Le fatiche di Dario Franceschini… nel difendere l’infedeltà di un progetto che si nasconde

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Puntata dell’ Infedele molto interessante quella andata in onda ieri sera su La7i: Dario Franceschini, presente, e Walter Veltroni, nell’aria, gli accusati; Gad Lerner, l’inquisitore, e  vari personaggi testimoni d’accusa, tanti ( Maria Laura Rodotà – Corriere della Sera-Marco Alfieri – Sole 24 ore- Nicola Porro– il Giornale- Alessandro Sallusti– Libero- ), di difesa… uno (Ezio Mauro– La Repubblica ), e neutrali… tre ( Marco Da Milano– l’Espresso- Bruno Tabacci-Udc- Giovanni Guzzetta-Presidente Comitato Referendum- ). Ne è uscito un quadro inedito, un processo quasi interno alla sinistra nei confronti di due personaggi che, giorno dopo giorno, appaiono sempre più le vittime sacrificali di un progetto occulto, gestito dietro le quinte, le cui finalità non appaiono ancora chiare. Cosicché, ascoltando l’intervento esterno di Ezio Mauro, direttore de  La Repubblica,  il mio cervello, chissà perché, ha cominciato ad elaborare ad un certo punto una storia stranissima, tanto bislacca, che però… quasi quasi, mi viene voglia di raccontarvi…

… fin dai tempi della prima Repubblica, dai primi vagiti, l’Italia è apparsa subito come una bella donna amata e condivisa fra due contendenti: quello ufficiale, lo sposo… la Democrazia Cristiana e, quello nascosto, l’amante…il Partito Comunista. La bella donna assicurò i suoi piaceri in modo equo e generoso ad entrambi, risvegliando i desideri di altri amanti che  cercavano di inserirsi accontentandosi delle briciole di tanto ardore passionale…finché un giorno, fallito il tentativo di un’ufficializzazione del rapporto bigamo attraverso un compromesso che la storia non sarà mai in grado di raccontare, ecco che la baldanza di un aspirante amante, più ardito degli altri, il Partito Socialista, portò a creare dei malumori sconosciuti e a rompere l’equilibrio di un rapporto che, più o meno serenamente, aveva resistito a lungo.

Fatto fuori il nuovo intruso (Psi), costretto al divorzio e all’oblio l’incauto e disattento  marito (Dc), messosi da parte momentaneamente l’amante ufficiale (Pc), la bella dama, l‘Italia, fu conquistata ed affascinata da un Cavaliere errante, Silvio Berlusconi, a capo di un’armata che, nel nome della dama stessa, irruppe come un’orda dalla forza irruenta e inarrestabile: Forza Italia!… L’amante ufficiale, stordito da tanto ardire, decise di tenersi  in disparte per un po’, farsi un lifting, riesumare ed aggregare il marito abbandonato, cambiare più volte nome, allearsi con altri pretendenti più piccoli e più aggressivi, riuscendo anche, un paio di volte, a scalzare il Cavaliere, ma mai ad abbatterlo definitivamente, anzi…azzuffandosi spesso con gli scomodi e mai sazi alleatini , condannandosi , di conseguenza, a ritirate frettolose e disastrose…

Però, prima dell’ultima disfatta, l’amante istruito dalla precedente, vista la difficoltà di coesistenza con piccoli contendenti sempre più affamati ed esigenti, decise  di anticiparla ( la disfatta ) creandosi un volto nuovo, con un nome  e un’identità affascinanti, Partito Democratico, mandando in avanscoperta sogni e utopie ( Veltroni e Franceschini ) e lasciando in retrovia interessi e realtà ( Prodi, D’Alema, Fassino e…chissà chi altri).

Conclusione e morale della storia bislacca: forse la sinistra si sente più a suo agio  standosene in disparte e nascosta, potendo meditare, criticare e offrire spezzoni di cultura demagogica, lasciando ad altri il compito di condurre , offrendo consigli e direttive meno facilmente rifiutabili… Meno male che questa è solo un’ipotesi frutto di una elucubrazione passeggera: la sinistra che il popolo italiano e Famiglie d’Italia agognano è molto diversa, è una forza reale e alternativa alla destra, quando questa non sia più in grado di offrire soluzioni e sicurezza politica.

Umberto Napolitano

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2 Risposte to “Le fatiche di Dario Franceschini… nel difendere l’infedeltà di un progetto che si nasconde”

  1. Maria Says:

    Lettera all’On Francesch

    —Messaggio originale—-
    Da: lfg1976@libero.it
    Data: 18/05/2009 15.06
    A: dario@partitodemocratico.it
    Ogg: Risposta alla lettera da Lei Inviata

    San Giovanni in fiore(cs), 18/05/2009
    Gentilissimo On Dario Franceschini,
    sono la Signora Maria, Mamma di Famiglia.Le scrivo in risposta alla
    sua lettera nella quale mi chiede di votare per il Partito Democratico,
    effettivamente io e al mia famiglia stavamo cercando un motivo per andare
    a votare(Visto che ci sentiamo orfani della nostra area politica!!!) forse
    eccolo, è Lei che ci ha suggerito un motivo; Infatti Lei dice di volere
    prendere con me direttamente un impegno, quindi questo impegno specifico
    potrebbe essere un ottimo motivo per partecipare il prossimo Giugno alle
    votazioni per il Parlamento Europeo(da noi si vota anche per il rinnovo del consiglio provinciale).
    Sempre nella sua lettera mi ricorda,che da qualche mese a questa parte il
    nostro Paese è immerso in una crisi economica grave e profonda, io sono
    immersa in questa crisi da anni, questa crisi la vivo e la combatto da
    sempre ; Infatti sono una Mamma di nove figli(una Mamma coraggio),che prossima
    ai settanta anni d’età devo fare ancora la Mamma pur essendo Nonna da quasi
    30 anni; Questo perchè ho 2 figli sposati(con prole) che vivono di
    precariato per nulla regolamentato. Inoltre l’ultimo dei miei figli, nonostante gli
    sforzi fatti per farlo studiare, è disoccupato e quindi dopo vari anni
    passati fuori casa ora è tornato da noi, Lui è un chimico è sta pensando
    di lasciare l’italia e questo non mi sembra giusto, abbiamo stretto cinghia
    e tutto quello che si poteva stringere per farlo laureare e quindi
    elevarlo socialmente, ora si deve rifare la valigia, questo perchè in Calabria
    devono restare solo le persone che hanno” un’affiliazione” politica??? Non sono
    i miei figli a doversene andare,perchè non hanno fatto nulla di cui
    vergognarsi, è la gente disonesta e che offende la nostra terra che dovrebbe farsi la valigia.
    Ho lottato un vita intera per tenere i miei figli lontani da certi giri, nessuno ci ha mai dato nulla, se mio Marito (oggi quasi ottantenne e con una pensione di 700 Euro)non si fosse alzato tutti i giorni alle 5 del mattino per quarantanni i miei figli sarebbero letteralmente morti di fame.
    Se dopo il mio sfogo volesse ancora prendere un impegno direttamente con me, ne sarei ben lieta,se vuole le dico anche come,infatti nel nostro collegio elettorale è stato eletto l’On Franco Laratta del suo partito e
    che lei sicuramente conoscerà, quindi se volesse potrebbe farci una bella
    “CARRAMBATA”, visto che il gancio le è stato fornito.
    Spero non voglia pensare che sia un voto di scambio e quindi atto
    offensivo, ma questo è l’unico impegno concreto che lei potrebbe
    prendere direttamente con me,per dare ai miei figli la forza di cui hanno bisogno
    e per dare al suo partito la fiducia per un vero cambiamento.
    IL mio padre spirituale mi dice sempre che il bene della collettività
    si raggiunge attraverso il bene del singolo; in questo momento per me il
    “singolo” sono i miei figli, è per loro che vorrei che fossero spese
    l’energie, per sconfiggere le ingiustizie e le disuguaglianze che anche
    noi vediamo ogni giorno ma non gridiamo vendetta il nostro grido è
    giustizia!!!
    Concludo con il dire, anche se Lei non è Raffaella Carrà, una sua bella
    Carrambata” sarebbe molto gradita!!!
    Cordialmente la saluto e triplico il suo augurio di ogni bene a Lei
    ed alla sua Famiglia ed al suo/nostro Partito
    Talarico Maria Da San Giovanni in Fiore (CS)

  2. Marco Manghi Says:

    Carissimo Umberto,
    come sempre manifesti la tua posizione altamente al di sopra delle parti e di essere dotato di spirito d’osservazione estremamente equilibrato ed incondizionabile.
    La metafora che hai espresso rispecchia perfettamente il percepito degli Italiani e ne metabolizza meglio la comprensione: complimenti.
    Palesando scientemente che il valore assoluto della politica è il potere (non certo la mission per la quale è nata, ovvero la tutela del benessere dei cittadini tutti), auspico che la sinistra dia un’accelerata alla sua evoluzione, perchè, come ha dimostrato il PDL, non conta più chi fa la voce più grossa, bensì chi corre più forte, offrendo soluzioni più avvincenti in risposta agli accadimenti sociali ed economici.

    Con rinnovato affetto

    Marco

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