Quando il laicismo si spaccia per laicità

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Questi siamo noi, o meglio ciò che resterà di noi se ci verrà tolto anche il diritto di  riconoscerci nella nostra appartenenza cristiana, quella delle nostre tradizioni e della maggior parte dei credo, benché ” ben evidenziata ” nella Costituzione italiana, sottolineata nei Patti Lateranensi primari e in quelli successivamente modificati: rimarremo, di conseguenza, dei  semplici manichini senza testa e senza anima… alla mercè di chiunque vorrà conquistarci e assoggettarci in nome di una propria identità accertata e professata con orgoglio ( musulmana, induista, buddista, taoista, etc. ). La recente sentenza del Tar che esclude la religione cattolica dal percorso curriculare degli studenti è l’espressione attuale del ” laicismo ” (eliminazione totale dei fattori religiosi da tutto ciò che non concerne la religione in senso stretto ) spacciato per ” laicità ” (autonomia decisionale dell’individuo rispetto ad ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui ): il che, naturalmente, implica nella nostra società il progressivo declino dell’importanza della fede religiosa a favore di un materialismo degenerativo.

Peccato che questo messaggio ci arrivi attraverso una sentenza da parte di  rappresentanti dello Stato che dovrebbero garantire uguali diritti per tutti, cristiani e non, credenti e atei, facendoci presupporre di essersi scordati che la libertà di un individuo cessa al momento in cui lede quella di un altro.

Indipendentemente dallo scontro tra Cei e Anm, il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ricorrerà al Consiglio di Stato per salvaguardare la religione cattolica dal non essere discriminata a scuola… Qualcosa di amaro, però, qualsiasi sarà la sentenza, ci resterà in bocca: il dubbio che l’esasperazione di una convinzione politica possa portare alla difficoltà di chiunque nell’esprimere un equo giudizio in un arbitrio così delicato, anche da ” parte ” di un giudice… ” super partes “.

Umberto Napolitano

Comunicazione giornaliera per tutti coloro che potrebbero aderire:

{img_a}Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

Famiglie d’Italia – click on –

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