Nove anni fa e un giorno moriva Bettino Craxi

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Quest’oggi, per la rubrica Famiglie d’Italia News, scelte per voi, ci siamo limitati ad una sola notizia: quella che ricorda l’anniversario della morte di un uomo politico italiano ai tempi osannato, in fretta e furia sacrificato e troppo presto dimenticato. Il nostro blog non appartiene a nessun partito, nel senso che la sua esistenza è libera da ogni vincolo potendo così, come più volte sottolineato,  porsi in modo trasversale nella politica dei partiti e colloquiare con chiunque nell’interesse delle famiglie e dei singoli cittadini. Questo però non vieta di  ricordare l’uomo, in questo caso Bettino Craxi.

Non intendo dilungarmi a raccontare la sua storia politica, su Google, alla voce  ” Bettino Craxi – Wikipedia ” troverete di tutto e di più, ma soffermarmi su qualche considerazione su  quell’ ” omone ” imponente e misurato, che sapeva porgersi agli italiani in modo chiaro e rassicurante. E non solo agli italiani, perché riuscì ad attirare l’attenzione di tutto il mondo, ridando credito e rispetto ad una Nazione fino allora considerata ancora solo una Italietta.  Devo ammettere che quando parlava, ho assistito ad un suo comizio tanti anni fa nel Castello Sforzesco di Milano, sapeva attirare l’attenzione della platea e, pur esprimendosi in modo forbito e politichese, forse per il tono pacato e scandito, era in grado di farsi comprendere da tutti, ed anche molto bene.

Con lo scoppio dello scandalo di  ” Mani Pulite ” è accaduto un qualcosa che non avremmo mai potuto immaginare: la politica, che fino allora aveva regnato sovrana e incontrastata, improvvisamente veniva messa in discussione e posta alla sbarra. Quello che fino allora veniva sussurrato con ironia e a volte con compiacimento, perchè la maggior parte degli individui soffre di masochismo ed autolesionismo consolidati, diventava una realtà sventolata sotto gli occhi di tutti: la corruzione! Senza alcuna distinzione fra corruzione per interessi personali o per interessi di partito; uno dopo l’altro crollarono i miti, la Dc, il Psi, il Pli, il P…, insomma quasi tutti, a parte  alcuni incorruttibili per statuto e quelli che non avevano bisogno di finanziamenti privati, attingendo ad altre fonti. E furono spazzati molti uomini politici; alcuni finirono in galera, alcuni si ritirarono, alcuni si riciclarono, alcuni non si rassegnarono e…si lasciarono morire

 

 NOVE ANNI FA E UN GIORNO MORIVA BETTINO CRAXI:

 

 

 

 

 

 altre  parole non servono,  le interpretazioni personali sono sufficienti. In questa foto vediamo Bobo Craxi  che depone un fiore sulla tomba del padre. Si immagina che di fronte ci siano la sorella Stefania e la mamma Anna. Rispettiamo il loro dolore sperando, con queste righe, di porre rimedio, nel nostro piccolo, al quasi silenzio su questa ricorrenza.

 Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

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Una Risposta to “Nove anni fa e un giorno moriva Bettino Craxi”

  1. benleva Says:

    Di fronte alla morte di un individuo bisognerebbe essere umili e cercare di trovare un po’ di spiritualità nel gesto di rigoroso silenzio e rispetto.
    Di fronte ad un uomo italiano, divenuto statista con il suo operato, che ha portato incondizionatamente all’estero l’immagine del Popolo italiano, delle tradizioni, delle orazioni che amava fare in lingua francese, davanti al suo martirio, alla sofferenza, all’esclusione e l’esilio dal suo paese natale che ha tanto amato, che ha venerato con la cultura, Silenzio e Rispetto.
    Rileggendo la storia d’Italia, quella Vera, che non scende sotto il compromesso politico, che non si nasconde dietro alle figure retoriche, quella che si fa beffa di chi non è in grado di sostenere le proprie tesi, Vergogna a chi ha preso in mano le consegne del lavoro fatto da Bettino, e non ha commemorato il defunto.
    Vergogna a chi detiene il potere, indistintamente dal vessillo e dal colore politico che sventola sulla sua bandiera.
    Siamo un popolo che è risorto partecipando alla guerra, che ha nei pro-genitori persone italiane che hanno sofferto la fame, che hanno aiutato e aiutano quando un paese vive le difficoltà della fame e della guerra, che avvolge con l’ abbraccio dei militari italiani i popoli in difficoltà, con le missioni di pace. Il popolo italiano aiuta con le marce per la pace e l’invio di cibo e raccolte di fondi. Ma NON SIAMO CAPACI di ricordare la nostra storia, di ricordare chi ha contribuito a farci vivere nel Bel Paese che abitiamo, dal Sud al Nord. Possibile che l’educazione civica che una volta veniva insegnata prima nelle famiglie e poi nelle scuole, non esiste più?
    Che popolo siamo diventati, senza valori, senza rispetto, senza tradizioni se non quelle consumistiche, dove stiamo andando?
    Forse ho solo scritto tante parole che domani voleranno nel cestino, e tutto il circo mediatico che ci circonda continuerà a spostare l’attenzione su nuovi obiettivi da raggiungere, continuando con la “filosofia dal fiammifero” tutto e subito, tutto rigorosamente da bruciare subito, ma chiediamoci: Noi cosa abbiamo fatto per evitare che accadesse tutto questo?
    Forse domani nascerà un nuovo Alessandro Manzoni, e il Governo italiano gli darà incarico di riscrivere in una lingua mitteleuropea un libro che ci spieghi, e che racconti alle generazioni future, come sono realmente avvenuti i fatti della storia italiana, cercando di fare chiarezza. Speriamo che in questo libro vengano citati e spiegati anche i nostri capi di stato che governando l’Italia hanno permesso che oggi e domani un’Italia esistesse; spero che in questo libro trovi spazio un titolo ed una storia seguita da un orgoglioso ringraziamento, all’On. Bettino Craxi.

    Andrea Ben Leva

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