Il primo giorno di scuola

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Oggi è il primo giorno di scuola. Mi ricordo la festa che rappresentava per noi bambini e ragazzi il varcare nuovamente i cancelli della nostra scuola e rivedere tanti amici e insegnanti con i quali condividere molti mesi della nostra esistenza futura. Quand’ero piccolo io, fino alla quinta elementare, avevamo un solo maestro… per noi era come un secondo papà, a volte buono e comprensivo, a volte severo ed incomprensibile. Però i miei ( ne ho avuti quattro diversi nei cinque anni delle elementari perché mio padre, militare di carriera, si faceva trasferire quasi tutti gli anni da una caserma all’altra ), me li ricordo bene. Non dimenticherò mai quella di Torino, facevo la terza, che per punirmi per una marachella che io so, ma sulla quale preferisco sorvolare, convocò mio padre e si fece promettere che non mi avrebbe portato al cinema la domenica successiva a veder il film “ La Tunica “… Qualcuno di voi penserà… e allora?…che punizione stupida!

Bene, alllora, era il 1954, la televisione era appena nata ed era un lusso per pochissimi eletti. La domenica era dedicata ad andare al cinema, tutta la famiglia insieme. Se poi aggiungiamo che  ” La Tunica ” era il primo film in cinemascope, del quale si raccontavano meraviglie, nato proprio per contrastare l’avvento della televisione, il dramma per me fu enorme: a distanza di 55 anni non l’ho ancora dimenticato… come non ho dimenticato la lezione di vita. Mi ricordo di quel pomeriggio mentre, accompagnato dai vicini di casa che avevano già visto il film e ai quali ero stato affidato, vagavo disperato per via Roma, aspettando che mio padre e mia madre, insieme ai miei zii e a mio cugino Maurino, uscissero dal cinema al termine della proiezione per farmi raccontare qualcosa di quello che avevano visto.

Qualcun altro penserà: ma perché questo ci snocciola una storia fanciullesca strappalacrime, qual’è il suo intento?… Il mio intento è solo quello di confermarvi che grazie a quella punizione esemplare imparai che nella società esistono delle regole che vanno rispettate: la mia maestra mi ricordò ed insegnò a non pretendere di fare nella vita solo i miei comodi, ma ad avere rispetto dei compagni di banco in quel momento e della collettività nel futuro… Ecco, sono quelle regole che con il passare del tempo si vanno sempre più mettendo da parte: ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino e l’esempio più lampante, purtroppo, ci viene dato proprio dalle forze politiche che se le danno di santa ragione tutti i giorni a discapito dei nostri interessi. Spero che qualcuno di loro da Berlusconi a Franceschini, da Bersani a Di Pietro, da Bossi a Casini, dalla Gelmini a… se stessa, ogni tanto, ripensi al primo giorno di scuola di tanti anni indietro e si ricordi delle emozioni e delle speranze riposte in  quell’importantissimo e meraviglioso giorno.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia – click on –

Comunicazione giornaliera ( fino alla noia ) per tutti coloro che potrebbero aderire:

{img_a}Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

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