Lager Nazista in territorio italiano – giorno della memoria

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                                              Risiera di San Saba - TriesteMolti non lo sanno, altri lo ignorano, ma anche sul territorio italiano, e precisamente a Trieste, durante gli anni del secondo conflitto mondiale, era in funzione un forno crematorio di persone vive ed innocenti, di BAMBINI DISABILI.

 

 

 

Si avete letto bene, nel programma Nazista varato nell’anno 1939 era stabilito che i bambini disabili, anche di nazionalità tedesca, fossero strappati dalle mani delle madri disperate ed in lacrime, per essere condotti in questi forni e cotti nella loro morte, bruciando arsi.

Fa commozione poter usare parole che hanno il potere di sconvolgere le nostre menti, ma è proprio questo il senso del Giorno della Memoria, RICORDARE, PER MAI DIMENTICARE.

Il lager in questione è: la Risiera di San Saba. Un edificio in mattoni rossi, anonimo, con un lungo camino, lo stesso camino dove uscivano fumanti le anime di poveri innocenti ed indifesi.

Camminandovi vicino, sembra che l’edificio per la vergogna dei segreti che racchiude, si sia mimetizzato con il centro cittadino.

La Villa al n° 4Nello stesso periodo, in una Berlino fiammante nel lusso nazista, in una insignificante via, Tiergarten Strasse, al numero civico 4, sorgeva una villa signorile, che racchiudeva segreti raccapriccianti, tali da trasformare nella storia l’operazione “Vite indegne di essere vissute”, nell’Operazione T4, dal nome della strada e dal numero civico.

L’Operazione consisteva nel mantenere pura la razza Ariana, uccidendo tutti gli individui disabili o malati. I primi ad essere sterminati, vuoi per semplicità, vuoi perché erano talmente piccoli da non potersi difendere, vuoi perché erano bambini, sfortunati già alla nascita, in quanto disabili o portatori di handicap.

All’inizio furono usati farmaci tossici, poi per soppressione mediante gas asfissiante, una tecnica fino ad allora inesistente. Nacque la prima Camera a gas, proprio dalle menti dei dirigenti dell’Operazione T4. Da qui la sperimentazione portò un suffragare di nuovi impianti, e precisamente: Brandenburg, vicino Berlino (funzionante da gennaio a settembre 1940), Grafeneck presso Stoccarda (gennaio 1940 – dicembre 1940), Sonnenstein/Pirna vicino Dresda (aprile 1940 – agosto 1943), Bernburg presso Magdeburgo (settembre 1940 – aprile 1943), Hadamar vicino Coblenza (gennaio 1941 – agosto 1941), oltre ad uno in Austria, Hartheim nei pressi di Linz in Austria (gennaio 1940 – dicembre 1944).

Mappa del progetto EuthanasiaIl progetto fu interrotto per volontà di Hitler il 24 agosto del 1941, non perché era sbagliato, non perché andava contro i diritti umani, non perché qualcuno ha avuto la coscienza di ragionare, NO! NO! NO!

PERCHE’ L’OBIETTIVO ERA STATO RAGGIUNTO: UCCIDERE 70.000 PERSONE – SETTANTAMILA.

Alla fine del 1943, dopo aver sterminato in Germania, Polonia, e resto d’Europa, i dirigenti dell’Operazione T4, non contenti di quanto già ottenuto, furono inviati in Italia, dove se ne trova traccia storica, e precisamente all’interno del campo di concentramento di San Saba a Trieste.

Il gruppo si disgregò quando la Wehrmacht si arrese all’Italia.

Sembra quasi un correre alla rinfusa, alla ricerca delle motivazioni, dei pensieri, dei sentimenti che animavano questi carnefici. Sento l’affanno crescere, il battito del cuore crescere, il respiro difficile, eppure erano lì in piedi, nudi, in fila, ad aspettare il loro turno per fare la doccia; l’ultima doccia. Sono state cancellate molte persone, vite, storie, le future generazioni.

Mi chiedo, dopo essere vissuto a Trieste per diciassette anni, aver frequentato le scuole fino alle superiori, dopo aver girato in lungo ed in largo Trieste ed i suoi monumenti; ma al posto di portarci a visitare l’acquario, quel giorno di primavera, a capire che un pinguino non vive al polo nord, che i cavallucci marini non si possono cavalcare, ma perché ci avete riempito la testa di cazzate? Perché dall’alto della vostra berbera cultura vi siete spinti così in basso e avete distolto le nostre menti, perché avete cercato di nascondere gli eventi, la storia, la Storia d’Italia,

Ma chi vi ha dato il diritto? Ma che razza di insegnanti siete? Imbecilli che denigravano il mio scrivere tacciandomi di negligenza, ma quante volte siamo passati davanti a quella costruzione di mattoni rossi? Quell’asilo di anime defunte? Ma con quale spirito voi insegnanti vi permettete di fare i giudici della cultura dei ragazzi che rappresentano il futuro del domani? Due sono le possibili risposte: 1 siete ignoranti, non vi siete documentati, avete fatto di tutta l’erba un fascio e vi siete spalmati in faccia la crema della superbia, ignorando il bene più prezioso dei nostri figli; IL SAPERE. 2 sapevate, e non solo avete evitato di spiegarlo, no avete anche dato un bel colpo di spugna, così da cancellare dalla vostra coscienza quelle storie un po’ brutte, che tutto sommato uscivano dal vostro programma. Questo è ancora più grave, perché cercando di nascondere alla memoria la storia, avete contribuito a creare le generazioni di uomini che ci circondano, e parlo delle mele marcie, non dei giusti.

Non mi piace esprimere parolacce, ma mi fa incazzare venire a scoprire della storia solo per aver guardato un po’ nel cassetto della storia, ma cosa pensavate di fare, di creare individui migliori? LA STORIA SIAMO NOI, LA CREIAMO NOI TUTTI I GIORNI, EDUCANDO I NOSTRI FIGLI, CON UNA CAREZZA O CON UNO SCHIAFFO, CON UN SOLO OBIETTIVO: DARE AI NOSTRI FIGLI GLI STRUMENTI PER CAMMINARE DA SOLI NELLA VITA.

Voi che sapete di aver sbagliato, VERGOGNA, perché non siete insegnanti, siete mediocri pappagalli, che hanno solo la fortuna di occupare una posizione di potere. VERGOGNA a tutti coloro che cercano di schivare la storia, perché grazie a Dio non si cancella, e prima o dopo i nodi tornano al pettine, e ognuno paga per quello che ha fatto.

Se qualcuno di voi vuole visitare un posto dell’orrore, la storia, la memoria vera dell’olocausto, vada a visitare la Risiera di San Saba, e poi scriva qui le sue emozioni, per dimostrare ancora una volta, che la vita vince su tutto, anche sugli stolti senza memoria.

 Per approfondirehttp://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/musei/risiera_san_sabba/default.asp

 

                                                   ANDREA BEN LEVA

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3 Risposte to “Lager Nazista in territorio italiano – giorno della memoria”

  1. Nel giorno del ricordo, per non dimenticare. « Famiglie d’Italia Says:

    […] Lager Nazista in territorio italiano – giorno della memoria […]

  2. Giorno della memoria: se comprendere è impossibile, conoscere è necessaro… ( Primo Levi ) « Famiglie d’Italia Says:

    […] Lager Nazista in territorio italiano – giorno della memoria […]

  3. Per non dimenticare… « Umberto Napolitano Says:

    […] Lager Nazista in territorio italiano – giorno della memoria […]

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