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” Boob tax “, l’imposta del governo Cameron sulla chirurgia estetica ( Famiglie d’Italia Salute News )

ottobre 19, 2011

Inghilterra

Arriva la ” boob tax “, l’imposta sulla chirurgia estetica 

Iniziativa del governo Cameron: ” si ricaverebbero 500 milioni di sterline “. Protestano medici e clienti. ( fonte CORRIERE DELLA SERA.it )

MILANO – “Per apparire bisogna soffrire” anche nel portafoglio. Il proverbio caro alle nostre nonne si adegua alla crisi, perlomeno in Inghilterra: se passerà infatti la proposta della “HM Revenue & Customs”, d’ora in avanti a qualunque intervento di chirurgia meramente estetica (ovvero, non dovuto a ragioni mediche specifiche e accertate) verrà applicata l’IVA del 20%, con conseguente ed in evitabile aumento delle tariffe per la clientela (un esempio per tutti, l’operazione di mastoplastica additiva, la più popolare fra quelle eseguite dai chirurghi d’Oltremanica, passerebbe così da 5 a 6mila sterline). Una mossa che permetterebbe al governo Cameron di raccogliere 500 milioni di sterline l’anno, ma che è stata aspramente criticata dall’industria cosmetica tutta, che ha immediatamente soprannominato il balzello “boob tax” (traducibile con “tassa sulla tetta”).

NON SI PAGA, SE E’ INTERVENTO “MEDICO”- «La proposta avanzata dall’HMRC sarà un potenziale danno per molti pazienti – ha spiegato al “Daily Mail” Fazel Fatah, presidente della “British Association of Aesthetic Plastic Surgeons” – perché implica che qualunque procedura eseguita per correggere l’aspetto fisico non sia una necessità medica. Purtroppo, non c’è stata alcuna discussione con gli organismi direttamente coinvolti prima di arrivare a questa proposta e ora non ci resta che sperare che venga trovato un terreno comune che bilanci l’ovvio bisogno di aumentare le tasse con la sicurezza dei pazienti, perché la chirurgia si occupa direttamente della vita delle persone». Come detto, il solo modo per aggirare la nuova tassa sarà dimostrare che l’intervento viene eseguito per ragioni mediche, accertate da un medico o da uno psicologo. In pratica, il solo fatto di avere più fiducia in se stesse dopo un lifting o di vedersi più belle con un seno nuovo non è sufficiente per chiedere l’esenzione dall’IVA, che viene già comunque applicata per trattamenti estetici minori come il botox e il peeling chimico. «Siamo tutti in subbuglio per questa proposta – ha commentato sempre allo stesso tabloid il chirurgo plastico Douglas McGeorge, ex presidente della BAAPS – che permetterà all’HMRC di raccogliere un sacco di soldi. Ma come si fa a tassare un’operazione come ad esempio la correzione delle orecchie a sventola fatta magari ad un ragazzino per evitare che venga preso in giro dai compagni e sviluppi così problemi psicologici? O ancora, quale livello di asimmetria o anormalità è richiesto per giustificare in termini medici un intervento al seno? In altre parole, qualunque giustificazione alle nostre decisioni in materia di IVA sarà impossibile, a meno che non venga violata la riservatezza del paziente».

ANCHE I CLIENTI PROTESTANO – Ma non sono solo i chirurghi estetici a protestare per la nuova norma, anche i loro clienti non sono affatto disposti a sborsare più del dovuto per le operazioni. «Questa proposta è un vero e proprio attacco a tutte le donne che si sentono incredibilmente vulnerabili in un dato momento della loro vita», è il giudizio della presentatrice di Sky News, Kay Burley, che si è fatta un lifting a 50anni. «Non mi piace l’idea che il governo pensi di pagare i debiti con i soldi della chirurgia cosmetica, penalizzando così le persone che vogliono essere più belle», le fa eco sul “Daily Express” Imogen Thomas, il cui seno finto, taglia XL, ha fatto girare la testa fra gli altri anche al calciatore del Manchester United, Ryan Giggs. Ma l’HMRC difende la “boob tax”, sostenendo che si tratta semplicemente della chiarificazione di una norma precedente e contenuta in un documento del 2007 che stabiliva che «la chirurgia estetica può essere tassata con l’IVA, anche se ogni caso va discusso singolarmente».

Simona Marchetti ( CORRIERE DELLA SERA.it )

Famiglie  d’Italia


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