Benvenuto raggio di sole…( Ferruccio Jarach ) II parte

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Innanzi tutto Buona Domenica29 novembre 2009! Oggi, per chi volesse dedicare un po’ del suo tempo ad una sana lettura, contribuendo così ad alleggerirsi in parte dell’inquinamento culturale in materia energetica che inesorabilmente lo sovrasta , potrei offrire l’occasione per  trasformare questo giorno uggioso in una domenica speciale. Per cui, riprendendo l’articolo di ieri…  

 Forse Valentina può insegnarci qualcosa. Forse può prenderci per mano, farci smettere di picchiare la testa contro il muro, mostrarci dove è questa porta aperta e come attraversarla. I suoi occhi possono aiutarci a vedere quella porta, mentre noi rimaniamo fermi, riempiendo il mondo di parole su quello che dovremmo fare, ma restando lì dove siamo. 

Il processo della co-educazione

Potrebbe l’educazione essere la risposta? Il sistema educativo attuale è adatto a generarla? Da un paio di secoli un sistema di questo tipo è stato soprattutto orientato a formare persone capaci di consumare e produrre in abbondanza, con poca attitudine alla critica, con una forte capacità ad obbedire agli ordini, con un radicale distacco dalla natura, permettendo l’auto-riproduzione della società consumistica. Questo poteva andare bene quando la produttività era un’assoluta necessità, un credo  che nessuno poteva mettere in discussione: ma adesso?… Questo tipo di educazione è fortemente dipendente dalla filosofia cartesiana, che separa la mente dalla natura, l’intelletto dal corpo: in latino Cartesio ( nella foto ) chiama le due parti nelle quali divide il mondo “res cogitans” (l’elemento pensante, il pensiero) e “res extensa” (l’elemento naturale, la materia). Dopo i principio di indeterminazione di Heisenberg, dopo Einstein e Plank, dopo la teoria del caos e il lavoro di Prigogine sui processi irreversibili, il sistema educativo è ancora totalmente dipendente dalla filosofia di Cartesio, sia nell’organizzazione che nella sua strutturazione fisica. E’ sufficiente dare un’occhiata alle nostre scuole: scatole dove noi chiudiamo i nostri figli, scatole dove loro in genere non vorrebbero rimanere, se non costretti. Quante volte imparare è una gioia, un’avventura, una scoperta?… E’ tempo di superare una struttura così vecchia. Se noi non abbiamo il coraggio di farlo, in nessun modo cambieremo le cose. E’ importante spiegare cos’è il coefficiente di scambio termico, come una casa eco-compatibile funziona, qual’è la relazione tra la capacità di scaldare, lo scambio di energia e le variazioni di temperatura, ma…non è abbastanza. Questo mondo che non cambia ce lo dimostra. Dobbiamo rompere i muri delle scuole, inserendo la scuola nella società e la società nella scuola. Dobbiamo condividere la formazione sulle energie rinnovabili – che è un’avventura comune – con tutta l’umanità, non solo con chi va a scuola. Dobbiamo coinvolgere in questa avventura i giovani e gli anziani, le persone di tutte le nazioni, che le loro economie siano deboli o forti. Noi dobbiamo co – educare, portare l’educazione ad essere un processo cooperativo. Co educare, educare insieme, condividere con gli altri quest’avventura, per imparare a guardare alle cose da una prospettiva differente. Perché non stiamo parlando di insegnare la capacità di ripetere conoscenze apprese, siamo sulla strada verso futuro sostenibile (l’unico possibile). Che ci riporta su quella strada della sostenibilità, nella quale l’umanità ha camminato per tutta la sua storia, esclusi gli ultimi trecento anni. Prima sapremo tornarci, meno dolorosa sarà la transizione. Mentre facciamo questo dobbiamo essere coerenti, insegnanti e scuola. Gli insegnanti devono credere in quello che insegnano. Non vogliamo trasmettere pacchi di informazioni, vogliamo condividere un percorso di vita. Mentre facciamo questo, noi dobbiamo ovviamente ancora insegnare e gli studenti imparare, ma ciò deve accadere su basi forti. Sulle basi di buona volontà, di speranza, di desiderio di cambiamento, di capacità di percepire l’armonia della natura. Altrimenti  ci saranno persone  che sanno ogni cosa sulla teoria dell’energia rinnovabile ma che continueranno a guidare la macchina, a sprecare energia, ad essere indifferenti all’ingiusta divisione dell’energia nell’umanità. Un’impostazione del genere può essere davvero efficace se si sviluppa con  bambini che  abbiano ancora speranza, libertà, curiosità, creatività e gioia come loro ricchezza. Se loro ci accompagneranno  come alleati lungo il cammino del sole, noi avremo come alleata una forza incredibile, che ci permetterà di superare molti ostacoli che incontreremo lungo il cammino, con la forza che loro ci trasmetteranno. Altrimenti, non sarà perdente la nostra battaglia?

 Io imparo ciò che amo.  Un cammino che guidi i bambini dell’asilo e della scuola elementare verso le energie rinnovabili deve iniziare da cosa c’è nella loro immaginazione, da qualcosa che corrisponda al loro mondo. E’ un compito facile per noi, perché i protagonisti del flusso delle energie rinnovabili sono gli elementi della natura che sono, o possono diventare, grandi amici dei bambini. Il sole, l’acqua, l’aria, la foresta…Quale compagno migliore, per un  bambini piccolo, può esserci invece di una centrale elettrica! Come è più facile entrare in relazione con questi elementi piuttosto che con la storia di Giulio Cesare! Ma dobbiamo aiutarli a costruire una relazione con questi elementi della natura e con i fenomeni che essi sviluppano. Con un percorso che li guidi – passo dopo passo – dall’amore alla conoscenza. Questo è un percorso che non può essere fatto in fretta . E’ un percorso dove “no hay camino, el camino se hace al andar”, il cammino è fatto mentre si cammina, come dice un poeta spagnolo, Antonio Machado. E si fa ascoltando con grande attenzione – e amore- tutte le idee  le proposte e i dubbi che vengono dai bambini. Ci sarà tempo per imparare come funzionano le macchine. Sarà necessario impararlo, ma dovrà accadere al momento giusto. Attenzione: quando dico questo non dico che non sia importante imparare come progettare un aereogeneratore. E’ essenziale che l’università insegni ai suoi studenti le equazioni differenziali per disegnare le ali di un aereogeneratore. In altre parole noi dobbiamo aggiungere i desideri, l’entusiasmo, la percezione dei flussi naturali di energia, l’attenzione per il resto dell’umanità e per il nostro pianeta terra , alla capacità estremamente avanzata di sviluppare tecnologie, che pure sono un valore per la nostra società. Questa capacità tecnica deve prendere il proprio posto nell’educazione, e deve smettere di pretendere di essere il solo scopo del sistema educativo: per venire fondata su valori di  cooperazione, di giustizia, di equilibrio. Forse tu, insegnante di scuola superiore , insegnante di università, dovresti verificare se queste fondamenta esistono nei tuoi studenti, quando inizierai a spiegar loro le equazioni differenziali che descrivono il flusso dell’aria sopra le pale di un aereogeneratore. O quando insegni loro l’analisi energetica di una centrale termica solare. Non è mai troppo tardi. E’ più difficile ma funziona. Inizia la lezione leggendo loro una citazione degli indiani del Nord America. Se sei coraggioso, proponi loro un’escursione sulle montagne con te, domenica prossima. Non ti feriranno se ti metterai in relazione con loro fuori dalla classe; potranno insegnarti molto.

Lascia che sia luce: sette passi per educare all’energia rinnovabile.

Energia rinnovabile. Questa è una parola che non spiega completamente il suo significato. Necessita di un filtro di conoscenze – conoscenze ancora disponibili per pochi – per essere compreso. Mi chiedo se non dovessimo parlare di energie solari (che ne dite?). Al plurale, visto che l’energia  del sole diventa un flusso di vento, la caduta dell’acqua, la crescita delle piante. Di questo stiamo parlando: sole, aria, acqua, piante. Da questo noi partiamo. Al fine di capire  l’energia radiante dei raggi solari, l’energia cinetica delle molecole e dell’acqua, l’energia chimica delle molecole delle piante, noi dobbiamo conoscere il sole, l’aria, l’acqua, le piante. L’energia può essere intesa come una “qualità” della realtà che noi percepiamo, una qualità strettamente connessa con quello che noi chiamiamo movimento. Quindi, per ottenere una profonda conoscenza di quello di cui si sta parlando, prima di avvicinarsi  agli aspetti coi quali quella qualità si esprime, dobbiamo ottenere la conoscenza della realtà a cui questa qualità si applica. Questo è il punto: noi dobbiamo imparare – e capire e amare – il sole, l’acqua, l’aria, le piante. Tutto inizia dove i bambini della  scuola di Mollergata ci indicano con la loro splendida presentazione: lascia che sia luce, loro lo augurarono in sei lingue diverse. Questo ci ricorda la nascita mitica della natura, una nascita alla quale siamo riconoscenti, come se fosse la nostra. Questo ci mostra che ogni cosa di cui stiamo parlando nasce dal sole. Il sole rappresenta la luce che giunge ai nostri occhi, che permette di percepire il sole stesso e l’acqua, l’aria, le piante. Ci permette di percepire noi stessi nuovamente come parte della natura, ospiti di una casa così bella come il pianeta terra. Questa presentazione ci fa pensare che questo percorso va seguito tutti insieme, usando le stesse differenze come una grande risorsa per tutti. Di seguito propongo sette passi per il percorso educativo verso le energie rinnovabili, verso l’energia del sole. Uno segue l’altro. Essi sono il risultato di diversi anni di esperienza maturata con i bambini della scuola elementare in Italia, e non solo con loro. E anche  della mia esperienza nell’insegnare l’energia rinnovabile nelle scuole superiori, maturata andando a passeggiare assieme agli studenti sulle montagne, dove in genere io preparo queste proposte. Così questo percorso contiene molte delle mie idee come molte delle idee dei miei studenti. E di molti ricercatori di pedagogia – come Howard Gardner e Michael Focault – che hanno mi fatto il dono di alcune delle loro idee.

PRIMO PASSO – La percezione

Prima di tutto si deve stabilire una relazione affettiva con il sole, il vento, l’acqua, le piante: io imparo ciò che amo.

Impara  cos’è una foresta, corri in un campo, gioca con l’acqua, con l’aria, con il sole…Ma stai attento, adulto, a non avere l’obbiettivo di fare qualcosa, di capire qualcosa, ma semplicemente, in questa fase, con il fine di costruire un’ relazione affettiva. Io imparo ciò che amo. E mi tengo lontano da ciò che non amo. Io amo chi che è capace di mettersi in dialogo con me, chi gioca con me, chi mi rispetta . Gli animali spesso soddisfano tutte queste caratteristiche, per questo sono spesso così amati dai bambini. Amiamo assieme a loro l’aria che muove le nuvole, l’acqua che sfocia nei fiordi della Norvegia, la crescita mutevole delle piante, i movimenti del sole che danno forma al nostro tempo. Potresti passare un pomeriggio al sole con loro. Hai mai visto una classe di studenti stare un po’ sull’erba, sentire l’erba sotto il corpo e il sole sopra? Se non ti è mai capitato è la prova che la scuola sta dimenticando qualcosa. Qualcosa che, secondo la mia opinione, è essenziale per rendere effettiva l’educazione alle energie rinnovabili. … Ascolta la musica del vento. Lo sapevi che questa cambia a seconda del tipo di albero? Guarda la danza delle foglie degli alberi. Gioca con le forme delle nuvole. … Danza con il vento. Rifletti le tue percezioni del vento nei movimenti che dividi con gli altri. Così le tue percezioni si fonderanno con quelle degli altri e il tutto diventerà uno. … Danza con il fuoco. Con lo stesso approccio, puoi ascoltare e ascoltare una storia, nuotare insieme a loro, coltivare fiori o piante, scrivere un racconto o una canzone, costruire  giochi …

SECONDO PASSO – Osservazione qualitativa

Nella seconda fase una volta percepita l’esistenza degli elementi naturali, si può procedere nell’approfondire la loro conoscenza, osservandoli in un modo qualitativo, che vuol dire non fare ancora alcuna misurazione o analisi. La percezione comprende l’elemento o il fenomeno come un tutto. Questa è forse un’altra ragione per cui è così importante non dimenticare questo passo. In questo secondo passo gli elementi iniziano ad essere osservati e compresi nelle loro componenti, razionalmente le nostre menti li identificano: forma, velocità, colori, posizioni… Quindi il maestro prima di tutto deve guidare gli alunni a guardare a loro con prospettive differenti. Molto può essere fatto con il sole, guardando l’evoluzione dell’e sue posizioni, (lasciate rivivere Tolomeo!) costruendo il sistema di riferimento dell’orizzonte intorno a noi, osservando il movimento delle stelle e dei pianeti, come lo vediamo noi dalla nostra casa, la terra. Un gruppo di astronomi guidati da Nicoletta Lanciano, dell’Università di Roma hanno compiuto un grosso lavoro rispetto a questo, con persone di tutte le età sviluppando idee in sintonia con questo articolo. L’osservazione qualitativa del sole, dell’aria, del vento, delle piante può essere sviluppata in molti modi. Si possono osservare le nuvole ed i loro movimenti e disegnare le nuvole del cielo in diversi momenti. Questo significa capire da dove le nuvole arrivano e dove vanno ( questo è il modo migliore per capire come sarà il tempo nelle prossime ore!) e riflettere sui percorsi, sempre in cambiamento, della natura, così differenti dalla ripetitiva prevedibilità di molte nostre creazioni. … Eppure noi, così orgogliosi delle nostre macchine, ancora impregnati di un sistema di pensiero illuso di tutto poter prevedere e determinare, siamo affascinati quando, sedendo lungo la riva di un fiume, osserviamo le nuvole trasformarsi nel cielo.

TERZO PASSO – Analisi quantitativa

Ora i numeri possono entrare nell’esperienza. Questo può sembrare simile a quello che accade nelle nostre scuole. Il problema è spesso che la matematica è pensata come se fosse una disciplina totalmente a se stante e non come riflesso di ciò che ci accade intorno realmente e che possiamo osservare. La matematica ci dice molto di ciò che ci circonda e perciò dei fenomeni naturali che si sviluppano nell’educazione alle energie rinnovabili: sole, vento, acqua e piante. Lungo il nostro cammino la matematica rappresenta un ponte. E’ un ponte tra la percezione e quella parte della nostra mente che si diverte a giocare con  i numeri. Allo stesso tempo la matematica aiuta a sviluppare strumenti tecnici permettendoci di  catturare alcuni dei flussi energetici della terra.

QUARTO PASSO – Un sistema di significati

Inserite queste osservazioni in una struttura di senso: Natura, Dio, il Grande Spirito o come lo si voglia chiamare. Noi viviamo in un miracolo, la nostra vita è un miracolo, il sole è la sorgente di vita sulla terra e gli dobbiamo essere grati. L’insegnante deve esserne cosciente, deve crederci. Se non sento il miracolo della natura , difficilmente potrò trasmettere il desiderio di conservarlo. I bambini credono nelle stesse cose che le persone che amano credono. Essi non lavorano con catene deduttive, loro seguono la catena dell’amore. Nella scuola la parola amore appare raramente, ma l’educazione all’ energie rinnovabili implica il portare fortemente nelle scuole l’esperienza dell’amore. Fate in modo che sia un ‘esperienza importante il sorgere del sole nell’aula, provate a spegnere la luce artificiale il più presto possibile quando appare la luce del sole. Costruiamo scuole come Micke Niklas ha pensato di fare.  Cantate una canzone di gratitudine quando il sole è nel più alto punto del cielo, durante il giorno. Noi insegniamo ai bambini   a dire grazie quando si regala loro un CD : quante volte li abbiamo incoraggiati a dire grazie al sole per i suoi raggi? Se i tuoi studenti (ma è lo stesso per i figli, le figlie, e gli amici) ti vogliono bene, le tue parole diventeranno importanti. Quando entrerai in classe, farà differenza se invece di dire “sono così felice: ieri pomeriggio ho comprato un videoregistratore nuovo” tu dirai “sono così felice : questa mattina ho aperto la finestra e il sole stava sorgendo“. Noi diciamo ai giovani che non si dicono le bugie. Questo vuol dire che è necessario che si recuperi un rapporto positivo con la natura, prima di iniziare un programma di educazione alle energie rinnovabili? Esattamente !

QUINTO PASSO – Insieme gli elementi diventano un sistema

 Inserisci questi singoli fenomeni all’interno dei flussi naturali di energia del pianeta terra. E’ il momento di parlare di energia. Sicuramente non dell’energia come: “forza X spostamento”, una vecchia definizione di energia prodotta dalla visione meccanicistica del mondo, che sfortunatamente viene spesso usata per introdurre gli studenti in questa magica espressione della realtà. Se non ci fosse energia tutta la materia dell’universo sarebbe immobile e fredda. Energia è movimento, energia è tempo, energia è vita (infatti senza energia non ci sarebbe tempo, nè vita). La percezione dei raggi del sole sul nostro corpo ci aiuta a capire cosa l’energia sia, molto meglio di quanto qualunque formula matematica provi a descrivere. Ovviamente queste formule matematiche saranno necessarie in un secondo tempo, ma non in questa prima tappa. Assicurati di aver ben chiara la differenza fra il concetto di forza e di energia, prima di iniziare questa tappa! Questa chiarificazione fra le differenze è difficile ma è un passo importante in questa fase. E’ il momento di parlare di come l’energia si mostri in differenti forme, come un attore che si mostra in scena con differenti maschere. E’ il momento di farne alcuni esempi.  Ora è il momento di parlare dei flussi naturali di energia che attraversano il pianeta. Il sole è all’inizio di questa catena di trasformazione. Non è necessario conoscere il profilo adiabatico per capire che  è il sole a far salire l’acqua del mare su fino alle nuvole. Una pentola che bolle sul fuoco con un coperchio sopra di sé è perfettamente utilizzabile per il nostro fine. Due piante identiche lasciate qualche settimana una nel buio e una all’aria aperta danno una chiara idea della relazione tra sole e piante. Ci sono molti esempi semplici, troverai il metodo migliore per i tuoi studenti, ma comunque assicurati che essi abbiamo chiare queste relazioni.

SESTO PASSO – Mi metterò in relazione con questo sistema

Ora è tempo di imparare come catturare alcuni dei flussi energetici per noi. Prima di tutto dobbiamo capire che non intendiamo fare nulle di originale. L’umanità, da quando esiste, l’ha già fatto mangiando: il cibo è la più importante energia rinnovabile che l’uomo usa, lo sapevi? Oltre al mangiare pasta, comunque le energie rinnovabili includono il calore del fuoco nel camino,  il navigare di una barca lungo i fiordi di Oslo, l’asciugare i panni al sole… Ora possiamo guardare ai differenti modi con cui i nostri antenati hanno catturato i flussi di energia, usando le energie rinnovabili: dal significato dei mulini a vento sparsi in tutta Europa e dei mulini ad acqua  alle bellissime navi e battelli che attraversano i mari. A volte ci sono, forse in altri luoghi e tempi, risposte ad alcune delle nostre presenti domande. A questo punto possiamo guardare insieme come oggi si può fare, facendo uso delle nostre tecnologie, a catturare e trasformare questi flussi con grand’efficienza e flessibilità. Oggi abbiamo eccellenti attrezzature che ci permettono di catturare l’energia del sole, dell’aria, dell’acqua, delle piante: potremmo studiarli insieme ai nostri studenti. Metti un foglio di carta nera sulla neve in un giorno di sole e guarda cosa succede, costruisci una piccola serra e usala, studia come i collettori termici solari funzionano…molte attività sia teoriche che pratiche possono essere usate in questo momento. Questo è la parte più “tradizionale” del processo, che prende senso e forza dai 5 passi precedenti. Senza quelli, questo sarebbe un pacchetto di conoscenze che potrebbero diventare attive solo in quelli che sono già pronti ad accettarle. Altrimenti essere saranno imparate e messe in una parte della mente come astratte conoscenze bugiarde. Mai trasformate in azioni personali, in un reale cambiamento del proprio comportamento, nel proprio relazionarsi con il  mondo esterno.

SETTIMO PASSO – Insegnerò agli altri quello che ho imparato

Se un contadino scoprisse come produrre più patate o grano dai suoi campi, condividerebbe immediatamente questa nuova – autoprodotta – conoscenza con gli altri membri della sua comunità. Lungo il percorso del nostro futuro sostenibile, lungo il percorso dell’educazione alle energie rinnovabili, dobbiamo solamente fare la stessa cosa. Dobbiamo diffondere la conoscenza delle necessità del pianeta. Non possiamo aspettare che i bambini di oggi diventino adulti. Quindi i bambini devono diventare maestri, devono insegnare agli adulti ciò che questi hanno imparato mentre spargono nella società il loro entusiasmo, la loro creatività, i loro sorrisi. L’educazione non può più essere un processo locale, che finisce all’interno delle mura scolastiche, dopo che gli studenti hanno imparato ciò che noi supponiamo abbiano appreso. L’educazione alle energie rinnovabili è un processo globale, un processo che noi dobbiamo sviluppare tutti insieme, una via differente di relazione fra noi stessi e il pianeta in cui viviamo. Un processo dove non ci sono più giovani che imparano, adulti che insegnano, anziani che stanno a guardare: qui dobbiamo cooperare tutti insieme alla ricerca di un futuro diverso.

PERSONE

Alcune delle persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo articolo sono presentate di seguito…

Paulis Axenenko è uno studente della Latvia, che ha cantato alcune delle bellissime canzoni lettoni sul sole e alcuni versi della mia poesia, durante la presentazione di questo articolo. Il suo contributo ha dato forza e anima alle parole e ha mostrato (insieme all’aiuto di altri studenti Latviani) che la cooperazione tra adulti e giovani ha un grande potenziale.

Celine Ramseier è un’attivista di Greenpace che vive a Thon e studia a Berna, in Svizzera.  Ha fatto a tutti i partecipanti di ISREE 2000 il regalo di un’ispirata citazione: ” Quando vuoi che la gente costruisca una barca, crea in loro il desiderio di un’isola” (dal “Piccolo Principe”).

Renè Descartes è un filosofo francese del settecento che ha focalizzato l’attenzione sul lato razionale dell’umanità. Ha ipotizzato una forte divisione fra la materia  (res extensa ) e  il pensiero (res cogitans), mentre ha fatto dipendere l’esistenza del mondo dal pensiero umano (“cogito ergo sum”, penso dunque sono).

Valentina Fiore è una bambina di 10 anni che ho incontrato nella sua scuola media “Trebeschi” di Desenzano. Ha scritto una bellissima poesia sulla natura che ha ispirato alcuni dei pensieri qui presentati sul rapporto fra energie rinnovabili, educazione e natura. E’ lei l’autrice della citazione che apre questo articolo.

Michel Focault è un ricercatore francese che ha scritto un saggio molto interessante, chiamato “surveiller et punir” (sorvegliare e punire) . In questo testo ha sottolineato come la struttura della scuola, che noi conosciamo, è tutt’altro che naturale: è il risultato della rivoluzione industriale. Ha fatto un parallelo fra la struttura delle scuole, degli ospedali e delle prigioni come strutture di gerarchia e potere.

Howard Gardner è un pedagogo statunitense, insegnante all’Università di Harvard, che attraverso la sua teoria delle molteplici intelligenze ha chiarito anche che l’educazione non si dovrebbe limitare a dare una valutazione e a porre attenzione solo all’aspetto razionale dell’universo umano.

Ame Auen Grimnes è professore  universitario dell’Università di Agricoltura di As in Norvegia. Gli studenti del suo laboratorio di energie rinnovabili sorridono con gli occhi che mostrano cosa lui ha insegnato loro, come insegnare e imparare sia un processo di gioia. Inoltre egli ha sottolineato l’importanza di far diventare i futuri membri della classe dirigente( ad oggi studenti) amici delle energie rinnovabili mentre sono ancora giovani.

Nicoletta Lanciano è capo ricercatore della facoltà di matematica dell’università di Roma. Ha lavorato per un lungo periodo alla didattica di astronomia, intesa come strumento per metterci in relazione con l’universo intorno a noi. Il sole ed il suo percorso nel cielo – come lo vediamo dalla terra – è una parte importante del suo lavoro, che porta avanti con gioia e curiosità

Birgir Ness è un insegnante della scuola elementare di Mollergata Skole, Oslo. Ha  inserito,insieme ai suoi colleghi, tutto il lavoro di questi anni nel significato descritto dalle parole verdensaltet (il tutto), gudstoen (fede), kjaerligheten (amore), friheten (libertà). I suoi ragazzi ci hanno fatto il regalo di mostrarci quanto le energie rinnovabili ci siano molto più vicine di quanto noi pensiamo regalandoci un’arancia mentre ci presentava il miracolo della  luce durante ISREE 2000

Mike Nicklas ha presentato all’ ISREE 2000 un’importante relazione sulla costruzione di scuole progettate per usare la luce come fonte d’illuminazione. Questa è una questione essenziale che garantisce coerenza fra ciò che insegniamo, il nostro stesso comportamento e le risorse che abbiamo dentro

Ilya Prigogine si occupa di termodinamica, fu premio Nobel nel 1997 ed è un’autorità nel campo dei processi irreversibili. Ha sempre prestato grande attenzione alle conseguenze epistemologiche della sua stessa teoria ed ha proposto, nel suo libro “La nuova alleanza”  (scritto insieme ad ISabelle Stengers ) un piccolo legame fra tutti i sistemi di pensiero, indipendenti dal tempo e dallo spazio al momento della nascita.

Il movimento del sole nel cielo è un miniera  di possibili misurazioni, come i tipi di angoli che variano con il giorno e la notte, con le stagioni, con le latitudini. Perché una scuola di Cuba e una di Oslo non misurano l’altezza del sole a mezzogiorno e si comunicano le notizie l’un l’altro con delle lettere elettroniche?. Si possono costruire tutti i tipi di orologi solari e calendari, capaci di misurare l’ora del giorno e il giorno dell’anno. Se non c’è sole, per cortesia, non fate nessun esperimento sull’energia solare con la luce artificiale. Se piove tutto il tempo, che sia la pioggia il fenomeno naturale da studiare, l’acqua la fonte di energia da valutare. Misurate la quantità di pioggia caduta. Calcolate con il metodo dell’estrapolazione quanta pioggia cade su un territorio delimitato da una catena di monti: questo è il calcolo che gli ingegneri idroelettrici compiono per stimare la potenzialità idroelettrica di un’area. E’ un calcolo che si può facilmente riprodurre. Mandate i risultati di questo studio a vostri corrispondenti delle latitudini tropicali, e fatevi inviare da loro i risultati delle loro analisi sull’energia del sole. Se siete così sfortunati da non avere vento, sole, cascate, piante che crescono (stai forse facendo un viaggio al polo nord a Dicembre?) puoi insegnare come non sprecare le energie che usiamo. L’energia è un regalo, e come tutti i regali bisogna averne cura. Tutti i lavori che noi facciamo sono pieni di significato se l’energia che noi produciamo, con tanta fatica , è usata con responsabilità e rispetto. “

F J ( Ferruccio Jarach )

Considerazioni finali. Chi è arrivato in fondo alla lettura di questo meraviglioso scritto ha potuto ben comprendere quanto ormai non possa più bastare l’impegno di pochi per il bene di tanti… i tempi stanno inesorabilmente cambiando, non ci si può più accontentare. L’impegno deve diventare comune e comprensibile… Mi spiego meglio: non si può più vivere di luce riflessa, non si può più continuare a far finta di ignorare ed insistere nel privilegiare l’immediato per l’interesse personale…. Siamo tutti parte di un ingranaggio semplice e complicato, del quale bisogna cominciare a conoscere approfonditamente i meccanismi. Ognuno di noi è indispensabile per la sopravvivenza futura propria e collettiva , per cui dobbiamo agire coesi. Continuare a nascondere la testa sotto la sabbia non paga più, mai come adesso siamo responsabili l’uno dell’altro. Ai nostri figli, che abbiamo abituato ad essere non compresi e tacitati rinchiusi nel rifugio e nell’oblio delle ” bambinaie tecnologiche “, dobbiamo restituire il ruolo di ” maestri di vita ” attraverso la loro purezza ed ingenuità, per permetterci di riscoprire e rimettere al nostro servizio tutto ciò che di meraviglioso la natura ci ha donato fin dal  primo respiro, e che noi, col passare del tempo, abbiamo deteriorato, accantonato ma, per fortuna, non ancora completamente disabilitato.

Umberto Napolitano

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2 Risposte to “Benvenuto raggio di sole…( Ferruccio Jarach ) II parte”

  1. Danilo Filippini Says:

    GRAZIE per aver ridato voce ad un uomo veramente straordinario

  2. michele Says:

    bello veramente un bel discorso ecco io però verrei trovare un programma o un gioco che si basa sulla fisica sui movimenti del sole dove posso usare vetri lenti specchi metalli ruote vele ingranaggi sfruttando il sole aria acqua piante esiste?

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