Il perché della disaffezione alla politica

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teatro marIeri il blog è rimasto silente, non per uno sciopero non annunciato, bensì per una giornata dedicata esclusivamente alla meditazione… Mi sono riunito con gli amici che per primi hanno dato vita alla nostra Associazione ed abbiamo  posato l’ attenzione principalmente sulle cose più urgenti da fare … ed il tempo restante ad alcune dissertazioni sui temi attuali, tra i quali il principale: siamo stanchi di assistere agli ultimi spettacoli scadenti offerti dal teatrino della politica.

Sì, non ho sbagliato a scrivere… il tema non è stata la politica, ma il fatto che la maggior parte di noi è stanca della politica, dei suoi autori, dei suoi interpreti e dei suoi registi. E siamo anche stanchi del loro apparato di promozione e diffusione… delle testate giornalistiche e televisive schierate, dall’una e dall’altra parte, perché ci rendono evidente una realtà che non  ha  una via di mezzo, un’analisi trasversale, quella che ci consentirebbe di capirne un po’ di più. Ma quello  che sorprende ancor di più è la sfacciataggine con cui i giornalisti, coloro che firmano gli articoli, si schierano apertamente per l’una o per l’altra parte, il che conferma la momentanea menomazione della libertà di stampa, perché mi rifiuto di pensare che tutti coloro che scrivono la pensino esattamente come gli editori, senza nemmeno l’ombra di un minimo dubbio. … E noi ci stiamo disaffezionando sempre più perché ci sentiamo alla mercé di manovratori senza scrupoli o regole , impegnati solamente a raggiungere i propri scopi indipendentemente dai cadaveri lasciati lungo il percorso.

antonio s

E ci sentiamo anche confusi perché le cose che non comprendiamo sono troppe: come può Antonio Sciortino, direttore del settimanale Famiglia Cristiana, nonché frate paolino , condannare in nome di Dio per supposti comportamenti libertini Silvio Berlusconi, quando gli insegnamenti della Chiesa attraverso il Vangelo dicono che fu Gesù stesso ad intimare ” chi di voi non ha mai peccato scagli la prima pietra ” e, soprattutto ” non condannare perché non t’accada di essere condannato a tua volta “ ?  La maggior parte di noi di Famiglie d’Italia si riconosce nell’appartenenza cristiana e nei suoi dettami, per cui pensiamo, per non dar ragione a chi taccia i paolini come ” cattocomunisti “, che tutto ciò che sta accadendo sia solo il frutto di una nevrosi destabilizzante in grado di far dimenticare ad ognuno il proprio ruolo. Nevrosi innescata da una politica in crisi, con poche idee ed incalzata, per contro, da necessità urgenti.

Il pericolo maggiore, però, non sono i limiti dell’attuale politica, ma il grado di disaffezione nostra nei suoi confronti…perché siamo noi che con la nostra partecipazione attiva contribuiamo ad  eleggere i politici. Per cui, come noi ieri abbiamo dedicato del tempo ad una analisi   di tutto ciò che sta accadendo intorno, invitiamo chi ci legge a fare altrettanto ,  perché se il nostro interesse per i fatti politici venisse a mancare definitivamente...in mano a chi lasceremmo il nostro futuro?

Famiglie d’Italia – click on –

Umberto Napolitano

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