Maroni come Don Rodrigo, parole e musica di Famiglia Cristiana

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Era da qualche anno ormai che non vedevo più a casa di mia suocera una copia del settimanale Famiglia Cristiana: strano, perché mia suocera Giacoma, milanese doc, non manca una messa domenicale da sempre e recita almeno due rosari al giorno sintonizzandosi su Radio Maria. Una cristiana genuina e perfetta, vecchio stampo… Allora, mi sono fatto coraggio e, con un po’ di sfacciataggine, le ho chiesto il perché e lei, dopo avermi puntualizzato che era nonna Rosa, finché è stata in vita, l’addetta all’ approvvigionamento della copia settimanale, in un milanese stretto che proverò a riportare chiedendo scusa degli eventuali errori, mi ha liquidato all’incirca così: ” mi sun vègia e fra un po’ vu a truà el Signur e ghe parlarù no de  pulitica ” ( sono vecchia e fra un po’ andrò a trovare il Signore e non gli parlerò di politica ). Praticamente mi ha detto che in quel giornale non si riconosceva più o, almeno, non completamente come prima.

Ed ora mi permetto di riportare pari pari una notizia lanciata da Adnkronos il 17 agosto.  – La legge sulla sicurezza voluta dal ministro degli Interni Roberto Maroni, sta impedendo a centinaia di migliaia di immigrati di innamorarsi e di mettere su una famiglia, su modello del manzoniano don Rodrigo e ”in spregio a un diritto fondamentale della persona, sancito dalla Costituzione (agli articoli 29 e 30), dalle leggi dell’Unione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, da quel diritto naturale e universale che muove il mondo e che e’ alla base del Vangelo: l’amore”. E’ quanto afferma il settimanale ‘Famiglia cristiana’ nel prossimo numero che sara’ in edicola da mercoledi’, facendo il punto sui primi effetti della nuova disciplina sulla sicurezza e toccando il delicato nodo dei matrimoni misti. Ma ‘Famiglia cristiana’ rivolge i propri strali anche alle altre proposte della Lega Nord, definite ”bislacche” dal dialetto nelle scuole alle gabbie salariali, e sottolinea come questo avvenga di fronte alla ”leadership appannata di Berlusconi e a una classe politica acquiescente”.

 maroni2A questo punto, mi sorge il dubbio che la redazione di Famiglia Cristiana ce l’abbia veramente su col governo Berlusconi e che la maggioranza dei cittadini che l’ha votato venga considerata appartenente ad una categoria di popolo acquiescente ed ignorante. Un popolo al quale si può paragonare il matrimonio di due ragazzi, Renzo e Lucia, che si sono amati al cento per cento nel rispetto più assoluto della legge di Dio ed osteggiati da un Don Rodrigo invaghito  ed incattivito per non poter comprare l’amore della promessa sposa, ai matrimoni misti osteggiati oggi in simil modo, con la differenza, però, che il cinquanta per cento di questi matrimoni è risultato a Milano nell’anno passato totalmente falso, solo messo in essere per questioni di comodo, e cioè l’acquisizione illegale della cittadinanza italiana, al di fuori di tutte le leggi divine, della Costituzione e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Uno Stato dovrà pur far qualcosa per cercare di far quadrare i conti e di salvaguardare quella parte di cittadini non razzista, ma aperta a qualsiasi accoglienza purché onesta e non vessatoria… E noi cittadini, già demoralizzati per conto nostro per la perdita di valori e di certezze, non possiamo perdere anche l’appiglio nel conforto della fede e di un giornale cattolico dove rifugiarsi, perché la redazione, attraverso i suoi esponenti, in nome dell’amore professato nel Vangelo, si astiene dal compito di mediare con cristiana pazienza e benevolenza, ma accusa in continuazione, su qualsiasi argomento, giudica e condanna, rischiando di aggiungere odio all’odio, benzina ad incendi già di per sè devastanti.

sacra famiglia

Noi cittadini non assolviamo il governo in tutto il suo operato e non accettiamo passivamente ogni suo intervento, ma gradiremmo, visto che l’abbiamo votato in maggioranza, che gli fosse permesso di governare senza affanno almeno per un  po’ e di essere giudicato a posteriori e non a priori, per errori commessi ed accertati e non presunti sulla carta per convinzioni divergenti… perché in questo modo non si va da nessuna parte, ci rimettiamo solo noi e non i politici con i loro stipendi bipartisan o i paolini con le loro mense apparecchiate tutti i giorni… Il mio appello, a nome dell’Associazione che presiedo, Famiglie d’Italia, è di un ritorno alla ragione ed ai propri ruoli per rifocillarci con certezze, evitandoci indigestioni causate  dall’eccesso di ulteriori confusioni.

Con rispetto ed amore ad un settimanale, Famiglia Cristiana, che da ragazzino contribuivo a distribuire agli abbonati della mia parrocchia di un quartiere di Torino, consegnandolo personalmente casa per casa.

Famiglie d’Italia – click on –

Umberto Napolitano

 

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