Le cinque generazioni del nucleare e le scorie

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Sempre a cura dell’ing. Mauro Langfelder, presidente di Fare Ambiente Lombardia e della Consulta GeoDomotica Lombarda, nata anche per sopperire in qualche modo al ” vuoto cognitivo ed operativo in materia ” causato dalla  mancanza di un piano energetico nazionale ( PEN ), riprendiamo a parlare delle fonti energetiche: dopo energie rinnovabili, carbone e gas, oggi è la volta del  ” nucleare “, un termine che solo a pronunciarlo incute da sempre timore.

nucle” Il 17,8 %, cioè quasi un quinto, del fabbisogno energetico italiano oggi ci deriva dal nucleare, ma è tutto di importazione. D’altronde per un po’ di anni, essendo realisti, non ce ne allontaneremmo molto. Se anche in quindici mesi potessero essere riavviati Caorso e Trino Vercellese ( è un’ipotesi improbabile in termini di piena fruibilità ), non ci discosteremmo molto da quel dato. … Ma qui si pone subito il problema delle ” cinque generazioni del nucleare “, che per essenzialità assegniamo ad altrettante ventine di anni di ciclo di vita piena.

La prima ( anni 1950-1970 ) fu sperimentale, alla seconda generazione ( 1970-1990 ) appartengono praticamente tutte le centrali nucleari istallate nel mondo ( 439 ) prima che l’incidente di Cernobyl,  se tale fu e non pretestuosa negligenza, non ne bloccasse lo sviluppo. Alla terza e successiva generazione ( 1990-2010 ) appartengono praticamente soltanto due centrali nucleari, una francese ed una finlandese, entrambe costruite su rocce granitiche in riva al mare.

Ora ci troviamo ad analizzare i problemi delle due ultime generazioni: la terza, che preferiremmo definire come “ Terza plus ” e la quarta, chiamata anche ” Gen IV “. Mentre la Terza plus perfeziona la tecnologia dell’esistente senza rinnovarlo, la Gen IV, che in realtà è la quinta nel secolo 1950-2050, è totalmente innovativa e potrebbe dare risultati concreti dal 2030 in poi. Per questo l’Italia, nelle sue scelte nucleari attuali, è concentrata sulla Terza plus, che andrebbe a coprire, appunto, il ventennio 2010-2030.

centrale-idrogeno_b1Il quinto ventennio, quello del 2030-2050, potrebbe essere interessato anche dall’evoluzione dell’idrogeno, dove l’Italia residua nell’ENEA ( Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economica sostenibile ) competenze eccellenti, che, se finanziate, potrebbero dare risultati positivi e puntuali. … Naturalmente il problema del nucleare, soprattutto ai fini EURADIN ( Infrastruttura Europea per gli Indirizzi ) che qui ci ripromettiamo di mettere in evidenza, è un problema di scorie, della loro pericolosità in termini di sievert (simbolo Sv è l’unità di misura della dose equivalente di radiazione nel Sistema Internazionale ed è una misura degli effetti e del danno ) di radioattività e della loro durata. Il problema è serio ed attuale perché dobbiamo ancora liberarci delle scorie del passato e del presente, che interessano ben 146 siti, quasi in tutte le province, pur considerando che alcune derivano da applicazioni mediche o da studi universitari in atto.

tac

Diamo qualche cifra: con 6 Sv è difficile sopravvivere, ma una Tac comporta solo 3 o 4 mSv per il paziente ( 1 Sv = 1000 mSv ). Sulla pericolosità delle scorie del passato e sul cedimento dei contenitori di quella di Trino Vercellese alquanto si è detto. La gravità del problema deriva anche dalla vita radioattiva delle scorie: molti secoli per la seconda generazione, parecchi decenni per le più recenti. “

L’interesse da voi dimostrato per l’argomento relativo al problema energetico nazionale mi esorta ad approfittare della disponibilità dell’ing. Mauro Langfelder e del gruppo di studio Consulta GeoDomotica Lombarda per offrirvi, nei prossimi giorni, ulteriori informazioni sul tema.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

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Una Risposta to “Le cinque generazioni del nucleare e le scorie”

  1. Nucleare sì, nucleare no… questo è il dilemma? « Famiglie d’Italia Says:

    […] energetici, tant’è che l’hanno scorso ho dedicato molti post all’argomento ( Le cinque generazioni del nucleare e le scorie, Rigassificatori, gasdotti e navi gasiere, Le energie rinnovabili e le isole […]

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