Come le ragioni di Massimo D’Alema

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Ultimamente mi arrivano delle mail nelle quali qualcuno mi chiede ” ma da che parte stai ? … a volte sembri tanto di destra, altre un po’ più di sinistra…forse non hai le idee chiare… ” etc. Allora, una volta per tutte, cercherò, umilmente, di fornire delle risposte cercando di essere chiaro e di togliere ogni dubbio, anche se preferirei dare meno  risalto e importanza sul piano personale. … Quando, alcuni mesi fa, decisi di dar vita al progetto Famiglie d’Italia, immaginai subito la necessità di un disegno che tenesse conto in modo equo e rispettoso  del pensiero politico di tutti. Un’Associazione che rappresentasse gli interessi del gruppo, il nucleo familiare, e che tendesse ad unire e non ad allontanare. Meno dissertazioni ideologiche di partito, ad ognuno le proprie scelte, e più ricerca di modelli di vita e di comportamento tendenti alla risoluzione delle problematiche quotidiane, reali e tangibili, di ognuno di noi. Il tutto, col gravoso compito di evitare di cadere nell’anarchia o, peggio ancora, in uno squallido qualunquismo. Mi sono ripromesso, in primis, di diffondere la necessità di ricostruirci un’identità chiara, facilmente distinguibile, recuperando quei valori fondamentali sui quali  è basata la nostra storia ( riconoscenza della appartenenza cristiana ed orgoglio della propria italianità ), per  riproporli rigenerati e consoni all’evoluzione dei tempi ed alle nuove condizioni  nell’ affrontare e vivere il terzo millennio. Questo, anche e soprattutto, per un doveroso riguardo verso le varie etnie con le quali confrontarsi ed integrarsi in un percorso comune, nel rispetto delle esigenze e tradizioni di ognuno, rapportate, però, alla sovranità delle leggi dello Stato Italiano. Un altro punto fondamentale evidenziato nella nostra filosofia,  è  l’accettazione incondizionata  del responso delle urne  e del governo susseguente, non subendolo, ma stimolandolo con un confronto continuo sulle varie tematiche,  in modo da ottenerne il meglio attraverso una politica rivolta esclusivamente agli interessi della collettività. E proprio per questa esigenza che necessitiamo di un’opposizionie valida al pari della maggioranza, per supportare ed amplificare le nostre voci.

L’Infedele e le fatiche di FranceschiniPurtroppo, dal momento della vittoria di  Silvio Berlusconi e del Pdl alleato con la  Lega di Umberto Bossi, tale possibilità è rimasta un’illusione durata il tempo di una folata di vento. Tirati in mezzo da una politica aggressiva  come quella attuata da Antonio Di Pietro , e fruttuosa solo per lui, prima  Walter Veltroni, e poi  Dario Franceschini, hanno cercato di abbattere il rivale attaccandolo nelle sue presunte, fino a prova contraria, debolezze di uomo. E ciò avrebbe potuto avere qualche sorta di risultato positivo qualora l’operato del politico avesse mostrato delle smagliature o indecisioni evidenti: e invece no! Il Governo Berlusconi ha dato ai più, fin da subito, l’impressione di muoversi con interventi veloci e mirati, salendo costantemente nel gradimento degli italiani. Gradimento che non viene  intaccato dalle polemiche, che ottengono, anzi, un effetto contrario, con perdita di consensi del Partito Democratico a favore, al massimo, dell’ Italia dei Valori. E di questa ” strategia giustizialista ed antiberlusconiana ”  non sono entusiasti nemmeno i leader della dirigenza storica della  sinistra, capeggiata da Massimo D’Alema, i quali preferirebbero un contraddittorio basato più sulla validità delle proposte politiche che sulle vicende giudiziarie o sui gossip. Ed io?… Io la penso come D’Alema e mi preoccupo, nella veste di Presidente di Famiglie d’Italia, per cui tenuto ad una posizione logica e  ” super partes “, per coloro che nel Pd ripongono le speranze e le prospettive future. … Per cui, ho cercato di evidenziare nei miei articoli quelli che ho ritenuto errori, arrivando anche a pubblicare una lettera, quella di una militante sana, una mamma di settant’anni, Mamma Maria, che ha scritto a Franceschini in cerca di risposte, che attende fiduciosa per non sentirsi delusa, ancora una volta. Quindi, io mi scuso se forse ho esagerato a volte nelle mie critiche all’operato prima di Veltroni e poi di Franceschini, ma sono stato spinto, indipendentemente dal mio credo politico che mi appartiene in modo strettamente personale, dal dovere di rappresentare le preoccupazioni di una parte dei componenti le Famiglie d’Italia, che si sentono espropriati del diritto di essere validamente rappresentati da un’opposizione forte e politicamente equilibrata… Tutto qui!

Umberto Napolitano

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