Cantiere Pd: aspettando il 25 ottobre

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E’ iniziata ieri a Roma ufficialmente la campagna all’interno del Pd per l’elezione del nuovo segretario; campagna che vedrà i suoi due momenti più importanti il 16 ottobre, il giorno prescelto per il match televisivo fra i tre aspiranti  ed il 25 ottobre, data  stabilita per le primarie: Bersani, Marino e Franceschini… tre uomini al confronto per un solo posto, quello del condottiero che avrà il compito di chiudere un cantiere aperto il 14 ottobre 2007 grazie ad  un’intuizione di Michele  Salvati, sostenuta da Prodi ed attuata da Veltroni, ma non ancora giunto al suo reale compimento.

Il Partito democratico nacque dall’incontro di gruppi provenienti dai due principali partiti politici della storia della nostra Repubblica: il Partito Comunista Italiano e la Democrazia Cristiana, ereditandone la cultura socialdemocratica e quella cristiano-sociale, con l’aggiunta di qualche riminiscenza di alcune sensibilità democratiche-socialiste, socio-liberali ed ambientaliste. Insomma, l’attuazione del grande progetto, o compromesso storico, a suo tempo tanto agognato dal compianto Aldo Moro.

Ritornando alla giornata di ieri, vorrei riassumere il succo degli interventi dei tre antagonisti rimasti in lizza per l’ambito incarico ed impegnativo compito. Userò una scaletta di presentazione esattamente opposta a quella ” andata in onda ” ieri, cominciando proprio da colui che ha concluso…

Ignazio Marino: il Pd, ha esordito, deve saper aprire le porte alle ”energie della sinistra, alle forze socialiste, ambientaliste, radicali”.  Il Partito per proporsi come alternativa credibile alla destra non può puntare alla vecchia Unione “ che, secondo lui, sarebbe ” indigesta agli elettori “, ma, riprendendo esattamente le sue parole… ” deve recuperare chi si e’ allontanato e chi se ne e’ andato , accogliere più liberamente tutte le energie della sinistra e democratiche, le forze socialiste, ambientaliste e radicali. Costruire con loro un partito aperto, largo, con dentro posizioni più radicali e più moderate, e trovare la sintesi delle scelte praticando la democrazia partecipata, chiamando gli iscritti e i militanti alla responsabilità del confronto e della decisione”…

Commento: boh, secondo me, un bel cocktail per puntare esattamente a ciò a cui afferma di non voler puntare, ovvero alla ” vecchia Unione “…

Dario Franceschini: “… Oggi siamo un partito, nel senso più autentico della parola. Partito non è una parola di cui vergognarsi. È una parola che trasmette forza, che trasmette energia. L’onore e l’orgoglio più grande è essere stati chiamati a servire il proprio partito quando tutto sembra perduto. Quello è il momento in cui fare un passo avanti per dire sono qua, ci proverò e ce la faremo a salvare il nostro partito”… quindi ha proseguito attaccando l’operatività del governo colpevole di aver occultato la crisi senza adottare misure per contrastarla, senza dimenticarsi la solita frecciata a Berlusconi, definito ” ominicchio ” per il caso” Rosi Bindi “, non per  ” antiberlusconismo “, ma ” per dire la verità “…

Commento: boh, secondo me, niente di nuovo all’orizzonte…

Pier Luigi Bersani: “Adesso abbiamo tre cose da fare- dice- rinnovare e rafforzare noi stessi, riaprire il cantiere dell’Ulivo con movimenti politici e civici disposti al dialogo con noi; lavorare per un quadro ampio di alleanze politiche. Noi – aggiunge – non vogliamo fare da soli né ci immaginiamo da soli nel futuro. Penso anzi che dobbiamo proporre già con il nostro congresso ampie alleanze democratiche e di progresso per le prossime elezioni regionali“… “Nel Paese è aperta una grande questione sociale alla quale dobbiamo dare voce, per ragioni di giustizia,  giungere ad una politica di apertura con un profilo nostro, senza trattini o divisione dei compiti, con un nostro modo di rivolgerci a tutta l’area del centrosinistra e a quella parte dei ceti popolari che fino a qui hanno guardato a destra”… questo è il nostro mestiere. “

Commento: beh, un discorso  onesto e coerente, senza bisogno di occultare, mascherandolo con abiti nuovi, il ripristino di un vecchio progetto in qualche modo vincente, quale fu a suo tempo l’Unione… il coraggio di riappropriarsi della propria identità senza vergognarsi e … di dire le cose come effettivamente sono.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia – click on –

Comunicazione giornaliera ( fino alla noia e fin che dura l’emergenza) per tutti coloro che potrebbero aderire:

{img_a}Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

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