Rigassificatori, gasdotti e navi gasiere

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A cura dell’ing. Mauro Langfelder, presidente di Fare Ambiente Lombardia e della Consulta GeoDomotica Lombarda.

rigassificatori

” Il carbone dovrebbe sparire nei decenni per corrispondere meglio ai protocolli internazionali, ma in generale ad una buona cultura ambientale, confidando che non lasci troppi relitti di impianti che per il petrolio sono rimasti e ci inducono a parlare di inquinamento culturale, prima ancora di dire delle scorie nucleari. Non tutti sanno che fra le quindici classi di emergenze planetarie del Centro Studi Ettore Majorana di Erice, proprio insieme all’energia, c’è anche la tredicesima ( e l’elenco è in ordine di classificazione e non di importanza ), definita inquinamento culturale. Forse, impropriamente, siamo spesso portati a considerare come inquinamento culturale alcune carenze informative: la mancanza silente di un piano energetico nazionale potrebbe rientrare in questa voce… Ora consideriamo, dopo le rinnovabili, il gas perché sta per essere la forma nettamente più diffusa in Italia.

E questo è la conseguenza della concomitanza delle due evenienze citate che stanno conducendoci ad essere scientificamente il gasdotto dell’Europa con benefici per chi gestisce nel pubblico e nel privato, per i Comuni danneggiati che riceveranno compensi e parteciperanno agli utili di gestione, ma che non pare giovare né alle tariffe dell’utente né all’ambiente, quindi con un costo collettivo ed individuale che si potrà meglio stimare attraverso lo sviluppo dei riferimenti conclusivi.

porto venere

La prima delle due evenienze è l’implementazione progressiva della decina di gassificatori previsti, prevalentemente in riva al mare, ma anche in luoghi ambientalmente insostenibili ( Porto Empedocle, Porto Venere –  nella foto ). Se si verificasse, come qualcuno teme, che a motivo di potenziamento inconsulto di  quello di Porto Venere, il luogo cessasse di essere uno di quelli che l’UNESCO considera fra i 44 collocati in Italia e che sono patrimonio dell’umanità, quale svantaggio ne trarremmo? Come pesarlo?… Monfalcone,Trieste,Rovigo, Livorno, Brindisi, Siracusa… dovrebbero quindi venire ad ospitare impianti destinati a ritrasformare in gas il GNL  ( gas naturale liquefatto ) che arriva con le navi gasiere, non belle a vedersi e soggette a disciplina di navigazione almeno nelle zone controllate dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti orientali. E qui corre l’obbligo di dire che se quelle stesse norme fossero scelte per il controllo delle nostre coste, non potrebbero entrare nel Golfo di La Spezia, tanto meno approdare al molo di Panigaglia ( Porto Venere ) che si vorrebbe prolungare dell’ulteriore metà della sua lunghezza attuale.

La seconda delle due evenienze che stanno per occorrere ( e che pare porterebbero la capacità di distribuzione complessiva del gas che approderebbe alle nostre coste al 2000% del nostro fabbisogno stimato ) è quella di gasdotti internazionali, fra cui possiamo anche limitarci a considerare quello della Russia, recentemente conquistato dal Governo. La Turchia ha consentito il passaggio attraverso il Mar Nero; transitando anche attraverso Bulgaria, Macedonia, Albania ( se ricordiamo tutto ), nei Balcani per giungere alla vicina Brindisi, già coinvolta dal rigassificatore.

Comunque, oggi il 50% del nostro fabbisogno energetico ci deriva dal gas, seguito dagli oli combustibili. E ben l’84% complessivo di tutte le forme energetiche è d’importazione. … La riflessione ci porta all’ingorgo padano del sistema complessivo dei gasdotti che assolverà alla somma dei due trasporti, pur fatti a beneficio dell’Europa. In Svizzera, per esempio, il sistema dell’ Alta Capacità del Gottardo, che prevede una nuova importante galleria ferroviaria, è stato autorizzato e condizionato da un duplice referendum ( cantonale e federale ), ed il finanziamento è stato anticipato con una percentuale dell’imposta sul valore aggiunto da parte del Cantone, in modo da consentire risorse certe per tutti gli operatori coinvolti, direttamente o indirettamente. “

no grazie

Questa è la situazione energetica italiana attuale che stiamo conoscendo meglio grazie al lavoro della Consulta GeoDomotica Lombarda guidata dall’ing. Mauro Langfelder. La mancanza di un piano energetico nazionale previsto in tempi opportuni ha portato alla quasi nostra totale dipendenza di approvvigionamento in materia: noi abbiamo eccelso per attività di associazioni ambientaliste capaci solo di slogan di facile impatto sulla massa del tipo ” … no, grazie ” a qualsiasi soluzione. Ora noi ci ritroviamo in una situazione drammatica, per giunta con i nostri territori, specialmente i  mari, scelti come deposito internazionale di tutti i tipi di scorie inquinanti. La politica ambientalistica non deve essere fatta solo di ” no “, ma deve analizzare, studiare e prevenire le politiche migliori, almeno prevedere…  ” i mali minori “. La Consulta GeoDomotica di Fare Ambiente Lombardia si adopera per recuperare in qualche modo il tempo perso… sperando di esserne ancora in tempo!

Famiglie d’Italia
Umberto Napolitano

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Una Risposta to “Rigassificatori, gasdotti e navi gasiere”

  1. Nucleare sì, nucleare no… questo è il dilemma? « Famiglie d’Italia Says:

    […] ho dedicato molti post all’argomento ( Le cinque generazioni del nucleare e le scorie, Rigassificatori, gasdotti e navi gasiere, Le energie rinnovabili e le isole dell’energia, L’OCSE accusa: l’Italia non ha […]

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