La Santanché precisa: non volevo offendere Maometto

By umbertonapolitano

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Cara Daniela, hai fatto bene a precisare che non volevi offendere Maometto. Lasciamo fare questo a chi è democraticamente permesso. A noi è consentito soltanto di poter sopportare cristianamente  il vedere i nostri crocifissi gettati dalle finestre, perché il poterlo fare  è un diritto acquisito da chi noi ospitiamo, e non un’offesa… essendo per gli stessi considerata ” tale “ solo la vista, anche se su territori italici, di un simbolo di cultura e di religiosità dalla maggior parte di noi tanto amato e venerato.

 Hai fatto bene, umile Daniela, a puntualizzare anche  che il tuo è stato solo un errore  causato dal dover rispondere frettolosamente ad una provocazione ricevuta in diretta televisiva dall’ imam Ali Abu Shwaima, il quale di tali scrupoli non si cruccia più di tanto. Vedi, nel mondo occidentale se un Cassius Clay diventa Muhammad Ali, la sua decisione verrà accettata e rispettata… ma se un Abdul Raman  decide di convertirsi al cristianesimo, quando tornerà in patria verrà arrestato perché in possesso di una Bibbia e chiesta per lui la pena di morte per professata apostasia.

Come vedi infine, o contrita Santanchè, quel che più ci distingue, purtroppo, è il dover accettare rassegnatamente l’uso di un peso e di due misure differenti, non dimenticandoci mai, però, che… se è vero che  ”  chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato “, … il nostro futuro, presente e passato, da questa disequazione sarà sempre determinato!

Per essere più chiari: il non dover offendere e l’essere rispettati sono un dovere ed un diritto spettanti a tutti i rappresentanti e rappresentati di qualsiasi relegione. … E per esserlo ancor di più: nessuno potrà mai essere certo di saper rispettare l’altro nel modo corretto se non sarà credibile e  capace nel farsi, a sua volta, rispettare.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 

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