichia Coli, falde acquifere, falde acquifere inquinate, Goletta Verde, Imperial Chemical Industries, Le Rinnovabili, Legambiente, Madre Natura, mare, Mike Manefield, Paolo Broglio, parametri microbiologici, Stefani Ciafani, Università del New South Wales
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novembre 19, 2011 by umbertonapolitano

Carissimi amici, quando nacque tre anni fa il progetto, quattro amici si ritrovarono davanti ad un commercialista per dar vita ad una Associazione privata dal nome Famiglie d’Italia. Le idee e la voglia di contribuire positivamente al miglioramento dello status familiare erano tante e molte di esse sono state messe nel frattempo in atto, altre saranno ora facilitate dalla crescita dell’Associazione e dalla sua trasformazione in Onlus mediante atto pubblico. Nell’ultimo post ho pubblicato uno stralcio dello Statuto evidenziandone lo scopo sociale, in quello di oggi pubblico un altro passaggio dove riassume i motivi per cui l’Associazione è nata, ovvero:
” Essa intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’osservanza di quanto indicato all’articolo 10, comma 2 del D.lgs. n°460/1997.
Scopo dell’Associazione è lo svolgimento di attività nel settore di promozione della assistenza sociale e promozione della cultura.
A tal fine, l’Associazione si propone di promuovere e divulgare, facendo leva sull’opinione pubblica e sulla coscienza morale e civile di ogni singolo soggetto, l’armonia della famiglia sulla base di cinque punti essenziali:
- unione nell’italianità, ma integrazione nel resto del mondo;
- riconoscenza dell’appartenenza alla cultura cristiana, ma rispetto del pensiero e della religiosità altrui;
- apertura al confronto ed all’aggregazione multietnica costruttiva;
- disponibilità alla prestazione di servizi di utilità reciproca e di mutuo soccorso, favorendo se del caso la visibilità di altri enti che abbiano nello scopo sociale finalità contraddistinte dall’identico spirito costruttivo;
- presenza, critica e trasversale nella partecipazione alle attività e alle politiche dello Stato, per il miglioramento della vita sociale, di cui l’Associazione si riconosce parte integrante al di là delle singole appartenenze politiche, anche mediante la partecipazione a centri di dialogo su temi di vitale importanza, quali la cultura, l’informazione, l’ambiente, la difesa ed i rapporti internazionali. “
Ringraziandovi per l’attenzione che da anni offrite a questo blog, vi auguro un buon weekend, il primo apparentemente sereno dopo tanto tempo e augurandoci che non sia l’ultimo, senza quella continua, assidua e isterica violenza psicologica da parte di quattro politici inadeguati ai tempi, che hanno avuto il bisogno di un soccorso tecnico esterno da parte di una fetta di “ cittadini colti “, per poter attuare quelle correzioni dolorose che nessuno di loro aveva il coraggio di porre in essere in modo bipartisan per paura di perdere elettorato. Forse quest’ultimo non lo perderanno, ma la faccia e la credibilità… quella l’hanno persa ormai da lungo tempo. Speriamo, visto che nessuno Stato può prescindere dalla Politica, che le nuove leve in materia migliorino evitando gli sbagli dei propri predecessori.
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novembre 17, 2011 by famiglieditalia

Ieri pomeriggio alle ore 16 a Milano, presso lo studio notarile Rescio, Famiglie d’Italia si è costituita per atto pubblico come Associazione Onlus. Ricordandovi quanto preannunciato nel post Famiglie d’Italia, un vulcano in attività desideroso di esplodere dell’11 gennaio 2011, il progetto accelera e si appresta a passare dalla fase filosofica a quella attiva del proporre e dell’agire. Ringraziando di cuore tutti gli amici che hanno partecipato alla costituzione e che saranno anima e corpo dell’ Associazione, pubblico uno stralcio dello Statuto ieri approvato e relativo allo scopo sociale:
” Per il raggiungimento dei suoi fini l’Associazione intende promuovere varie attività, in particolare:
- facilitare lo scambio di informazione tra i soci, realizzare aggregazione tra i soci stessi con lo sviluppo di servizi di utilità reciproca e consulenza gratuita o convenzionata in Italia;
- proporre la realizzazione di strutture, provvedimenti e politiche che facilitino ed incentivino l’apertura di nuovi luoghi o punti di ritrovo per le famiglie italiane
- organizzare convegni, eventi, mostre, corsi, attività di formazione, attività culturali nelle scuole, progetti educativi scolastici ed extra–scolastici, produrre audiovisivi e multimediali o quanto altro sia utile per favorire l’approfondimento o divulgare la conoscenza ad un più vasto pubblico di tutti gli argomenti relativi alle finalità dell’Associazione;
- favorire i propri soci e quelli delle Associazioni collegate nello scambio e acquisto di materiali e beni di consumo, promozionando e facilitando anche metodi alternativi, quali il baratto in forma tradizionale o moderna in modo che possa offrire ulteriori opportunità di compiere operazioni, anche commerciali, dando la possibilità agli associati di migliorare il proprio status economico in maniera etica e costruttiva;
- rapportarsi ed aprire un filo diretto e trasversale con lo Stato e i suoi rappresentanti politici per suggerire le necessità fisiche, psichiche e morali più urgenti, affermando e confermando che la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali, ma anche un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità che sono il motore della Nazione Italia ed in proiezione del Continente Europa e del Mondo intero;
- promuovere e pubblicare la rivista “ Famiglie d’Italia “ e altre pubblicazioni periodiche e non, utili e necessarie al fine di divulgare in maniera massiva il pensiero e l’attività dell’Associazione;
- promuovere, con la stessa motivazione sopra espressa, il portale internet www.famiglieditalia.it, il forum, il blog e ogni altro strumento multimediale collegato presente e futuro e ad esso collegare quanto di interessante e formativo venga ritenuto in “ linea “ con gli stessi principi del presente Statuto;
- Promuovere altre attività connesse o diverse che rispettino gli scopi associativi, per cui l’Associazione può anche gestire attività di carattere sociale, culturale, ed economico coerenti con gli obiettivi associativi, anche in collaborazione con altre Associazioni, Enti nazionali e esteri, gruppi di lavoro, Istituti ed Università che svolgano attività analoghe o accessorie all’attività sociale. “
E’ con orgoglio e gioia che vi ho annunciato quanto sopra, confermandovi che è solo un evento di ulteriore ” partenza ” che mi sprona ad intensificare d’ora in avanti mpegno e dedizione per il raggiungimento e l’ampiamento dei fini prefissati.
Il Presidente
Umberto Napolitano

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novembre 16, 2011 by umbertonapolitano

Fra qualche ora dovremmo saperne di più e dovrebbe iniziare l’era Monti… ma più che ” era Monti “ preferirei appellarla con un’altro nome: l’era del grande rinnovamento politico.
Quale occasione migliore per dare un taglio al passato e, con tutti gli onori, mandare in meritata pensione una serie di grandi nomi della politica che ci hanno accompagnati nel bene e nel male, più in quest’ultimo purtroppo, per varie generazioni?… Il mondo è cambiato, o meglio, il mondo cambia e si rinnova a velocità siderali e per stargli dietro e non farsi sopraffare e distanziare, è giunto il momento di lasciare da parte un bel po’ di ideologie trascorse ed affidarsi con meno diffidenza alle nuove regole, quelle dettate ormai soprattutto dalla logica e dal buon senso. Qualcuno dice: la finanza ci ha portati alla miseria ed ora pretende di imporci i rimedi obbligando gli Stati a determinate scelte senza alternative!… Ebbene, un governo tecnico io non lo vedo come un governo imposto ( infatti come potete constatare anche in queste ore non è che le contrattazionin delle borse ci premino, anzi… ), bensì come un governo del popolo colto, preparato tecnicamente perché i suoi componenti hanno studiato, il qual crea in modo naturale e meno indolore, quel compromesso storico necessario per creare un mix opportuno per prendere decisioni inderogabili per ritornare sui binari e riprendere una corsa adeguata verso un futuro ancora disegnabile in modo accettabile.
La globalizzazione è figlia dei tempi che hanno preceduto questo momento di rottura: l’abbiamo pretesa ed incoraggiata ed ora è parte di noi, noi come umanità globale e non più come elite predestinata. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, dobbiamo adattarci a esigenze diverse ed allargate, conviverci e…sopravvivere. Non può più esistere un tipo di politica che cerchi di favorire il proprio elettorato a discapito dell’altro, perché non esiste più il prototipo di un elettorato perennemente schierato. Le nuove generazioni hanno altre esigenze, il tempo dei figli dei fiori è finito, il grande sogno è finito!… Fate l’amore e non fate la guerra va in pensione, perché la guerra fa parte del mondo da quando questo esiste, e non è solamente guerra di cannoni e bombe atomiche, ma è guerra di vita dal primo vagito quando ti impegni al massimo per respirare. E’ guerra di sopravvivenza fisica, intellettuale e spirituale! Da quando vai a scuola e combatti con la tua poca voglia di apprendere se rapportata a quella più allettante di giocare, a quando ti innamori e combatti tra il tuo desiderio di libertà e la naturale esigenza di crearti una famiglia; è guerra in ogni tua giornata lavorativa per cercare di adempiere al tuo dovere, portare a casa un compenso e nel contempo migliorare le prospettive future; è guerra nel confronto con i propri figli nel cercare di mediare la propria volontà con lo spirito di ribellione di chi cresce e vuole farlo a modo proprio; è guerra quando si invecchia combattendo e convivendo con i malanni che ti affliggono e rendono impotente… è guerra sempre, in ogni istante della nostra vita. Secondo me insieme alla vecchia politica, devono andare in pensione anche i vecchi proclami… se io potessi, cambierei il vecchio slogan con: fate la guerra, ma con amore!
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novembre 15, 2011 by umbertonapolitano

Stiamo seguendo con apprensione e, nel contempo, con ulteriore sdegno quanto sta accadendo politicamente in queste ore. Siamo come Nazione in grande difficoltà, sotto attacco piratesco della finanza internazionale che sta facendo cassa con gli interessi dei nostri titoli, portati a livelli spropositati di interessi appositamente per specularne al massimo i vantaggi alle scadenze, certi della Nostra solvibilità. L’effetto Monti è stato un bluff come un bluff è tutto il nostro apparato politico: i nostri politici non appaiono esseri che si sono immolati alla causa per dedizione sociale e nazionale, ma sempre più individui dalle qualità morali non molto chiare che, fino all’ultimo, cercano di speculare a loro volta per trarne vantaggi personali e di partito, tanto che, anche in momenti gravi come questi, non riescono a trovare una linea comune per agire proficuamente e senza indugi. Confermo quanto spesso affermato da questo blog: non esistono politicamente santi da nessuna parte, tranne rarissime eccezioni glorificate anche in cielo, ma solo uomini con pregi e difetti nei quali, ultimamente, solo gli ultimi riescono ad evidenziarsi in modo palese e marcato. Essi preferiscono che ” muoia Sansone con tutti i Filistei “, ma purtroppo i Filistei, ahimé, siamo noi… CHE DIO CI AIUTI AD AIUTARCI DA SOLI !!!
Etichette: attacco all'Italia, Dio ci aiuti, Effetto Monti, Filistei, finanza internazionale, Mario Monti, politica italiana, poloitici, Sansone, speculazione finanziaria, umberto napolitano
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novembre 13, 2011 by famiglieditalia

Il 14 novembre si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Diabete, che dal 2009 al 2013 è stata dedicata all’educazione e alla prevenzione. Purtroppo la malattia è in espansione e attacca anche i bambini, specialmente provenienti da Paesi quali il Nord Africa, il Sudamerica e l’Asia. Come si usa fare in questo blog, non ci si accontenta di indicare il male, ma si cerca di andare a fondo per studiarne caratteristiche, sintomi e terapie. Quindi, dopo una rapida ricerca su Google, ho selezionato un post molto interessante ed esaustivo proposto da Epicentro – Portale di Epidemiologia.
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è l’ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

Diabete tipo 1
Riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. Nel diabete tipo 1, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. La velocità di distruzione delle ß-cellule è, comunque, piuttosto variabile, per cui l’insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti (in questi rari casi si parla di una forma particolare, detta LADA: Late Autommune Diabetes in Adults).
La causa del diabete tipo 1 è sconosciuta, ma caratteristica è la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro antigeni presenti a livello delle cellule che producono insulina, detti ICA, GAD, IA-2, IA-2ß. Questo danno, che il sistema immunitario induce nei confronti delle cellule che producono insulina, potrebbe essere legato a fattori ambientali (tra i quali, sono stati chiamati in causa fattori dietetici) oppure a fattori genetici, individuati in una generica predisposizione a reagire contro fenomeni esterni, tra cui virus e batteri. Quest’ultima ipotesi si basa su studi condotti nei gemelli monozigoti (identici) che hanno permesso di dimostrare che il rischio che entrambi sviluppino diabete tipo 1 è del 30-40%, mentre scende al 5-10% nei fratelli non gemelli e del 2-5% nei figli. Si potrebbe, quindi, trasmettere una “predisposizione alla malattia” attraverso la trasmissione di geni che interessano la risposta immunitaria e che, in corso di una banale risposta del sistema immunitario a comuni agenti infettivi, causano una reazione anche verso le ß cellule del pancreas, con la produzione di anticorpi diretti contro di esse (auto-anticorpi). Questa alterata risposta immunitaria causa una progressiva distruzione delle cellule ß, per cui l’insulina non può più essere prodotta e si scatena così la malattia diabetica.
Per questo motivo, il diabete di tipo 1 viene classificato tra le malattie cosiddette “autoimmuni”, cioè dovute a una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso. Tra i possibili agenti scatenanti la risposta immunitaria, sono stati proposti i virus della parotite (i cosiddetti “orecchioni”), il citomegalovirus, i virus Coxackie B, i virus dell’encefalomiocardite. Sono poi in studio, come detto, anche altri possibili agenti non infettivi, tra cui sostanze presenti nel latte.

Diabete tipo 2
È la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie. Riguardo la familiarità, circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%, suggerendo una forte componente ereditaria per questo tipo di diabete.
Anche per il diabete tipo 2 esistono forme rare, dette MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), in cui il diabete di tipo 2 ha un esordio giovanile e sono stati identificati rari difetti genetici a livello dei meccanismi intracellulari di azione dell’insulina.
Il diabete tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.
Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’età, con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica: questa osservazione consente di prevedere strategie di prevenzione “primaria”, cioè interventi in grado di prevenire l’insorgenza della malattia e che hanno il loro cardine nell’applicazione di uno stile di vita adeguato, che comprenda gli aspetti nutrizionali e l’esercizio fisico.
Diabete gestazionale
Si definisce diabete gestazionale ogni situazione in cui si misura un elevato livello di glucosio circolante per la prima volta in gravidanza. Questa condizione si verifica nel 4% circa delle gravidanze. La definizione prescinde dal tipo di trattamento utilizzato, sia che sia solo dietetico o che sia necessaria l’insulina e implica una maggiore frequenza di controlli per la gravida e per il feto.
Segni e sintomi
La sintomatologia di insorgenza della malattia dipende dal tipo di diabete. Nel caso del diabete tipo 1 di solito si assiste a un esordio acuto, spesso in relazione a un episodio febbrile, con sete (polidipsia), aumentata quantità di urine (poliuria), sensazione si stanchezza (astenia), perdita di peso, pelle secca, aumentata frequenza di infezioni.
Nel diabete tipo 2, invece, la sintomatologia è più sfumata e solitamente non consente una diagnosi rapida, per cui spesso la glicemia è elevata ma senza i segni clinici del diabete tipo 1.
Diagnosi
I criteri per la diagnosi di diabete sono:
- sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, perdita di peso inspiegabile) associati a un valore di glicemia casuale, cioè indipendentemente dal momento della giornata, ≥ 200 mg/dl
oppure
- glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl. Il digiuno è definito come mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore.
oppure
- glicemia ≥ 200 mg/dl durante una curva da carico (OGTT). Il test dovrebbe essere effettuato somministrando 75 g di glucosio.
Esistono, inoltre, situazioni cliniche in cui la glicemia non supera i livelli stabiliti per la definizione di diabete, ma che comunque non costituiscono una condizione di normalità. In questi casi si parla di Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) quando i valori di glicemia a digiuno sono compresi tra 100 e 125 mg/dl e di Alterata Tolleranza al Glucosio (IGT) quando la glicemia due ore dopo il carico di glucosio è compresa tra 140 e 200 mg/dl. Si tratta di situazioni cosiddette di “pre-diabete”, che indicano un elevato rischio di sviluppare la malattia diabetica anche se non rappresentano una situazione di malattia. Spesso sono associati a sovrappeso, dislipidemia e/o ipertensione e si accompagnano a un maggior rischio di eventi cardiovascolari.

Complicanze del diabete
Il diabete può determinare complicanze acute o croniche. Le complicanze acute sono più frequenti nel diabete tipo 1 e sono in relazione alla carenza pressoché totale di insulina. In questi casi il paziente può andare incontro a coma chetoacidosico, dovuto ad accumulo di prodotti del metabolismo alterato, i chetoni, che causano perdita di coscienza, disidratazione e gravi alterazioni ematiche.
Nel diabete tipo 2 le complicanze acute sono piuttosto rare, mentre sono molto frequenti le complicanze croniche che riguardano diversi organi e tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici.
- Retinopatia diabetica: è un danno a carico dei piccoli vasi sanguigni che irrorano la retina, con perdita delle facoltà visive. Inoltre, le persone diabetiche hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie oculari come glaucoma e cataratta
- nefropatia diabetica: si tratta di una riduzione progressiva della funzione di filtro del rene che, se non trattata, può condurre all’insufficienza renale fino alla necessità di dialisi e/o trapianto del rene
- malattie cardiovascolari: il rischio di malattie cardiovascolari è da 2 a 4 volte più alto nelle persone con diabete che nel resto della popolazione causando, nei Paesi industrializzati, oltre il 50% delle morti per diabete. Questo induce a considerare il rischio cardiovascolare nel paziente diabetico pari a quello assegnato a un paziente che ha avuto un evento cardiovascolare
- neuropatia diabetica: è una delle complicazioni più frequenti e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si manifesta a livelli diversi nel 50% dei diabetici. Può causare perdita di sensibilità, dolore di diversa intensità e danni agli arti, con necessità di amputazione nei casi più gravi. Può comportare disfunzioni del cuore, degli occhi, dello stomaco ed è una delle principali cause di impotenza maschile
- piede diabetico: le modificazioni della struttura dei vasi sanguigni e dei nervi possono causare ulcerazioni e problemi a livello degli arti inferiori, soprattutto del piede, a causa dei carichi che sopporta. Questo può rendere necessaria l’amputazione degli arti e statisticamente costituisce la prima causa di amputazione degli arti inferiori di origine non traumatica
- complicanze in gravidanza: nelle donne in gravidanza, il diabete può determinare conseguenze avverse sul feto, da malformazioni congenite a un elevato peso alla nascita, fino a un alto rischio di mortalità perinatale.
Fattori di rischio
Le complicanze croniche del diabete possono essere prevenute o se ne può rallentare la progressione attraverso uno stretto controllo di tutti i fattori di rischio correlati.
- Glicemia ed emoglobina glicata (HbA1c). Sono stati effettuati importanti studi clinici che hanno evidenziato l’importanza di un buon controllo metabolico per prevenire l’insorgenza di complicanze. I livelli medi di glicemia nel corso della giornata possono essere valutati mediante la misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c%). L’emoglobina, che è normalmente trasportata dai globuli rossi, può legare il glucosio in maniera proporzionale alla sua quantità nel sangue. In considerazione del fatto che la vita media del globulo rosso è di tre mesi, la quota di emoglobina cui si lega il glucosio sarà proporzionale alla quantità di glucosio che è circolato in quel periodo. Otteniamo, quindi, una stima della glicemia media in tre mesi. Nei soggetti non diabetici, il livello d’emoglobina glicata si mantiene attorno al 4-7 per cento, che significa che solo il 4-7 per cento di emoglobina è legato al glucosio. Nel paziente diabetico questo valore deve essere mantenuto entro il 7% per poter essere considerato in “buon controllo metabolico”
- pressione sanguigna. Nei diabetici c’è un aumentato rischio di malattia cardiovascolari, quindi il controllo della pressione sanguigna è particolarmente importante, in quanto livelli elevati di pressione rappresentano già un fattore di rischio. Il controllo della pressione sanguigna può prevenire l’insorgenza di patologie cardiovascolari (malattie cardiache e ictus) e di patologie a carico del microcircolo (occhi, reni e sistema nervoso)
- controllo dei lipidi nel sangue. Anche le dislipidemie rappresentando un aggiuntivo fattore di rischio per le patologie cardiovascolari. Un adeguato controllo del colesterolo e dei lipidi (HDL, LDL e trigliceridi) può infatti ridurre l’insorgenza di complicanze cardiovascolari, in particolare nei pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare.
L’elevata frequenza di complicanze vascolari impone uno stretto monitoraggio degli organi bersaglio (occhi, reni e arti inferiori). Per questo, è necessario che le persone con diabete si sottopongano a periodiche visite di controllo, anche in assenza di sintomi.
Interventi terapeutici
La terapia della malattia diabetica ha come cardine l’attuazione di uno stile di vita adeguato. Per stile di vita si intendono le abitudini alimentari, l’attività fisica e l’astensione dal fumo.
La dieta del soggetto con diabete (definita negli USA: Medical Nutrition Theraphy, cioè terapia medica nutrizionale) ha l’obiettivo di ridurre il rischio di complicanze del diabete e di malattie cardiovascolari attraverso il mantenimento di valori di glucosio e lipidi plasmatici e dei livelli della pressione arteriosa il più possibile vicini alla normalità.
In linea di massima, si raccomanda che la dieta includa carboidrati, provenienti da frutta, vegetali, grano, legumi e latte scremato, non inferiori ai 130 g/giorno ma controllando che siano assunti in maniera equilibrata, attraverso la loro misurazione e l’uso alternativo. Evitare l’uso di saccarosio, sostituibile con dolcificanti. Come per la popolazione generale, si raccomanda di consumare cibi contenenti fibre. Riguardo i grassi, è importante limitare il loro apporto a <7% delle calorie totali giornaliere, con particolare limitazione ai grassi saturi e al colesterolo.
Un’attività fisica di tipo aerobico e di grado moderato per almeno 150 minuti a settimana oppure di tipo più intenso per 90 minuti a settimana è raccomandata per migliorare il controllo glicemico e mantenere il peso corporeo. Dovrebbe essere distribuita in almeno tre volte a settimana e con non più di due giorni consecutivi senza attività. Come per la popolazione generale si consiglia di non fumare, e a tale scopo dovrebbe essere prevista una forma di sostegno alla cessazione del fumo come facente parte del trattamento del diabete.
I diabetici tipo 1 hanno necessità di regolare in maniera più stretta la terapia insulinica all’apporto dietetico e all’attività fisica, mentre per i diabetici tipo 2, che in genere sono anche sovrappeso o francamente obesi, assume maggior importanza un adeguato stile di vita che comprenda riduzione dell’apporto calorico, soprattutto dai grassi, e aumento dell’attività fisica per migliorare glicemia, dislipidemia e livelli della pressione arteriosa.
Farmaci per il diabete
La terza edizione della Guida all’uso dei farmaci, pubblicata dall’AIFA, nasce dalla traduzione e dall’adattamento alla realtà italiana del British National Formulary (BNF) n. 48, pubblicazione realizzata dalla collaborazione tra la British Medical Association e la Royal Pharmaceutical Society of Great Britain.
La versione italiana è organizzata in 17 capitoli, suddivisi in base al distretto anatomico o alla condizione clinica e fornisce le informazioni essenziali per una corretta prescrizione e una corretta dispensazione del farmaco.
Un’ampia sezione del documento (cap. 7.1) è dedicata ai farmaci per il diabete.
fonte: EpiCentro – Portale di epidemiologia
Etichette: Alterata Glicemia a Digiuno, Alterata Tolleranza al Glucosio, attività fisica, British Medical Association, British National Formulary, colesterolo, complicanze in gravidanza, controllo dei lipidi nel sangue, Diabete, Diabete tipo 1, Diabete tipo 2, Epicentro - Portale di Epidemiologia, farmaci per il diabete, Giornata Mondiale del Diabete, glicemia, Glicemia ed emoglobina glicata, glucosio, gRASSI SATURI, insulina, malattie cardiovascolari, Medical Nutrition Theraphy, MODY, nefropatia diabetica, neuropatia diabetica, obesità, ormone, pancreas, perdita di peso, piede diabetico, polidipsia, poliuria, pressione sanguigna, Retinopatia diabetica, Royal Pharmaceutical Society of Great Britain, umberto napolitano, world diabetes day
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novembre 11, 2011 by umbertonapolitano

Oggi è una data speciale, una di quelle date che si verificano una sola volta ogni 1000 anni. Ma ancor di più lo è stata per esempio l’11/11 del 1111 alle ore 11 e 11 secondi con una sequenza di ” 1 “ che non potrà mai più verificarsi. In quella data i catastrofisti evocarono di tutto, ma in realtà non accadde nulla. L ’11/11/11 è un numero palindromo, ovvero che al contrario si legge nello stesso modo, e che la Cabala e gli antichi la classificano come una data ” fatidica “ dalla quale ci si può aspettare di tutto, specialmente a prestare orecchio ai vari numerologi, occultisti e sensitivi, divisi tra chi afferma che tale data magica potrebbe rivoluzionare in meglio la vita di molti apportando fortuna e prosperità e chi, al contrario, è convinto che potrebbe rappresentare ” l’inizio della fine “. Io preferisco rimanere sul positivo e ricordare che il valore esoterico del numero 11 è confermato dalla predizione dei Maya secondo i quali stiamo entrando in una ” fase evolutiva superiore nella coscienza globale “. L’undicesima parola dell’articolo 11 della Costituzione italiana è libertà. C’è chi legge in questo la crisi del Popolo delle Libertà, chi la liberazione da un incubo, ma io preferisco pensare che sia l’inizio di una nuova era dove il concetto di ” libertà ” prenda finalmente e definitivamente il sopravvento su qualsiasi forma di sopruso e vessazione… Una coincidenza strana e legata al numero 11 è rappresentata dal fatto che la lettera Ue all’Italia, in cui si chiedono misure aggiuntive alle manovre varate da Giulio Tremonti, ed è divisa in 11 capitoli, esigendo inoltre una risposta entro l’11 novembre, ovvero oggi. A quanto si racconta Nostradamus aveva previsto una simile coincidenza e per questo si era scelto un nome d’arte composto da 11 lettere… Altra coincidenza relativa all’11 la si rileva nell’undicesimo endecasillabo dell’undicesimo canto dell’Inferno di Dante che contiene una vera profezia: “sì che s’ausi un poco in prima il senso” , ovvero che ci si riprenda tutti dal cattivo uso che è stato fatto della ragione, che potrebbe valere ad hoc proprio per i nostri politici… Insomma, un’infinità di avvenimenti tra il positivo e il negativo possono essere abbinati a questa magica cifra e diverse sono state le ricorrenze nel passato che hanno visto protagonista il numero 11. L’armistizio della Prima Guerra Mondiale fu firmato all’11cesima ora, dell’11esimo giorno dell’11esimo mese del 1918. Le Torri Gemelle, che somigliavano ad un 11, furono colpite il giorno 11 e il primo aereo che colpì il World Trade Center fu proprio il volo 11. Fu poi l’Apollo 11 a portare i primi uomini sulla Luna. Il recente terremoto del Giappone si è verificato il anch’esso il giorno 11. E, volendo esagerare, si potrebbero elencare una serie di altri avvenimenti che si sono verificati nella data dell’11. Casualità o magia? Certamente un po’ di mistero aleggia intorno a questo numero e, per fortuna, sono di più quelli che attendono questa data con grande positività, come in Cina e in altri paesi dell’oriente dove moltissime coppie convoleranno a nozze, convinte che questa magia durerà per sempre.

Per concludere, per molti l’11/11/2011 sarà un punto di svolta fondamentale per l’intero genere umano, in quanto proprio per oggi sarebbe prevista una sorta di ascensione cosmica. La frequenza vibrazionale del nostro pianeta dovrebbe subire profondi mutamenti, portandoci di conseguenza ad innalzare i nostri sentimenti positivi nei confronti della vita e di tutto ciò che ci circonda. Per quelli che invece si riconoscono nel pensiero disfattista e catastrofico, l’11/11/2011 rappresenta l’inizio della fine dei tempi, il preludio che ci apre la strada verso l’ormai noto e temuto appuntamento del 21/12/2012.
Io, al contrario, preferisco tralasciare qualsiasi tipo di previsione ed attenermi ai fatti odierni. Per me oggi è una data importante perché è la Giornata per la Ricerca sul Cancro, e, ricordandovi che con ” Un gol per la ricerca” la Nazionale di Calcio sarà stasera in campo in amichevole contro la Polonia a Wroclaw con la maglia dell’Airc per sostenere la ricerca sul cancro, vi invito a leggere sull’argomento un post molto interessante pubblicato dal blog Donna Moderna

Giornata per la Ricerca sul Cancro
L’11 novembre la Ricerca sul Cancro incontra le Scuole e alle Università per raccontare ai giovani i progessi della ricerca scientifica, e per rispondere alle loro domande. Margherita Granbassi è testimonial della XIV edizione della Giornata sul Cancro
L’11-11-11 è dedicato ad un appuntamento speciale: la Giornata per la Ricerca sul Cancro,
Il concetto chiave della Giornata è la velocità del viaggio scelto come metafora per esprimere un percorso che va dal cuore della cellula, il DNA, fino al letto del malato. L’accelerazione che ha vissuto negli ultimi dieci anni il progresso della ricerca, e di quella oncologica in particolare, ha infatti accorciato le distanze tra gli studi effettuati in laboratorio e il loro impatto sulla diagnosi e la cura della malattia.
Tutto ciò è avvenuto in particolare grazie al sequenziamento del genoma e alle grandi innovazioni tecnologiche che hanno reso questa procedura sempre più facile e rapida: basta pensare che, solo negli anni ’90, occorrevano mesi per leggere la sequenza di un solo gene e ora invece, in pochi giorni, si può decodificare un intero genoma, composto da migliaia di geni.
Vi è stata una straordinaria diversificazione di scoperte, molto rilevanti nella diagnosi e nella cura dei tumori.
I progressi di questi ultimi 10 anni hanno dimostrato che la ricerca di base in ambito oncologico è indispensabile all’avanzamento delle cure. Altrettanto indispensabile appare la collaborazione tra competenze diverse non solo tra ricercatori di base e clinici ma anche con l’apporto di fisici, ingegneri, biotecnologi che permettono ai primi di sfruttare al meglio le risorse tecnologiche più avanzate.
I temi al centro di questa edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro parlano quindi di progressi concreti, di cui spesso sono protagonisti sulla scena internazionale ricercatori italiani sostenuti da AIRC: un volto positivo del nostro Paese, che deve essere un incoraggiamento per tutti.
La campionessa di scherma Margherita Granbassi ( nella foto in alto a sinistra ) è la testimonial della XIV edizione della Giornata organizzata dall’AIRC.
“Da bambina in piazza con mia mamma distribuivo l’Azalea della Ricerca” – ricorda Margherita – “Il legame con AIRC è molto vivo ancora oggi che lo sport mi porta in giro per il mondo. Ecco perché ho scelto di mettere la mia popolarità al servizio di AIRC per sostenere il lavoro di migliaia di giovani ricercatori italiani, ogni giorno impegnati per rendere il cancro sempre più curabile.”
La novità della XIV edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro è costituita dai progetti rivolti agli studenti della Scuola Secondaria Superiore e dell’Università:
“AIRC entra nelle scuole”, una nuova iniziativa interamente dedicata ai ragazzi del triennio della scuola secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di portare direttamente a scuola l’attualità della ricerca sul cancro e di favorire una didattica che preveda il coinvolgimento attivo degli studenti.
In occasione della Giornata, giovedì 10 e venerdì 11 novembre saranno proprio i ricercatori a lanciare il progetto: infatti, 60 di loro lasceranno i laboratori per una mattinata ed entreranno in 60 scuole. Accompagnati da altrettanti volontari, incontreranno gli studenti per raccontare loro la propria esperienza professionale e di vita. Niente lezioni, ma un dibattito reale per rispondere alle curiosità dei ragazzi, per i quali il cancro rappresenta una delle maggiori fonti di preoccupazione per il futuro.
Per rendere il cancro sempre più curabile serve l’aiuto di tutti: la scuola è un luogo privilegiato dove costruire questa consapevolezza, con l’apporto fondamentale dei ragazzi e della loro grande energia.
“Incontri nelle Università”: realizzati grazie all’attiva collaborazione dei Rettori e dei Presidi di Facoltà, giovedì 10 e venerdì 11 novembre, a Milano al Politecnico, a Roma alla Sapienza e a Napoli alla Federico II.
Gli studenti delle facoltà scientifiche – non solo di medicina, ma anche di biotecnologie, di ingegneria e di fisica – avranno modo di incontrare l’eccellenza della ricerca oncologica italiana e internazionale. Aprire gli Incontri a studenti di discipline diverse, significa parlare ai futuri ingegneri, fisici e informatici, il cui ruolo per la lotta contro il cancro è già cruciale e lo sarà ancora di più nei prossimi anni.
La Rai si allineerà al tema della Giornata e aprirà le sue trasmissioni radiotelevisive per far parlare i protagonisti della ricerca, non mancheranno le testimonianze di chi ha combattuto la malattia. Il pubblico sarà chiamato a partecipare con una donazione per sostenere il percorso formativo dei nostri migliori giovani ricercatori. Madrina della campagna Antonella Clerici, da molti anni vicina ad AIRC in tutte le sue iniziative.
Donna Moderna
Bene, a questo punto non mi resta che salutarvi ed auguravi un buon 11/11/11 ricco di buoni propositi ed ottime nuove.
Etichette: '11/11/11, AIRC, AIRC entra nelle scuole, Antonella Clerici, articolo 11, ascensione cosmica, Costituzione Italiana, Donna Moderna, Giornata per la Ricerca sul Cancro, Giulio Tremonti, Incontri nelle Università, Inferno di Dante, l'Apollo 11, Lotta contro il Cancro, Margherita Granbassi, Maya, Nazionale di Calcio, Nostradamus, Popolo delle Libertà, Prima Guerra Mondiale, rai, terremoto del Giappone, Torri Gemelle, Ue, umberto napolitano, Un gol per la ricerca, World Trade Center, Wroclaw
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novembre 10, 2011 by umbertonapolitano

La puntata di ieri sera di Porta a Porta ha fornito l’immagine chiara e definitiva della pochezza di coloro ai quali sono affidate le sorti del nostro presente e futuro. Un manipolo di politici, diventati ormai divi del talk show, che, ben orchestrati e diretti da un Bruno Vespa sfavillante, hanno offerto la reale immagine di se stessi: guitti istrioni di un cabaret di basso taglio, quello della politica attuale. Mentre l’Italia affonda, essi hanno avuto il coraggio di contrapporsi in modo scanzonato in un’atmosfera stranamente rilassata ed idilliaca, come non si respirava da qualche anno… La Russa che prendeva in giro la Bindi con frasi del tipo “ ora la patata bollente ve la prendete voi, noi ci facciamo da parte, e approvate tutti quei provvedimenti succhia sangue che l’Europa ci impone “… e lei che rispondeva sghignazzando ” ma neanche per idea, così i nostri elettori si arrabbiano e non ci votano più “… IMBARAZZANTE EH !?!… ma questo teatrino è avvenuto proprio sotto i nostri occhi. E Di Pietro?… stranamente calmo e sorridente, sembrava addirittura un alleato del centro destra, tanto da affermare ” governo di transizione mai…elezioni subito ! “… Solo Alfano ( ma si vede che è un nuovo entrato ) cercava di mantenere le distanze politiche e proporre un po’ di contraddittorio serio… ma proprio “ ‘nanticchia ” ( appena un po’ ), come amava dire un mio zio del Sud.

Insomma, è stato veramente uno spettacolo deprimente, come del resto quello degli ultimi tempi… talmente evidente che gli speculatori di tutto il mondo si sono dati appuntamento per fare cassa alla faccia dei nostri risparmiatori. Questi furbacchioni senza scrupoli ben sanno che i nostri titoli sono oro colato, per cui quale occasione migliore per farne salire al massimo i rendimenti ed ingrassare alla nostra faccia, e noi?… come sempre poveri disgraziati alla mercè di tutti e senza difesa ormai, se non quella di tirarci ulteriormente su le maniche, stavolta fino alle ascelle, e cercare di rimediare, come al solito, da soli e senza versare troppe lacrime: pedalare e non recriminare!
Mi sa che la moneta unica sia stata veramente una fregatura per noi: ci ha depredato gli stipendi in passato ed ora ci fotte pure il futuro. Sono certo che dietro questi speculatori ci sia anche lo zampino di qualche Nazione furbetta… che da noi meriterebbe proprio un bello scherzetto, del tipo uscire dall’Euro optando ad esempio per il dollaro ( gli americani sono certo che non ci respingerebbero ) o, meglio ancora, tornare alla nostra vecchia Lira, consolidare il debito per qualche tempo, esclusi i titoli in mano ai nostri risaparmiatori, naturalmente… e rendere loro pan per focaccia.
Scusate quest’ultima mia fanta-riflessione, ma a volte… a pensar male non sempre si commette un peccato!
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novembre 8, 2011 by famiglieditalia

Ma i biocarburanti non sono «carbon neutral»
Dibattito su «Eai» dell’Enea ( fonte: Villaggio Globale )
Aumentano le emissioni di anidride carbonica atmosferica, a meno che i biocombustibili non vengano ottenuti da biomasse coltivate su terreni desertici o marginali privi di «carbon stocks» e incapaci naturalmente di essere «carbon sinks». Lettera di scienziati alla Commissione europea e altre prese di posizione
È polemica aperta sulla decisione europea a proposito dei biocarburanti. Il dibattito sta trovando spazio sulle colonne della rivista dell’Enea, «Eai».
Tutto parte in seguito del parere espresso il 15 settembre dal Consiglio scientifico della Easecondo cui i biocombustibili non sono «carbon neutral» ma aumentano le emissioni di anidride carbonica atmosferica, a meno che i biocombustibili non vengano ottenuti da biomasse coltivate su terreni desertici o marginali privi di «carbon stocks» e incapaci naturalmente di essere «carbon sinks», inizia a divampare una polemica internazionale perché la Commissione europea, sembra, non abbia dato eccessivamente peso al parere della Eea.
Ora un centinaio di scienziati di tutto il mondo hanno scritto una lettera, nella quale affermano che la Commissione europea, nel considerare i biocombustibili come «verdi» attribuendo loro la caratteristica di essere «carbon neutral», commette un errore perché non c’è alcuna evidenza scientifica che giustifichi questa decisione che, peraltro, è diventata legge europea. Definire i biocombustibili come ecologici, verdi o carbon neutral comporta anche un danno perché incentiva la distruzione dell’agricoltura e delle foreste (che sono carbon sinks e producono carbon stock) per far spazio alla coltivazione delle biomasse (che sono «carbon neutral» solo perché non sono «carbon sink», ma contemporaneamente, però, distruggono i «carbon stocks»).
Su questo aspetto (biocombustibili non verdi) la Rivista «Enea Eai» pubblica su Focus del numero che sta per uscire, il parere di Lorenzo Ciccarese, un esperto agroforestale di Ispra su «carbon stocks» e «carbon sinks». Ciccarese dice in sintesi che il Consiglio scientifico (e quindi anche questi 100 scienziati) hanno ragione, ma fino ad un certo punto, perché, esclusi i terreni desertici (incapaci di essere carbon sink) e privi di carbon stock, dove sicuramente la Eea e gli altri scienziati hanno ragione, è necessario, per tutti gli altri suoli fare, invece, un bilancio fra i vari «pool» di carbonio (emissioni, assorbimenti, accumuli come sink e accumuli come stock) per valutare se effettivamente la coltivazione di biomasse per biocombustibili aumenta o meno le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.
Sicuramente il dibattito tenderà ad amplificarsi e a diventare conflittuale, anche in considerazione del fatto che l’Unione europea, sulla ipotesi che i biocombustibili siano «carbon neutral» cioè ecologici e verdi, ha basato anche le sue strategie di riduzione delle emissioni nelle politiche energetiche, ad esempio: quella del Set plan 20-20-20, quella dei trasporti per utilizzare una certa quota di biocombustibili al 2018.
Inoltre, molti produttori di biocombustibili hanno già pianificato le loro attività e messo a punto i loro piani di sviluppo industriale per i prossimi anni in funzione delle strategie europee sui biocombustibili e del mercato che si prospetta per il commercio di biocombustibili.
Si profilano, insomma, grosse battaglie ed è bene sottolineare che la criticità di questo argomento già dal 15 settembre scorso, è stato portato alla conoscenza dei lettori del numero che sta per uscire.
Infine c’è da segnalare la presa di posizione dell’European Biodisel Board sulla introduzione nella direttiva biocombustibili del Iluc per tener conto dei possibili danni all’agricoltura derivanti dalla coltivazione di biomasse per biocombustibili. Anche l’Iluc adottato dalla Commissione europea in una sua direttiva non è scientificamente provata, secondo questo comunicato. Nella conversione dei suoli da agroalimentare a produzione di biocombustibili, così come tra deforestazione di un suolo per convertirlo produzione di biocombustibili non c’è alcuna correlazione, sempre secondo questo position paper. Insomma, bisogna produrre biocombustibili come era previsto inizialmente dalla Commissione, senza introdurre fattori correttivi come Iluc. È una posizione contro gli scienziati e contro la Commissione che nell’ultima direttiva aveva introdotto fattori correttivi. La polemica va avanti.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Dall’industria del formaggio il packaging eco-sostenibile
A Barcellona, alcuni scienziati avrebbero da poco scoperto che le proteine del siero di latte si possono trasformare in una speciale plastica sostenibile
Abbiamo sentito spesso parlare delle “Whey protein“, ossia delle “proteine del siero di latte”, un mix proteico in polvere ottenuto dal liquido (o siero appunto) usato per la lavorazione del formaggio. Spesso utilizzate come additivo per un’ampia gamma di prodotti alimentari (tra cui pastine, creme, budini e prodotti da forno), le Whey protein hanno trovato da pochi giorni anche un altro impiego: l’imballaggio.
Sembra infatti che a Barcellona, alcuni scienziati abbiano da poco scoperto che queste proteine possano essere trasformate in una speciale plastica sostenibile, perfetta per le confezioni di generi alimentari. La ricerca, denominata “WheyLayer“ è stata finanziata interamente dalla Commissione Europea per trovare un’alternativa alle fonti di petrolio nel packaging alimentare. Grazie a questo progetto quindi, è stato possibile intuire che le proteine del siero di latte potrebbero sostituire completamente alcuni prodotti sintetici a base di petrolio. Una scoperta che non solo renderà più economico il processo di produzione degli imballaggi, ma che faciliterà enormemente il riciclo delle confezioni sintetiche.
Fonte: Le Rinnovabili
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: biocarburanti, carbon neutral, carbon sink, carbon stock, CO2, Eai, Eea, ENEA, Enea Eai, European Biodisel Board, Focus, industria del formaggio, Le Rinnovabili, Lorenzo Ciccarese, packaging eco-sostenibile, Paolo Broglio, proteine del siero di latte, villaggio globale, Whey protein, WheyLayer
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novembre 6, 2011 by famiglieditalia

L’Italia affoga nel fango… e la politica nell’odio, con queste parole intitolavo un post di questo blog datato 4 ottobre 2009. Sono passati più di due anni e la situazione nel nostro Paese non è cambiata, anzi è peggiorata. E ciò che fa più rabbia è che qualsiasi catastrofe ci cade addosso e la subiamo quasi passivamente, con rassegnazione. Per risparmiare pochi soldi per interventi preventivi, se ne spendono poi vagonate per ripulire macerie e ricostruire,
ma i morti… quelli non li restituirà mai nessuno. Gli abusi edilizi del passato pesano sulle nostre teste come i macigni e i tronchi che intasano fiumi e torrenti all’apparenza inoffensivi; corsi d’acqua deviati e i loro letti naturali violentati da speculazioni edilizie selvagge avallate da politicanti senza scrupoli e cognizione. Ma quello che ancora fa più incazzare è che la maggior parte di coloro che hanno provato a intervenire preventivamente per ripulire, anche a proprie spese, fiumi apparentemente addormentati di tutte le sporcizie accumulate… sbattono il muso violentemente contro veti e vincoli assurdi che impediscono qualsiasi operazione, perché il mercato degli inerti è sempre appetibile ed ha il sopravvento su qualsiasi logica ecologica. Mi spiego meglio: c’è sempre qualcuno che impedisce di pulire e scavare, se non adeguatamente unto, perché, secondo lui, ciò avviene non per prevenire ma solo per procurarsi ghiaia e sabbia.
La burocrazia ha ucciso l’Italia cibandosi di sospetti di illeciti possibili, incrementando quelli veri figli di mazzette e privilegi immeritati.
Nell’articolo del 2009 avevo puntualizzato che mentre l’Italia affondava nel fango, la politica a sua volta affondava nell’odio. Ebbene, anche politicamente la situazione è peggiorata. L’odio si è trasformato in bile e guerra senza esclusione di colpi…da una parte e dall’altra. Negli altri Paesi nei momenti di difficoltà popolo e politici si compattano, da noi si preferisce distruggere, radere al suolo e poi… provare a ricostruire. La maggioranza è indebolita ed accerchiata, ed ogni suo labile tentativo di rimediare e legiferare si infrange contro il muro di un’opposizione inesistente a livello identità e idee migliori, ma sostenuta solo dal desiderio di eliminare Berlusconi, indipendentemente da chi lo sostituisca…andrebbe bene anche il diavolo. Che schifo! Che situazione schifosa e senza uscita! Siamo prigionieri di un conflitto che si combatte esclusivamente sulla nostra pelle. Le tasche dei nostri politici sono ben rigonfie… le nostre, esauste! Che finisca al più presto, che qualcosa succeda finalmente: che esca fuori un vincitore! Almeno così ci risparmieremo questo quotidiano sfinimento fatto di stress e previsioni funeree e deprimenti. Noi famiglie e cittadini italiani dobbiamo trovare per forza delle soluzioni alternative. Non possiamo più fidarci ciecamente della politica per la nostra sopravvivenza. Non dico che dobbiamo disobbedire e convergere in comportamenti anarchici, ma nemmeno continuare a subire passivamente. Siamo possessori di braccia ed intelletto. Cerchiamo fra noi, nelle nostre alleanza, sbocchi e rassicurazioni. La nostra Italia pullula di artigianato sano, di terra fertile e spiagge e montagne appetibili. Impariamo ad usarli con la nostra testa scambiandoci frutti ed informazioni utili. Ritroviamo la fiducia in noi stessi ed in quelli che ci sono accanto. La fiducia è il solo carburante che ci può risuscitare da questo torpore ed impedirci di lasciarci morire lentamente.
Etichette: abusi edilizi, alluvione di Genova, Berlusconi, burocrazia, edilizie selvagge, fiducia, italia, L’Italia affoga nel fango, Maggioranza, opposizione, umberto napolitano
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novembre 3, 2011 by famiglieditalia
Cellule di novantenni ringiovanite a livello embrionale

Ci vorrà almeno un decennio e forse più per vederne le applicazioni mediche, ma certo la strada per la cura della giovinezza sembra che sia stata avviata con successo, anche se occorre molta cautela. Parliamo del lavoro dei ricercatori francesi dell’Università di Montpellier che sono riusciti ad invertire il processo di invecchiamento di cellule donate da uomini con età che va dai 74 ai 101 anni.
Lo studio, condotto da Jean-Marc Lemaître e pubblicato sulla rivista scientifica Genes and Development, dimostra che quello dell’invecchiamento cellulare, almeno in laboratorio, non è un processo irreversibile.
Gli scienziati hanno infatti riprogrammato in vitro cellule di età avanzata, prossime alla fine del loro ciclo riproduttivo, ottenendo “staminali pluripotenti indotte” che, come per le staminali embrionali, hanno la caratteristica di riprodursi in continuazione.
I ricercatori francesi hanno seguito il sentiero scientifico utilizzato da molti altri centri di ricerca mondiali, impegnati da anni nel comprendere i fenomeni rigenerativi di tessuti ed organi umani che hanno subito un danno.
L’ultima novità in materia è rappresentata dallo studio portato a termine da Shinya Yamakanaka nel 2007. Il ricercatore giapponese è riuscito infatti a produrre staminali in grado di dividersi e moltiplicarsi, come quelle embrionali, partendo da cellule adulte.
Lo studio francese fa un passo avanti in questa direzione utilizzando non solo cellule adulte, ma anche quelle molto anziane e prossime alla fine del loro ciclo vitale.
Quello che si è quindi verificato in laboratorio è che il grande sogno, quello del tornare giovani e restarlo per molto tempo, in linea di principio è a portata di mano.
Ma, come appena accennato, è importante frenare ogni entusiasmo. La strada per arrivare ad un’applicazione pratica della scoperta è complessa e piena di ostacoli, non solo tecnici, ma economici ed etici.
fonte: Vita di Donna Community
Etichette: cura della giovinezza, Genes and Development, Jean-Marc Lemaître, Shinya Yamakanaka, staminali della giovinezza, staminali pluripotenti indotte, Università di Montpellier, Vita di Donna Community
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novembre 1, 2011 by famiglieditalia

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.
Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.
Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.
Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi
1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.
Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.
2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.
3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”.
4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione.
5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno dell’anno.
6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”. Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo.
7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo.
8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).
9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra.
10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.
fonte: www.partecipiamo.it Tommytom
Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!
introduzione e commenti di
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ottobre 31, 2011 by umbertonapolitano

Per l’esorcista della Santa Sede, il modenese Gabriele Amorth, presidente dell’associazione internazionale degli esorcisti, la festa di Halloween è un osanna al diavolo.
” Penso che la societa’ italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l’uso della ragione e sia sempre piu’ malata. Festeggiare la festa di Halloween e’ rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi ”.
I macabri mascheramenti, le invocazioni apparentemente innocue altro non sarebbero, per l’esorcista, che un tributo al principe di questo mondo: il diavolo. ” Mi dispiace moltissimo che l’Italia, come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesù il Signore e, addirittura, si metta a omaggiare satana ”, dice l’ esorcista secondo il quale ” la festa di Halloween e’ una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L’astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non e’ piu’ peccato al mondo d’oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, liberta’ o piacere personale. L’uomo – conclude – e’ diventato il dio di se stesso, esattamente cio’ che vuole il demonio ”. Ma ricorda anche che in molte città italiane, sono state organizzate in contrapposizione, le ” feste della luce “, una vera e propria controffensiva ai festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini.

Bene, io credo che padre Gabriele Amorth, con tutto il rispetto per il suo operato con successo in oltre 70.000 casi di possessione, e, secondo lui, solo cento realmente ascrivibili all’opera satanica… non solo esagera, ma si dimentica che se il diavolo è furbo, Dio gli è per fortuna immensamente superiore. A pensarci bene, posso capire le sue preoccupazioni visto l’ oberante e pericoloso mestiere che esercita… quello che però non capisco è perché padre Amorth non si preoccupi altrettanto del diavolo che si annida negli oratori e nelle sacrestie quando, attraverso alcuni preti, insidia ed oltraggia piccoli fanciulli inermi. La notte di Halloween io, come tanti, regalo caramelle ai bambini per farli sorridere e non per abusarne sessualmente… e penso di essere anche un buon cristiano, non tanto perché vado a messa la domenica e faccio regolarmente la comunione, ma per l’amore che continuamente ho nel cuore e che cerco di trasmettere agli altri.
Per concludere, le tentazioni che subiamo nella vita sono infinite ed il pericolo del peccato ci insidia giornalmente, ma credo che per i ministri di Dio la fede sia più facile diffonderla e difenderla più con esempi santificanti che con moniti terrificanti, per cui… W sempre Gesù e buon Halloween a tutti!
Umberto Napolitano
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ottobre 28, 2011 by famiglieditalia

Più cura per l’acqua, bene universale ( by Villaggio Globale )
La risorsa idrica ha anche un ruolo di mitigazione della pericolosità idraulica dei corsi d’acqua e di lotta alla desertificazione. Trascurato il settore delle acque sotterranee
Di recente è stato pubblicato il parere del Comitato delle Regioni (CdR) europee sul «ruolo degli enti regionali e locali nella promozione di una gestione sostenibile dell’acqua».
Le raccomandazioni del Comitato auspicano il rafforzamento delle politiche d’indirizzo in tema di risorsa idrica, di mitigazione della pericolosità idraulica dei corsi d’acqua e di lotta alla desertificazione. Nella sua articolazione il documento avrebbe potuto approfondire di più il settore delle acque sotterranee di estrema importanza per molte zone di pianura e carsiche. Ma esaminiamo con cura.
Il Comitato è l’assemblea politica che dà voce agli enti regionali e locali nell’elaborazione delle politiche e della legislazione dell’Unione europea (Ue). Il Comitato è consultato dagli organi dell’Ue ogniqualvolta siano avanzate proposte riguardanti settori con implicazioni a livello regionale o locale. Il parere del Comitato, sollecitato dalla Presidenza ungherese dell’Unione, pone la condivisione delle responsabilità e la quantificazione degli obiettivi al centro della strategia per un uso sostenibile delle risorse idriche. L’argomento riveste un grande interesse strategico per le scelte politiche e programmatiche e per la definizione di modelli di sviluppo durevoli che determinano forti ripercussioni socio economiche a livello globale.
Secondo le stime di Marie-Laure Vercambre, a capo del Programma per l’Acqua di Green Cross International, 900 milioni di persone vivono senza un accesso sicuro all’acqua potabile e un terzo della popolazione mondiale vive in Paesi sottoposti a stress idrico o riceve inadeguate quantità di precipitazioni annuali. L’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che ogni anno muoiono, per cause legate alla mancanza di acqua, tra i cinque e i dieci milioni di persone. Stime coerenti con quelle valutate da Umberto Fratino, consulente per la stesura del parere, secondo il quale il 50 % della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua con qualità analoga a quella disponibile ai cittadini dell’antica Roma più di 2000 anni fa; egli indica che il 2/3 della popolazione mondiale nel 2025 soffrirà di mancanza idrica.
Il tema dell’acqua è affrontato nelle raccomandazioni del CdR sia in termini di risparmio della risorsa idrica e riuso di quella non convenzionale, sia in termini di gestione del rischio idrogeologico legato al cambiamento dei regimi di precipitazioni (che innescano alluvioni e frane) e all’innalzamento del livello del mare (che accelera i processi di erosione costiera). In tale contesto il Comitato rivendica un ruolo fondamentale nella gestione consapevole dell’acqua considerando la stessa un patrimonio limitato dell’umanità non assoggettabile a logiche di mercato e alle regole della concorrenza facendo propria la risoluzione Onu del 28 luglio 2010 che dichiara l’acqua, un diritto umano universale inviolabile.
Le raccomandazioni politiche del Comitato rivolte all’Ue auspicano il rafforzamento delle politiche d’indirizzo in tema di risorsa idrica, di mitigazione della pericolosità idraulica dei corsi d’acqua e di lotta alla desertificazione. Indica nell’adozione di nuovi strumenti di regolamentazione, da definire a scala di bacino idrografico, la possibilità di individuare chiari e precisi obiettivi di efficienza per ogni settore di attività che dipende fortemente dall’acqua (domestico, processi produttivi, agricoltura, turismo, idroelettrico e acquacoltura).
Il documento richiamando il concetto di bacino idrografico, introdotto nella normativa italiana con la Legge 183/89, impone l’adozione di un approccio transfrontaliero per la gestione delle acque con il coinvolgimento attivo delle autorità europee, nazionali, regionali e locali. Infatti, s’intende per bacino idrografico la porzione del territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in superficie, si raccolgono in un determinato corso d’acqua e il territorio che può essere allagato dalle acque del medesimo corso d’acqua compresa le aree terminali come le foci in mare: il bacino idrografico si estende senza continuità di soluzione dalle montagne, dove sgorgano le sorgenti che danno origine ai fiumi, fino al mare.
Sono posti tra gli obiettivi per la riduzione del consumo della risorsa idrica iniziative sia a livello di singolo edificio, quale l’integrazione della direttiva sulle prestazioni energetiche dei fabbricati con l’iniziativa della Commissione sulla Water Efficiency in Building, sia per interi comparti di attività produttive, quale l’introduzione di azioni normative che definiscano, per differenti settori di attività e secondo le caratteristiche dei singoli Stati membri, il corretto recupero e riutilizzo delle risorse idriche. Aspetti importanti sono trattati con riferimento alle proposte circa la nuova Politica agricola comunitaria con azioni atte a favorire il risparmio idrico in agricoltura attraverso l’adozione di strumenti economici e fiscali che favoriscano il ricorso a colture ad alta efficienza (best crop per drop) e tese alla conservazione e al recupero ambientale del territorio agrario. Azioni queste volte a incentivare il mantenimento delle aree boschive e delle zone umide e a limitare i fenomeni di degrado e di erosione del suolo oltre che a contenere l’emungimento dalle falde idriche sotterranee che, nelle aree costiere, determina l’intrusione dell’acqua marina con conseguente compromissione dei suoli attraverso il processo di salinizzazione, sicura deriva verso la desertificazione.
In una ben precisa definizione della politica in materia di acqua, che individua in tre aspetti i fondamentali su cui basarsi: accumulo, ritenzione e drenaggio, ritengo che il documento avrebbe potuto approfondire di più il settore delle acque sotterranee di estrema importanza per molte zone di pianura e carsiche. Gli acquiferi sono veri e propri serbatoi della risorsa idrica, che se ben conosciuti e gestiti, rappresentando per quelle aree vulnerabili ed esposte ai processi di desertificazione le vere riserve strategiche.
Il testo della raccomandazione, trattando un tema così importante per la vita e lo sviluppo socio economico, è molto articolato e pieno di spunti sui quali sviluppare le politiche per la gestione della risorsa e la tutela e salvaguardia della vita; si sottolinea fortemente il ruolo chiave che svolgono gli enti regionali e locali nel raccogliere i dati ambientali e propone la trasformazione dell’attuale Osservatorio europeo della siccità in Osservatorio idrico europeo. Sarebbe auspicabile, per quelle regioni con risorse idriche sotterranee prevalenti e che per anni hanno preferito la logica dei condoni e delle sanatorie dei pozzi per acqua alla più razionale ed efficace politica delle autorizzazioni controllate, avviare Osservatori delle acque sotterranee che possano dare, mettendo a sistema la mole di dati già disponibili negli archivi, un quadro aggiornato dello stato qualitativo e quantitativo di quelle riserve strategica che sono le falde sotterranee in grado di accumulare e restituire in maniera controllata grandi quantità di acqua.
Rimarcando il ruolo degli enti locali e regionali, nella fruizione in modo diretto di risorse economiche derivanti dai limiti di emissione dei gas serra per finanziare i programmi d’intervento locale di lotta al cambiamento climatico, il Comitato s’impegna a utilizzare quota parte di tali risorse per attivare azioni tese a rafforzare negli individui la consapevolezza del valore intrinseco dell’acqua anche avviando campagne d’informazione e educazione ambientale, già dalla scuola dell’infanzia. Il documento conclude con auspici e un orizzonte temporale per realizzarli rappresentato dal 2020, questo anche in relazione a quanto richiesto dall’attuazione della direttiva 2000/60/CE. In tale data sono posti importanti traguardi che necessitano di verifiche intermedie al fine di essere certi che le strade intrapresa siano realmente in grado di far raggiungere tali obiettivi. Si prefigge l’incremento del 20 % del risparmio idrico in tutti i settori d’uso; l’aumento del 20 % dei corsi d’acqua oggetto di rinaturalizzazione anche per un miglioramento della loro sicurezza idraulica; l’aumento del 20 % del volume di acqua a oggi riutilizzato e/o riciclato nelle attività agricole e industriali.
Di Antonello Fiore
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
“Skataz”, il pattino a prova d’ambiente ( prototipo ancora in fase di sviluppo ) – By Rinnovabili.it
Dopo lo skate arrivano i pattini elettrici, un nuovo metodo di trasporto eco-friendly che ci fa ritornare all’infanzia

Quale modo migliore di muoversi senza inquinare, se non quello di lasciare a casa la propria auto ed affidarsi solo all’energia delle proprie gambe? Per chi non è ancora un bike-addicted, ma preferisce spostarsi in giro per la città senza fare troppa fatica, arriva Skatz, il primo pattino in linea elettrico. Dopo le due ruote elettriche e il monopattino a batterie anche per gli amanti dello skating arriva la versione “comoda” ed eco-friendly grazie all’idea dell’inventore Iya Kaganovic, che sta lavorando su questo concept dal 2007.
I pattini in realtà sono ancora in fase di sviluppo: l’attuale modello può raggiungere una velocità massima di 13,5 miglia orarie grazie all’impiego di batterie ricaricabili agli ioni di litio che permettono una durata della modalità elettrica di circa 30 minuti (molto dipende dal peso del pattinatore). Relativamente poco ingombranti e dall’aspetto un po’ retro, gli Skatz sono realizzati in materiale composito leggero e resistente e, piccolo neo, vengono “accesi” tramite telecomando collegato alla base.
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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ottobre 26, 2011 by famiglieditalia

Si è svolta lunedì sera 24 ottobre a Milano a Palazzo Reale nella suggestiva cornice della Sala delle Cariatidi l’incontro con tutte le Comunità ed Associazioni Straniere presenti nella città meneghina e promosso dall’Assessorato alla Cultura di Milano in collaborazione con la SocietàExpo2015 per lanciare la proposta di realizzazione di una Consulta della Città-Mondo che riunisca tutte le rappresentanze delle comunità internazionali di Milano in vista del grande evento del 2015.
Dopo il messaggio di benvenuto e l’intervento di Giuliano Pisapia, Commissario Straordinario del Governo Italiano per Expo 2015 e Sindaco del Comune di Milano hanno preso la parola nel corso della serata:
Stefano Boeri, Assessore alla Cultura Expo Moda Design del Comune di Milano,
Vincente Gonzales Loscertales, Segretario Generale BIE
Giuseppe Sala, Aministratore Delegato Expo 2015 SpA
Piefranco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano e
Seble Woldeghiorsghs, Coordinatrice Gruppo Lavoro Seconde Generazioni.
Il filo conduttore comune a tutti gli interventi è stato quello di rendere partecipi tutte le comunità internazionali presenti a Milano nel cammino di avvicinamento all’esposizione universale del 2015 coinvolgendole in prima persona,come affermato dallo stesso Assessore Boeri, in un organismo di partecipazione permanente “La Consulta Città-Mondo” che pertanto diverrà interlocutore costante nella costruzione di Expo 2015 avendo ben presente la disuguaglianza che esiste nel nostro mondo nella ridistribuzione della ricchezza fatta dai paesi più ricchi a scapito di quelli più poveri con milioni di persone in soprappeso ed altrettanti che muoiono di fame.
La valorizzazione delle specifiche produzioni alimentari di ciascuno dei paesi partecipanti, a titolo di esempio quella del caffé, partendo dalla tecniche di coltivazione sino ad arrivare ai vari modi di lavorazione, consumazione e distribuzione ci aiuterà non solo a conoscere in profondità la vera identità del Paese di origine e conseguentemente anche la storia e la cultura, ma rappresenterà anche un valido aiuto alla conoscenza, salvaguardia e sviluppo di queste produzioni sulle quale molto spesso si basa la completa economia di una nazione ed il suo sostentamento.
L’enorme importanza dell’Expo 2015 e le opportunità che questo rappresenta è stata univocamente sottolineata nei loro interventi anche dai Rappresentanti di alcune Comunità e Associazioni e dal Rappresentante Expo dei Popoli che hanno tenuto a sottolineare il massimo gradimento per il progetto Consulta; quella dell’Amministrazione Milanese è infatti una scelta epocale, partendo infatti proprio da valori condivisi, il rilancio sociale, culturale ed economico che Milano potrà e riuscirà ad attuare con l’evento del 2015 non potrà non riflettersi positivamente anche sull’intero nostro Paese e sul concetto planetario di concepire una crescita veramente sostenibile.
A corollario del progetto principale lo stesso Assessore Boeri ha annunciato anche il lancio su web e sui social media di tutta una serie di eventi collaterali ma, non per questo meno importanti ricompresi nel progetto “FuoriExpo”, che coinvolgerà attivamente tutta una serie di strutture a partire dalle scuole, le biblioteche, i municipi e le oltre 60 cascine della cerchia urbana. Grazie a questi “laboratori digitali” i cittadini saranno costantemente informati e chiamati a condividere tutti i progetti e le iniziative che si avvicenderanno da ora in avanti e sino al 2015 con la possibilità di essere attivamente partecipi anche con suggerimenti ed idee proprio grazie alle possibilità di aggregazione sociale e dialogo attivo che i social media consentono oggi.
Stefano Micheli
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ottobre 24, 2011 by umbertonapolitano

Cari amici, ogni giorno il nostro fardello di cattive notizie aggiunge nuovi elementi che gravano sul nostro umore e sulla nostra psiche. Ieri, una domenica serena si è trasformata in un violento sbattere la faccia sulla realtà e sulla caducità della vita terrena. L’ennesimo terremoto devastante, questa volta in Turchia, che in un istante sbriciola vite, progetti e sacrifici e la morte di un giovane centauro, Marco Simoncelli, spot naturale della gioia di vivere e del non prendersi mai più di tanto sul serio… ma anche monito che ti riporta sul pianeta terra ricordandoti che non esistono immortali, ma ogni istante di vita ha il suo prezzo e la sua collocazione. Quanto accaduto ieri, e nei mesi precedenti con la distruzione finanziaria di un intero sistema basato soprattutto sull’astratto, la ” primavera araba “ sfociata con la caduta rovinosa di un, fino a poco tempo prima, considerato, almeno da se stesso, intoccabile Mu’Ammar Gheddafi… ci conferma che sempre meno possiamo far affidamento sugli altri e sui modelli da loro proposti. Sì, possono indicare dei percorsi e creare dei paletti, ma alla fine il problema del dover procurare il minimo sostentamento a se stessi e ai propri cari spetta a noi e non certo ai “ potenti ” in alto loco…. Tutto ciò crea naturalmente scompenso ed alterazione nei nostri umori, causando in molti senso di impotenza ed incertezza futura che spesso può sfociare in depressioni o sensazioni confluenti nella nuova malattia denominata ” il male di vivere “, scoperta quest’ultima da personaggi famosi, ricchi e anche contornati da affetti solidi, ma insicuri o, maledettamente furbi,che con ” il male di vivere ” giustificano carenze e pecche causate dall’usura del tempo che, per una legge naturale, non risparmia proprio nessuno.
Perché questa mia riflessione?… Perché a noi gente comune non è consentito rifugiarci o compiangerci nei ” mali di vivere “, perché essi appartengono ad un’elite che in ogni caso non ha il problema della ” pagnotta quotidiana “, e non possiamo nemmeno soffermarci più di tanto sulle tragedie quotidiane, dispiacercene senz’altro, ma cercare di coglierne i moniti in modo da proiettarle in modo pratico nei nostri comportamenti futuri. Insomma, noi dobbiamo essere sempre pronti a reagire e fare affidamento solo sulle nostre gambe e sulle opportunità che siamo in grado di procuraci. Lo so che non sono molte, ma per coloro che sanno essere più forti di qualsiasi sventura, e possono contare ancora sull’onestà delle proprie qualità di adattamento lavorativo… all’inizio magari dovranno ingoiare qualche rospo di troppo, ma alla fine qualche via di uscita sicuramente saranno in grado di trovarla. Famiglie d’Italia cerca di creare una rete di conoscenza e di occasioni di confronto allargato con scambio di idee e, fra un po’, anche di opportunità di collaborazioni reciproche e lavoro. E’ un percorso iniziato tre anni fa e che piano piano sta cominciando a delineare tragitti e lineamenti più chiari… Per ora non mi sento di aggiungere altro ma al futuro, in ogni caso, preferisco guardare con occhi positivi, parti essenziali di un corpo ben assestato su arti solidi, piuttosto che offrimi indifeso allo stesso, annebbiato dai ripari giustificativi del cosiddetto, entrato nell’uso comune, ” male di vivere “.
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ottobre 22, 2011 by umbertonapolitano

Cari amici, questo fine settimana vi offro l’occasione di una sana e serena riflessione, invitandovi ad aprire un piccolo video clip inviatomi dall’amico Enzo Marascio ( l’inventore del Muscolo di Grano, alimento naturale che non sfigura su una tavola imbandita, ma ne completa l’offerta) e dedicato ad un breve racconto di Olivier Clerc (Olivier Clerc – Wikipédia ), scrittore e filosofo che, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente. Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti. Il racconto si intitola ” Storia di una ranocchia “
Storia di una ranocchia – Olivier Clerc
Guardando questo video non vi sarà sfuggito che nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla gioa di vivere… lentamente, ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli ed ormai incapaci di difendersi per cui, buon weekend a tutti ma, mi raccomando, non abbassate mai la guardia!
Umberto Napolitano
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ottobre 19, 2011 by famiglieditalia
Inghilterra
Arriva la ” boob tax “, l’imposta sulla chirurgia estetica
Iniziativa del governo Cameron: ” si ricaverebbero 500 milioni di sterline “. Protestano medici e clienti. ( fonte CORRIERE DELLA SERA.it )

MILANO – “Per apparire bisogna soffrire” anche nel portafoglio. Il proverbio caro alle nostre nonne si adegua alla crisi, perlomeno in Inghilterra: se passerà infatti la proposta della “HM Revenue & Customs”, d’ora in avanti a qualunque intervento di chirurgia meramente estetica (ovvero, non dovuto a ragioni mediche specifiche e accertate) verrà applicata l’IVA del 20%, con conseguente ed in evitabile aumento delle tariffe per la clientela (un esempio per tutti, l’operazione di mastoplastica additiva, la più popolare fra quelle eseguite dai chirurghi d’Oltremanica, passerebbe così da 5 a 6mila sterline). Una mossa che permetterebbe al governo Cameron di raccogliere 500 milioni di sterline l’anno, ma che è stata aspramente criticata dall’industria cosmetica tutta, che ha immediatamente soprannominato il balzello “boob tax” (traducibile con “tassa sulla tetta”).
NON SI PAGA, SE E’ INTERVENTO “MEDICO”- «La proposta avanzata dall’HMRC sarà un potenziale danno per molti pazienti – ha spiegato al “Daily Mail” Fazel Fatah, presidente della “British Association of Aesthetic Plastic Surgeons” – perché implica che qualunque procedura eseguita per correggere l’aspetto fisico non sia una necessità medica. Purtroppo, non c’è stata alcuna discussione con gli organismi direttamente coinvolti prima di arrivare a questa proposta e ora non ci resta che sperare che venga trovato un terreno comune che bilanci l’ovvio bisogno di aumentare le tasse con la sicurezza dei pazienti, perché la chirurgia si occupa direttamente della vita delle persone». Come detto, il solo modo per aggirare la nuova tassa sarà dimostrare che l’intervento viene eseguito per ragioni mediche, accertate da un medico o da uno psicologo. In pratica, il solo fatto di avere più fiducia in se stesse dopo un lifting o di vedersi più belle con un seno nuovo non è sufficiente per chiedere l’esenzione dall’IVA, che viene già comunque applicata per trattamenti estetici minori come il botox e il peeling chimico. «Siamo tutti in subbuglio per questa proposta – ha commentato sempre allo stesso tabloid il chirurgo plastico Douglas McGeorge, ex presidente della BAAPS – che permetterà all’HMRC di raccogliere un sacco di soldi. Ma come si fa a tassare un’operazione come ad esempio la correzione delle orecchie a sventola fatta magari ad un ragazzino per evitare che venga preso in giro dai compagni e sviluppi così problemi psicologici? O ancora, quale livello di asimmetria o anormalità è richiesto per giustificare in termini medici un intervento al seno? In altre parole, qualunque giustificazione alle nostre decisioni in materia di IVA sarà impossibile, a meno che non venga violata la riservatezza del paziente».
ANCHE I CLIENTI PROTESTANO – Ma non sono solo i chirurghi estetici a protestare per la nuova norma, anche i loro clienti non sono affatto disposti a sborsare più del dovuto per le operazioni. «Questa proposta è un vero e proprio attacco a tutte le donne che si sentono incredibilmente vulnerabili in un dato momento della loro vita», è il giudizio della presentatrice di Sky News, Kay Burley, che si è fatta un lifting a 50anni. «Non mi piace l’idea che il governo pensi di pagare i debiti con i soldi della chirurgia cosmetica, penalizzando così le persone che vogliono essere più belle», le fa eco sul
“Daily Express” Imogen Thomas, il cui seno finto, taglia XL, ha fatto girare la testa fra gli altri anche al calciatore del Manchester United, Ryan Giggs. Ma l’HMRC difende la “boob tax”, sostenendo che si tratta semplicemente della chiarificazione di una norma precedente e contenuta in un documento del 2007 che stabiliva che «la chirurgia estetica può essere tassata con l’IVA, anche se ogni caso va discusso singolarmente».
Simona Marchetti ( CORRIERE DELLA SERA.it )

Etichette: BAAPS, boob tax, British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, CORRIERE DELLA SERA.it, Daily Express, Daily Mail, Douglas McGeorge, Fazel Fatah, governo Cameron, HM Revenue & Customs, HMRC, Imogen Thomas, IVA, Ryan Giggs, Simona Marchetti
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ottobre 16, 2011 by umbertonapolitano

Cari amici, quanto è successo ieri a Roma conferma che è in atto un attacco premeditato e pianificato al nostro Paese. In centinaia di città del mondo si è svolta in modo civile una marcia di protesta di cittadini indignati da politiche finanziarie senza scrupoli. In una sola città, Roma, tale marcia si è trasformata in un incendio violento, fuori tema e disonesto… una battaglia inaudita, una battaglia che si ripete e della quale siamo stanchi. Siamo diventati la discarica del mondo: i politici ci uccidono lentamente, gli avvoltoi della finanza ci spolpano e i black bloc ci sotterrano… fino a quando noi cittadini dovremo sopportare ingiustizie, disagi e palate di merda provenienti da più parti differenti e collegate?… In questa guerra assurda non siamo ne rappresentati ne difesi: come si permettono questi sfigati neri a distruggerci macchine e vetrine che con tanti sacrifici ci siamo comperati?… e come si permettono le autorità garanti a permettere che tutto ciò avvenga impunemente?… siamo veramente ” indignados ” , perché ci è negato perfino manifestare in santa pace. I nostri pacifici cortei sfilano tra infiltrati ed ali di poliziotti impotenti e inadeguati, ma quello che ci rende ancora più ” indignados” è che in centomila non riusciamo a trovare insieme il coraggio per liberarci a calci nel sedere di quei cinquecento infiltrati mascherati da babau. E’ tutto così illogico, che sembra… volutamente voluto!
Umberto Napolitano
Etichette: Black bloc, Indignados, indignati, umberto napolitano
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ottobre 15, 2011 by famiglieditalia

L’impronta idrica della coltivazione dei pomodori. Quanta acqua si consuma? ( by 100ambiente )
Una collaborazione tra la nota azienda italiana Mutti e WWF. Uno studio per calcolare l’impatto che la coltivazione di pomodori ha nel consumo dell’acqua.
Per la prima volta in Italia, e tra le poche al mondo, lo studio ha voluto calcolare i consumi di acqua nella produzione (dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito), avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento di Ecologia Forestale della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Viterbo). L’obiettivo di questa indagine, a cui si affianca quella sulle emissioni di CO2, è produrre pomodori che approdino dai campi alle nostre tavole con un minore impatto ambientale, secondo target di riduzione che verranno annunciati nei prossimi mesi dalla medesima Mutti. Non solo. Da oggi tutti potranno calcolare l’impronta idrica delle proprie scelte alimentari grazie al nuovo “Carrello della Spesa virtuale”, online sul sito del WWF, per imparare, approfittando della stagione estiva, a ridurre i litri di acqua “nascosta” che mettiamo ogni giorno nel piatto.
Ebbene: ecco i risultati sorprendenti.
L’analisi della Water Footprint dell’azienda parmense è avvenuta analizzando la filiera completa della catena di produzione, considerando tutte le linee produttive degli impianti dalla coltivazione della materia prima, alla trasformazione dei prodotti, fino alla realizzazione degli imballaggi, in modo da calcolare la quantità di acqua “nascosta”, virtualmente “immagazzinata” in ogni prodotto Mutti. E così è stato calcolato che per produrre un chilo di pomodoro fresco ci vogliono 156 litri di acqua, per una bottiglia di passata Mutti (compresi contenitore ed etichetta – 720 gr) ce ne vogliono 172 litri, mentre si arriva a 223 litri per un barattolo di polpa da 400 grammi. (Come termine di paragone, ci vogliono 200 litri di acqua per “produrre” un uovo, 900 per un chilo di patate, 3400 per un chilo di riso, e fino a 2.400 litri per un hamburger da 150 grammi). Mutti partirà da qui per stabilire i propri obiettivi di riduzione, in un percorso di sostenibilità insieme al WWF Italia. Se si considera che l’85% dell’impronta idrica umana è legata alla produzione agro alimentare, il 10% alla produzione industriale e il 5% al consumo domestico, come documenta il maggior esperto mondiale di impronta idrica Arjem Hoekstra, l’iniziativa riveste un ruolo particolarmente rilevante: a fronte del calcolo della Water Footprint, Mutti sta infatti definendo in collaborazione con il WWF anche gli obiettivi di riduzione dei consumi, soprattutto per quanto concerne la catena di fornitura, sensibilizzando i coltivatori che forniscono il prodotto fresco ad adottare pratiche agricole maggiormente rispettose dell’ambiente.
Oltre all’impronta idrica, sempre in collaborazione con il WWF Mutti ha calcolato anche l’impronta di carbonio della propria attività produttiva, secondo il GHG Protocol, ossia il protocollo internazionale messo a punto dal World Resource Institute. Attraverso il calcolo della Carbon Footprint e l’analisi delle potenzialità di riduzione dei consumi di energia e combustibili fossili da parte degli impianti di produzione, Mutti stabilirà degli obiettivi di riduzione anche per questa impronta, che permetteranno di migliorare le performance ambientali e l’impatto complessivo che i suoi prodotti avranno sull’ambiente.
di Luca De Nardo
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Erbe naturali per curare le vaginiti

Per molte donne una vaginite è un vero e proprio tormento. Calcolate che circa il 75% delle donne ha avuto o avrà almeno un episodio di micosi vulvovaginale causata la maggior parte delle volte da Candida Albicans.
Per combattere la vaginite e prevenire possibili ricadute le piante possono essere buone alleate.
Per contrastare rossore e bruciore, si può ricorrere a piante ricche di mucillagini come malva o calendula oppure idraste. In caso di prurito è indicato il centocchio (stellaria media). Queste piante sono ideali per infusi da usare a temperatura ambiente e per lavaggi da praticare 2 volte al giorno.
Se le perdite sono giallastre non irritanti ma fastidiose, allora utile è l’agnocasto, una pianta ricca di principi attivi che stimolano la produzione di progesterone: 30 gocce in poca acqua da bere al mattino.
A questi rimedi si può associare l’azione di essenze estratte da lavanda o dall’albero del tè: per una cura locare diluire 5-6 gocce di mezzo litro d’acqua tiepida bollita.
Ancora una alternativa potrebbero essere i semi di pompelmo, considerati un antisettico ad ampio spettro: in fase acuta 2 compresse 2 volte al giorno per 4-5 giorni, successivamente 2 compresse al giorno per un mese.
Ricordatevi che sono indicazioni di base, il vostro erborista di fiducia vi saprà sicuramente aiutare. E non sostituite mai una cura naturale con il parere del vostro ginecologo personale.
Ad integrazione/sostituzione di questa cura naturale è possibile utilizzare “ olio d’oliva ozonizzato “ che ha dato risultati sorprendenti in questa patologia. Il “ rimedio” non è però facilmente reperibile e i prodotti pubblicizzati su Internet non danno affidamento. Se siete interessate ad avere più informazioni su questo rimedio ( molto efficace anche su erpes ed emorroidi ) scrivete a Famiglie d’Italia.
di Marina Morelli con appendice di Paolo Broglio
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: 100ambiente, agnocasto, Candida Albicans, Carbon Footprint, Carrello della Spesa virtuale, coltivazione di pomodori, consumo dell'acqua, Dipartimento di Ecologia Forestale della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, Erbe naturali per curare le vaginiti, GHG Protocol, impronta idrica Arjem Hoekstra, Luca De Nardo, Marina Morelli, Paolo Broglio, Water Footprint, World Resource Institute, WWF, WWF Mutti
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ottobre 12, 2011 by umbertonapolitano

Ieri sera contro l’Irlanda del Nord Antonio Cassano è stato bravissimo, però ha fine partita invece di esultare ha annunciato in modo amaro, pur non tralasciando il suo tono guascone e ironico, che entro 3 anni e mezzo smetterà di giocare, perché… perché è stanco e stressato, perché non c’è cosa che lui faccia che non venga analizzata e criticata, se si gratta la testa o si strofina il naso… vuole smettere perché non resiste più allo stress e vuole dedicarsi alla famiglia e fare altri due o tre figli.
Bene caro Antonio, concedimi un tono confidenziale essendo tu da 13 anni parte della vita quotidiana sportiva di molti di noi, ma, da padre di famiglia e nonno recente, mi sorge la necessità di criticarti ancora una volta, e spero che sia l’ultima… Secondo me, tu ieri hai perso una grande occasione per riconciliarti definitivamente con tutti noi, e come?… chiedendo semplicemente scusa, non a Tizio e Caio, ma a noi… tuo pubblico, tuoi fan. Scusa per essere impulsivo e nelle tue reazioni spesso volgare e maleducato. Il tuo linguaggio, quando perdi la trebisonda, diventa scurrile e oltremodo pieno di ” vaffa “… anche quando scherzi. Non metterti sullo stesso piano di Grillo che di ” vaffa ” ne ha creato un popolo… lì è un’altra storia, un altro progetto… ma nei tuoi ” vaffa “ non c’è un progetto, c’è solo la reminiscenza di antiche origini e di ambienti nei quali sei cresciuto… la famosa e famigerata Bari Vecchia per molti, ma per me soprattutto un pezzo folcloristico importante di storia racchiusa in mura antiche fra due porti, quello vecchio e quello nuovo, dove la vita scorre dura, ma dignitosamente… Certo, quando fai fatica ad arrivare a sera per garantire un tozzo di pane ai tuoi cari, diventa difficile poi mantenere sempre un linguaggio forbito, ma ora, e questo da 13 anni, tu, figlio affermato e miliardario, di quella parte della città puoi con orgoglio solo rivendicarne le origini e non arrogarti più il diritto di “ smoccolare ” per reagire a difficoltà quotidiane che non ti appartengono. Tu di “ quella ” Bari devi mostrarne l’evoluzione positiva come messaggio di esempio e di sprone a chi in te vede un sogno che può anche realizzarsi.
Caro Antonio, stai per compiere 30 anni e la maturità ti spetta e la devi di diritto alle tue persone care e al pubblico che ti apprezza e ti segue. Devi farci scordare tutte le tue Cassanate rivestite di imprecazioni e, soprattutto, quel ” vecchio di m… ” che ti scappò nel furioso litigio con il tuo ex presidente Riccardo Garrone, perché, colpito nella dignità, in qualche modo lo facesti disinnamorare del mondo del pallone, costringendolo a malincuore a ” svenderti ” ed a smantellare la squadra… squadra, la Sampdoria, che nel breve volgere di pochi mesi precipitò poi in serie B.
Antonio, devi metterti in testa che è arrivato il momento di crescere… e crescere non vuol dire arrendersi e dichiarare che sei stufo del calcio e di ritirarti prima dei 33 anni… ma vuol dire chiedere scusa a tutti per il tuo comportamento passato, metterci definitivamente una pietra sopra, e proporti in un modo nuovo e positivo, allegro e scanzonato come nel tuo carattere gioviale, ma più responsabile e consapevole del tuo ruolo in questa società già fin troppo martoriata e depressa per dover convivere anche con i tuoi, spesso, immotivati malumori e scoppi di ira.
Uno sportivo bravo ed affermato come te, d’ora in avanti, deve essere un modello per i nostri figli che crescono spesso sfiduciati, per dire loro che, se ce l’hai fatta tu… ce la possono fare anche loro!
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ottobre 10, 2011 by famiglieditalia

Perché i ( troppi ) farmaci fanno venir il mal di testa
L’eccesso alterai sistemi di controllo del dolore ( by Salute corriere della sera.it )
MILANO – Una scoperta che sembra molto “tecnica” potrà avere ricadute sulla vita di milioni di persone che soffrono di mal di testa: nei cefalalgici che abusano dei farmaci per alleviare il mal di testa i sistemi cerebrali di controllo del dolore si alterano, al punto che il danno può essere visto con una particolare risonanza magnetica funzionale “a valutazione statistica delle immagini” (SPM8, sigla di statistical parametric mapping). In questo modo si getta una nuova luce sul fenomeno per cui i farmaci a un certo punto, in certe persone, non funzionano più e cominciano, in un circolo vizioso paradossale, ad alimentare il mal di testa, che diventa una cosiddetta “Moh”, sigla di medication overuse headache, cioè “cefalea da abuso farmacologico”. Adesso ci si potrà basare non solo sul racconto del malato: l’alterazione si vede dall’immagine che compare su uno schermo. Ciò che si osserva non è una perdita di cellule nervose, bensì la traccia di una riduzione del loro funzionamento, tant’è che, hanno scoperto gli studiosi, eliminando i farmaci dannosi, le immagini tornano a mostrare una situazione di normalità nel giro di sei mesi.
L’annuncio della scoperta è stato dato a un pubblico di addetti ai lavori riuniti al terzo incontro lombardo dell’Anircef, l’Associazione dei neurologi italiani per la ricerca nelle cefalee, dal suo presidente Gennaro Bussone, direttore del Dipartimento di neuroscienze cliniche dell’Istituto Besta di Milano. I dati della ricerca, condotta per due anni insieme con i colleghi dell’Università di Memphis (Usa), saranno pubblicati dalla rivista scientifica Headache. Una conferma clinica a questa scoperta arriva da un altro studio pubblicato sul Journal of Headache Pain dai ricercatori del Centro Cefalee del Policlinico Universitario di Modena diretto dal Presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc) Luigi Alberto Pini: sono proprio gli abusatori di farmaci quelli che più soffrono di allodinia, un fenomeno che si aggiunge al mal di testa per cui stimoli innocui, come pettinarsi o radersi, scatenano dolore. «Se l’allodinia si fa più frequente, peggiora o compare per la prima volta è segno che la soglia del dolore si sta alterando —dice Pini —. Come hanno visto i colleghi del Besta la prolungata esposizione all’abuso di farmaci interferisce con la percezione del dolore, la cui soglia si riduce. Ciò facilita l’insorgenza di nuovi attacchi e questo porta alla cronicizzazione della malattia».
«Le alterazioni da noi osservate — conferma Bussone — non derivano dalla continua esposizione dei circuiti cerebrali al dolore della cefalea cronica, ma dall’abuso dei farmaci. Infatti nei pochi pazienti cronici che non abusano di farmaci le alterazioni non si vedono». «Forse all’abuso contribuisce anche un fattore psicologico — prosegue l’esperto —. Spesso questi pazienti si rendono conto di prendere troppi farmaci, ma non sanno farne a meno: è allora utile associare ai trattamenti di detossificazione controllata e di profilassi, anche quelli psico-comportamentali».
Secondo alcuni ricercatori francesi sarebbe in particolare il ricorso a barbiturici e oppiacei a far aumentare il rischio di Moh. Infatti, è soprattutto di oppiacei, barbiturici o benzodiazepine che le Linee guida europee per l’abuso dei farmaci nelle cefalee, appena pubblicate sull’European Journal of Neurology, raccomandano la sospensione, immediata o graduale, instaurando subito una terapia di profilassi per la quale un solo farmaco sembra avere le carte in regola: il neuromodulatore topiramato. Il paziente va poi seguito per prevenire recidive e nuovi rischi di abuso, tutte raccomandazioni in piena sintonia con le nuove Linee guida italiane per il trattamento delle cefalee che saranno divulgate durante il Congresso della Società italiana per lo studio delle cefalee, il cui messaggio principale è: per migliorare il trattamento del mal di testa lo specialista deve operare di concerto con il medico di famiglia. «In vista dell’applicazione della Legge 38/2010 che disciplina la gestione del dolore in ambito sanitario — dichiara Luigi Alberto Pini — la cefalea va inserita tra le patologie riconosciute dal Servizio sanitario in relazione alla terapia del dolore e all’interno delle strutture pubbliche vanno programmati percorsi diagnostico-terapeutici che, partendo dal medico di famiglia, arrivino ai centri specialistici. Solo così la cefalea sarà una malattia riconosciuta in tutta la sua complessità, una malattia che nei nostri ospedali provoca liste d’attesa infinite».
«Nelle Linee guida —continua Pini — abbiamo indicato l’utilità dei nuovi FANS e di determinate associazioni di farmaci, e segnalato il potenziale pericolo di alcuni nuovi analgesici nei cefalalgici. Inoltre, sono stati indicati fattori di scatenamento che mancavano, come per esempio l’osmofobia: la ripugnanza per i forti odori che può provocare l’attacco. Altra novità è la “cefalea da aeroplano”, studiata dal gruppo padovano del professor Giorgio Zanchin: finora ne erano stati segnalati solo 37 casi, mentre il gruppo di Padova ne ha individuati 75: perlopiù soggetti ultraquarantenni che patiscono attacchi di cefalea soprattutto nella fase di atterraggio (87%)». «Dal punto di vista della terapia si sottolinea — prosegue Pini — il divieto di mischiare i farmaci, per evitare effetti di sovrapposizione che impediscono anche al medico esperto di distinguere gli effetti di ogni singolo preparato».
Cesare Peccarisi ( by Salute corriere della sera.it )

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ottobre 7, 2011 by umbertonapolitano

Steven Paul Jobs, noto semplicemente come Steve Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955[1] – Palo Alto, 5 ottobre 2011), è stato un imprenditore e informatico statunitense… così, in modo chiaro e semplice si apre la pagina di Wikipedia alla voce Steve Jobs. In questo doveroso e piccolo omaggio con cui Famiglie d’Italia si unisce al mondo intero per la sua prematura scomparsa, ho pensato doveroso ripercorrere il suo glorioso percorso di vita proprio attraverso le pagine di Wikipedia, in quanto tra i figli prediletti della sua genialità innovativa, invitandovi ad approfondire la vostra conoscenza proprio cliccando, per chi non l’avesse ancora fatto, su Steve Jobs – Wikipedia …
Altre parole non servono, ci ha lasciato il suo corpo ma le sue opere e le sue intuizioni ci accompagneranno e ci saranno utili per l’eternità … GRAZIE STEVE
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ottobre 5, 2011 by famiglieditalia

Oggi vi propongo una notizia molto interessante. Riguarda un’iniziativa, secondo me saggia, presa dal governo di uno Stato, la Danimarca, che ha a cuore la salute dei propri cittadini. I grassi saturi sono la causa primaria dell’obesità e di molte malattie collaterali dovute all’eccesso di colesterolo che circola nel sangue. Non è difficile paragonare l’importanza di tali danni a quelli procurati dal “ fumo “, per cui, se quest’ultimo viene tassato per diminuirne l’uso ed evidenziarne i pericoli, il sottoscritto, pur essendo contrario all’abuso della tassazione che così male influisce sulle nostre tasche già fin troppo tartassate, penso che quest’ultima potrebbe servire da deterrente e fornirebbe l’occasione per usarne i proventi in modo saggio, destinandoli alla ” ricerca “. Penso veramente che i ” grassi saturi ” debbano essere limitati al massimo ed è proprio per questo motivo che io spesso ricordo l’esistenza di un prodotto ” miracoloso ” in materia, il Muscolo di Grano, gustosissimo al palato e ricco di tutte le proteine necessarie al corpo, nonché assolutamente privo dei famigerati ” grassi ” in oggetto. Sull’argomento odierno vi propongo un post firmato da Elmar Burchia ed edito da Corriere della Sera .it

In Danimarca la prima tassa sui ” Grassi “
” Fat Tax ” su tutti gli alimenti, in proporzione ai ” grassi saturi “ . E grazie al burro le casse dello Stato si gonfiano.
MILANO – Ogni anno i danesi si trovano ai primi posti delle classifiche come popolo più felice del mondo. I motivi sono molteplici e noti. Certo, la Danimarca non ha l’euro e vive le turbolenze della moneta unica e della crisi economica con relativo distacco. Tra le uniche preoccupazioni c’è la propria corona che Copenaghen conta non si apprezzi troppo. E la salute dei propri cittadini. Nonostante meno del 10 per cento dell’intera popolazione risulti essere clinicamente obesa, una percentuale ben al di sotto della media europea, dal primo ottobre è entrata in vigore una tassa sui grassi saturi contenuti negli alimenti. Lo scopo? Salvaguardare la salute pubblica del popolo danese, ma soprattutto rimpinguare le casse dello Stato. Con la «fat tax» arriveranno infatti ogni anno non meno di 200 milioni di euro.
TASSA SUL GRASSO DANESE – Da sabato 1° ottobre in Danimarca viene applicata quella che è considerata in assoluto la prima «fat tax». E tutto (o quasi) in nome della salute. Per i danesi che vanno a fare la spesa significa un aumento dei prezzi dei prodotti ad alto contenuto di grassi saturi, i veri nemici delle arterie, poiché accusati di aumentare il colesterolo e favorire di conseguenza l’insorgenza delle malattie cardiovascolari. I ricercatori danesi dell’Institute of Food and Resource Economics di Copenaghen convengono sul fatto che il 4% delle morti premature nel Paese siano il risultato di un eccessivo consumo di grassi saturi. Il nuovo provvedimento si applica a tutti i cibi venduti, quale che sia la natura e la provenienza, mentre l’alimento viene tassato in misura degli acidi grassi saturi che contiene. Gli alimenti che subiscono il tributo addizionale più sostanzioso, ha scritto recentemente il Copenhagen Post, sono il burro, gli oli e i prodotti lattiero-caseari in generale. L’imposta per i cibi con oltre il 2,3% di grassi saturi è in misura pari a 16 corone danesi (2,15 euro) al chilogrammo di nutriente. In altre parole: da oggi i danesi dovranno sborsare il 30% in più per una confezione di burro da 250g; l’8% in più per un sacchetto di patatine, mentre un litro d’olio d’oliva costerà loro il 7,1% più del solito. Altri numeri: l’imposta dovrebbe però ridurre il consumo di grassi saturi di quasi il 10 per cento e il consumo di burro scenderebbe secondo le previsioni del 15%.
I GRASSI D’EUROPA – La scelta danese non è isolata, anzi è un esempio che viene seguito da diversi governi europei: la Francia ha deciso di aumentare dal 2012 la tassazione sulle bevande zuccherate, ritenute tra i responsabili dell’aumento dell’obesità in terra transalpina. La cosidetta «tassa sulla Coca Cola» dovrebbe generare 120 milioni di euro in più da destinare alla previdenza sociale. Caso analogo in Ungheria dove a inizio mese è stata introdotta una «tassa anti-obesità», un tributo addizionale sui cibi confezionati ad alto contenuto di sale, di zuccheri o carboidrati, come patatine e cioccolata. Se Finlandia e Norvegia hanno già introdotto questa tassa, anche in Svezia gli esperti spingono per una «fat tax». L’obesità è infatti considerata una vera e propria malattia, spesso complicata da altre patologie (cardiovascolari, respiratorie etc.) e da gravi alterazioni del metabolismo. In Italia sono 5 milioni gli obesi a cui si aggiungono almeno 20 milioni di italiani in sovrappeso, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Società Italiana dell’Obesità. Notevoli sono le differenze tra le regioni che vedono la Campania in testa con il 49% di persone con eccesso di peso e la Valle d’Aosta in coda alla classifica con il 23%. Quello che «preoccupa maggiormente», ha affermato invece qualche giorno fa il ministro della Salute Ferruccio Fazio, è l’obesità pediatrica, «considerato che il 35% dei bambini italiani, dunque circa 1 milione, è obeso o in sovrappeso».
Elmar Burchia ( Corriere della Sera )
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ottobre 3, 2011 by famiglieditalia

Giacomo Carone, carissimo amico, nonché valido project manager ed autore di libri ( Il tassello Verde – La Giacomite Powered by Google Documenti ), ogni tanto mi concede l’onore di commentare qualche post di Famiglie d’Italia e, come al solito, ogni suo commento assume a sua volta l’importanza di un post, per cui io non posso fare a meno di pubblicarlo per rendergli la visibilità più consona… come accade oggi per il suo intervento di ieri sul mio post dal titolo “ L’attacco di Della Valle suona bene… peccato che sia solo una canzone e non un’opera completa ”. Grazie Giacomo e a voi…buona lettura. Umberto Napolitano
” Caro Umbi, sai bene quanto questo argomento mi sta a cuore e come la penso in merito.
Siamo da sempre un popolo di navigatori, scopritori, scienziati, musicisti, artisti, inventori, ma il rovescio della medaglia è che c’è una grande massa di gente che ama vivere nel “lago melmoso” come lo ama definire Fabio Marchesi, che vive la vita lamentandosi, vestendo il ruolo di vittima, giudicando tutto e tutti, triste, pessimista e senza obiettivi misurabili e concreti.
Due millenni di “relegazione” ci hanno trasformato in una massa che vive sperando, ha aspettative, lascia il potere nelle mani degli altri, per poi criticare e dare la colpa agli altri che non riescono a renderla felice.
Se esci dal “lago melmoso” perché hai qualche idea di miglioramento, di evoluzione, sei attaccato da tutti perché non fai più parte della massa lamentosa, triste e vittimista. Questo succede a molti, da sempre. Basti pensare all’inquisizione, all’emarginazione nei luoghi di lavoro, alle separazioni in famiglia. Se la pensi diversamente, devi essere “allontanato”.
Oggi il potere è dato dal denaro, dalla visibilità, da quanto riesci ad invischiarti nel “sistema”. Recentemente ho studiato un libro di Napoleon Hill, scritto nei primi decenni del secolo scorso, che parla della ricchezza in tutti i suoi aspetti, non solo economica, e di come la si può raggiungere. Il “sistema” esiste ed è composto da una componente positiva, fortunatamente nella maggior percentuale, ma come tutte le cose ha anche una parte negativa, marcia, ed è quella che i lamentosi, tristi, pessimisti e vittimisti vedono ed evidenziano parlandone di continuo.
Ogni “sistema” ha queste due facce, dal fascismo (es. obbligo di istruzione e bonifiche contro l’adesione al nazismo) alle religioni (es. aiuti umanitari e conforto morale contro pedofilia), dal comunismo (es. dare a tutti il minimo sostentamento contro la massificazione delle persone) al capitalismo (es. proprietà privata e ricchezza individuale contro lo sfrenato peso del denaro rispetto alle Persone), L’attuale sistema Italia non ne è esente.
Mi sono tolto lo sfizio di fare una mappa mentale del Sistema Italia in una minima parte dei suoi componenti, per quello che IO vedo con i miei occhi e le mie competenze, ed è stata un’esperienza istruttiva. Come il sistema di lubrificazione di un motore permette il corretto funzionamento dell’auto, la gestione della ricchezza di una Nazione deve essere studiata oculatamente per dare quanto serve a tutte le sue componenti. Il lubrificante di un “sistema” è il denaro assieme alle competenze, alle risorse, alle Persone e da una miriade di altri componenti più o meno evidenti, ma tutti di fondamentale importanza, come il più piccolo ingranaggio che però permette il funzionamento del tutto.
Nella vita svolgo l’attività di project manager ed il tempo lo passo cercando soluzioni e questo mi permette di vedere le cose da un altro punto di vista che è diametralmente opposto ai lamentosi, tristi, pessimisti e vittimisti.
Il Sig. Dalla Valle ha le caratteristiche che gli permettono di dire qualcosa e di essere ascoltato, perché ha il potere, ha il denaro ed ha la visibilità in ambito nazionale, e non solo.
Vorrei chiedergli personalmente però, se oltre a queste caratteristiche, ha anche delle proposte concrete per aiutare il Paese; vorrei vedere una misera mappa mentale da lui personalmente redatta, un documento di qualche paginetta con indicati i punti salienti di dove intervenire con i tempi corretti, un diagramma di Gantt, un’analisi SWOT miserella miserella con riportati almeno 3-4 voci per settore. Sapere come intende affrontare ad esempio:

- il problema occupazione per i giovani, ma anche per gli over40 e quelli che hanno perso il lavoro alle soglie della pensione;
- come gestire l’istruzione, da quella pubblica a quella privata,
- se ha intenzione di lavorare sulle lobby degli editori che fanno cambiare testi ogni anno o se ha intenzione di cambiare il sistema da cartaceo a digitale (l’ambiente ringrazierebbe per il minor numero di alberi abbattuti e per le energivorissime ed assetatissime cartiere limitate alla stampa del “minimo necessario”). Tutte le persone che perderebbero il posto per questa rivoluzione, potrebbero essere ricollocate nell’ambito “digitale” facendole evolvere dal punto di vista lavorativo da operai di manovalanza (rispettabilissima, sia ben inteso) a impiegati informatici, consulenti, operatori di data entry.
- Edifici più sicuri e meno energivori riqualificati per mezzo di programmi specifici che permetterebbero di specializzare ulteriormente Costruttori e relative maestranze, ma soprattutto Progettisti ed Impiantisti In Italia vediamo solo il fotovoltaico perché… ci sono gli incentivi (mi fermo qui per non essere messo al rogo);
- gestire gli sprechi dovuti a mille enti, Onlus ed associazioni che nascono per occuparsi di qualcosa e che poi con i fondi troppo spesso coprono solo le spese di mantenimento….
- dare e pretendere il rispetto e l’autonomia dalle religioni (tutte) ed affini; siamo uno Stato Laico e tale dobbiamo iniziare ad essere, con tutto ciò che questo concerne;
- gestire la equa tassazione, limitando la tassazione, permettendo di scaricare le spese in modo equo a tutti, attività e cittadini, eliminando tutti i balzelli ed accise ridicole ed antitetiche sui carburanti….
Mi fermo qui e mi pare appena sufficiente il richiedere uno straccio di programma in alternativa alla “lotta alla casta”. Abbiamo già chi da tempo si impegna in tale battaglia, tra uno spettacolo e l’altro.
Per Progetti seri, misurabili e concretizzabili ci vogliono delle “alleanze di cervelli” che mettano in campo le loro competenze ed esperienze e portino ognuno un risultato da mettere poi sul tavolo comune per il bene di tutti.
Il resto è politica… “
Giacomo Carone

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ottobre 2, 2011 by umbertonapolitano

Egregio signor Diego Della Valle, la ringrazio per il suo duro monito critico rivolto a tutto il mondo politico, perché in sintonia con il pensiero generale della gente comune. Anche noi dai nostri blog invitiamo giornalmente, e da tempo, la politica a vergognarsi e a darsi una mossa per imprimere una svolta decisiva ad un modo di “ fare “ che lentamente ci sta affossando, solo che… solo che, visto che lei ha i mezzi per acquistare una pagina di un quotidiano importante, al suo posto avrei approfittato anche nell’indicare qualche consiglio sul ” modus agendi “ da offrire a questa malandata classe di politici. Vede… noi dai blog, Grillo e similari dalle piazze, lei sui giornali… rappresentiamo ormai un continuo criticare, e questo ci sta tutto!… Ma chi può, dovrebbe approfittare per proporre a questi “ svergognati ” anche qualcosa di positivo e per noi proficuo su cui impegnarsi adeguatamente, perché, se no, si rischia di aggiungere ulteriore benzina sul fuoco e di offrire a chi ascolta… la solita minestra riscaldata. Con ossequio e rispetto,
Umberto Napolitano

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ottobre 1, 2011 by famiglieditalia
C’è sempre più petrolio. Marea nera bis, video girato dall’alto sul Golfo del Messico ( fonte blogeko.iljournal.it )

La situazione peggiora. C’è petrolio, tanto petrolio, sempre più petrolio sul Golfo del Messico vicino al pozzo Macondo, quello da cui uscì la marea nera Bp dell’anno scorso. Trovati non solo bolle o veli iridescenti, ma anche lunghissimi “nastri” fra il grigio e il color cioccolata (foto), quasi come quelli dell’estate scorsa. Bp e Guardia costiera degli Usa smentiscono che il petrolio ci sia: ma sto per farvi vedere il video girato dall’associazione On Wings of Care che ieri ha ispezionato nuovamente il mare da un’aereo. Questa faccenda è importante , anche se si svolge a 9.000 chilometri di distanza dall’italia.
Un anno fa, quando si è prodotto l’incidente, Bp e Guardia costiera inizialmente affermavano che non c’erano perdite di petrolio. Ma la potenziale gravità era già chiara: un pozzo imbizzarrito con l’imboccatura situata sotto 1500 metri di mare e che si spinge giù nelle viscere della terra. Poi si è anche appurato che gli idrocarburi ne uscivano con una spaventosa pressione, e voci anche istituzionali hanno parlato di fratture apertesi nel fondale. Ecco le immagini, ora che il quadro è definito.
On Wings of Care non ha trovato il petrolio esattamente sopra il pozzo Macondo, ma a circa 20 chilometri verso Nord Est. A riprova della bontà delle sue segnalazioni valga il fatto che i goccioloni di petrolio affioranti a circa due chilometri da Macondo (un dato perfettamente compatibile con la corrente sottomarina) individuati in un precedente sorvolo sono stati effettivamente reperiti da giornalisti giunti sul posto in barca.
I campioni sottoposti ad analisi hanno rivelato una corrispondenza pressochè totale (e non solo indicativa, come ho scritto l’altra volta) con il petrolio uscito da Macondo un anno fa. Durante il sorvolo, l’aereo ha individuato e contattato una nave che ha affermato di essere incaricata di prelevare campioni per la Bp. Ha anche incontrato una nave oceanografica del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) alle prese non con l’area coperta di petrolio ma con i goccioloni che continuano ad affiorare poco più in là.
Sta indagando le perdite naturali di gas dal fondale (nel Golfo del Messico se ne verificano spesso, come anche di petrolio: ma quella filmata è davvero un po’ grossa); le bolle però di solito si dissolvono prima di venire a galla; sospettano che stavolta arrivino in superficie perchè coperte da un velo di petrolio.
Non c’è alcuna prova che il petrolio stia uscendo proprio dal pozzo Macondo (la Bp eliminerebbe tutte le illazioni se rendesse pubblico il video dell’ispezione subacquea effettuata qualche giorno fa), ma il petrolio c’è.
Lo ha scritto perfino Scientific American: i ricercatori hanno appurato che da Macondo, o da un punto assai prossimo, si sprigiona un pennacchio subacqueo di idrocarburi monoaromatici del petrolio quotidianamente alimentato da una fuoriuscita pari ad almeno 5.500 chili, e doppia rispetto all’intero volume di perdite naturali di idrocarburi monoaromatici che si verificano nel settore Nord dei fondali del Golfo del Messico. Gli idrocarburi monoaromatici rappresentano solo circa l’1% del petrolio della Louisiana. I dati pubblicati da Scientific American sono aggiornati a giugno, quando nessuno aveva ancora notato in superficie i goccioloni di petrolio, e tanto meno i “nastri” ripresi ora dalle immagini.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
“Agosto 2011- Marea Nera in Scozia: continua la fuoriuscita di petrolio in mare”
Come già riportato dalla stampa e da alcune agenzie per il disastro DeepWater nel Golfo del Messico noi proponiamo un rimedio semplice, facile da applicare e relativamente poco costoso (12.000-18.000 $ per ettaro di mare trattato ): i “batteri mangiapetrolio” ( blend di microrganisni NON MANIPOLATI GENETICAMENTE ). Abbiamo fornito al governo USA ( per DeepWater ) e alla Shell ( per il recente oil-spill Scozzese ) pubblicazioni, filmati, report e certificazioni ma non abbiamo avuto ( ne ora ne ieri ) nessuna risposta salvo qualche attestato di stima ( Sole24ore ). E’ visibile su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=LSK_rI1H3dw ) un video girato nel 2010 presso l’Università di Milano – Facoltà di Agraria alla presenza di curiosi, giornalisti, studenti in cui è stata dimostrata la possibilità di trasformate, in poche ore, il petrolio greggio in mono-di e tri gliceridi ( praticamente sapone! ) solubile in acque di mare e utilizzabile come cibo dai pesci. Non abbiamo amici influenti, non conosciamo politici, non abbiamo contatti con confraternite occulte ma siamo solo docenti e ricercatori con l’aggravante di non essere abili nel marketing. Se vorrete mettervi in contatto con noi utilizzate l’indirizzo indicato o paolo.broglio@guest.unimi.it. Grazie per l’attenzione e per la diffusione.
Paolo Broglio e Roberto Blundo ( profili su Linkedin attivi )
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: batteri mangiapetrolio, Blogeko.it, disastro DeepWater, golfo del Messico, guardia costiera, idrocarburi monoaromatici, Marea nera bis, marea nera Bp, Marea Nera in Scozia, National Oceanic and Atmospheric Administration, Noaa, Paolo Broglio, Petrolio, petrolio sul Golfo del Messico, pozzo Macondo, Roberto Blundo, Scientific American
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settembre 30, 2011 by famiglieditalia
Con questa rubrica, che ogni tanto farà capolino su questo blog, sarà nostra intenzione tenervi aggiornati sulle notizie più interessanti e rassicuranti inerenti alla nostra salute.
Hiv, sviluppato un vaccino ” promettente “
fonte Excite Italia
Un’equipe spagnola ha sviluppato un vaccino contro l’Hiv, a quanto pare, molto ‘promettente‘. Se, infatti, i primi test sul farmaco verranno confermati nei prossimi mesi, il virus Hiv potrebbe essere declassato a ‘infezione cronica minore‘, proprio come l’herpes.
Al momento il vaccino MVA-B è stato sperimentato su alcuni volontari sani e ha già dato risposte incoraggianti: il 92 per cento di loro, infatti, ha sviluppato una risposta immunitaria al virus dell’Hiv. Il vaccino è stato sviluppato in Spagna da ricercatori del Centro Nazionale di Biotecnologie di Madrid guidati da Mariano Esteban. Ora il farmaco dovrà essere testato su persone già infette con il virus Hiv per verificare se possa avere effetti terapeutici, diminuendo la carica virale del virus.
In poche parole tale vaccino sarebbe preventivo contro l’Aids, in grado di immunizzare chi lo assume dal virus Hiv. Il ricercatore Mariano Esteban ha assicurato che il vaccino MVA-B ha dimostrato di essere potente come nessun altro vaccino in fase di studio. La scoperta è stata pubblicata sul Journal of Virology.
La storia del vaccino MVA-B affonda le sue radici nel 1999, quando il team di ricerca di Esteban ha iniziato a lavorare nello sviluppo e gli studi preclinici per MVA-B, il cui nome deriva dalla sua composizione, basata sul virus ” Ankara “ modificato. ( Excite Italia )
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Tumori: in 5 mesi 35 mila italiani a Cuba per Vidatox da veleno …
fonte liberonews.it
Havana, 29 set. (Adnkronos Salute) - Viaggi della speranza destinazione Caraibi per migliaia di italiani malati di cancro. In solo 5 mesi sono stati circa 35 mila gli italiani che sono partiti per Cuba con l’intenzione di procurarsi il Vidatox, meglio conosciuto come Escozul, l’ultima (presunta) cura “miracolosa” contro il male del secolo. Lo stesso farmaco importato illegalmente dall’Albania sequestrato ieri dalla Guardia di Finanza di Bari. A fornire i dati, in un’intervista esclusiva a ‘Doctor’s Life’ – canale satellitare dell’Adnkronos Salute in onda dal 3 ottobre sul canale 440 di Sky – è Antonio Fraga Castro, direttore del laboratorio Labiofam, centro di ricerca farmaceutica statale, situato appena fuori l’Havana – che produce il Vidatox.
La sostanza, nelle intenzioni dei medici che ne hanno studiato le proprietà, sarebbe efficace in alcune delle più pericolose forme di tumore, dal colon al cervello, passando per i polmoni e la prostata. Del prodotto si parla dal 1985 quando il biologo cubano Misael Bordier scoprì le proprietà antitumorali del veleno di una specie particolare di scorpione che vive solo a Cuba: lo scorpione azzurro. Tenuto in laboratorio, alimentato in modo regolare e sottoposto ad una forte scossa elettrica, questo scorpione produce due o tre gocce di veleno al giorno, la base per il farmaco che poi viene diluito in acqua.
Malgrado i dubbi sulla reale efficacia del medicinale sollevati da numerosi oncologi e specialisti internazionali, il Vidatox sembra essere molto richiesto. Anche in Europa, e soprattutto in Italia. “Da settembre 2010 a gennaio 2011 - spiega il direttore di Labiofam - circa 35 mila italiani sono atterrati a Cuba in cerca del Vidatox. Naturalmente sono arrivati, e arrivano, pazienti e loro familiari anche dall’America Latina (Colombia, Cile, Honduras), dagli Stati Uniti e da altri Paesi, ma gli italiani sono certamente i più numerosi. Il problema però - aggiunge - è che molti sono arrivati fin qui con poche informazioni, senza avere un?idea chiara di come fare per ottenere il farmaco”.
A Cuba, nei mesi scorsi, il farmaco veniva distribuito gratuitamente a chi presentava la propria cartella clinica che confermava la patologia tumorale. Ora, dopo la sua registrazione presso l?ente regolatorio cubano per il controllo della qualità dei medicinali (Cedmed), il Vidatox lo si può acquistare nelle farmacie internazionali presenti sull’isola a un costo di 205 Cuc: al cambio circa 160 euro. Per i cubani invece il costo è simbolico: 1 peso. Il direttore di Labiofam non esclude che tra i 35 mila italiani che ne hanno fatto richiesta quando il prodotto era gratuito ci fosse anche qualche furbo, per nulla malato, ma intenzionato a fare affari col Vidatox.
“Non ho certezze per affermarlo – spiega - ma credo che alcuni malintenzionati possano aver approfittato della situazione, magari con l’aiuto di qualche documento medico falso”.Per il numero uno di Labiofam, le polemiche nate intorno al farmaco sono figlie del troppo clamore mediatico che si è alimentato: ‘specie in Italia’, afferma. “Le persone - spiega – hanno avuto troppe informazioni anticipate, quando il prodotto era ancora in una fase di studio. Praticamente il contrario di quello che andrebbe fatto. Soprattutto - conclude - quando si parla di un farmaco anti-tumorale”.
In Europa, al momento, il Vidatox è commercializzato in Albania. A prezzi molto più alti, però. Su questo punto il direttore di Labiofam è chiaro: “Fuori dal territorio cubano, nei Paesi dove viene commercializzato, a stabilire il prezzo sono le aziende che lo distribuiscono”. ( liberonews.it )
a cura di:
Umberto Napolitano

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settembre 27, 2011 by umbertonapolitano

Mi dispiace per quanto sto per scrivere, ma io sono certo che in questo momento il problema principale non sia solo la questione morale ma anche tutto il veleno che ognuno di noi e da più parti si getta addosso giornalmente. Senza un attimo di tregua!.. E chi parla è un cristiano che crede in Dio e Lo ama e cerca di rispettarLo ed onorarLo con gli esempi del proprio comportamento. In questo momento più di parole dure e accusatorie, visto l’eccesso di messaggi similari che arrivano da più fonti giornalmente, servirebbe forse un richiamo alla moderazione oltre che nei comportamenti…anche nei giudizi. Abbiamo bisogno di cristiana serenità, nonché la necessità di svestirci degli abiti accusatori ed inquisitori per indossare quelli più umili di un esame di coscienza personale e collettivo che ci porti a comprendere gli errori umani e a cercare di migliorarli più con gli esempi nei fatti che con denunce ovvie, ma che nulla apportano di nuovo e costruttivo se non, spesso, eccitare ancor di più gli animi ed allontanare le parti aumentandone gli screzi ed esasperandone le differenze.

Io dalla Chiesa pretendo quanto professato da Cristo, moniti sì… ma anche esempi sani e, soprattutto, parole d’amore e cristiana moderazione. Il Papa Benedetto XVI sta facendo ammenda mondiale con umiltà e sofferenza degli errori umani di alcuni uomini della Chiesa, e questo è un atto che mi avvicina e non mi allontana dalla mia Fede viva e genuina… ma le parole dure e apparentemente mirate del Cardinal Bagnasco, con tutto il rispetto per la sua integerrima figura ed il suo intento di dare una scossa, non mi aiutano però a rasserenarmi ne aggiungono nulla di più a quanto già io sappia. Io sto cercando di capire cos’è che spinga la gran parte dei nostri politici, qualsiasi sia la loro appartenenza, ad offrire il peggio di sé nell’adempimento delle loro mansioni per effetto del mandato ricevuto. Io capisco che il Cardinal Bagnasco abbia voluto dare un segnale forte, però… in questo modo, solo apparentemente ” generale “, ha ottenuto l’effetto di aggiungere astio all’astio e confusione alla confusione…specialmente nei nostri cervelli. Io penso che sparare nel mucchio per colpire il bersaglio desiderato ormai non serva e non basti più. Siamo tutti colpevoli, noi ed i politici che abbiamo eletto, perché figli e frutto dei nostri errori! … Non possiamo continuare a cercare e vedere le pagliuzze negli occhi dei nostri avversari e non accorgersi delle travi che spuntano dai nostri!.. Occorre un esame generale e di una presa di coscienza collettiva sia da parte di noi cittadini sia da parte del potere, politico ed ecclesiastico. Non si può più solo predicare ed esimersi dagli esempi concreti. La politica ha perso l’occasione di dimostrare al popolo la propria predisposizione al sacrificio non tagliandosi in modo effettivo e credibile privilegi e guadagni sproporzionati ai tempi che viviamo ed ai risultati apportati.. e la Chiesa l’occasione di rinunciare a qualche privilegio di troppo e magari usare il nostro 8 per mille, la cui destinazione non ci è stata mai chiarita abbastanza, con aiuti più consistenti a tutta la povertà che sta colpendo le famiglie più sfortunate.
I politici, tutti, e dobbiamo specificarlo bene, devono scendere dai loro piedistalli: nessuno è santo. Il comportamento morale deve essere sollecitato prima a se stessi e poi agli altri. I comportamenti etici sono carenti ovunque… questo è il dramma. Purtroppo esistono troppi puritani e pochi vergini e noi, cittadini e servi, siamo disgustati e contaminati. Ci comportiamo usando i format che ci vengono promozionati… libertà sessuale esasperata, ricerca del guadagno facile… perdita di ogni rispetto verso gli altri e, soprattutto verso se stessi. I valori non si recuperano solo con i moniti, ma devono essere accompagnati dagli esempi che ci arrivano da comportamenti ineccepibili. Comunque, ben vengano le parole di Bagnasco se utili a farci riflettere, ma che sia chiaro… sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!
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settembre 26, 2011 by famiglieditalia

Oggi comincia una nuova settimana e lo stress da politica invadente, monotona ed ” incazzosa ” ci ha privato perfino del sereno piacere che ci spetterebbe ogni fine settimana, circondati come siamo dagli infiniti ” faccia un passo indietro, si dimetta… non ci penso nemmeno, sfiduciatemi “, etc. Sempre la stessa solfa. Il tema di una politica stantia, inaridita dall’odio e dalla sete di un potere che si dimostra giorno dopo giorno sempre più aleatorio che reale. Sì, ci rappresentano, ma solo sulla carta, perché per la maggioranza di noi italiani ormai non esistono più nel significato più ” serio e rispettoso “. Sono lì perché siamo obbligati a mettere qualcuno, ma in realtà se non ci fossero e ci adattassimo a rispettare delle regole internazionali civiche e di buon senso, non ne sentiremmo la mancanza e staremmo molto meglio. Le loro risse, oltre ai danni continui alle nostre tasche, si sono insinuate maleficamente nelle nostre anime come un cancro maledetto che ha corroso speranze e buon umore, per trasformarci in zombie irascibili che si trascinano per effetto di un abbrivio conseguente e, pare, inarrestabile.
Occorrerebbe cambiare rotta al più presto, ma non è facile. Tutto appare complicato, o meglio, viene reso sempre più complicato… Eppure le soluzioni sono sempre nelle risposte più semplici e naturali, ma quelle, probabilmente, sono esclusivamente a nostro favore ed a discapito dei grandi burattinai, per cui escluse in partenza. Però, qualche piccolo rimedio possiamo cercarcelo anche noi… io ho smesso di leggere i giornali, limitandomi ad una rapida occhiata. Evito di entrare nei particolari e di leggere sempre le stesse cose, per evitare l’assuefazione ed il contagio psicologico. Faccio però più attenzione a quelle notizie che se ne stanno seminascoste in cantuccio e che, a volte, sono molto più interessanti e foriere di speranze in qualche, anche piccolo, miglioramento del nostro ” sopravvivere “. Ieri, ad esempio, l’ Ansa ci ha offerto un simpatico consiglio per migliorare il nostro umore: uova e pecorino, in modo semplice e naturale…come ai vecchi tempi.

Percorso:ANSA > Salute e Benessere > Alimentazione > Salute:Coldiretti,malumore se menu errato,ok uova e pecorino ( nella foto flan di uova e pecorino )
(ANSA) – ROMA, 25 SET – Dai funghi coltivati al pecorino, e’ lunga la lista dei cibi che aiutano a combattere l’aggressivita’ ed il nervoso grazie all’elevato contenuto di triptofano al quale sono state attribuite proprietà rilassanti da una nuova ricerca dell’Università di Cambridge. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento alla ricerca condotta da un team di studiosi, primo firmatario l’italiano Luca Passamonti del Cnr di Catanzaro, e pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry. Lo studio dimostra come anche un menu sbagliato puo’ contribuire a fare perdere la calma.
Per giungere a queste conclusioni, 30 soggetti sani sono stati arruolati in uno studio random, controllato con placebo.
Su ogni trattamento, le risposte del cervello (volti arrabbiati, tristi, espressioni neutre) sono state misurate con la risonanza magnetica funzionale. Due metodi (psico-fisiologici di interazione in un modello generale lineare e dinamico modelli causali) sono stati poi utilizzati per valutare l’impatto de triptofano sulla connettività funzionale tra corteccia prefrontale e amigdala. Secondo la ricerca, la responsabilita’ del malumore sta nella riduzione della quantita’ di serotonina nel cervello che avviene quando si salta il pranzo o si ha una dieta carente di triptofano che e’ appunto un precursore della serotonina. ”Consigli che – sostiene la Coldiretti – sono particolarmente utili negli incontri a tavola per motivi di affari o di cuore quando e’ particolarmente importante non perdere le staffe”.
Secondo l’organizzazione agricola sono molti i piatti di uso comune che grazie al loro elevato contenuto in triptofano possono aiutare a rilassarsi e a combattere paturnie e nervosismo. Per evitare gli sbalzi d’umore e’ bene, conclude la Coldiretti – non fare mancare dalla propria dieta questi prodotti che l’agricoltura italiana offre in abbondanza. Oltre ai funghi coltivati, sono particolarmente efficaci pappa reale e mandorle ma anche bieta cruda, uova, spinaci crudi, cioccolato, noci, latte, fagiolini, farina di grano integrale, crescenza, zucchine, orata, agnello, tacchino, pecorino romano, secondo la lista elaborata dall’Inran.(ANSA).
Etichette: agnello, alimentazione, Ansa, assuefazione, bieta cruda, Biological Psychiatry, cioccolato, Cnr di Catanzaro, Coldiretti, contagio psicologico, crescenza, fagiolini, farina di grano integrale, grandi burattinai, Inran, latte, Luca Passamonti, malumore, noci, orata, pecorino, pecorino romano, salute, Salute e Benessere, spinaci crudi, stress da politica, tacchino, umberto napolitano, Università di Cambridge, uova, Zucchine
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settembre 24, 2011 by famiglieditalia
La Giornata Mondiale del Cuore, prevenzione la parola d’ordine
Domenica 25 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Cuore. Questa la locandina

Domenica 25 settembre si celebra l Giornata Mondiale del Cuore. Numerose le iniziative in tutti i Paesi e check-up gratuiti.
In tutto il mondo, domenica 25 settembre è la Giornata Mondiale del Cuore, un evento organizzato dalla Word Heart Federation in collaborazione con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’UNESCO, la United Nations Sport for Development and Peace Initiative e l’International Year of Sport and Physical Education.Obiettivo della Giornata è sensibilizzare a un corretto stile di vita come arma per la prevenzione delle patologie cardiovascolari. Patologie come per esempio l’ipertensione, le coronopatie e le conseguenze come infarto e ictus, che hanno il triste primato di essere la principale causa di morte o invalidità nei Paesi industrializzati. Complici uno scorretto stile di vita che comprende lo scarso movimento – abbinato spesso a un’alimentazione eccessiva e inadeguata -, il vizio del fumo o dell’alcol e così via. Tutte situazioni che sono l’anticamera di fattori di rischio come, per esempio, quelli che fanno parte della sindrome metabolica.
Se si tiene conto che, soltanto in Italia, ci sono circa 12 milioni di persone affette da malattie cardiovascolari e che, ogni anno, si verificano in media 195mila casi ictus e 160mila infarti, va da sé che la prevenzione diventa la speranza di sopravvivenza di molti.
A motivo di ciò, la Giornata Mondiale del Cuore offre la possibilità a tutti di informarsi sulle ultime ricerche e linee guida per sapere come prevenire questo tipo di patologie. Allo stesso modo sarà possibile sottoporsi a un check-up gratuito presso gli ambulatori della propria zona che aderiscono all’iniziativa.
[lm&sdp]
Etichette: ’UNESCO, Benessere - LASTAMPA.it, check-up, cuore, Giornata Mondiale del Cuore, Oms, Organizzazione Mondiale della Sanita', prevenzione
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settembre 22, 2011 by famiglieditalia

Cancellare dalla memoria ricordi e circostanze negative o rinforzare la memoria a breve termine, quella che ci consente di trattenere per circa 20 secondi molte informazioni “di servizio”, quella minacciata dall’Alzheimer. Due obiettivi contrapposti che si potrebbero raggiungere.
Nel corso VII conferenza ‘The future of science’ tenuto a Venezia, sono stati presentati i primi test eseguiti sui topi.
Gli studi, che vengono condotti da un team di ricercatori della Mount Sinai University di New York, coordinato da Cristina Alberini, presentano risultati piuttosto interessanti.
In sostanza, quello che si è capito è che le emozioni, come ad esempio il panico, sono una specie di “colla” per la memoria. Per potersi “fissare” è necessaria l’azione di alcuni ormoni come l’adrenalina e il cortisolo.
Pertanto agendo su questi è possibile percorrere due strade, cancellare un ricordo o fissarlo più saldamente alla memoria.
In sintesi i ricercatori agiscono sulla struttura che serve a “montare” un ricordo nel cervello. La struttura, a seconda degli obiettivi, può essere rinforzata o indebolita.
I campi di applicazione potrebbero essere molti, tra questi la cura delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
fonte: Vita di Donna Community
Etichette: Alzheimer, Brutti ricordi, Cristina Alberini, memoria, Mount Sinai University di New York, VII conferenza 'The future of science', Vita di Donna Community
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settembre 20, 2011 by umbertonapolitano

BUONA GIORNATA AMICI…LA BORSA CALA ANCORA, MA LA BORSA DI CHI?… QUELLA DEGLI SPECULATORI PER SPAVENTARCI ULTERIORMENTE ED APPROFITTARE DI NOI ANCORA, O QUELLA DELLA NOSTRA UMANA PAZIENZA COSI’ MESSA A DURA PROVA… IL NOSTRO BLOG, COME MILLE ALTRI, RAPPRESENTA L’ESEMPIO DI UNA MULTIDINE DI PERSONE ” SANE ” E NON DECLASSATE NEL LORO ” RATING ” PERSONALE DI VALORI E INDOMITA VOGLIA DI NON SOCCOMBERE: ECCO, NOI SIAMO LA REALTA’ CHE TENTANO DI OFFUSCARE CON CONTINUE NUBI E TEMPORALI TERRORISTICI MEDIATICI FINANZIARI… QUANDO TUTTO SARA’ FINITO E AVRANNO LASCIATO SOLO MACERIE, QUALCOSA RIMARRA’ INTATTA…LA NOSTRA VOGLIA DI VIVERE ED AMARE ONESTAMENTE, IL NOSTRO RISPETTO RECIPROCO, LA NOSTRA VOGLIA DI NON ISOLARCI, DI CERCARCI , RAPPORTARCI ED INSIEME…RIPRENDERE A VOLARE…
Dopo 20 anni di silenzio ho deciso di riprendere a cantare. Questo è il video del mio primo singolo… per tornare a volare insieme a voi.
Etichette: amare, caduta delle borse, crisi finanziaria, declassamento rating, rating, umberto napolitano, valori, volare, Volerò, volerò umberto napolitano
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settembre 18, 2011 by famiglieditalia

Stamattina il nostro post domenicale cambia tipo di animale, nel senso che abbandona quelli umani dei giorni precedenti e sui quali mi è stato difficile trovare parole e giustificazioni a favore, per ricordare quanto di brutale invece avvenga quotidianamente nei confronti di tanti animali, domestici e non. Prendo in prestito un ” ragionamento ” pubblicato da una mia cara amica stamattina su Facebook lo propongo alla vostra attenzione….
ANIMAL PEOPLE stima che 13-16 milioni di cani e 4 milioni di gatti sono macellati ogni anno per consumo alimentare umano in Asia, dal 2003.
“” Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di ” amore ” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.
Anche in altre nazioni in Asia, in… Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase ” Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani “.
Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso ” animali d’affezione ” o, secondo la terminologia anglosassone, ” Pet animals “. O semplicemente ” pets “. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata ” improponibile ” al pari della carne di cane.
O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più ” umana ” rispetto ai cani e, seguendo la logica specista, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.
Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.
Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i ” pets ” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il ” collegamento “.
Quali animali si ” amano ” e quali si ” mangiano ” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di ” cultura “, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.
Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli IPOCRITI, incomprensibili ipocriti? “”

La nostra amica non ha tutti i torti, in quanto non dovrebbero esistere animali di serie A o di serie B… ma purtroppo così va il mondo e non è facile sempre capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Qualche giorno fa, ad esempio, ho sentito la stessa Rita Dalla Chiesa, il cui sincero amore per i nostri amici a quattro zampe è ben noto a tutti, parlare a Forum, con serenità ed indicandolo come prodotto da preferire ad altri, dei cuscini imbottiti di piume d’oche ” quasi “ le oche non soffrano ad essere spiumate, perché evidentemente lei non a conoscenza della cruda realtà ( Quanta sofferenza in un piumino d’oca « Famiglie d’Italia ), come invece da noi rappresentata in un post del 6 ottobre 2010.
L’ideale sarebbe proprio non uccidere nessun animale, usando la loro pelle al massimo dopo che questi sono morti in modo naturale, ma il mondo da che è mondo non va così. Io mi sto trasformando piano piano in vegetariano ricercando le proteine in altri prodotti ( come ad esempio il Muscolo di Grano ), ma queste sono scelte personali che non è facile trasmettere o imporre a tutti… Comunque ringrazio l’amica di Facebook che inviandomi i suoi ” ragionamenti “ mi ha permesso di offrire a questa domenica di settembre un tema di seria riflessione da condividere con gli amici che con affetto ed interesse ci seguono da tempo. Buona domenica a tutti.
introduzione e chiusura a cura di
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settembre 17, 2011 by umbertonapolitano

Ieri sera è stata l’ultima volta che ho preferito la visione di un format politico ad un buon film o, meglio ancora, ad un sano libro. Speravo in un’analisi serena della situazione politico-finanziaria italiana in modo obiettivo e costruttivo e, invece, ho assistito al solito teatrino offensivo della nostra sensibilità ed intelligenza. I nostri problemi, quelli veri e tragici, relegati sempre in secondo piano, preferendo andare prima a rovistare in immonde intercettazioni o spregevoli interviste a ragazze disposte a tutto pur di emergere approfittando delle ” debolezze ” di Berlusconi e politici annessi, di destra e di sinistra. Non mi è parso che Gianluigi Paragone abbia aggiunto qualcosa di nuovo agli ingredienti dei soliti minestroni che siamo obbligati a trangugiare ormai da troppo tempo. Abbiamo fatto il pieno di tutti…. Di Pietro non incanta più, Formigoni ha perso troppo tempo al Pirellone per potersi proporre ancora a livello nazionale, il sindacalista ideologicamente schierato ed indietro con i tempi non scalda più, come del resto il direttore di giornale troppo schierato, come i ” si dimetta ” di Bersani, o i proclami familiari di Casini, per non parlare dei disdtinguo di Fini, o le invettive di Bossi o… le calde notti del Premier. Siamo stanchi, assordati e impoveriti, per cui ” L’ultima Parola ” credo che d’ora in avanti spetti solamente a noi… siete una casta politica, dirigente e mediatica stantia: rinnovatevi finché siete in tempo, se volete salvarvi e… salvarci!
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settembre 16, 2011 by famiglieditalia

Notizia importante di un paio di giorni fa persasi tra gossip e scandali politici vari. Il mondo cambia e noi, quasi, non ce ne accorgiamo perché distratti da fatti che giornalmente ci disturbano più che interessarci.
Certificati medici, da mercoledì trasmissione all’Inps solo via Web ( by Il Sole 24 Ore )
Lavoratori liberi almeno da un po’ di carta: da mercoledì 14 settembre tutti i certificati medici saranno solo online. Dopo questa data i datori di lavoro potranno controllare le attestazioni di malattia solo con l’utilizzo di sistemi informatici. Martedì termina infatti il periodo transitorio di tre mesi, dettato dalla circolare congiunta n. 4 del Dipartimento della Pa e del ministero del Lavoro del 18 marzo scorso a partire dalla sua data di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», il 13 giugno scorso.
I lavoratori, quindi, una volta ottenuto dal medico di base il certificato, non si dovranno più preoccupare di trasmetterlo o portarlo al datore di lavoro. Per facilitare il flusso di informazioni tra impresa e lavoratori in occasione di eventi di malattia, lo scorso 20 luglio Confindustria insieme a Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo interconfederale per delineare un comportamento comune, in attesa che i contratti collettivi nazionali possano essere aggiornati alle nuove disposizioni (un altro accordo è stato sottoscritto il 26 luglio da Confapi con Cgil, Cisl e Uil).
Il trattamento economico e normativo applicabile al lavoratorennon è cambiato e continuano a sussistere gli obblighi di tempestiva comunicazione dell’assenza, poiché il sistema telematico di consultazione dei certificati che l’azienda dovrà utilizzare non esonera il lavoratore da avvisare la stessa. Inoltre deve sempre essere comunicata ogni variazione dell’indirizzo di reperibilità durante l’assenza, anche per le visite di controllo. Del resto il meccanismo è chiaro: medico acquisisce i dati dal lavoratore e li inserisce, riceve dal sistema Sac il numero di protocollo univoco che consente la stampa di una copia del certificato e dell’attestato, che consegna al lavoratore. Dal canto suo l’Inps abbina il certificato medico all’azienda e mette a disposizione l’attestato di malattia. Allo stesso modo anche il lavoratore può consultare il certificato sul sito Inps o tramite Pec.
L’accordo del 20 luglio, che riguarda il solo comparto industriale ma farà probabilmente da modello per tutti, obbliga comunque il lavoratore a comunicare all’azienda il numero di protocollo identificativo del certificato inviato dal medico in via telematica. Così il datore di lavoro può accedere alla sezione dedicata del sito web dell’Inps per visualizzare l’attestazione di malattia. In ogni caso la circolare ministeriale n. 4/2011 fissa l’obbligo in capo al lavoratore di comunicare il numero di protocollo, qualora tale adempimento sia stato richiesto dal datore di lavoro.
Attenzione: se il medico non procede all’invio online del certificato di malattia – ad esempio per malfunzionamenti dei sistemi di trasmissione telematica – il lavoratore rimane tenuto alla presentazione dell’attestazione cartacea (rilasciata dal medico) al proprio datore di lavoro e, ove previsto, alla consegna all’Inps del certificato, secondo le modalità tradizionali previgenti.
LE NORME
Articolo 1, comma 149, legge n. 311/2004
Articolo 8, Dpcm 26 marzo 2008
Articolo 69, decreto legislativo n. 150/2009
Decreto ministeriale Salute-Lavoro-Economia del 26 febbraio 2010
Articolo 25 della legge n. 183/2010
LA PRASSI
Circolare congiunta presidenza del Consiglio dei ministri e ministero del Lavoro n. 4/2011; ha armonizzato le procedure tra il settore pubblico e quello privato, per il passaggio definitivo al sistema telematico
LE ISTRUZIONI INPS
Circolare n. 60 del 16 aprile 2010
Messaggio n. 18901 del 16 luglio 2010
Circolare n. 119 del 7 settembre 2010
Circolare n. 164 del 28 dicembre 2010
Circolare n. 21 del 31 gennaio 2011
Messaggio n. 3161 del 8 febbraio 2011
Messaggio n. 6143 del 10 marzo 2011
Messaggio n. 9197 del 20 aprile 2011
CONSULENTI DEL LAVORO
Fondazione Studi: circolare n. 2/2011
I CCNL
Settore Industria: accordo interconfederale 20 luglio 2011
Etichette: Certificati medici, certificati medici online, certificato di malattia, CGIL, CISL, Confapi, Confindustria, consulenti lavoro, Gazzetta Ufficiale, Il Sole 24 ore, INPS, medico di base, Pec, sistema Sac, UIL, umberto napolitano, Web
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settembre 15, 2011 by umbertonapolitano
Cari amici, per chi ancora non l’avesse fatto, siete invitati a leggere l’ennesima telefonata intercettata al Presidente del Governo Silvio Berlusconi, questa volta con il direttore dell’Avanti Lavitola, e dataci in pasto in modo da poter sopperire in qualche modo alle esigenze dei nostri stomaci vuoti per assenza di cibo naturale non potuto acquistare per mancanza dei fondi atti allo scopo… in questo modo politici, giornalisti e magistrati potranno essere soddisfatti per aver adempiuto in toto ai loro doveri di governare, informare… correggere.
L’estate scorsa è stata all’insegna di vari scandali politici, Montecarlo in primis… quest’anno, sono cambiati gli attori, a parte il tema conduttore che è sempre lo stesso da anni e in tutte le stagioni, ma i pasticci politici da destra a sinistra hanno continuato e continuano ad imperversare sui media nazionali ed internazionali come freddi bollettini di una guerra infinita tra le istituzioni che le sta travolgendo, travolgendoci tutti.
La situazione sta diventando insostenibile ed il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano potrebbe risparmiare il fiato… i suoi appelli all’unità cadono nel vuoto: la gente a cui ci affidiamo pensa solo ai propri interessi di potere e di portafoglio e se ne frega altamente se noi andiamo tutti in malora, pronti ad ingrassarsi ancor di più quando dalle rovine si ricomincerà in qualche modo a provare a ricostruire.
Rileggetevi la famosa telefonata oggetto del post e, se potete, senza cadere nel volgare, aggiungete le vostre riflessioni e commenti. Io sarò il primo!
18:46 – Lavitola chiama il presidente del consiglio alle ore 21 del 24 agosto.
Lavitola: senta, io sto in Bulgaria, sto a Sofia con un telefono di qua, se intercettano pure questo è…che cazzo ne so.. Berlusconi: hai visto che avevo ragione io? dimmi
Lavitola: eh, sì, purtroppo sì, non lo so…io ho visto pure la sua dichiarazione, che lei ha aiutato questo ragazzo e così come…
Berlusconi: non non non facevo riferimento, tuttavia le cose che ho successivamente letto…che non esistono quindi sono… (…) sono tutte cose che non esistono e su cui io scagionerò naturalmente tutti
Lavitola: è per questo voglio di’, quello tutto na’…cioè voglio di’..questo è parto di pura fantasia, perché oltretutto…
Berlusconi: sì, io non so quali sono le vostre affermazioni tra di voi che non conosco…
Lavitola: ma non credo che ci sia nessun tipo di affermazione
Berlusconi: ecco, comunque, insomma io non non…quando posso aiuto, quando non posso non aiuto e quando aiuto sono contento di poter aiutare…tutto qui
Lavitola: senza… senza ombra di dubbio…senta dottore. e…e…vabbè io mo sono fuori…a sto punto…
Berlusconi: …eh..e resta lì…e vediamo un po’..uhm…
Lavitola: dopodichè proviamo a trovare il modo per contattarci…
Berlusconi: va bene
Lavitola: cerchiamo di non abbandona’ a questo qua…
Berlusconi: certamente…certamente…d’accordo eh?
Lavitola: un bacione, dottore
Berlusconi: bene, buone vacanze
Lavitola: pure a lei grazie
Berlusconi: ciao.
Riflessione e commento personali …
Un bel discorsetto fra due che parlano per i fatti loro con cautela ed attenzione. Le interpretazioni potrebbero essere svariate, magari celano messaggi in codice che i nostri zero zero 7 stanno analizzando, o magari vogliono dire esattamente quello che stanno dicendo… io comprendo la necessità di tutelare tutti coloro che vengano ricattati, specialmente se si tratta del Presidente del Consiglio, prendendo in considerazione qualsiasi elemento… ma, dalle trombe a fanfara che avevano preceduto la pubblicazione della telefonata in oggetto, vista la priorità che noi popolo ne venissimo a conoscenza, mi sarei aspettato qualcosa di più… pepato, intrigante, sconvolgente… e invece ?…
TUTTO QUI?… MA, CON TUTTO IL RISPETTO, CHI SE NE FREGA… HO ALTRO A CUI PENSARE !!!
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settembre 13, 2011 by famiglieditalia
fonte: 100ambiente

Un recente studio suggerisce che, nonostante l’attuale rapido ritiro dei ghiacci del Polo nord, nei prossimi decenni potremmo anche assistere a un incremento della superficie ghiacciata del Mare Artico.
Jennifer Kay, Marika Holland e Alexandra Jahn, ricercatrici del National Center for Atmospheric Research di Boulder (Colorado) hanno provato ad applicare uno tra i più promettenti modelli climatici alla situazione del mare Artico nei prossimi decenni.
Dopo aver verificato l’affidabilità del software, noto come Community Climate System Model, mettendo a confronto i risultati delle simulazioni con le osservazioni sul campo, le ricercatrici hanno voluto indagare quale peso potessero avere le attività umane e quanto invece dipendesse dalla variabilità intrinseca del ciclo climatico.
Nello studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, si suggerisce che l’attuale ritmo di scioglimento dell’Artico è per metà riconducibile alle attività umane mentre l’altra metà dipende dalle variabili climatiche.
Le simulazioni, inoltre, hanno mostrato che nel breve periodo le variazioni delle condizioni atmosferiche potrebbero fermare lo scioglimento dei ghiacci o addirittura aumentare la loro estensione. Quando, però, l’analisi si spinge a più lungo termine – 50 o 60 anni – non c’è assolutamente via di scampo per la sparizione dei ghiacci nel periodo estivo.
di Claudio Elidoro
Lo scioglimento dei ghiacciai con la scomparsa conseguente della flora e della fauna. Un grido d’allarme che non deve passare invano.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Si è “costituita” in una fattoria Yvonne, la mucca ribelle evasa da un allevamento ( fonte: ecologia-ambiente:ultimaoranotizie.it )

E’ finita nel pomeriggio la fuga di Yvonne, la mucca ribelle, la primula rossa delle mucche.
Di lei hanno parlato i giornali di tutto il mondo: per oltre tre mesi si è nascosta nei boschi della Baviera dopo essere scappata da una allevamento, probabilmente accorgendosi che stavano per mandarla al macello.
Ma oggi Yvonne ha deciso di “costituirsi” saltando dentro il recinto di una fattoria in cui stavano pascolando alcuni suoi simili.
I proprietari hanno chiamato il rifugio per animali Gut Aiderbichl, che aveva acquistato Yvonne dal legittimo proprietario e che da tempo stava cercando di catturarla con tutti i mezzi per offrirle pascolo e protezione vita natural durante.
Sulla mucca pendeva addirittura la condanna a morte, ma ieri le autorità tedesche hanno revocato il permesso di spararle a vista: Yvonne si comportava ormai come un animale totalmente selvatico e non come una mucca. Non c’era più motivo dunque di ritenere che attraversasse all’improvviso una strada e che causasse un incidente.
L’esame dell’ “orecchino” (una sorta di carta di identità dei bovini) ha accertato che la mucca entrata nel pascolo della fattoria è proprio di Yvonne. Ora sembra tranquilla e in buona salute. Rimarrà con gli uomini dunque, vivrà dentro un recinto. Ma se non altro l’ha deciso lei.
Su Associated Press (via Washington Post) rintracciata Yvonne, la mucca fuggitiva
L’annuncio sul sito internet del rifugio Gut Aiderbichl ecco Yvonne
Su Npr sospesa la condanna a morte di Yvonne
L’immagine è tratta da questo video di Euronews
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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settembre 11, 2011 by umbertonapolitano

Sono passati 10 anni, anzi… sono volati 10 anni. E come se da quel giorno il corso della vita abbia assunto un’accelerazione improvvisa, veemente… un’accelerazione che ha portato ad un susseguirsi di cambiamenti inimmaginabili prima e paragonabili solo a quelli innestatisi 11 anni prima con la caduta del muro di Berlino, avvenuto sì il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento della cortina di ferro da parte dell’Ungheria (23 agosto 1989) , ma cominciato con il successivo esodo (attraverso il paese danubiano) dei tedeschi dall’Est proprio a partire dall’11 settembre dello stesso anno. Quindi, un numero ed una data che si ripetono con scadenze precise, come parte di un disegno superiore ed inarrestabile. E l’anno prossimo scadranno anche gli 11 anni ciclici dei grandi cambiamenti ( 1989, 2001,2012 ) che coincideranno proprio con la fatidica data del 21 dicembre della profezia Maya di cui tanto si parla… e se, per voler provare ad addentrarci ulteriormente nel complicato gioco dei numeri, proviamo a sommare il 21 al 12 ( cifra corrispondente al mese di dicembre ) otteniamo il totale di 33, che diviso per i 3 cicli considerati… porta al solito e persecutorio risultato di 11…. Ebbene, io non voglio allinearmi all’allarmismo terroristico che imperversa ormai da tempo, e ammetto onestamente che questo ultimo calcolo l’ho un po’ tirato per i capelli, ma ciò non toglie che non possa esimermi da una considerazione molto realistica: il mondo sta precipitando in un vortice autodistruttivo dove valori e buon senso hanno lasciato il posto a speculazioni egoistiche e cabale insulse figlie di superstizioni pagane. Tutte le ultime guerre sono la conseguenza logica di speculazioni internazionali ancor più accentuate ed evidenti rispetto a quelle del millennio precedente, perché il tavolo dei pretendenti alla spartizione delle risorse si è allargato in modo esponenziale a causa di una globalizzazione che ne ha accentuato esigenze e carenze. Ciò ha portato ad un diminuire costante di ogni fede e speranza rivestendo di paure e di dubbi la corsa sfrenata ad un materialismo esasperato… Siamo tutti diventati spettatori inermi di eventi al cui tragico epilogo sembriamo quasi rassegnati, e questo è il pericolo più incombente… la rassegnazione. No!,No!!! Io trovo che questo sia l’atteggiamento più stupido che ognuno di noi possa accettare. Se i destini del mondo sono in mano a pochi è perché la maggior parte di noi si ostina a conoscere e ad interessarsi solo di tutto ciò che accade entro i confini del proprio orticello. Questa è pigrizia deleteria ed autodistruttiva! Come accennato all’inizio gli ultimi avvenimenti hanno portato il mondo ad un’accelerazione repentina di ogni evento per cui continuare ad ignorare è come rinunciare a lottare per sopravvivere ed aspettare inerti lo tsunami che travolgerà inesorabilmente gli sprovveduti. Bisogna informarsi e lottare, cercare alleanze con chi persegue i nostri stessi intenti e necessità, affinché noi piccoli possiamo crescere e diventare grandi unendoci nell’alleanza delle conoscenze condivise: ciò magari non contribuirà immediatamente a portare a cambiamenti positivi di rotta, ma contribuirà certamente a creare i presupposti per nuove generazioni più preparete e responsabili, capaci di proporre condottieri politici migliori di quelli attuali. Solo così paure, superstizioni e paganesimo, pane dei poveri ignoranti di spirito e nozioni, piano piano potranno diradarsi per lasciare il posto a comportamenti più concreti e sereni.
La mia forse è stata una considerazione troppo futuristica, filosofica ed utopistica, per cui, cosciente di ciò, ritorno al presente e vi offro una visione più reale della situazione mondiale attuale, pubblicandovi un post molto interessante ed esaustivo edito dall’Agenzia di stampa Asca, relativo all’11 settembre ed a tutte le sue ombre passate e future.

L’11 SETTEMBRE SI COMMEMORA ALL’OMBRA DELLE NUOVE MINACCE
Le principali citta’ degli Stati Uniti hanno iniziato la drammatica commemorazione del decimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2011 ma, sullo sfondo delle iniziative, incombe una nuova minaccia terroristica di Al-Qaeda. Anche se le possibilita’ della presenza di autobombe a New York e Washington restano scarse, un funzionario americano ha sottolineato che la minaccia e’ credibile.
Secondo il New York Times, l’ipotesi di complotto e’ arrivata alle orecchie degli ufficiali dei servizi segreti degli Stati Uniti grazie a un informatore che si trova nella regione di confine tra l’Afghanistan e il Pakistan.
L’informatore, mercoledi’, aveva riferito che due cittadini americani di origine araba avevano lasciato l’Afghanistan, attraversando altri paesi, e raggiungendo gli States la scorsa settimana. Secondo il giornale il rapporto dell’informatore conterrebbe anche una descrizione fisica dei due uomini.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, costantemente aggiornato sulle minacce, e’ tornato a ribadire il suo ordine alle agenzie di sicurezza: ”Raddoppiare” gli sforzi e prendere tutte le precauzioni necessarie, come riferito dal suo portavoce Jay Carney.
In ogni caso, nessun cambio di programma sulla sua partecipazione alle cerimonie a Ground Zero, a New York, e a Shanksville, in Pennsylvania.Barack Obama
OBAMA, AL QAEDA E’ SULLA STRADA DELLA SCONFITTA
”Oggi l’America e’ forte e Al-Qaeda e’ sulla strada della sconfitta”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo consueto discorso settimanale alla radio, alla vigilia del decimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2001. Il presidente ha riflettuto su come gli Stati Uniti abbiano ottenuto ”giustizia”.
”Dobbiamo guardare avanti, al futuro che costruiamo insieme” e questo vuol dire anche ”rimanere forti e sicuri di fronte a qualsiasi minaccia”, ha aggiunto riferendosi al pericolo terroristico che in questi giorni e’ tornato a popolare la preoccupazione degli americani.
Il presidente Usa ha ricordato la battaglia degli Stati Uniti durante gli ultimi due anni e l’uccisione del leader di Al Qaeda Osama bin Laden.
L’appello a ”tenere alto lo stato di vigilanza” dello stesso Obama e’ poi stato diffuso da una nota della Casa Bianca.
Il presidente ha sollecitato la sua squadra di sicurezza nazionale a ”perseguire vigorosamente” tutti i dati di intelligence su quello che i funzionari americani descrivono come una ”minaccia credibile” di attentato dinamitardo in coincidenza con l’anniversario di domani. Obama ha inoltre sottolineato che il Paese ”non deve rilassarsi” nel suo atteggiamento anti-terrorismo nelle prossime settimane.
BENEDETTO XVI SCRIVE: TRAGEDIA AGGRAVATA DALLA PRETESA DI AGIRE IN NOME DI DIO
Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera a mons. Timothy Michael Dolan, arcivescovo di New York, e presidente dei vescovi Usa, in occasione del decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre.
”In questo giorno – scrive il pontefice – i miei pensieri tornano ai tristi eventi dell’11 settembre 2011, quando le vite di cosi’ tanti innocenti vennero perse in un attacco brutale alle Torri Gemelle del World Trade Center e in altri attacchi a Washington e in Pennsylvania. Mi unisco a voi nel raccomandare le migliaia di vittime alla infinita misericordia di Dio Onnipotente e nel chiedere al Padre Nostro che e’ nei cieli di continuare a consolare coloro che piangono la perdita dei loro cari”.
”Ancora una volta – scrive ancora Benedetto XVI – , deve essere inequivocabilmente affermato che nessuna circostanza puo’ mai giustificare atti di terrorismo”.
”La tragedia di quel giorno – osserva il pontefice – e’ aggravata dalla pretesa degli attentatori di agire in nome di Dio”. ”Ogni vita umana – prosegue il messaggio – e’ preziosa agli occhi di Dio e non va risparmiato alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un genuino rispetto per i diritti inalienabili e la dignita’ delle persone e dei popoli dovunque essi siano”.
Il papa loda il popolo americano ”per il coraggio e la generosita’ che ha dimostrato nelle operazioni di soccorso e per la sua prontezza nell’andare avanti con speranza e fiducia”. Quindi eleva la sua ”fervente preghiera” affinche’ ”un fermo impegno per la giustizia e una cultura globale di solidarieta’ contribuisca a liberare il mondo delle rivendicazioni che cosi’ spesso danno luogo ad atti di violenza” e nello stesso tempo ”crei le condizioni per una maggiore pace e prosperita’, offrendo un futuro piu’ luminoso e piu’ sicuro”.
- L’11 SETTEMBRE SI COMMEMORA ALL’OMBRA DELLE NUOVE MINACCE
- SCUOLA: LUNEDI’ IL RITORNO AI BANCHI. FINO AL 9 GIUGNO
- CRISI: SI FERMA LA RIPRESA DELL’OCCUPAZIONE NELL’UE
- CALCIO: FINALMENTE RIPARTE LA SERIE A.
E’ CACCIA AL MILAN
- AGROALIMENTARE: ISTAT, ITALIA PRIMA IN EUROPA PER RICONOSCIMENTI DI QUALITA’
- STRASBURGO RICHIAMA L’ITALIA, POLITICI RINUNCINO A SLOGAN RAZZISTI
- CORNO D’AFRICA: QUASI CENTOMILA BAMBINI SOMALI RIFUGIATI IN ETIOPIA
- CRISI: INDUSTRIALI BOCCIANO LA MANOVRA
- CRISI: INDUSTRIALI BOCCIANO LA MANOVRA
- GARIBALDI: SULL’ASPROMONTE FERITO DA FUOCO AMICO
- SCUOLA: OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA
- SCUOLA: AL VIA NUOVO ANNO, TORNANO SUI BANCHI 7,8 MILIONI DI STUDENTI
- USA: BERNANKE, CRESCITA MIGLIORERA’ NEL SECONDO SEMESTRE
- DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, ITALIA LA PEGGIORE IN EUROPA
- MANOVRA BIS: 30 ANNI DI SPESA PUBBLICA SEMPRE IN CRESCITA
- CRISI: ALLARME GIOVANI FAMIGLIE, SOLO 28% RIESCE A RISPARMIARE
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settembre 9, 2011 by umbertonapolitano

Fra tante notizie catastrofiche o inutili che giornalmente cibano la nostra curiosità sado-masochistica, la mia attenzione è caduta sulla ” scandalosa e diseducativa “ gara di nuoto avvenuta fra Filippo Mannini e due delfini. Per meglio informarvi vi riporto fedelmente edto da TgCom sull’avvenimento…
… ” L‘Ente nazionale protezione animali ha cercato di impedire la sfida acquatica tra Filippo Magnini e i delfini, diffidando il parco acquatico Zoomarine di Torvaianica (Roma), che aveva organizzato l’evento, definendolo “contrario alle norme italiane“. Secondo l’Enpa, un decreto del 2001 che regolamenta “il mantenimento in cattività di delfini appartenenti alla specie Tursiops truncatus”, vieta il nuoto tra i mammiferi e gli esseri umani, permesso soltanto all’addestratore.
Eventuali deroghe possono essere infatti autorizzate solo per scopi scientifici dall’autorità di gestione Cites. “La manifestazione – sostiene l’Enpa – va condannata non soltanto dal punto di vista etico, visto che i delfini vivono in prigionia e sono addestrati attraverso penose forme di deprivazione alimentare, ma anche da quello igienico-sanitario“.Infatti, oltre alle numerose patologie trasmissibili tra uomo e delfino, c’è anche il problema legato alla balneabilità delle acque. “E’ evidente che lo ‘show’ promosso dal parco acquatico – conclude la Protezione Animali – è una pessima trovata pubblicitaria, potenzialmente dannosa per la salute dell’uomo e del cetaceo, nonché estremamente diseducativa perché induce il pubblico a ritenere normale e conforme alla legge l’interazione tra uomo e delfino in cattività”.
Scusate, io non voglio sottovalutare l’operato dell’ Ente nazionale protezione animali ne metterne in dubbio la buona fede ma… ma io ho visionato il filmato ed ho visto esclusivamente immagini gioiose di un uomo e due delfini che, invece di combattersi l’un l’altro, si divertivano insieme riportando la memoria a quanto raccontato accadesse ai tempi dell’Eden, quando animali e uomini convivevano pacificamente… lo so, sto esagerando anch’io, ma sto solamente capovolgendo il significato dell’evento evidenziandone il lato educativo positivo. Solo che questo non fa notizia, ed allora continuiamo a mostrare del nostro mondo solo i lati più negativi, chiudendo qualsiasi porta che possa far solo intravvedere qualche piccolo spiraglio di serenità e speranza in un mondo migliore.
Vi ho pubblicato il video, per chi non l’avesse ancora visionato, per farvi trarre da soli le conclusioni. Sorvolando sul fatto igienico sanitario sul contatto fra animali e uomo, che anche questo a me pare un “ allarmismo ” eccessivo, tirato per i capelli ( uomo e delfini tra smog e inquinamento marino hanno bel altri e più seri motivi per preoccuparsi… e che l’Enap dimentica o sorvola, come altri, su situazioni analoghe molto più serie, come ad esempio nel contatto tra cavallo e fantino, non informando abbastanza sull’evenienza che il morso di un cavallo a volte sia batteriologicamente più pericolo di quello di una tigre ), per attirare forse meglio l’attenzione sulla propria esistenza dato il nome di Filippo Magnini molto appetitoso di questi tempi. Volendo continuare a scherzarci sopra, mi aspetto ora che nuotatore e delfini vengano isolati per un periodo di quarantena preventivo.
Tornando a parlare seriamente, mi piacerebbe vedere interventi di altrettanto impatto mediatico da parte dell’Enap anche su eventi tragichi che riguardano cani eliminati in Romania a bastonate per mancanza di leggi, sotto l’indifferenza della Comunità Europea, o, sempre in merito ai cani, le stesse povere bestie scuoiate vive perché le loro pellicce o le loro carni siano più appetibili, o quando le oche vengono spiumate vive e ingrassate fino alla morte per ottenerne un fegato più voluminoso, quando polli, conigli e mucche vengono barbaramente macellati appesi vivi in catene di montaggio indifferenti al loro terrore nel rendersi conto a quanto stanno andando incontro… Vorrei che gli stessi che hanno dichiarato indignati ” diseducativa “ una sfida scherzosa e pacifica, si incatenassero e digiunassero per mesi, si mettessero in mezzo ai delfini che ogni anno vengono massacrati dai pescatori giapponesi o, per stare più vicini a noi nelle isole Faroe ( vedi orribile filamato ), che appartengono alla Danimarca, paese supposto civilizzato perché membro della Comunità Europea.
E’ chiaro che gli animali sono nati liberi ed il loro habitat naturale è appunto nei luoghi nativi, però, se qualche specie sopravviverà o vivrà meglio, perché salvata da uomini ” diversi ” che magari li avranno anche sfruttati facendoli lavorare e coinvolgendoli in addestramenti faticosi ed assillanti, ma avranno anche contribuito a diffondere il messaggio positivo che uomo e mondo animale, entrambi figli di Dio, possono convivere e collaborare in pace.
Immagino che probabilmente andrò in contro a critiche o attacchi feroci, ma, ribadendo che anch’io sono per la coabitazione pacifica ognuno nel proprio sito naturale, ragionando da normale cittadino, penso che a volte bisogna provare a mediare per evitare il pensiero, visto il terribile andazzo senza speranze, di puntarci tutti una pistola alla testa e farla immediatamente finita… perchè io, come tanti, sono stufo di vedermi rappresentato questo meraviglioso mondo nella sua metà del bicchiere peggiore.
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settembre 7, 2011 by famiglieditalia

Allungare la vita è il sogno dell’uomo da sempre. Essendo noi ciò che mangiamo, ecco che appare evidente che una sana alimentazione possa sicuramente contribuire ad assicurare l’agognata longevità abbinata ad un’esistenza migliore con meno malattie. Barilla Center for Food & Nutrition si sta adoperando per mettere in piedi uno studio per meglio analizzare e proporre soluzioni per affrontare le sfide alimentari del prossimo futuro, anche perché l’80% delle persone di età superiori ai 65 anni soffre di almeno una malattia cronica con un costo per la Sanità italiana di oltre 40 miliardi di euro all’anno… e se poi ci aggiungiamo che per il 2050 si prevedono sul nostro pianeta oltre 2 miliardi di ” anziani “, ecco che il problema non è solo nostro ma di caratura mondiale. Per meglio informarvi sull’argomento vi pubblico un interessante e recentissimo comunicato Ansa.
ANSA > Salute e Benessere > Stili di vita > Salute: nel 2050 2 mld di anziani, 80% con malattia cronica
Salute. nel 2050 2 mld di anziani, 80% con malattia cronica
Barilla Center Food, da buona tavola piu’ longevita e meno costi
05 settembre, 15:49
(ANSA) – ROMA, 5 SET – Nel 2050 saranno 2 miliardi le persone di eta’ over 65, categoria che nell’80% dei casi oggi soffre di almeno una malattia cronica, e cio’ comporta solo in Italia una spesa sostenuta ogni anno in terapie e cure per patologie cardiovascolari, diabete e tumori di 40 miliardi di euro. E’ quanto sottolinea lo studio del Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) che al rapporto tra longevita’, costi sociali correlati, e benessere dedica un webinar aperto a tutti l’8 settembre, in diretta sul sito www.barillacfn.com.
In 35 anni l’aspettativa di vita alla nascita nei Paesi sviluppati e’ aumentata di circa otto anni. Oggi e’ compresa tra i 77 e gli 83 anni, mentre era tra i 72 e 75 anni nel 1974. Ma la longevita’ media ”puo’ aumentare fino a 3 anni grazie a uno stile di vita sano e all’alimentazione equilibrata; uno stile alimentare ipocalorico, con piu’ frutta e legumi, puo’ contribuire ad estendere la longevita’, in salute e a proteggere i ‘marcatempo’ dei cromosomi, i telomeri.
All’origine delle diverse patologie non trasmissibili ci sarebbero infatti alcuni fattori comuni: stati di infiammazione cellulare progressivi che poi sfociano in patologie conclamate.
Questi livelli di infiammazione attivano nell’organismo delle “azioni di riparazione” in cui i telomeri, veri e propri orologi biologici, rivestono un ruolo primario. La loro funzione protettiva nei confronti dei cromosomi li rende un marcatore di invecchiamento cellulare: i telomeri infatti si accorciano progressivamente durante i processi riparativi, fino a quando non riescono piu’ a esplicare la loro funzione.
Tra i vari benefici derivanti dalla restrizione calorica fino al 40% vi e’, sottolinea lo studio Bcfn, l’aumento dell’abilita’ dell’organismo di riparare i danni cellulari, la riduzione dell’impatto dei radicali liberi nell’organismo, l’aumento di alcune proteine ad azione protettiva e di riparazione, coinvolte nella reazione allo stress, una maggiore efficienza del metabolismo del glucosio e un rallentamento del declino immunologico che si manifesta naturalmente con l’invecchiamento.
Inoltre, la restrizione calorica e’ anche un efficace metodo di prevenzione dei tumori, per quanto questo rappresenti solamente un effetto collaterale e non un impatto diretto sulla longevita’. ANSA.it
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settembre 5, 2011 by famiglieditalia
Con la fine delle vacanze, riprende la fortunata rubrica delle Econote, curate dal prof. Paolo Broglio, con un interessante post firmato da Tania Talamo che ci informa di una intelligente novità ” italiana ” nel campo dell’edilizia innovativa a basso impatto ambientele e a costo veramente irrisorio.
La casa MAI by Econote.it
Il “Modulo abitativo” progettato dall’istituto Ivalsa del Cnr è una piccola abitazione in legno realizzata con materiali ecocompatibili e dotata di tecnologie per ottimizzare l’efficienza energetica
Si chiama “MAI” (Modulo abitativo Ivalsa) ed è una casetta di legno amica dell’ambiente, frutto di un progetto interamente made in Italy. A progettarla sono stati i ricercatori dell’istituto Ivalsa (Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree) del Consiglio nazionale delle ricerche Cnr, in collaborazione con il Centro europeo di impresa e innovazione del Trentino (Ceii) e Habitech-Dttn (Distretto tecnologico trentino per l’energia e l’ambiente), mentre della realizzazione la realizzazione pratica è stata possibile grazie a un consorzio di 13 aziende dell’artigianato trentino.
Mai è un piccolo edificio fatto di legno, con due stanze da letto, un bagno, una cucina e un soggiorno. Il tutto in appena 33 metri quadri (più altri 16 per le due terrazze), organizzati in 5 moduli prefabbricati e trasportabili. Una sorta di “abitazione componibile”, che ha già inclusi al suo interno tutti i rivestimenti, gli impianti e i materiali necessari per vivere, inclusi i pavimenti. Un sistema estremamente semplice e versatile, che, affiancando più moduli, consente di costruire edifici più grandi e di qualsiasi forma.

Oltre alla massima versatilità, Mai si contraddistingue per l’elevato grado di efficienza energetica ed eco-compatibilità, a partire dal materiale – riciclabile – impiegato per la sua realizzazione: legno proveniente da foreste del Trentino gestite in maniera sostenibile e, per le fondamenta, pannelli X-Lam antisismici. Le strutture delle stanze, inoltre, sono progettate seguendo i criteri delle case passive, che non necessitano, cioè, di impianti di riscaldamento. Presentano infatti, oltre a un rivestimento interno che funge anche da protezione contro gli incendi, una facciata ventilata di tavole di legno e una guaina traspirante impermeabile che proteggono la casa dalla pioggia e dai raggi solari. Anche la copertura dell’edificio è studiata per offrire la massima efficienza ed è provvista di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda. Gli arredi, infine, sono realizzati in legno naturale o placcato con materiali ottenuti a partire da carta riciclata e privi di derivati del petrolio.
Caratteristiche innovative che hanno già consentito al Modulo abitativo Ivalsa di ottenere la certificazione Leed (Leadership in energy and environmental design), uno standard sviluppato dall’US green building council (Usgbc) per costruire edifici sostenibili sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista del consumo di tutte le risorse ambientali coinvolte nel processo di realizzazione. Il marchio Leed è già applicato in oltre 100 Paesi, inclusa l’Italia, dove il Green building council nazionale ha elaborato degli standard studiati per le condizioni ambientali italiane. La casa Mai ha inoltre superato il cosiddetto bloower door test, una verifica sperimentale che permette di valutare scoprire le eventuali “perdite d’aria” di una struttura, e – fatto non trascurabile – è molto economica. La sua realizzazione, infatti, è costata appena 960 dollari.
by Tania Talamo
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
La foglia artificiale
Probabilmente tra qualche decennio, ogni casa avrà la propria centrale elettrica. È la speranza che viene data dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, con la creazione della Foglia artificiale. Non si pensi ad una foglia comune, ma ad una cella solare, capace di scindere le molecole d’acqua in cui è immersa nei loro elementi (ossigeno ed idrogeno), grazie alla luce. Gli elementi liberati, vengono inviati dopo in una cella a combustibile (si pensi ad esempio al motore ad idrogeno).
Il capo del gruppo di ricerca, Daniel Nocera, ha presentato il progetto 241esimo meeting nazionale dell’American Chemical Society ad Anaheim. Pare che la reazione produca un energia 10 volte maggiore alla normale reazione di fotosintesi e che una cella attuale sostenga la reazione per 45 h senza cali di prestazioni.
L’idea non è nuova. Già in passato John Turner, ricercatore dell’ U.S. National Renewable Energy Laboratory, creò la sua foglia artificiale. Questa però risultava molto costosa, a causa dei materiali usati, e poco performante.
La foglia del MIT, invece, è veramente a buon mercato: usa catalizzatori come Cobalto e Nichel relativamente più economici.
Il progetto affascina e potrebbe un giorno esser parte integrante della nostra vita quotidiana, come ad esempio delle nostre case, che diventerebbero autonome dal punto di vista energetico.
di Mattia Sansone
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: American Chemical Society, casa MAI, certificazione Leed, Daniel Nocera, eco-compatibilità, Econote, impianto solare termico, Istituto Ivalsa del Cnr, John Turner, La foglia artificiale, MAI, Massachusetts Institute of Technology, Mattia Sansone, MIT, Modulo abitativo, Modulo abitativo Ivalsa, pannelli X-Lam antisismici, Paolo Broglio, Tania Talamo, U.S. National Renewable Energy Laboratory, US green building council, Usgbc
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settembre 3, 2011 by umbertonapolitano

Cari amici, oggi non mi sento di commentare o aggiungere altro su quanto stiamo vivendo in questi giorni. In un momento in cui l’orgoglio e l’unità nazionale dovrebbero permetterci di mostrare al mondo intero l’immagine di un popolo che sa compattarsi nei momenti di difficoltà, la politica italiana sta invece offrendo di sé l’immagine più squallida e deprimente. Verginità ed etica morale ormai non esistono più in nessun partito, tanto meno nei suoi uomini, e gli ultimi riscontri lombardi, se per caso ci fosse stato ancora qualche dubbio, lo stanno ampiamente dimostrando. Per cui… godiamoci con i nostri cari questo ultimo weekend vacanziero, se così possiamo ancora definirlo, indipendentemente dalle nubi che ne accompagneranno gli eventi atmosferici, perché da lunedì prossimo, come al solito e ancor di più, saranno per noi i soliti… uccelli per diabetici!
Etichette: buon weekend, eventi atmosferici, politica italiana, uccelli per diabetici, umberto napolitano, unità nazionale
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settembre 1, 2011 by umbertonapolitano

Con parole forti e decise Fabiano, un amico di Facebook, invita tutti noi a darci una mossa, a scendere in piazza con delle iniziative proprie e non dettate dai soliti ” mestieranti addetti ai lavori “…
” E’ mai possibile che qui, in Italia, noi non riusciamo mai a cambiare le cose?… Lo stanno facendo anche in Cile, dove ci fu una forte dittatura. Basta, diamoci da fare! Organizziamo una bella manifestazione, una vera senza quei venduti dei Sindacalisti e gente della politica… “
… e per dare più corpo al suo messaggio pubblica il link di un articolo del Fatto Quotidiano, link che io riporto per non rendergli un torto, Cile, la leader degli ‘Indignados’“Fuori dal Paese gli uomini di Pinochet” | Redazione Il Fatto Quot www.ilfattoquotidiano.it
Io ho dato molto valore al suo intervento egli ho risposto immediatamente, sempre su Facebook, con alcune mie considerazioni. Questo mi ha dato l’dea di riportare il tutto su questo blog per rafforzare il suo ed il mio messaggio.
” Caro Fabiano… scendere in piazza è una soluzione che conta e vale quando si sa esattamente contro chi e che cosa si va a manifestare… da noi questo non è possibile… troveremmo qualcuno di quei volponi pronto a cavalcarci sopra per proprio tornaconto… tutta la classe politica in Italia è inesistente… guarda le esternazioni monocordi di Bersani ad una maggioranza in difficoltà evidente, ma proposte ” serie ” poche… oppure l’ultima sparata di Casini… “ questa manovra è un insulto agli italiani “… frasi ad effetto e sostanza poca… in Spagna il 15 maggio scorso la gente è scesa in piazza per contestare tutta la classe politica, ma questa, unita, li ha fatti sgombrare e la stampa internazionale ha dato loro un riscontro molto minore rispetto a qualsiasi incontro di calcio fra Barcellona e Real Madrid….
… però hai ragione Fabiano, qualcosa dobbiamo pur fare… io ci sto provando… ho creato, sto creando, un progetto sulle famiglie… uno scambio reciproco di informazioni ed opportunità varie… sto cercando di creare un qualcosa di acculturante che prepari le basi per una conoscenza più approfondita di tanti argomenti che i media per lo più ritengono secondari… le basi per contrapporci e controbattere essendo più consci e preparati… insomma, per crescere e far crescere… in modo da essere più informati nelle scelte di coloro a cui affideremo in futuro le nostre sorti… i nostri politici di adesso sono il frutto di quanto partorito dalla nostra ” assenza ” ed ignoranza…
…scendere in piazza è importante…ma è anche importante raggiungere delle finalità prestabilite, non rischiando di perdere tempo e soldi ulteriori ed evitare di essere strumentalizzati per giunta…

…queste pagine servono per sfogarsi, ma anche per riflettere e giungere serenamente a delle conclusioni… i ” vaffa ” lasciano il tempo che trovano, sono il pane gradito da dare ai poveri per saziarli ed impedire di ragionare con la propria testa… i ” vaffa ” messi lì, ingrassano ancor di più i politici, non li evolvono ne li eliminano… Hai ragione, caro Fabiano, quando dici ” Basta, diamoci da fare! “…. Però facciamolo bene e non presentandoci come una mandria disordinata pronta a seguire il primo furbo che indicherà il suo percorso più conveniente verso i pascoli migliori… rinforziamo il nostro olfatto e fiutiamo insieme l’aria che ci porti su piste più sicure… Un caro saluto,
Etichette: Barcellona e Real Madrid, Basta!, Bersani, Casini, diamoci da fare!, Facebook, ilfattoquotidiano.it, Indignados, manifestazione, scendere in piazza, sindacalisti, Spagna il 15 maggio, umberto napolitano, vaffa
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agosto 30, 2011 by famiglieditalia

Agosto se ne va ma ci regala una bella notizia. Alcuni ricercatori dell’Università di Maryland hanno scoperto che il buon umore è il toccasana migliore per il nostro cuore. Quindici minuti di risate al giorno sono meglio di qualsiasi ginnastica alternativa. Da tutto ciò si deduce che noi italiani saremo destinati a vivere in eterno… con tutte le risate che gi regala il cabaret della politica con le sue incredibili ” battute ” quotidiane!?!… Io penso che lo stesso Matusalemme dovrà cominciare presto a prendere in considerazione la possibilità di perdere prima o poi il proprio primato mondiale di longevità. Tra le varie proposte sull’argomento vi pubblico un post edito da Excite Italia
Ecco perchè ridere fa bene al cuore

Secondo una ricerca condotta dall’Università del Maryland, i cui risultati sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia in corso a Parigi, ridere fa bene la cuore. Proprio così, il buonumore ha effetti benefici sulla salute in generale e sul cuore in particolare. La scarica positiva di una risata ha sulle arterie lo stesso effetto benefico dell’attività fisica o delle statine, i farmaci anti-colesterolo.
Da tempo si è detto che lo stress e il cattivo umore sono cattivi alleati del cuore, mentre il buonumore produce effetti altamente positivi. Adesso arrivano dei dati che quantificano la dose minima di buonumore utile a proteggere il cuore dall’infarto. Ecco duqnue scoprire che 15 minuti di risate, intense e coinvolgenti, al giorno proteggono il nostro cuore.
La ricerca dell’Università del Maryland, che ha permesso di definire la dose minima di risate, è stata condotta sottoponendo i volontari alla visione di film comici e drammatici. Il prof. Roberto Ferrari, past president della European Society of Cardiology (ESC) e presidente della ‘Fondazione Anna Maria Sechi per il Cuore’ (FASC) ha spiegato: ‘Per star meglio basta un buon film comico: lo studio ha messo a confronto l’espansione dell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, nelle stesse persone in seguito alla visione di uno spettacolo divertente e di uno drammatico, dimostrando che la risata provoca la dilatazione dei vasi fino al 50 per cento in più, aiutando così a prevenire aterosclerosi, infarti e ictus‘.
Nel corso del Congresso si è parlato anche della cardio-tossicità dello stress indotto dalla crisi economica. Lo scorso anno uno studio irlandese aveva registrato un aumento dei ricoveri nelle unità coronariche del 12 per cento e le prevsioni per il 2011 non sono rosee. Si stima infatti che nel 2011 l’attuale crisi porterà a un aumento almeno del 15 per cento dei pazienti ricoverati nelle unità coronariche nel Vecchio continente. Maggiormente a rischio le persone fra i 40 e i 60 anni. Le ragioni essenzialmente due: le persone incluse in questa fascia di età hanno un sistema cardiovascolare che potrebbe essere già minato da qualche deposito arteriosclerotico e sono più esposte alle conseguenze della crisi economica sotto forma di stress lavorativo, incertezza occupazionale e riduzione del livello economico.
Etichette: buonumore, Congresso della Società Europea di Cardiologia, cuore, ESC, European Society of Cardiology, FASC, Fondazione Anna Maria Sechi per il Cuore, prof. Roberto Ferrari, ridere, ridere fa bene, risate, stress, umberto napolitano, Università del Maryland
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agosto 26, 2011 by famiglieditalia

Notizia importantissima che apre nuovi spiragli di speranza in una malattia devastante come l’Alzheimer capace di cancellare ricordi ed affetti di un’intera vita. La scienza, nel campo della medicina, sta facendo enormi progressi per prevenire ancor prima di curare. E’ necessario che tutte queste nuove opportunità vengano promulgate in modo efficiente affinché, essendo informato, ognuno di noi possa intervenire in tempo per scrivere il proprio futuro nel modo migliore e sereno possibile. Noi di Famiglie d’Italia cerchiamo di tenere sempre alta l’attenzione per informarvi riproponendovi notizie essenziali, ma che spesso scivolano inghiottite come una tavola di surf fra le onde.
Test per identificare i malati di Alzheimer ancora senza sintomi
Ricercatori Usa al lavoro su una strategia per l’identificazione precoce dei pazienti

Potrebbe aiutare a identificare le persone a rischio Alzheimer prima che sia troppo tardi. È un test messo a punto da un gruppo di neurologi della Mayo Clinic statunitense e presentato in uno studio pubblicato online su Neurology, la rivista dell’American Academy of Neurology.
I camici bianchi hanno usato un’avanzata tecnica di imaging chiamata spettroscopia protonica con risonanza magnetica per capire se 311 anziani fra i 70 e gli 80 anni senza particolari problemi cognitivi (selezionati attraverso lo studio sull’invecchiamento condotto dalla Mayo Clinic) mostrassero anomalie in diversi metaboliti del cervello che potrebbero essere biomarker per l’Alzheimer. I pazienti reclutati sono stati anche sottoposti a una Pet per valutare l’entità dei depositi di beta-amiloide, o placche nel cervello – primo segnale della malattia – e a un test su memoria, linguaggio e altre abilità.
La conclusione a cui sono arrivati i ricercatori è che «ci sono evidenze crescenti del fatto che l’Alzheimer è associato a cambiamenti del cervello che cominciano molti anni prima della comparsa dei sintomi», spiega Jonathan M. Schott del Dementia Research Centre dell’University College London, membro dell’American Academy of Neurology e autore di un editoriale che accompagna lo studio.
«Identificare le persone malate quando ancora i sintomi non si sono sviluppati – osserva – potrebbe aprire una finestra per nuovi trattamenti finalizzati a prevenire o ritardare l’inizio della perdita di memoria e del declino cognitivo».
I ricercatori hanno scoperto che il 33% dei soggetti osservati aveva livelli significativamente alti di depositi di beta-amiloide nel cervello. Questi pazienti tendevano inoltre ad avere alti livelli di particolari metaboliti del cervello, myo inositolo/creatina e colina/creatina. Quelli con alti livelli di colina/creatina avevano il più delle volte anche più bassi punteggi su molti dei test cognitivi, indipendentemente dai depositi di beta-amiloide.
«Questa relazione fra i depositi di beta-amiloide e i cambiamenti metabolici nel cervello rappresenta l’evidenza del fatto che alcune di queste persone si trovano allo stadio iniziale della malattia», sottolinea Kejal Kantarci della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota), autrice dello studio.
«Serve comunque un’ulteriore ricerca che segua i pazienti negli anni per precisare quali di loro svilupperanno l’Alzheimer e qual è l’esatta relazione fra depositi amiloidi e metaboliti», conclude.
Etichette: Alzheimer, American Academy of Neurology, beta-amiloide, Dementia Research Centre dell’University College London, Jonathan M. Schott, Kejal Kantarci, lastampa.it, Mayo Clinic, Mayo Clinic di Rochester, Neurology, umberto napolitano
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agosto 24, 2011 by famiglieditalia

Finalmente oggi una buona notizia che riempie di speranza tutti coloro che in qualche modo temono o convivono con gli effetti devastanti di una malattia terribile come la Sla ( Sclerosi laterale amiotrofica ) che aggredisce circa 350mila persone in tutto il mondo, di ogni età, ed almeno la metà di essi muore entro i primi tre anni dal suo insorgere. La Sla è anche tristemente nota perché colpisce maggiormente nel mondo del gioco del calcio per un’incidenza di circa 24 volte superiore a quella del resto della popolazione, vedi i casi di Stefano Borgonovo ( nella foto con Roberto Baggio ) e Gianluca Signorini, recentemente scomparso. La Sla è legata a guasti nel riciclaggio dei neuroni, per cui nel Dna dei pazienti colpiti è alterato il gene che controlla la produzione della ubiquilina2, proteina fondamentale per dirigere i processi di smaltimento. Il post scelto oggi per documentarvi meglio è firmato da Silvia Soligon e pubblicato da Salute 24.

Sla, scovato il meccanismo molecolare che la causa
Identificato il processo alla base della sclerosi laterale amiotrofica (Sla): secondo uno studio pubblicato da Nature all’origine di qualsiasi forma di questa malattia – che sia familiare, sporadica o associata alla demenza – c’è il mancato funzionamento del sistema cellulare di «riciclaggio» delle proteine nel midollo spinale e nel cervello, un meccanismo che, nelle cellule sane, permette di «rimpiazzare» le proteine danneggiate.
Secondo i ricercatori della Feinberg School of Medicine della Northwestern University (Chicago, Stati Uniti) è la mancata attività della proteina ubiquilina 2 a non garantire il funzionamento del sistema di riciclaggio. La principale conseguenza è l’accumulo delle proteine danneggiate e della ubiquilina 2 in vere e proprie «matasse» che causano la degenerazione dei neuroni.
Secondo Teepu Siddique, supervisore dello studio, “questi risultati aprono un nuovo scenario nella ricerca di trattamento efficace per la Sla. Ora sarà possibile testare nuovi farmaci che, regolando questo sistema o ottimizzandolo, facciano funzionare il tutto nel modo corretto”. E non si escludono risvolti positivi anche nella cura di altre patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il Parkinson, in cui la rimozione delle proteine danneggiate è essenziale per il corretto funzionamento dei neuroni.
di Silvia Soligon (23/08/2011)
Etichette: Alzheimer, degenerazione dei neuroni, Feinberg School of Medicine della Northwestern University, Gianluca Signorini, Parkinson, proteine, Roberto Baggio, Salute 24, Sclerosi laterale amiotrofica, Silvia Soligon, SLA, Stefano Borgonovo, ubiquilina2, umberto napolitano
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agosto 23, 2011 by famiglieditalia

Oggi riprende la rubrica Famiglie d’Italia News, rubrica che evidenzia alcune notizie di interesse comune che, per una scelta dei media che prediligono evidenziare delitti, catastrofi e gossip, spesso scivolano su di noi non ricevendo quell’attenzione in più che certamente in un mondo evoluto meriterebbero. Siamo ormai alla fine dell’estate e la maggior parte di noi si ritrova a riprendere il tran tran quotidiano ritrovandosi, tra i vari problemi, anche quello di dover smaltire qualche chilo in eccesso ereditato dalle recenti vacanze. Però, questo fine estate è diverso dai precedenti: il caldo è esploso in modo inatteso ed ecco il bisogno di coniugare la necessità di resistere a questo caldo africano e, nel contempo, provare a smaltire quei chiletti in più che potrebbero accompagnarci per tutto l’autunno ed oltre. Quindi, dopo aver pescato qua e la su Google, vi offro un post sul tema a firma di Matteo Clerici e proposto da Newsfood.com

I consigli della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. Riportati da Melarossa.it
DAL POLLO ALLA MENTA. 10 CIBI PER DIMAGRIRE E RESISTERE AL CALDO
L’alimentazione come arma contro le alte temperature
© NEWSFOOD.com – 22/08/2011
L’estate 2011 finisce rovente. La coda di Agosto ha portato sull’Italia bel tempo e sole fisso, che hanno fatto crescere caldo e temperature.
I disagi non mancano, ma è possibile difendersi, anzi. Scegliendo la giusta alimentazione, non solo ci si mantiene più freschi ma si controlla il peso.
Ecco allora che la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e Melarossa (www.melarossa.it)si sono alleate per offrire la top ten delle pietanze che riducono il caldo e mantengono la linea.
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Pollo. Re delle carni leggere, vanta un curriculum notevole: alte dosi di proteine (20%), unite a vitamine (B1, B2 e PP) e sodio, magnesio, fosforo, selenio e ferro. E’ invece povero di tessuto connettivo, cosa che lo rende molto digeribile. D’estate, va forte come star delle insalate fredde.
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Sogliola. Il sapore delicato è sostenuto da una carne digeribile ed abbondante in proteina. Adatta anche ai soggetti sensibili (come i bambini), col caldo è perfetta cucinata a vapore.
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Pesce spada. Un corpo potente (400 chili) e la minacciosa spada in osso celano un buono della tavola. Le sue carni sono piene di proteine e di vitamine (B12, B6, niacina, fosforo e selenio) ma scarne di grassi. Unico pericolo, il potenziale accumulo di mercurio: per evitarlo, rifornirsi da negozianti di fiducia. Un volta acquistato, il pesce spada va sulla graticola, preparazione veloce che mantiene i bonus del piatto.
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Palombo. Simile allo squalo, è in realtà innocuo per l’uomo ed, una volta a tavola, anche benefico. Al suo interno si notano minerali ( iodio, fosforo e calcio), vitamine (A e PP) e proteine, (15%). Pesce semigrasso è discretamente digeribile, anche perché limitato nei carboidrati e nei grassi. Consiglio per l’estate, palombo coi capperi.
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Zucchine. Per cominciare, sono quasi prive di calorie e ricche di acqua (95%). Poi arrivano minerali (potassio, ferro, calcio e fosforo), vitamine (A e C), coppia che favorisce l’abbronzatura ma tiene lontani i tumori. Oltre a questi, la zucchina è valido scudo contro altri problemi dal diabete all’enterite, dalle malattie di cuore alle insufficienze renali alle infiammazioni. Col bel tempo, le zucchine entrano nelle polpette di verdure o vengono preparate con salsa di peperoni.
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Cetriolo. Come le colleghe, è quasi privo di calorie e ricco d’acqua. E, come le verdure sopra, è ricco di vitamina C, di aminoacidi e di sali minerali, potassio, calcio, fosforo, sodio. Sua particolarità sono le dosi notevoli di acido tartarico, alleato nella gestione dei carboidrati ed avversario dei grassi. A livello terapeutico, mangiarlo stimola diuresi ed eliminazione delle scorte e rende la pelle più luminosa ed elastica. Ricette valide, le insalate.
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Anguria. Frutto estivo per definizione, basa la sua fama su dati solidi: grandi livelli d’acqua (90%) e buone dosi di carotenoidi, antiossidanti nemici dei radicali liberi. A questi si aggiungono le vitamine (A, C, B, B6), i sali minerali (potassio e magnesio) ed il fruttosio. Tale mix la rende adatta per i mesi caldi e per disintossicare e depurare. L’anguria è così utile contro ritenzione idrica, ipertensione, cellulite e gonfiori alle gambe.
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Melone. Rinfrescante ed idratante (90% d’acqua) è perfetto quando l’afa attacca. I suoi tessuti contengono fosforo, calcio, vitamine (A, C), potassio ed antiossidanti. Per questo contrasta i radicali liberi e favorisce azione delle arterie e circolazione del sangue.
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Pesca. Anch’essa è ricca di acqua (87%), di vitamine (C e provitamina A) ed oligoelementi (potassio e ferro) più calcio e fosfato e beta carotene. Perciò, rafforza denti, ossa, pelle ed occhi.
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Menta. Ottima sotto forma di tisana, tale pianta è valida contro pesantezza e disturbi digestivi. Non solo: la menta si oppone anche a gastriti, i crampi dello stomaco, le duodeniti e, come espettorante, contro faringiti, bronchiti ed asma. Da un punto di vista culinario, la menta è perfetta in piatti a base di verdure, ma si lega bene anche con carni, zuppe e macedonie.
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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agosto 21, 2011 by umbertonapolitano

Quasi due milioni di giovani provenienti da tutte le parti del mondo si sono radunati all’aeroporto di Cuatro Vientos, alla periferia di Madrid, per la Veglia di preghiera nella Giornata Mondiale della gioventù. Due milioni di giovani festanti apportatori di un messaggio di pace e di speranza in un immagine così diversa rispetto a poche centinaia di black block che incutono terrore e devastano tutto ciò che incontrano in nome di una giustizia che solo loro conoscono e professano. Ma queste poche centinaia di disperati contornati da fumo e fuoco, sangue e vetrine infrante riescono a concentrare l’attenzione dei media di tutto il mondo per giorni e giorni, creando l’immagine di una gioventù alla sfascio e dilaniata dall’odio.

I giovani festanti di ieri, invece, erano quasi due milioni, riuniti nella giornata mondiale della gioventù per la XXVI edizione dell’incontro internazionale dei giovani cattolici, radunatisi per affrontare insieme a Benedetto XVI Il tema dell’incontro, ovvero ”Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” . I loro sguardi erano sereni e gioiosi e mai, ne ieri ne nei giorni precedenti, nessun incidente è venuto a funestare l’evento… neanche un terribile temporale abbattutosi sulla folla ha creato panico o incidenti, se non sette contusi, ed è scivolato interrompendo la festa ed il discorso del Papa solo per pochi minuti.
Questa è la realtà della gioventù di oggi e non quella rappresentata dai black block! I ragazzi di Madrid sono consapevoli delle difficoltà della vita e le affrontano con amore in un progetto personale ed allargato di fede… gli altri sono quattro gatti rabbiosi che scelgono la via della violenza, perché la più semplice e meno faticosa. Se di quei quattro ci si spaventa e se ne parla per giorni e giorni, di questi due milioni di ” innamorati della vita “ si dovrebbero appendere manifesti indelebili e ricordarne il messaggio in ogni giorno della nostra futura esistenza…, perché qui sta di casa la verità!
I nostri giovani sono il patrimonio del futuro della terra e della sua sopravvivenza e non sono affatto, come alcuni vogliono farli apparire, un manipolo di sbandati rabbiosi e senza idee: i giovani di oggi sono coscienti dell’importanza e della responsabilità del loro essere giovani. Si parla molto delle azioni sbagliate di pochi e quasi niente dell’impegno di molti per dare un senso ed uno sviluppo migliore al futuro del nostro pianeta. Un’infinità di ragazzi professano amore e solidarietà impegnandosi in attività associative a favore dei disagiati e contro la violenza delle le mafie del potere e dei loro soprusi, come ad esempio l’Associazione Peppino Impastato di Brolo (ME), presieduta dall’ amico di FaceBook, Sonny Foschino : ma di loro si parla poco, non fanno odiens!

Ebbene giovani, prendete forza e vigore dal messaggio che ieri vi ha mandato il nostro Papa Benedetto XVI… egli ha detto: ” Oggi che la cultura relativista dominante rinuncia alla ricerca della verità e disprezza la verità che è l’aspirazione più alta dello spirito umano, dobbiamo proporre con coraggio e umiltà il valore universale di Cristo, come salvatore di tutti gli uomini e fonte di speranza per la nostra vita “… Io vi ricordo che Cristo si è fatto uomo e come tale è vissuto e morto per lasciarci anche un altro grande messaggio: la volontà di ognuno di noi può abbattere qualsiasi difficoltà e cambiare il corso della storia, può farci tornare a volare ogni qualvolta che ci abbattiamo al suolo senza forze convinti di non poterci più risollevare, la volontà e l’amore sono un’arma letale contro qualsiasi ingiustizia e menzogna, per cui… giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio a vostra immagine e somiglianza!
Umberto Napolitano
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agosto 18, 2011 by umbertonapolitano

Questa volta queste ” fighette ” di calciatori, volendo addossare, tramite i loro rappresentanti, il contributo di solidarietà da loro dovuto alle società di appartenenza, hanno veramente superato l’ultimo gradino della decenza. Il penultimo lo aveva già superato qualche mese fa Eto’o a Milano in via Monte Napoleone facendosi togliere una multa di 39 euro, discutendoci e implorando, da una vigilessa che, assecondandolo, è venuta meno al suo dovere in modo clamoroso. Una scena comprensibile, ma non troppo, se interpretata da un poveraccio che guadagna si e no 1000 euro al mese… ma da uno che per due calci al pallone nello stesso arco di tempo ne guadagna 1000 volte tanto… fa veramente schifo!… Non l’avevo detto allora, eravamo ai primi di marzo di quest’anno, lo sottolineo adesso, e nuovamente: fa veramente schifo!…

Come fa schifo da parte dei giocatori, o almeno da parte dei loro rappresentanti associativi, come Damiano Tommasi, il voler puntualizzare che nei contratti da loro sottoscritti gli importi conseguiti sono al netto delle tasse. Ohhh!… Ma voi ci siete o ci fate veramente!!!… Il contributo di solidarietà a me non pare proprio una tassa, bensì un contributo da parte di chi è ricco nei confronti di chi, con i loro miseri stipendi, vi permette appunto di arricchire divertendovi ( e qui nessuno vuole togliervi i meriti )… un contributo dovuto in momenti finanziari così difficili. Ma non capite che se i soldi finiscono i primi ad andare con le chiappe per aria siete voi e non i panettieri ?!?…Io se devo dar da mangiare ai miei figli e nipoti, rinuncio prima al calcio e poi al resto. Ha ragione Galliani a dire che se scioperate manderanno in campo le primavere… e noi andremo a vederle con ingresso gratuito. Per prima cosa ci faremo restituire i soldi dell’abbonamento, poi disdetteremo i vari contratti Sky e Premium… ed il calcio ritornerà genuino e pulito come ai tempi dell’oratorio e di voi che accadrà?… I più accorti vivranno di rendita e gli altri…a zappare la terra, non in senso dispregiativo, ma in onore al mestiere migliore per sopravvivere.

Carissimi privilegiati, tornate sulla terra e toccatene con mano la realtà! Se veramente oserete fare uno sciopero faremo di tutto per punirvi e rendervi più simili ai comuni mortali… chiederemo al governo, come propone Calderoli, che il vostro contributo sia rapportato alla categoria privilegiata dei politici… perché ultimamente calcio e politica sono il pane rancido quotidiano che ci prendiamo: sì, rancido… perché calcio e politica sono accumunati negli scandali continui che li disonorano e li disaffezionano ai nostri occhi. Perché privilegi ed eccessi di entrambi ricadono esclusivamente su di noi. Infatti, tralasciando la politica, se fossero le società a dover pagare il vostro contributo di solidarietà, dove credete che esse andrebbero a recuperare i soldi… ma sui tifosi… E qui si capisce la vostra mancanza di acume, a parte qualche genialità nel trattare un pallone: voi, le vostre società dovete far di tutto per non farle fallire!
Bene, credo che possa bastare. Siamo in vacanza e non è il caso che la vostra mancanza di sensibilità e rispetto nei confronti dei tifosi che vi arricchiscono contribuisca a rovinarcele facendoci salire la pressione con simili castronerie… e per concludere, ricordo che è inutile che altri vostri rappresentanti ci ricordino che molti calciatori guadagnano si e no 40.000 euro all’anno, visto che i loro introiti non saranno intaccati… e che la smettano una volta per tutte a dirci che il vostro è un mestiere breve, perché con i guadagni di pochi anni di carriera siete in grado di pagare tranquillamente sia il dovuto contributo di solidarietà sia sopravvivere più che decentemente per almeno tre generazioni.
Umberto Napolitano
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agosto 15, 2011 by umbertonapolitano
Video solo per il mondo web….dedicato e realizzato dall’autore
Cari amici, Buon Ferragosto a tutti! Vi premetto che il mio non è uno spot promozionale, ma un coerente ed onesto messaggio di amore e di pace che vi invio con il cuore. Ormai vi tengo compagnia da quasi tre anni e, bene o male, un po’ sono entrato nelle vostre abitudini quotidiane, almeno per coloro che leggono questo blog quasi giornalmente. Famiglie d’Italia è un blog di informazione, almeno di un certo tipo di informazione… positiva, acculturante, qualche disamina politica nel modo più trasversale e sereno possibile, senza scaldarsi e senza, soprattutto, cadere in espressioni volgari come ormai in cattivo uso un po’ ovunque. Famiglie d’Italia, però, è soprattutto un progetto di aggregazione di idee e di intenti: il ripristinare alcuni valori importanti della vita, quali il concetto di famiglia, quella tradizionale… ma non solo, il confronto con altri nuclei familiari, lo scambiarsi informazioni e, perché no, anche opportunità di lavoro, e mettere il tutto in pratica con onestà e serenità, sopperendo così alle ” carenze ” e ” fibrillazioni ” di uno Stato in evidente difficoltà in un momento storico come questo dove tutti siamo in balia di una tempesta finanziaria senza precedenti. Uno Stato i cui rappresentanti, i cosiddetti politici, sono i primi a gridare al sacrificio comune, ma anche i primi a non dare l’esempio ottimale, dimostrandosi riluttanti nel tagliarsi quell’infinità di privilegi che col tempo hanno contribuito a creare la voragine quasi incolmabile del nostro debito pubblico.

Buon Ferragosto a tutti, dicevo,… e che sia d’amore e di pace. D’ “amore “, perché senza la nostra predisposizione ad amare ed essere solidali con il nostro prossimo, difficilmente riusciremo a convivere e sopravvivere in un mondo sempre più globalizzato dove gli squilibri sociali sono ormai di conoscenza comune, grazie ad internet soprattutto, per cui chi ha fame ora si confronta facilmente con chi invece abusa e spreca e non accetta più e si ribella… e la ribellione di chi è affamato, quando scoppia, dilaga e fa strage. Di ” pace “, perché ormai siamo tutti stanchi di violenza e distruzione e di dover ricominciare a ricostruire sempre ripartendo da rovine fumanti… come quelle che anche adesso vediamo intorno a noi perché, volenti o nolenti, siamo in guerra, ed anche pesante! Una guerra diversa, fatta di speculazioni ed attacchi alle nostre ormai labili riserve… una guerra mondiale, però, che tra un po’ sarà costretta ad interrompersi per esaurimento dei nemici da combattere, quando gli ” squali “, terminato il banchetto dei nostri resti, cominceranno ad azzannarsi fra di loro fino ad estinguersi, speriamo, definitivamente. Ed è a quel punto che noi dovremo presentarci pronti a ricostruire e a riprendere quel volo, di speranza e di volontà positiva, senza il quale nessun individuo può rialzarsi e provare a rimettersi in carreggiata. Questo post si apre con una canzone, ” Volerò “… ebbene sì, sono io, ex cantautore, che dopo oltre 20 anni di silenzio ha deciso di rimettersi in gioco per dare forza e valore al proprio progetto ed impegno sociale. In questa canzone provo a ripercorrere parte del cammino della mia vita e mi rivedo giovane quando, insieme a molti altri giovani, cantavo pace e amore sperando un futuro migliore. Ci chiamavano i figli dei fiori, i figli di “ un isola e di un giorno “, volevamo cambiare il mondo ma il mondo… ha inesorabilmente cambiato la maggior parte di noi. Molti si sono svestiti dei fiori ed hanno indossato la cravatta e, questo mondo ora dirigono. Hanno dimenticato ogni buon proposito ripetendo gli errori di coloro che combattevano, peggiorandone i difetti e rinchiudendo negli armadi tutte le poche cose buone in cui avevano confidato e professato. In ” Volerò “, dopo aver per primo fatto un critico esame di coscienza, invito i ragazzi di allora ad aprire l’armadio della loro vita, a liberarsi delle scorie e degli errori, ed a provare a ricercare tutte quelle belle parole ed intenzioni che si sono disperse nel vento ” per rimetterle insieme e cucirne un vestito ” da donare con convinzione ai giovani di oggi, perché noi… siamo ancora in tempo.
Come ho aperto questo post offrendo un video con un’immagine attuale del sottoscritto, così chiudo riproponendovi una mia immagine di quando non avevo ancora vent’anni, tratta da alcuni spezzoni Rai presentati recentemente, dove, nel primo spezzone, a partire dal minuto 7 e qualche secondo, mi vedete cantare accompagnato dalle chitarre di Riky Maiocchi e Gianni Pettenati. Osservate la mia, la nostra grinta, mentre cantiamo… ” Tutti uniti con le chitarre, le nostre chitarre contro la guerra “.
Buon ferragosto, ancora…
Etichette: amore, Buon Ferragosto, Chitarre Contro la Guerra, crisi finanziaria, Ferragosro, ferragosto, figli dei fiori, Gianni Pettenati, guerra, guerra mondiale, pace, politica, politici, privilegi, Riky Maiocchi, stato, tutti uniti con le chitarre, umberto napolitano, Volerò, Volerò di Umberto Napolitano
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agosto 12, 2011 by umbertonapolitano

I tempi sono quelli che sono e la crisi mondiale ci attanaglia, ma prima che la politica ci renda edotti sui nuovi provvedimenti restrittivi minacciati nei confronti delle famiglie, senza prima aver dismostrato un modo tangibile una determinazione equamente restrittiva nei propri confronti ( taglio secco e deciso a tutti gli sprechi e benefit vari dei suoi componenti )… è meglio che la stessa, prima, si ripassi il significato della parola “ Famiglia “ nel suo sacro e intero valore. Per cui, ripropongo a memento uno dei concetti più importanti e di buon senso, alla base di tutta la filosofia di Famiglie d’Italia.
COS’E’ UNA FAMIGLIA
Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un punto di vista socio culturale.
La Costituzione italiana, riconoscendo e definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce altresì i diritti.
Il codice civile dedica alla famiglia il primo libro, “ Delle persone e delle famiglie “, disciplinandone i rapporti familiari in genere e, cioè, parentela e affinità, rapporti personali fra coniugi, rapporti patrimoniali nella famiglia, filiazione, rapporti tra genitori e figli, separazione e divorzio.
Non vorremmo dire delle eresie, ma in quanto sopra affermato manca un elemento importante ed essenziale: un accenno, un riferimento a un qualcosa che regoli direttamente anche i rapporti fra la Famiglia e lo Stato. Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti.
Certo, lo Stato è rappresentato da politici che noi abbiamo eletto, a loro volta facenti parte di nuclei familiari, che, a seconda del partito o corrente a cui appartengono al momento e delle ideologie che professano, deliberano a favore di cittadini non eletti.
Però, negli equilibri della politica moderna, a volte bastano pochi voti per far prevalere un partito o un gruppo sull’altro, per cui capita spesso che una grossa fetta di cittadini venga rappresentata da un’opposizione più protestataria che concludente.
In alcuni Paesi d’Europa si è adottata la soluzione di governi a maggioranza allargata non solo per le grandi riforme, ma anche e, soprattutto, per il normale legiferare, vedi la Germania: in Italia non è così e noi, di Famiglie d’Italia, non ci sentiamo sereni e totalmente rappresentati, governino le sinistre oppure le destre.
La nostra associazione è nata spontaneamente non con l’intento di voler formare un partito, quelli che ci sono bastano e ci rappresentano ampiamente, ma con il desiderio di riassumere la voce e le esigenze di tutti e di aprire un filo diretto e trasversale con lo Stato e i suoi rappresentanti per suggerire le nostre necessità più urgenti, perché “ la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali… è molto di più! E’ un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità, che sono il motore di una Nazione, in proiezione di un Continente e del Mondo intero. “
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agosto 11, 2011 by famiglieditalia

Biodiesel
E le auto vanno con l’olio fritto
L’esperienza di una ditta modenese. Esiste da tempo la condizione necessaria affinché si utilizzino oli vegetali come carburanti per auto. La notizia non è nuova e periodicamente si rianimano le speranze di chi volentieri sperimenterebbe il biodiesel «faidate»
Valentina Nuzzaci by Home | Villaggio Globale
Questa volta l’Italia fa da maestra: a Modena la Havi Logistics, una multinazionale con una sede anche a Bomporto, si è lanciata nell’avventura dei Havi Logistics,, ossia di quelle fonti di energia combustibile che alimentano le nostre autovetture.
In pratica, viene letteralmente recuperato l’olio fritto delle varie friggitorie della zona e, grazie ad un processo nemmeno complicatissimo di raffinazione, si ottiene biodiesel di ottimo livello.
Il progetto è stato preceduto da uno studio durato quasi 2 anni, durante il quale sono state attuate verifiche di fattibilità tecnica ed organizzativa dei processi che si sarebbero dovuti attivare: primo fra tutti quello relativo all’impatto dell’introduzione di biodiesel sui mezzi della flotta Havi Logistics, in termini di eventuali rischi per il motore dei mezzi e per tutte le componenti in cui transita il biodiesel.
Ecco qui elencati i risultati già ottenuti dall’azienda in questione dal punto di vista sociale, economico, ambientale:
- recupero di 150 tonnellate di olio usato dai ristoranti;
- produzione di equivalenti tonnellate di Biodiesel;
- produzione di circa 600 tonnellate di mix diesel-biodiesel che permette di percorrere circa 4.000.000 Kmanno a ridotte emissioni inquinanti, pari ad una riduzione superiore a 100.000 Kgdi CO2.
Insomma, parrebbe esistere davvero un’alternativa «verde» al diesel.
Anche se il primo segno rappresentativo della possibilità concreta di viaggiare in auto in maniera eco-sostenibile ci è stato gentilmente offerto già anni fa dall’olio di colza.
Esiste da tempo, difatti, la condizione necessaria affinché si utilizzino oli vegetali come carburanti per auto.
La notizia non è nuova e periodicamente si rianimano le speranze di chi volentieri sperimenterebbe il biodiesel «faidate», facendo ressa nei supermercati per scorte improvvisate di olio di semi per la propria vettura.
Sì, perché il vero biodiesel viene prodotto principalmente con olio di colza e di girasole.
L’olio di colza è amico dell’ambiente da tanto tempo: è un olio vegetale alimentare, prodotto dai semi della pianta, che trovava uso già intorno al 1200 per l’illuminazione delle strade nei paesi del nord Europa.
Il motore di Rudolph Diesel (il motore Diesel) venne originariamente pensato alla fine dell’800 dal suo inventore per funzionare con olio vegetale, ma in seguito fu sostituito dall’olio minerale petrolchimico detto gasolio-diesel.
Oggi si è riscoperto che l’olio di colza, opportunamente trattato e trasformato in biodiesel, può essere utilizzato come biocarburante per i motori Diesel.
Costa mediamente 99 centesimi di euro al litro e inquina il 98% in meno del gasolio normale senza alterare le prestazioni dell’autovettura.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
ANDREA PURIFICATORE D’ARIA. iMPIANTO PER PULIRE L’ARIA DELLA VOSTRA CASA
di Brit Liggett

L’ Andrea purificatore d’aria è una partnership tra l’uomo e i vegetali che accelera la naturale capacità della natura di pulire l’aria al fine di disintossicare l’atmosfera all’interno della vostra casa. Abbiamo avuto la possibilità di sedersi con Tom Hadfield per parlare di come questo gadget stupefacente è in grado di pulire l’aria in casa 1.000 volte meglio di una pianta d’appartamento normale. Guarda la nostra intervista video qui sopra!
“Andrea” è stato inventato dal designer francese Mathieu Lehanneur e professore di Harvard David Edwards come parte di un esperimento scientifico – artistico nel 2007. Il depuratore, in vendita negli scaffali dei negozi in Nord America dal gennaio del 2010 , è in grado di amplificare la depurazione dell’aria capacità di una pianta con l’ausilio di un ventilatore meccanico che si muove l’aria passato le foglie della pianta, attraverso il suolo e le radici attraverso un vassoio d’acqua che raccoglie le tossine.

“Andrea” può lavorare con molte specie di piante della casa e unisce un design elegante con funzionalità dimostrato di catturare non solo le tossine da casa vostra ma di aggiungere anche uno stile al vostro arredamento. “Andrea unico multi-fase “, completamente naturale, garantisce un sistema di pulizia a casa sano e sicuro per la vostra famiglia. ” Oggi la gente compra depuratori d’aria per poi uscire ad acquistare piante in vaso “, ci ha detto Tom Hadfield. ” Pensiamo che il futuro di purificazione dell’aria negli ambienti chiusi potrebbe essere una via di mezzo “.
Read more: VIDEO EXCLUSIVE: Andrea Air Purifier, a Partnership Between Man and Plant | Inhabitat – Green Design Will Save the World
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: ANDREA PURIFICATORE D'ARIA, auto con l'olio fritto, biodiesel, biodiesel «faidate», Brit Liggett, depuratori d'aria, Harvard David Edwards, Havi Logistics, Kgdi CO2., Mathieu Lehanneur, Paolo Broglio, Rudolph Diesel, Tom Hadfield, Valentina Nuzzaci, villaggio globale
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agosto 9, 2011 by famiglieditalia
Oggi, benché dai flutti del web emergano solo, impetuose, un’ infinità di notizie catastrofiche sulla finanzia internazionale con il relativo perdurare del crac di tutte le borse in caduta libera, Famiglie d’Italia ha scelto, invece, di proporvi un post positivo pescato su TgCom, ricco di speranze e riguardante la nostra salute. Al ritorno dalle vacanze spesso, col sopraggiungere dei primi freddi, il nostro fisico è soggetto all’attacco di vari virus influenzali, costringendoci in molti a riempire il nostro corpo di vari vaccini immunitari: ebbene, dagli Usa arriva una notizia in grado di strapparci finalmente un sorriso e permetterci guardare al futuro con occhi un po’ meno preoccupati…
INFLUENZA, IL VACCINO UNIVERSALE NON E’ PIU’ UNA CHIMERA
Scienziati Usa: scoperto super anticorpo che contrasta i virus

foto Ansa – Si avvicina il vaccino influenzale universale. Alcuni ricercatori Usa hanno scoperto un anticorpo capace di neutralizzare 30 dei 36 ceppi conosciuti del virus dell’influenza. Nelle settimane scorse, virologi britannici e svizzeri avevano già annunciato di aver scoperto un anticorpo, chiamato F16, capace di contrastare tutti i virus di tipo A responsabili dell’influenza. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista statunitense “Science”.
Questa ricerca “ci permette di comprendere come il sistema immunitario umano sia capace di adattare la sua risposta all’influenza e produrre anticorpi che permettono di neutralizzare un insieme di ceppi virali”, sottolinea il dottor Stephen Harrison, dell’Ospedale pediatrico di Boston (Massachusetts, nord-est), principale autore dello studio. “Sviluppare un vaccino anti influenzale è oggi un’impresa che dipende in parte dalla fortuna”, spiega il medico in un comunicato.
“Vacciniamo utilizzando un virus (indebolito) o una parte del virus sperando che la risposta del sistema immunitario del corpo evolverà nella giusta direzione”, prosegue, “ma per alcuni virus come quelli responsabili dell’influenza, che mutano rapidamente, vogliamo ottenere una risposta efficace per bloccare sia il ceppo del virus utilizzato nel vaccino, sia numerosi ceppi che gli sono legati”, spiega.
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agosto 6, 2011 by umbertonapolitano

No Vasco, parla di tutto, ma non di depressione! Hai rappresentato per più generazioni il modello da seguire per un’infinità di giovani affascinati dalla tua ribellione alla noia e ”allergia” ai comportamenti comuni. Premetto, non intendo affatto attaccarti come fece nel dicembre del 1999 Alessandro Alfieri sul suo blog accusandoti della responsabilità della deriva sociale e culturale della nostra Italia degli ultimi decenni, ma nemmeno offrirti una nuova “ laurea honoris causa ” in Scienze della Comunicazione, come quella conferitati il 12 maggio 2005 dallo IULM di Milano. Però tu di questa Comunicazione sei un elemento troppo in evidenza per non prendere ed analizzare con estrema attenzione e cautela ogni tua affermazione per cui, prima di proseguire, voglio ben evidenziare a tutti il significato del termine ” depressione “:
… ” La depressione è una patologia dell’umore, tecnicamente un disturbo dell’umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell’umore, compromettendo il ” funzionamento ” di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell’umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno… La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica “…
La depressione è anche la conseguenza della presa di coscienza del fallimento di molti aspetti della propria esistenza, il rendersi conto di aver inseguito solo illusioni ed aver costruito ben poco di positivo rispetto all’auspicato o professato. La depressione è un cancro subdolo dell’anima che non si risolve coi farmaci, al massimo la si anestetizza avvolgendola di strati chimici. La depressione è la presa di coscienza del fallimento della propria presenza su questa terra.

Caro Vasco, spesso hai predicato bene malumori e rivoluzioni, ma spesso li hai vissuti a margine, risvegliandoti a volte improvvisamente ed accorgendoti che nel mondo la guerra non si era mai fermata, come nel 1995 quando presentasti a San Siro l’evento Rock sotto l’assedio, schierandoti contro la guerra in Jugoslavia e cantando Generale di Francesco de Gregori. Ma la guerra è sempre presente in ogni attimo della nostra vita…sotto forme infinite, e la guerra che stiamo vivendo in questi giorni è la peggiore che mai un essere possa augurarsi. Attacchi spericolati da parte di famelici speculatori stanno abbattendo l’economia mondiale riducendo i vari popoli con il fondo schiena sui carboni ardenti. Il futuro dei giovani è compromesso da noi ”maturi” per colpa della nostra insaziabile avidità…
I giovani ora ricevono troppi messaggi negativi e senza speranza. Se anche una rock star come te abbassa le armi, si dichiara sconfitto sbandierando la propria depressione… a questi giovani, già mutilati di tutti i credo e miti, viene a mancare anche l’ultimo condottiero, quello che li aveva tenuti in piedi nella loro noia convincendoli di poter bypassare i problemi della vita con un bicchiere di wisky al Roxy bar. Eh no, caro Vasco…tu non puoi permetterti di affondare con la tua barca, ma devi far tutto per salvare il tuo equipaggio, in questo caso le generazioni cresciute anche seguendo le tue proposte di vita… Tu hai scelto quella della ribellione…io quella dell’amore… Ma non ti credere, anch’io ho sbagliato, e molto, perché ho usato come mezzo di comunicazione forse il più cristiano e di buon senso, ma quello più debole come penetrazione a livello mediatico e non sono stato capace di mediare tra le due. La gente preferisce ascoltare chi gli indica le strade meno ardue, non chi gli suggerisce solo regole e rinunce. Tu sei stato seguito da una enorme massa, io da una piccola nicchia… ma tu non hai mai mollato, mentre io spesso mi sono arreso e fermato. Siamo stai un po’, in senso bonario, come il ” diavolo e l’acqua santa “, entrambi importanti e complementari di questa vita così complessa, bisognosa di essere vissuta in modo equilibrato ma, a volte, anche spericolato.

Caro Vasco, rispetto al gigante che tu sei io sono un piccolo Davide… ma non sono qui per combatterti, anzi… sono qui per aiutarti e per proteggere te e tutti coloro che ti amano, pregandoti umilmente di non dichiarare la tua sconfitta nei confronti di una depressione che ti accompagna ormai da 10 anni… tu non la sconfiggi con i farmaci perché essa è la depressione di un uomo non comune: solo tu puoi sconfiggerla ritrovando l’entusiasmo di comunicare col tuo immenso popolo anche se in modo diverso, più adulto, come puoi fare perché traspare dalla tenerezza con cui parli dei tuoi tre figli e della tua dolce Laura. Ogni età ha la sua stagione, ed io e te in maturità abbiamo il dovere di continuare a diffondere i nostri pensieri a coloro che da noi se lo aspettano, indipendentemente dal numero da essi rappresentato… se adesso ti accorgi che nel tuo animo spuntano valori e visioni diverse da quelle della tua gioventù, e questo è cominciato in te una decina di anni fa, non significa che quelle di prima erano del tutto sbagliate, e la tua Albachiara ne è l’esempio più evidente che in pochi saranno in grado solo di avvicinare…
…significa che quelle idee, come te, sono maturate e germogliate nei fiori della tua attuale realtà… cogline gli aspetti migliori e rendine partecipe i tuoi fans, non raccontare loro lo spettro della tua depressione che potrebbe contagiarli, ma combattila e guariscila accettando senza remore o timori il tuo…il nostro miglioramento. Con affetto…
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agosto 4, 2011 by umbertonapolitano

Oggi prendo spunto da una notizia scientifica che vi proporrò come informazione interessante in coda al post, notizia che annuncia che si è scoperto che quando in zone del nostri cervelli si stacca la comunicazione ecco che in noi nasce l’ansia,… per evidenziare come in noi cittadini l’ansia scatti e perduri quando fra coloro che abbiamo preposto alla nostra guida, i nostri parlamentari, si stacchi completamente la comunicazione.
Ieri in Parlamento abbiamo assistito all’ennesima “ babele “ tra sordi ed individui che parlano lingue differenti. E ‘ inutile che il nostro Presidente Giorgio Napolitano si sgoli ad invocare l’unità nazionale ed inviti ad intercomunicare fra le fazioni avverse in frangenti delicati come quelli attuali, per l’interesse collettivo: no, per loro viene sempre e prima prima quello personale e allora, piuttosto, come al solito… che muoia Sansone con tutti i Filistei. La comunicazione necessaria in questo momento fra le varie forze politiche da noi si è interrotta ormai da tempo.
Il Parlamento, cervello pensante e coordinante di una Nazione che attende soluzioni per districarsi dal guano e riprovare ad emergere per approdare a lidi più solidi e meno pestilenziali, ha completamente staccato i collegamenti fra i propri settori: Berlusconi e la sua maggioranza vanno da una parte e Bersani e l’atra nella direzione opposta, e in noi… cresce l’ansia! Noi siamo stufi e spaventati, ma soprattutto senza rimedi. Se il nostro Stato fallisce questi troveranno il modo per non pagare più pensioni e stipendi sbandierando come alibi il vessillo del ” default “… , tanto i loro soldi per sopravvivere agiatamente in attesa di tempi migliori li avranno già accantonati da qualche parte a noi sconosciuta.
Eppure le soluzioni logiche non mancano, ma questi politicanti hanno staccato la comunicazione nei loro cervelli anche tra la necessità del buon senso di sacrifici comuni fortificati dall’esempio e le loro tasche sempre pronte solo a ricevere emolumenti spropositati. Ed è inutile che noi ci affanniamo sul web a denunciare e a provare ad indire referendum: quelli non molleranno mai l’osso, se non qualche briciola come facevamo i Proci con i loro cani nelle fastose cene organizzate nella casa di Ulisse indebitamente occupata durante la guerra di Troia.

Ecco, in questo momento di guerra mondiale combattuta nelle ” borse ” invece che nei campi di battaglia, la nostra Italia, una piccola Itaca in un mondo in evoluzione, globalizzato ed affamato, sembra proprio una Penelope occupata ed abusata da individui senza idee e senza scrupoli, se non quello di divorare il tutto lasciando si e no le briciole, sperando che Ulisse, il popolo sovrano, impegnato com’è a combattere la sua grande guerra quotidiana, si perda definitivamente e non sia in grado più di reclamare e riconquistare i propri diritti facendo piazza pulita di chi glieli ha negati appropriandosene e facendone scempio.
La soluzione, dicevo, ci sarebbe e darebbe esempio e spinta mondiale:i nostri politicanti si tagliano in un solo colpo il 50% dei loro inopportuni privilegi ed insieme, uniti per una volta tanto nell’interesse comune, ci indicano la via del rigore e del sacrificio da seguire e noi… italiani, brava gente tutto cuore, spaghetti e mandolino…, ci innamoriamo nuovamente delle nostre istituzioni ed insieme affrontiamo anche la morte, certi di vincere e ricominciare a volare. Questo deve accadere, perché è l’unico esempio tangibile che ci possa rivitalizzare… in caso contrario resteranno solo chiacchiere emesse da bocche guidate da cervelli staccati e non comunicanti, pericolose apportatrici di ansie e malumori spesso causa di eventi incontrollabili e catastrofici.
Ed ora, come promesso, vi pubblico il post preannunciato all’inizio e causa di questa mia riflessione…
Se il cervello “non comunica” scatta l’ansia

Che l’ansia fosse un disturbo mentale lo sapevamo tutti. Quel tarlo che ti impedisce di dormire, che ti spinge a guardare l’orologio mille volte, che ti mette addosso il terrore prima di un viaggio non poteva che provenire dal cervello, centro di ogni emozione. Adesso uno studio italiano lo conferma e spiega anche il perché.
L’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con le università di Udine e di Verona hanno osservato il comportamento del cervello in soggetti particolarmente ansiosi e hanno notato che l’ansia scatta in particolare per una “mancanza di comunicazione”. Infatti, vi sono aeree del cervello che devono sempre restare in contatto tra loro per trasmettere in modo corretto le informazioni su determinate reazioni a uno stimolo. Si tratta delle zone responsabili della risposta allo stress e le emozioni negative, situate nell’emisfero destro del cervello. Quando scatta l’ansia, si è visto che la comunicazione tra queste aree è stata interrotta.
Non si sa bene ancora perché questa comunicazione si interrompa, da cosa sia causato questo improvviso stop. Ma è certo che ripristinando il passaggio di informazioni tra queste aree, il soggetto non sentirebbe più la preoccupazione e il panico e quindi vivrebbe meglio le situazioni più difficili. Lo studio è ancora in fase di completamento e molte altre novità potrebbero venir fuori a breve. Resteremo tutti in … ANSIOSA attesa di conoscerle!
by Benessere – Guidone.it
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agosto 2, 2011 by famiglieditalia

E sì amici…proprio “ E chi se ne frega ! “… O che Obama avesse centrato l’accordo per evitare il default o che lo avesse fallito , la speculazione era ormai già stata programmata alla faccia dei fessi che continuano a considerare un lavoro quello di giocare in borsa. Bruciati 15 miliardi di euro… e di chi?… dei fessi! Alla prossima apertura probabilmente la Borsa ricomincerà a recuperare… ma a favore di chi? Difficilmente dei fessi!… Ma intanto è stato creato l’allarmismo ed i giochi prenderanno le pieghe auspicate proprio dai furbi. Io mi auguro che le persone di buon senso la smettano di perdere soldi in attività che non conoscono, tanto vale giocare alla roulette, che almeno è facile da capire e paga equamente rispetto alle possibilità contrarie. Io, però, detesto il gioco d’azzardo, senza nessuna distinzione… mentre lo Stato, raffinato e abile biscazziere, tra scommesse e truffe finanziarie assecondate, lotto, superenalotto e macchinette varie ci incoraggia a trasformarci tutti in incalliti e disperati giocatori, spennandoci come polli da infilare nello spiedo cominciando dall’ano per uscire dalla bocca… MA PER QUANTO TEMPO ANCORA AVETE VOGLIA DI ASSECONDARE QUESTA MASOCHISTICA CARNEFICINA ?!? …

Io penso che sia arrivato veramente il momento di cominciare a guardarsi attorno e in dietro… per capire se non sia meglio trarre qualche insegnamento da porre in essere per il futuro… Che le Borse affondino o risalgano, senza bisogno di aggrapparsi alle chimere della fortuna, la coltivazione del mio orto, se fatta con buon senso e con amore, continuerà a produrre i frutti bastanti per farmi sopravvivere decorosamente, evitandomi per giunta eventuali dannose indigestioni… e chi vuole intendere, una volta per tutte… ma che intenda!!!
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luglio 29, 2011 by umbertonapolitano

L’ultima crisi finanziaria non ha risparmiato nessuno, a parte i politici che, con sotterfugi e fumo, hanno nascosto la loro ingordigia, addirittura adeguandosi gli emolumenti all’inflazione. Il popolo è stanco e sul web il malumore appare ancor più evidente. Girano inviti a indire un referendum per tagliare drasticamente privilegi e stipendi parlamentari. Perfino sulla bacheca del mio Circolo di Biliardo di Castiglione delle Stiviere sulla appare l’invito ad apporre firme per questo referendum…. Ma la politica fa finta di nulla, propone e ripropone tagli irrisori del 5/10 %, che poi parole rimangono. In compenso scopriamo giornalmente le nefandezze a destra e a sinistra dei nostri condottieri che predicano bene e razzolano malissimo. Sono… siamo costernati! … Milanese eTremonti … Penati e Bersani, a quanto pare non se ne salva uno… o meglio, qualcuno va in prigione, qualcun altro no…ma questa è la magia da saltimbanco che fa la differenza fra chi è sprovveduto e chi è più furbo e più abile.
E questo mormorio e movimento di popolo non è solo italico, ma globale … dai Pirenei all’Africa, facendo un salto oltre oceano… che si sta preparando… Ma per tutti la politica è sorda. Il 15 maggio è successo qualcosa di veramente importante e monitorio… come un fanalino di allarme che si è acceso. Molti rappresentanti del popolo spagnolo, di sinistra e di destra… famiglie normali, si sono riversati in un sitting pacifico in piazza, da Madrid a Barcellona, chiedendo ai politici di smetterla con i privilegi ed adeguarsi ai sacrifici comuni… risposta, la polizia è intervenuta duramente. L’episodio è passato con una rilevanza non consona all’importanza… una luce che si è accesa, ma è stata lasciata spegnere lentamente. Però le immagini e le parole di quei giorni continuano a girare sul web ed anch’io le ripropongo con la speranza remota che arrivino a portare un buon consiglio a chi sa solo darne e non riceverne.
Maggio 2011: la Spagna è scossa da un’ondata di giovani del movimento 15-M che appunto il 15 maggio hanno occupato Puerta del Sol a Madrid
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luglio 27, 2011 by famiglieditalia
Giacomo Carone, mio carissimo amico, è un giovane imprenditore specializzato in consulenze in tema di sostenibilità nell’edilizia (green building) e del costruire bene a prezzi corretti. Recentemente ha scritto un libro, IL TASSELLO VERDE – LA GIACOMITE, la cui lettura ha offerto gratuitamente sul web invitando a cliccare sul seguente link Powered by Google Documenti. Giacomo è anche un attento lettore del nostro blog al quale non fa mancare i suoi ” commenti “, alcuni dei quali, grazie alle sue capacità narrative, sono spesso superiori all’articolo commentato e meritano una collocazione e una visibilità più appropriate. E il caso più recente è proprio relativo al post di ieri ( Prime pagine quotidiani… ma l’Informazione, che considerazione ha di noi italiani!?! ), al quale ha risposto così…
Giacomo Carone Dice:
luglio 26, 2011 alle 4:37 pm
Riagganciandomi a quanto riportato nell’articolo, ho alcune domande alle quali ultimamente non riesco a dare una risposta:
1. “Esiste una maggioranza ed una opposizione in Italia?”
2. “I politici, specialmente in Italia, lavorano per il bene del Popolo che essi dovrebbero rappresentare?”
3. “Che influenza ha il Vaticano sulla politica e la legiferazione in Italia (a tutti i livelli)?”
Ma la domanda che mi lascia con molti dubbi è:
“Anche se stravolgessimo il sistema politico attuale, saremmo poi in grado di produrre quei cambiamenti che sono necessari per migliorare il nostro Paese?”.

Per 5 anni ho potuto assaporare in prima persona i poteri ed i giochini della politica, motivo per i quali ne sono uscito e non intendo più ritornarci.
E’ facile criticare l’operato di chi ci governa, ma noi Italiani tutti, siamo maturi per guidare un cambiamento con perizia e lungimiranza, che apporti modifiche sostanziali nel mondo del lavoro, al benessere sociale, all’economia, al sistema sanitario ed a quello pensionistico e chi più ne ha, più e metta?
Troppi anni di intrallazzi, di favoritismi, di media guidati come marionette (l’articolo in questione ne è la prova concreta), di mazzette, di soprusi, di gabelle, di favoritismi, di distruzione della sanità ed istruzione pubblica (a favore di quella di altra gestione “estera” o “privata di parte”), di impoverimento strutturale delle Forze dell’Ordine e delle Amministrazioni Comunali, degli investimenti spropositati nel cemento ieri e nel pseudo-green oggi (stranamente chi tirava le fila ieri, se si va a vedere attentamente sono gli stessi di chi le tira oggi), ha mandato in metastasi l’intero sistema-Italia.
Si fa lo “scudo fiscale” e chi ci guadagna?
si fa il “condono edilizio” e chi ci guadagna?
si fanno gli “incentivi ad hoc” e chi ci guadagna?
si pilotano le “crisi” e chi ci guadagna?
L’economia insegnata nelle università ha cannato brutalmente, però vengono ancora fatti i “Festival dell’Economia” assieme alle banche che hanno generato (o perlomeno coadiuvato) il crollo dell’economia stessa a livello mondiale attraverso varie azioni non sempre molto chiare, continuano ad essere supportate economicamente e ad avere sgravi fiscali a livello globale.
A noi cosa resta? Il lamentarci ed il subire.

Con tutto il rispetto per Beppe Grillo, che considero un buon comico, penso che sobillare un popolo già di suo incavolato rischia di far degenerare la situazione.
Sono però convinto che ci siano delle Persone che sono in grado di prendere le redini ed aiutarci a capire come tirare su la testa con criterio, con metodi costruttivi e produttivi; è di queste Persone che l’Italia ha bisogno ora.
Gente indipendente dalla politica e dal Vaticano che sappia gestire problemi complessi ed aiuti tutti noi a rimboccarci le maniche, motivandoci e responsabilizzandoci per una ripresa lenta ma effettiva.
Siamo molto vicini all’”orizzonte degli eventi”, ma non ci siamo ancora dentro.
Famiglie d’Italia lo considero uno strumento, uno dei migliori, per raccogliere questo messaggio, e sono convinto che tra i suoi lettori ci sia qualcuno che come me vuole rimettere in moto questo meraviglioso Paese che Dio ci ha reso la grazia di donarci.
Io sono pronto a rimettermi in gioco, ma non in politica. Voglio lavorare al fianco di altri Italiani che invece di lamentarsi, hanno idee e progetti concreti e concretizzabili.
Giacomo Carone
introduzione a cura di
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luglio 26, 2011 by umbertonapolitano

Cari amici di Famiglie d’Italia e non… c’è qualcosa che non quadra! La situazione internazionale non è delle migliori, ma quella in Italia è ancora peggio. Ci sarà pure un motivo? Nel mondo quando qualcosa non funziona tutti cercano di accantonare screzi e differenti ideologie per cercare insieme di trovare soluzioni riparatrici. Da noi ciò non esiste! La disfatta di una fazione fino alla morte ( così ormai ho deciso di chiamare gli schieramenti politici ed i loro promotori mediatici ) equivale alla sopravvivenza dell’ altra, indipendentemente dal fatto che molti di noi vengano trascinati incolpevoli in questa morte. Non esiste possibilità di colloquio e coesione in nessun caso…mai!!! … Anzi!!! Tanto se la maggior parte di noi va in malora nessuno di ” loro” patirà mai la fame, e nemmeno la ghigliottina, perché quei tempi sono passati, e per fortuna… anche se in certi casi queste ultime parole vengono sospirate in modo non sempre convinto. Non c’è nessuna possibilità di collaborazione fra queste due fazioni ed i loro sicari: vi pubblico un link, apritelo!… Vi renderete conto che nelle informazioni che arrivano sui giornali quotidianamente, qualcuno di sicuro bara! Troppa discordanza nell’enfasi di una parte e nella totale assenza dell’altra nel riportare i fatti italici. Il link è il seguente:
Leggete i titoli di queste prime pagine, di tutti…confrontateli e capirete che noi e la nostra intelligenza … contano meno di un 2 di picche a briscola chiamata!
Umberto Napolitano
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luglio 24, 2011 by umbertonapolitano

CARI AMICI, NELLA MIA RIFLESSIONE DOMENICALE ODIERNA, VI INVITO PER UN MOMENTO A SOFFERMARVI SU QUANTO STA ACCADENDO IN iTALIA E NEL MONDO… LA STRAGE DI OSLO, E LA MORTE DI AMY WINEHOUSE SONO DUE ESEMPI SIMILI E COLLEGATI… IN ENTRAMBI SI TRATTA DI DUE GIOVANI VITE CHE RAPPRESENTANO IN PIENO LA REALTA’ DI OGGI… MITI E MESSAGGI DI VITA SREGOLATA PROMOZIONATI ALL’ECCESSO COME MODELLI CHE, PURTROPPO, I GIOVANI COLGONO E IMITANO NEL MODO PIU’ NEGATIVO… E DALL’ALTRA LA TRASFORMAZIONE DI QUESTI MESSAGGI E MODELLI SBAGLIATI, DI QUALSIASI NATURA ESSI SIANO, IN REAZIONI E STRAGI SCONSIDERATE E SENZA SENSO DI CHI DI QUESTA VITA HA COLTO E VISSUTO, CON L’AIUTO DI ASTUTI E NASCOSTI MANOVRATORI SENZA SCRUPOLI, SOLAMENTE GLI ASPETTI PIU’ DELETERI. PREGHIAMO PER LE VITTIME E I CARNEFICI… CONSEGNANDO AL GIUDIZIO DI DIO I DIABOLICI MANOVRATORI.
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luglio 22, 2011 by famiglieditalia

Crescono i reati di inquinamento e abusivismo, a rischio biodiversità ed ecosistemi marini: il rapporto annuale sulle illegalità e i nemici del mare torna a segnalare le peggiori minacce che incombono sul patrimonio costiero italiano.Un Oscar per la spudoratezza, uno per la monotonia, uno per la demagogia. Tre ‘riconoscimenti’ assolutamente ironici assegnati oggi da Legambiente in occasione del lancio di Mare Monstrum 2011, il dossier sullo stato di salute dei mari. Ad aggiudicarsi gli Oscar, quelle che l’associazione ambientalista ritiene essere le peggiori minacce alle nostre coste, nuovi e vecchi nemici che ancora perseguitano l’ambiente marino nostrano. La nuova edizione del rapporto, infatti, segnala ancora una volta una situazione di allarme per mare e coste, assediati da cemento e inquinamento e con una crescita delle infrazioni accertate del +32,2% rispetto all’anno precedente (pari a 11.815 infrazioni). Così come in preoccupante crescita sono gli specifici reati di inquinamento e cattiva depurazione: un +44,3% rispetto all’anno precedente (3.781 nel 2010 contro i 2.621 del 2009) che si spalma in maniera omogenea su tutte le regioni.
Tra abusivismo edilizio, rifiuti – la plastica è quello più presente con percentuali che oscillano fra il 60 e il 95% – trivellazioni petrolifere, Legambiente incornicia le situazioni a suo giudizio più gravi, come spiega Sebastiano Venneri, il vice presidente nazionale di Legambiente “per segnalare alcune delle situazioni assurde che continuano a ripetersi in Italia a danno dell’ambiente e della collettività”.
Ecco allora assegnare l’Oscar della spudoratezza al Governo italiano per il provvedimento – ora ritirato – contenuto nel cosiddetto Decreto sviluppo che avrebbe consentito la vendita delle spiagge italiane, a pari merito con l’iniziativa della padovana Est Capital che, recita il comunicato stampa dell’associazione “ha voluto spacciare una lottizzazione in grande stile al Lido di Venezia con relativa costruzione di tre torri alte 20 metri, come un progetto di riqualificazione del Parco della Favorita, come se un Parco, sia pur mal ridotto, potesse mai trarre beneficio da una colata di cemento”. O l’Oscar per la monotonia assegnato “all’ennesimo porto turistico a Montenero di Bisaccia (CB) a ridosso della foce del Trigno e a pochi chilometri da numerosi altri porti turistici per un totale (attuale) di 2.341 posti barca in appena 70 km di litorale, nemmeno fossimo in Liguria!”
E per finire quello per la demagogia virtualmente affibbiato al sindaco di Campobello di Mazara (TP) Ciro Caravà che “meglio di Cetto Laqualunque, ha condotto una campagna elettorale per la sua rielezione prospettando ai concittadini il condono per le loro case abusive sulla costa sulla base di vecchi atti amministrativi senza alcun valore”.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
il Bus Roots di New York, l’autobus con le piante che crescono sul tettuccio

Un autobus con il tettuccio verde. Non verniciato: nel senso che sopra ci crescono proprio le piante.
E’ il Bus Roots, l’autobus con le radici che Marco Castro cerca di diffondere a New York. Per ora c’è un prototipo seminato a piante grasse in servizio sperimentale.
L’idea ha raccolto il secondo premio al Deisgnwala Grand Idea Competition ed è in giro (letteralmente) da alcuni mesi. Guardate.
I tetti d’erba hanno un ruolo importante nell’edilizia tradizionale e nella moderna architettura sostenibile. Fungono da isolanti rispetto al caldo e al freddo e conservano l’umidità.

Il tetto verde sull’autobus mette allegria, aggiunge qualcosa alla qualità della vita e aiuta – almeno simbolicamente – a spazzar via un po’ di anidride carbonica dall’aria. E’ un’idea da coltivare…
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

Etichette: abusivismo, Biodiversità, Bus Roots, Deisgnwala Grand Idea Competition, Ecosistemi marini, Est Capital, inquinamento, Legambiente, Mare Monstrum 2011, Paolo Broglio, Parco della Favorita, Sebastiano Venneri
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luglio 20, 2011 by famiglieditalia

Si apre a Roma la Conferenza mondiale della International Aids Society e durerà due giorni. La sfida del futuro passa per la prevenzione attraverso i farmaci antiretrovirali. Purtroppo ancora il contagio non tende a calare ed i dati restano allarmanti. Questo blog ha sempre invitato a non calare mai l’attenzione, ed anche quest’oggi vi proponiamo un interessante post edito da NewNotizie salute e firmato da Adriana Ruggeri.
AIDS: UNA NUOVA INFEZIONE OGNI 2 ORE IN ITALIA
In Italia un contagio ogni 2 ore. L’Aids non è affatto sotto controllo. Ogni 2 ore in Italia una persona viene contagiata dal virus Hiv, per un totale di 4.000 nuove infezioni l’anno. Nel mondo la diffusione è ancora più rapida: un’infezione ogni 6 secondi (circa 7.400 al giorno) e 200 decessi ogni ora. A 30 anni dal primo caso documentato di Aids e a 15 dall’arrivo delle terapie che hanno allungato la vita delle persone sieropositive la lotta contro l’Aids è tutt’altro che alle ultime battute, come emerge dai dati presentati alla Conferenza mondiale della International Aids Society (Ias), in corso fino a domani a Roma.
Farmaci antiretrovirali come prevenzione. La sfida del futuro passa per la prevenzione attraverso i farmaci antiretrovirali, usati finora per la cura, ma da nuovi studi considerati decisivi come arma della prevenzione per ridurre la diffusione del virus soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “I risultati delle sperimentazioni cliniche condotte per anni e diffusi recentemente, dimostrano che la terapia funziona sempre più come prevenzione. E questa sarà l’idea portante della conferenza”, racconta Stefano Vella, virologo dell’Istituto superiore di sanità e fra gli organizzatori del convegno.
I numeri dell’Aids in Italia. Sono fra 143.000 e 165.000 le persone che in Italia vivono con il virus Hiv responsabile dell’Aids, delle quali 22.000 hanno l’Aids e almeno 30.000 non sanno di avere l’infezione. “Dati – rileva l’Iss – che inquadrano l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza di nuove diagnosi di Hiv medio-alta”. Emerge inoltre che l’età al momento della diagnosi è sempre più avanzata e il numero delle cellule immunitarie CD4, che sono il principale bersaglio del virus, è inferiore a 200 per microlitro di sangue: se nel 1985 era di 26 anni per i maschi e 24 anni per le femmine, nel 2009 è aumentata rispettivamente a 39 e 36 anni. Cambiano anche le modalità con cui si trasmette il virus: i tossicodipendenti, fra i quali nel 1985 la trasmissione del virus era la più elevata (74,6%), nel 2009 erano appena il 5,4%, mentre attualmente il virus Hiv viene trasmesso nella maggioranza dei casi (79%) per via sessuale (nel 1985 solo il 7,8%).
Adriana Ruggeri
introduzione a cura di
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luglio 18, 2011 by umbertonapolitano

Cari amici, benché la situazione finanziaria nazionale ed internazionale sia tragica e che la manovra finanziaria andrà ad incidere sul bilancio familiare per ulteriori circa 1200 euro all’anno, essa sfiorerà solamente le tasche dei nostri parlamentari, anzi! Addirittura alcuni consiglieri regionali, a cominciare da quelli della Puglia , hanno chiesto l’aumento, mentre le loro auree ed ognobili pensioni non saranno toccate, se per non essere in alcuni casi adeguate all’incidere del costo della vita. Vi pubblico solo alcune righe di uno stralcio di un articolo di Mario Giordano pubblicato ieri sul Giornale…
” Cari amici, ecco l’ultimo clamoroso scandalo: il contributo sulle pensioni d’oro (quelle ai 90mila euro) NON VALE PER I PARLAMENTARI!!!!! Vale per tutti gli italiani, non per i vitalizi dei parlamentari per i quali, infatti, vale il principio dell’autodisciplina di Camera e Senato. Ora, a parte l’assurdità di questa norma (che senso ha l’autodisciplina? E chi le fa le leggi? Mio nonno?), è evidente che bisogna sempre tenere le antenne dritte. E’ clamoroso il tentativo di farci sempre fessi: siamo riusciti a ottenere (non è molto, è già qualcosa dicevamo) un contributo sulle pensioni d’oro, una piccola tassa sulle sanguisughe, e le sanguisughe per eccellenza, i parlamentari, che fanno? Si escludono dal pagamento!!!! Alla faccia tosta non c’è limite. Ma noi non ci stanchiamo di denunciare. AVANTI TUTTA, BASTA CON LE SANGUISUGHE “
Noi di Famiglie d’Italia avevamo chiesto nei giorni precedenti un segno tangibile della vicinanza della politica con ridimensionamenti drastici dei suoi emolumenti… appelli finiti del vuoti… ma che ci salassassero e loro ne uscissero indenni, questa volta non avremmo mai potuto pensarlo possibile.: che ignobile faccia tosta!
Questi sconsiderati vogliono portarci alla disobbedienza civile ed alla protesta violenta in piazza. Al ” basta con le sanguisughe ” di Mario Giordano io aggiungo un perentorio e senza appello… VERGOGNATEVI!!!… TUTTI, NESSUNO ESCLUSO!!!

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luglio 16, 2011 by umbertonapolitano
Non è vero che l’Italia sia più forte solo perché una manovra correttiva di circa 70 miliardi di euro nei prossimi 4 anni sia stata approvata con 314 voti a favore e 280 contrari e due Ponzio Pilato astenuti… non è vero signor Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi!… Il popolo forse è più forte, perché costretto a diventarlo per potersi sobbarcare l’ennesima maggior parte dei sacrifici, ma non la Nazione nella sua totalità… perché si è persa anche questa volta da parte della politica l’ennesima occasione per lanciare un messaggio forte che ci facesse capire la sua vicinanza, specialmente nella sofferenza. E invece no! Nessun taglio deciso ai propri emolumenti e favoritismi vari, nessun accenno concreto per le prossime elezioni ad un numero dimezzato di parlamentari, nessuna proposta calmierante delle speculazioni finanziarie perpetuate continuamente ai nostri danni da vari succhia-sangue assatanati, in primis quelli petroliferi… niente di tutto questo, se non qualche timido accenno e… ed è del tutto inutile che le opposizioni abbiano votato compatte contro questa manovra, perché nemmeno loro, nelle loro continue lamentele, a parte i costi delle province, nulla hanno fatto palesare dell’ essere disposti a sacrificare una bella fetta del proprio tornaconto per il riordino dei conti ed il raggiungimento del pareggio di bilancio, tanto auspicato dal ministro Tremonti. Quindi, onorevole Bersani, è del tutto inutile che lei ci venga a dire che l’Italia per uscire dalla crisi ha bisogno del “ nuovo ” scaturibile attraverso ennesime elezioni… mi dispiace, ma mi pare la solita tiritera di chi ha ben poco di veramente nuovo da proporre. Perché l’Italia sia più forte, occorre che la sofferenza sia condivisa da tutti senza alcun privilegiato. In caso contrario ci sentiamo solo indeboliti ulteriormente e, per di più, umiliati. Lei, signor Presidente del Consiglio, insieme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest’ultimo sempre più preoccupato e sempre meno ascoltato perfino dai suoi ex compagni di partito, continua a chiedere l’unità nelle scelte e nelle decisioni importanti… ma entrambi sprecate solo fiato e tempo: l’unità non dovete chiederla ai vostri colleghi, bensì solo ed esclusivamente a noi cittadini, offrendoci però in cambio la certezza di un cambiamento reale, accompagnato anche dai buoni esempi. Senza questi ultimi, qualsiasi vostra iniziativa perde valore e credibilità… Io sono stanco di ripere e pretendere sempre le stesse cose, mia moglie è stanca, i nostri vicini sono stanchi…l’intero popolo è stanco!
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luglio 14, 2011 by famiglieditalia

Africa, cresce il grande muro verde di alberi per fermare il deserto by Blogeko
Forse non è un sogno. Sta prendendo davvero corpo, almeno in Senegal, il grande muro verde che dovrebbe attraversare da ovest a est l’intera Africa con lo scopo di fermare l’avanzata del Sahara e la desertificazione del Sahel.
Si tratta di mettere a dimora una fascia d’alberi lunga oltre 7.000 chilometri e larga 15 dalla Mauritania al Gibuti.
Finora il progetto, vecchio di alcuni anni, è stato guardato con un certo scetticismo: bella idea, ma potrà mai essere realizzata? Invece sì: sta decollando, riferisce un reportage pubblicato ieri dal quotidiano britannico Guardian.
Gli alberi del muro dovrebbero creare un circolo virtuoso: immettere vapore acqueo nell’aria così da aumentare le precipitazioni, migliorare la qualità del suolo, fermare l’erosione e costituire una sorta di barriera fisica di fronte alle tempeste di sabbia.
Come vogliono gli accordi presi dalla comunità dei Paesi che si affacciano sul Sahara, i primi alberi sono stati piantati un anno fa in Mauritania. E adesso tocca al Senegal.
Il Guardian è andato a vedere cosa succede a Widou, uno dei villaggi da cui inizia la costruzione del muro di vegetazione: il Senegal dovrà realizzarne 500 chilometri.
Ha trovato un vivaio nel quale vengono cresciute e innaffiate giovani piante di cinque specie – quest’anno ne serviranno 390.000 – pronte per essere messe a dimora non appena dal cielo accennerà a scendere un po’ d’acqua.
Gli alberi del grande muro verde sono stati individuati con tre criteri. Primo, devono essere adatti alle condizioni locali. Secondo, non devono far gola per il legno. Terzo, devono offrire prodotti utili alla popolazione locale.
La scelta è così caduta su sette varietà, fra cui un’acacia da cui si ricava la gomma arabica e piante che producono frutti e perfino olio, ricavabile dai nòccioli.
Al progetto lavorano esperti quotati, riferisce il Guardian. Prima di piantare gli alberi si adottano misure per migliorare la qualità del suolo – che di recente si è assai degradato – e ultimamente si è anche deciso di aumentare la distanza fra un albero e l’altro, così da ridurre la competizione per la crescita. Fra sette-otto anni si vedrà se il grande muro verde sarà attecchito davvero.
La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio, ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano
Giardinaggio nelle buche delle strade, l’ultima frontiera del guerrilla gardening ( by Blogeko )
Giardinaggio nelle buche delle strade. E’ il modo più ecologico e creativo di protestare contro l’incuria che affligge le vie delle città, e contemporaneamente per ingentilire un poco un ambiente tutto grigiume, asfalto e cemento.

Si tratta dell’ultima frontiera del guerrilla gardening, l’arte di seminare (abusivamente) fiori negli spazi urbani incolti per aprire un piccolo varco al verde e alla natura fin dentro le città.
A Londra se ne incarica un anonimo che posta le sue creazioni sul blog The Pothole Gardner, “il giardiniere delle buche stradali” Vi faccio vedere alcune delle sue foto: sono graziosissime.
Un piccolo cratere stradale prima e dopo l’intervento dell’anonimo giardiniere. Guardate come l’insieme si trasforma.
E questo sotto è un marciapiede sconquassato di un quartiere residenziale, sistemato – è proprio il caso di dire – ad arte

Se non altro, i fiori attirano immediatamente l’attenzione e nessun passante distratto prenderà una storta mettendo il piede nella buca. Lo stesso principio vale per le auto e per lo spiacevole scossone che i passeggeri subiscono quando la ruota centra una voragine stradale.
Per questo confido che, nonostante il traffico, le creazioni dell’anonimo giardiniere non abbiano una vita così effimera come a prima vista potrebbe sembrare.
rubrica a cura di:
Paolo Broglio

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luglio 12, 2011 by umbertonapolitano

Allora, carissimo ministro Tremonti!… Lei dà l’impressione di possedere tutti gli attributi necessari per condurci in lidi più sicuri e noi, cittadini italiani, siamo pronti per l’ennesima volta a farci carico di ” sangue ” e sacrifici. Questa volta, però, la maggior parte di noi non si accontenta più: metta mano, prima di aggredirci, a dei tagli molto ben più evidenti sui vergognosi stipendi dei politici, i più alti nel mondo, nonché riduca o elimini assegni vitalizi versati agli stessi solo per qualche anno passato ad occupare poltrone privilegiate e, soprattutto, veda di mettersi in moto con i Suoi colleghi di maggioranza e opposizione per ridurre del 50% il numero dei parlamentari alle prossime elezioni, come da tutti voi più volte annunciato e mai messo in atto. Dia finalmente un segnale forte e convincente perché La avverto che io, a differenza di altri personaggi che spesso, attraverso media permissivi, sbraitano ed inneggiano con i loro comportamenti ed affermazioni pseudoanarchiche e qualunquiste alla disobbedienza ed al menefreghismo,… ebbene, io non inneggio alla rivoluzione, bensì all’uso del buon senso, perché ricevo sul blog o in FaceBook quotidianamente lamentele di cittadini affamati ed incavolati ( uso questo termine educato per dare il buon esempio alla politica stessa che a volte, invece di darlo per prima, si lascia andare a comportamenti ed espressioni triviali )… cittadini che sono all’estremo delle forze e della sopportazione e che stanno veramente per perdere la pazienza, minacciano di scendere sì in piazza, ma questa volta, non per fare finta o fare solo rumore, ma per dare, armati di forconi e bastoni, un definitivo assalto alla Bastiglia, versione terzo millennio. Non permetta che ciò accada! Con ossequio,
Umberto Napolitano

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luglio 10, 2011 by umbertonapolitano

In questi giorni su Facebook, tra i vari messaggi che ci si scambia tra amici, in risposta ad una ragazza che molto tristemente ci raccontava che alcuni extracomunitari orientali non hanno abbandonato la loro usanza di cibarsi di carne di cane anche da noi in Italia, con sparizione in certi luoghi di cari amici a quattro zampe ( purtroppo temo che ciò sia successo anche a mia figlia con la sparizione dell’adorata cagnetta, avendo ella dei vicini particolari dediti ad appendere giornalmente carcasse scuoiate di piccoli animali ad essiccare )… è nato un botta e risposta nel quale mi sono inserito anch’io. Divagando, si è finiti a parlare anche delle difficoltà che essi causano ai commercianti locali aggredendo il mercato con prodotti a basso costo visto la loro modo ” elastico ” nell’assoggettarsi alle nostre leggi fiscali. Ne è uscito un quadro che ha evidenziato purtroppo uno stato di malessere generale ed anche un ‘ po’ di rancore e rabbia, ma mai sfociato razzismo, piuttosto in dispiacere per il mancato rispetto di quelle regole comuni che ci permetterebbero di confrontarci in un modo equo ed equilibrato. Ho scelto un commento di un mio caro amico ( speriamo non me ne voglia ) che rispondeva ad un’altra amica, perché meglio rappresenta il disagio attuale, e che riporto in modo fedele con un copia e incolla, mantenendo naturalmente l’anonimato di entrambi…

” CARA N… QUESTI VENGONO IN ITALIA E FANNO DA PADRONI E SE NE FREGANO DELLE LEGGI ITALIANE DELLE NOSTRE USANZE E DEI NOSTRI SENTIMENTI. IO GUARDO SOLO LE COSE REALI E QUELLO CHE VEDO E’ CHE A NAPOLI HANNO DOVUTO CHIUDERE MIGLIAIA DI FABBRICHE DI ABBIGLIAMENTO E DI CALZATURE, TRA CUI 5 ERANO DI MIEI FAMILIARI E 4 DI MIEI AMICI, PERCHE’ NON SI PUO’ CONCORRERE CON IL LORO PREZZI E TI STO’ PARLANDO DI NAPOLI, CHE PURTROPPO E’ UNA CITTA’ PIENA DI PROBLEMI ED IL PRIMO E’ IL LAVORO. PER QUESTO DICO CHE CI RUBANO IL LAVORO, SI MANGIANO I NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE, SI UBRIACANO E INVESTONO PERSONE INNOCENTI, VIOLENTANO DONNE, CERCANO RISSE… MA A CHE LI VOGLIAMO FARE ARRIVARE A ENTRARE IN CASA NOSTRA E BUTTARCI FUORI DALLA PORTA ?… TU ADESSO PENSERAI CHE IO SONO RAZZISTA, INVECE NO! PER ME SONO BENVENUTI TUTTI QUELLI CHE SI COMPORTANO ONESTAMENTE E CHE RISPETTANO IL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO E LE NOSTRE TRADIZIONI “
Ed io ho risposto così…

” Caro P…, tu hai centrato il problema. Nessuno di noi è razzista… però nei poteri c’è qualcuno che tra noi è troppo permissivo. Il fatto che ci sbattano fuori di casa… non è lontano, e ti spiego cosa è avvenuto in Francia ai genitori di una mia amica… già qualche anno fa. Con tanta fatica essi si erano comprato una casa… anticipo e anni di mutuo… poi, in quel quartiere sono arrivati gli algerini e i tunisini comprando case tutto attorno… ma non si sono integrati, hanno portato le loro leggi e usanze ed il quartiere è diventato invivibile anche per chi accettava tutto. I poveretti hanno dovuto sloggiare, pena… qualcosa anche di molto grave, regalando praticamente la casa e lasciando loro da pagare solo il poco mutuo che rimaneva… Questo sta accadendo anche da noi ( domanda come stanno gli artigiani di Prato massacrati da quelli cinesi… stanno svendendo case e laboratori )… Ecco perché ho creato Famiglie d’Italia… perché ognuno si renda conto delle proprie potenzialità, che non si isoli, ma si unisca e contrasti solo le cose ingiuste… indipendentemente dalla forza dello Stato… una guerra del buon senso, insomma, rispondendo con le loro stesse armi: l’unità nelle idee e negli scambi, attraverso la quale si abbattono molti costi ed incomprensioni. Loro guadagnano perché non pagano tutte le gabelle che a noi spettano e ci vendono i loro sottoprodotti… noi, saltando molti passaggi intermedi, ci possiamo vendere e comprare direttamente cosa ci serve… Caspita se li riportiamo almeno sul nostro stesso piano… ed allora o si adegueranno e si integreranno completamente o… spontaneamente cercheranno altri lidi dove sbarcare… Umberto “
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luglio 8, 2011 by famiglieditalia
Oggi parliamo di inquinamento e di ulterori danni che esso cagione alla nostra salute: non solo sono più in pericolo il cuore ed i polmoni ma, da un recente studio di alcuni ricercatori statunitensi, risultano gravi anomalie anche e soprattutto al cervello ed alla sfera psichica. Fra i non molti articoli usciti in materia, ne ho scelto uno abbastanza informativo scritto ieri da Miriam Cesta per conto di Salute 24
Con l’inquinamento memoria in pericolo e rischio depressione

Non nuoce solo a cuore e polmoni: l’inquinamento fa male anche al cervello, e può essere responsabile dello sviluppo di depressione, deficit di apprendimento e problemi di memoria. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Molecular Psychiatry dai ricercatori della Ohio State University, negli Usa, da cui emerge che le polveri sottili potrebbero causare, a lungo termine, cambiamenti reali nella struttura cerebrale.
Gli studiosi guidati da Laura Fonken hanno sottoposto un gruppo di topi ad aria inquinata da polveri prodotte da automobili e macchine industriali per sei ore al giorno, cinque giorni alla settimana, per 10 mesi. Quantitativi paragonabili, spiegano i ricercatori, a quelli a cui sono esposti gli uomini che vivono o lavorano in aree urbane inquinate, spiegano i ricercatori.
Hanno poi confrontato i loro comportamenti con quelli dei topi del gruppo di controllo che, per lo stesso periodo di tempo, erano stati esposti ad aria pulita: ed è emerso che i topolini che avevano respirato gas inquinanti mostravano tendenzialmente comportamenti più ansiosi e depressivi e peggiori livelli di apprendimento e di memoria (messi in un labirinto mostravano più difficoltà a ritrovare la via d’uscita che era stata loro precedentemente insegnata) rispetto ai loro «colleghi» che avevano respirato aria «buona».
I ricercatori hanno quindi osservato che nei topi «inquinati» l’ippocampo – l’area del cervello associata ad apprendimento, memoria e depressione – presentava dendriti (le fibre che si ramificano a partire dal neurone) e spine dendritiche (responsabili della trasmissione dei segnali nervosi da un neurone all’altro) più corti e, in generale, una conformazione delle cellule nervose di minore complessità.
di Miriam Cesta (07/07/2011)
introduzione a cura di
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luglio 6, 2011 by umbertonapolitano
Agguati e tradimenti, questa è la politica a cui ci affidiamo da troppo tempo ormai… chi cerca di abbattere l’avversario politico facendolo crollare come Sansone e tutti i filistei, chi scaglia la pietra e poi nasconde il braccio, chi sa solo lamentarsi o urlare ma non propone mai nulla di nuovo e di concreto, chi vede le pagliuzze negli occhi dell’altro e sorvola sulle travi dei propri, chi fa il bacchettone e nasconde nell’armadio i suoi comportamenti amorali, chi ci chiede sangue ma del proprio non offre nemmeno una stilla… insomma, un quadro sconsolante che nessuna nuova elezione potrà mai modificare, almeno per adesso. Qualsiasi maggioranza dovesse prendere il sopravvento andrebbe in contro al medesimo fallimento,perché li mescoli o li travesti… quelli sono gli uomini, e non cambieranno mai… attaccati come sono alle loro sedie ed al loro potere… potere su che cosa poi?… Se continuano così tra un po’ si contenderanno solo più le nostre ossa. Il cervello ce l’hanno ormai spappolato, le membra sfiancate, le coscienze dilaniate, le speranze…affossate.

Come fare ad uscirne fuori ed a provare a salvarci ?… C’è solo, purtroppo, una decisione drastica da prendere che potrebbe tanto assomigliare ad una soluzione anarchico-qualunquista, ma che tale non è: dimenticarsi per un po’ della loro esistenza. Facciano quello che vogliono tanto a noi non tange più di tanto. Allontaniamoci dalle loro chiacchiere e dalle loro risse… concentriamoci sulle nostre realtà. Sulle poche cose tangibili che ci rimangono, ovvero affetti e voglia di lavorare… Facciamo l’inventario di tutto ciò di buono che è ancora in nostro possesso… ingegno, una piccola fabbrica, un’officina, un campo da coltivare, valori e tradizioni, una famiglia… immaginiamo il tutto ampliabile se messo a disposizione e proiettato al servizio della collettività e degli interessi comuni, operando in armonia…informiamoci ed informiamo a nostra volta su quanto abbiamo e su quanto siamo in grado di fare ! Creiamoci una rete che ci permetta di proporci e di accogliere proposte: io cittadino di un paesino lombardo ho questo e so fare quest’altro… e tu, che vivi dalle parti di Catania, hai qualcosa che mi interessa, che potresti darmi o fare per me… ecco, scambiamoci il tutto direttamente, senza troppi intermediari che ingrassino dei nostri sacrifici… quasi come tornare al baratto, ma in una forma snella e moderna e, questo, grazie proprio al progresso dei tempi che viviamo. Già qualcosa di simile accade in internet con l’ ecommerce… miglioriamolo, svestendolo della diffidenza e rivestendolo di qualità ed onestà… facciamo in modo di avere sempre sotto controllo la quotidianità del nostro Paese, così da eccellere in tempestività e concretezza… scartiamo definitivamente l’inganno e proponiamo il meglio di ogni cosa sotto il marchio comune della nostra italianità… aperta e leale.

Evolviamoci ed aiutiamo ad evolversi! I nostri ragazzi sono il nostro patrimonio: ultimamente li abbiamo troppo malmenati. Li abbiamo riempiti di cose inutili per tenerli occupati e allontanarli dai nostri fallimenti. Li abbiamo fatti studiare ma non gli abbiamo trasmesso la filosofia e la scienza del lavoro… tutto, anche quello manuale! Li abbiamo impigriti ed indeboliti, ma soprattutto abbiamo ucciso le loro speranze e la gioia del vivere, spingendo i più deboli verso il baratro di rimedi momentanei, quali alcool e droga… Siamo ancora in tempo per rimediare… restituiamo la vita ai nostri giovani!… Diamo loro la spinta trovandola prima in noi, alcuni di loro un giorno governeranno e non dovranno commettere gli stessi sbagli della classe politica attuale… uniamo le nostre forze, non disdegniamo il confronto… ridiamo valore al concetto di solidarietà, non più come elemosina una tantum, sciacqua coscienze, bensì come una necessità primaria per la sopravvivenza comune… non commiseriamoci più nascondendo la testa come gli struzzi, ma usciamo allo scoperto, promozioniamo il meglio di noi, condividiamolo con tutti… e non affonderemo!
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