Crocifisso via dalle aule: è successo quel che prima o poi doveva succedere

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crocifissoDopo la sentenza  europea che ci intima di togliere da tutte le aule delle nostre scuole il crocifisso, e con lui un pezzo della nostra storia, i commenti pro e contro si sono sprecati. In riguardo mi astengo di aggiungere altro se non ricordare i colloqui col crocifisso del buon Don Camillo e quelli di Marcellino… pane e vino, apparsi in due film di produzione una italiana e l’altra spagnola. Eravamo a metà degli anni ’50 ed io ero un bambino: don Camillo e Marcellino mi insegnarono a non dire la sera le preghiere come un pappagallo ripetitore, ma a cercare, sotto le coperte del mio lettino, un colloquio con Gesù, col Cristo sulla croce che mai ha creato in me disturbo o pena, ma tanta speranza… perché se ce l’aveva fatto Lui a risorgere da tanto scempio, il suo messaggio d’amore e di speranza mi avrebbero accompagnato per tutta la vita. All’inizio della nascita di questo blog, il 26 novembre 2008, leggendo tra le notizie nascoste della nostra cronaca ne notai una  tristemente premonitrice alla quale accompagnai un articolo, che tale e quale vi ripropongo a distanza di un anno, perché è successo anche da noi quello che…prima o poi doveva succedere.

Prima o poi doveva succedere…

Novembre 26, 2008  

E’ di un paio di giorni fa la notizia, passata quasi in sordina, sulla decisione di un giudice di Valladolid di far rimuovere tutti i crocefissi dalle aule di una scuola pubblica e sulle rimostranze del vescovo della città spagnola, denuncianti la “ Cristofobia “ e la dimenticanza di Dio.

Quanto è diverso questo atteggiamento spagnolo-europeo dal giustificato risentimento di un popolo arabo che, a suo tempo, reagì compatto, ritenendosi offeso per la manifestazione di mancato rispetto al proprio credo religioso a seguito della pubblicazione di “ certe “ vignette satiriche!…

In un caso, deprecando gli eccessi, si denota un’unità di pensiero e di sentimenti fra autorità politiche, religiose e cittadini, nell’altro si evidenziano la sopraffazione di un giudice all’insegna di un laicismo esasperato, la disperazione di un vescovo e…l’indifferenza di una società rassegnata.

Ormai ben poco riesce ad offenderci spiritualmente, proiettati come siamo verso un modello occidentale di consumismo e di materialismo sempre più accentuati. Riusciamo a terrorizzarci solo per catastrofismi annunciati ed abilmente guidati da speculatori internazionali.

La serenità si raggiunge quando spirito e materia si integrano in un rapporto di reciproca complementarietà: il sopraffare dell’uno sull’altro non giova ad alcuno.

Il nostro compito primario, quello mio, della nostra associazione e di chi ci legge…è quello di non sorvolare sulle notizie che si confondono nascondendosi dietro ad una facciata di normale routine, ma è quello di vigilare, di segnalare e di approfondire in modo da riappropriarci di una coscienza critica e propositiva, degna di chi si sente soggetto e non oggetto di un progetto sociale che lo veda protagonista in positivo. E’ una condizione “ sine qua non “ se vogliamo cambiare il trend di un modo masochistico di comportamento, nel quale ci limitiamo a delegare agli altri il compito di decidere, lasciando a noi solo quello di lamentarsi e ad assistere impotenti al verificarsi di un evento che… “ prima o poi doveva succedere !”

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 

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5 Risposte to “Crocifisso via dalle aule: è successo quel che prima o poi doveva succedere”

  1. fab Says:

    il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
    Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

    Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

    L’Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

  2. Beppe Says:

    62
    LA CROCE
    A parte il fatto che cristo non è mai esistito, la
    croce nella quale lo raffigurano all’epoca dei romani non esisteva, quel tipo di croce è uscita 5 secoli dopo per merito di un pittore dell’epoca e gli scrittori correttori dei vangeli ne hanno approfittato aggiungendo: il ceppo per poggiare i piedi e i chiodi per impietosire, ingannare e buggerare i boccaloni, adeguandosi alla croce più moderna.Invece all’epoca dei romani i piedi poggiavano a terra e non potevano essere inchiodati, come pure le mani non venivano inchiodate, perché le braccia venivano legate alla traversina orizzontale.
    E tutti sappiamo, che, il palmo della mano non può reggere il peso del corpo, quindi, questo dimostra quanto fossero sprovveduti in materia gli scrittori di quell’epoca e quelli d’oggi continuino a sostenere questo errore, ma loro se ne fregano perché sanno che i boccaloni con la poca intelligenza che si ritrovano loro credono e non si pongono nessun problema.
    Come la mettiamo signori ipocriti scrittori e falsificatori della religione? Alla …? IO QUESTE COSE LE HO APPRESE DA INTERNET NELLA STORIA DELLE
    CROCIFISSIONI, COSA DITE ? HA LO SAPEVATE GIA’ !!! smettetela d’mbrogliare la gente e vergognatevi, se il vostro,dio esistesse davvero e scendesse sulla terra per
    fare giustizia, voi sereste i primi ad essere giustiziati.
    MA VOI LO SAPETE CHE NON SARETE MAI
    GIUSTIZIATI PERCHE’ SIETE SICURI, CHE,
    AL DISOPRA DI NOI NON C’E’ NESSUNO.
    ANCHE LA VIA CRUCIS E’ FALSA!
    VIA LA CROCE DALLE AULE DELLE SCUOLE
    UFFICI E TRIBUNALI E CHE I PRETI …

  3. famiglieditalia Says:

    Ho cancellato solo l’ultima frase perché qualsiasi espressione volgare è bandita su questo sito per scelta personale fin dalle sue origini. Si possono dire le stesse cose in modo educato, senza perdere di incisività.
    Ho pubblicato il suo commento perché la democrazia sta nel dare prima di tutto visibilità a qualsiasi diritto di replica: le faccio notare, però, che nella sua analisi storica ” terra terra ” lei ha appreso molto da internet… a differenza di tanti altri che preferiscono farlo dal cuore.
    Io penso che i simboli religiosi, a chiunque appartengano, vadano rispettati per non offendere proprio i ” credo ” altrui. Non è un simbolo ” diverso ” a disturbare o deviare le convinzioni di chi ha fede, bensì la reale consistenza della sua stessa fede… poi se uno è ateo, il problema non dovrebbe proprio sussistere.
    Con rispetto, Umberto Napolitano

  4. Beppe Says:

    Egregio Umberto napoletano, le faccio notare che il crocifisso per gli atei è un’offesa che però lei giustifica, la democrazia per lei sta solo da una parte, cancelli pure il mio commento perché io con la gente che ragiona col cervello degli altri come fa lei mi fanno schifo perché sono blasfemi.

  5. famiglieditalia Says:

    Egregio signor Beppe, io non cancello il suo commento, perché rispetto sia lei, sia gli altri…anche se lei,in materia, non conosce il mio reale pensiero, che non mi impedisce, però, di ragionare col mio cervello anche nei confronti e nel rispetto di quello degli altri. Chiudo la polemica, perché, alla mia età matura, essa è superflua se le divergenze appaiono non facilmente colmabili. Sempre con rispetto, Umberto Napolitano

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