A A A leader Pd cercano identità

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Assistendo ieri sera alla puntata di Porta a Porta, tra una chiacchiera e l’altra, tra uno slogan e l’altro, tra una critica e l’altra , tra un  proposito e l’altro, tra qualche proposta e…nient’altro, mi sono reso conto che il problema nel Pd non è Franceschini, e nemmeno tanto lo è stato Veltroni che lo ha preceduto…ma è il progetto intero che non sta in piedi. Non ha una sua fisionomia precisa. Sembra quasi il risultato di una vendetta raffinata della prima repubblica che, sopravvissuta in qualche modo allo sgretolamento di partiti scomparsi o autoeliminatisi, si è riciclata in  un simbolo nuovo, dal nome accattivante ed impegnativo come  , Partito Democratico, ma frutto di un cocktail ibrido dal sapore indefinibile. La cosa che più mi ha colpito è stato il constatare come tre responsabili di testate nazionali rappresentanti correnti politiche differenti, o, almeno, in qualche modo schierate ( La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Giornale ) evidenziassero all’unisono la carenza di una politica precisa in seno al parlamento di questo partito, tanté che i timidi tentativi di giustificazioni varie dell’attuale segretario, venivano regolarmente controbattute sotto la regia di un sapiente Bruno Vespa, i cui interventi avevano il taglio della concretezza e di una realtà disarmanti. Infatti, all’incalzare della domanda ” … ma nel Parlamento Europeo accanto a chi si siederà il Pd ?… “, la risposta di Franceschini è stata talmente confusa e farfugliata che nemmeno la sirena più scafata sarebbe stata in grado di convincere e ammaliare l’ultimo degli spettatori più creduloni… ” non con i socialisti europei, ma, essendo noi un partito dalla proiezione futura moderna, abbiamo proposto una coalizione a parte di partiti che possano collabrare con le forze di sinistra, e, devo dire, che i maggiori esponenti politici europei interpellati non hanno dato una risposta ma ci hanno ascoltato con molta attenzione  “… come minimo! … E  se non ha detto esattamente questo, poco ci manca, almeno è quanto mi è parso di capire, ovvero poco, per non dire …nulla! Un partito che è di sinistra, ma che non vuole confondersi con i partiti di sinistra… forse perché il Partito Socialista, fatto fuori in Italia perché piano piano stava prendendo il posto di un Partito Comunista in netta fase calante, in Europa è riuscito a sopravvivere dandosi quell’identità di sinistra moderna e progressista dopo essersi spogliata delle scorie estremiste?

La politica, e specialmente quella italiana, è fatta di disegni oscuri e comprensibili più nel tempo che nell’immediatezza. Ma qualche dubbio mi ” tampina ” il cervello…La scorsa legislatura l’Italia appariva ferma, chiusa tra le catene di un compromesso che l’aveva avvolta: un insieme di partiti, i più importanti concilianti e pazienti, i più piccoli arroganti ed incalzanti. Solo un condottiero preparato e coibente come Prodi era stato in grado di conciliare il tutto per quasi due anni, ma poi… all’improvviso ecco uscire dai salotti di una Roma imborghesita,  il volto rassicurante del suo sindaco Veltroni, il quale con fare ingenuo e vergineo annunciava la grande novità: ” se dovessero esserci le lezioni, andremo da soli! “…e la coalizione implose nei modi conosciuti…. E’ stata una mossa azzardata, o necessaria?… E’ stato un calcolo sbagliato per eccesso di ottimismo o un sacrificio voluto per un grande disegno futuro?… Boh, a questo punto l’analisi non è semplice: Prodi si è ritirato, o almeno pare, ( quanto mi ricorda Cincinnato!… ), D’Alema ogni tanto parla, getta il sasso e si allontana, Segni e Bobo Craxi, ultimi baluardi di un Partito Socialista Italiano in estinzione, risultano assenti o non pervenuti…e allora?… dove sta la logica?…dove sta l’inghippo?… dove sta il futuro?… dove sta la soluzione?… Non certo negli uomini attuali del Pd o in quelli ”  nuovi ” presentati nelle liste europee tanto contestate. Una cosa è certa: ogni Nazione che si rispetti ha almeno due grandi forze contrapposte che la governano, è un suo diritto…e allora?… a questo punto non ci resta che attendere e, se c’è qualcosa di occulto che bolle in pentola, penso che prima o poi lo vedremo  spuntare; e non è detto che ciò non accada molto presto… perché le Elezioni Europee mi sanno tanto di una scadenza scontata solo negli esiti…ma non nelle conseguenze.

Umberto Napolitano

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