Oggi, 3 dicembre… a trentanni dalla morte di Alighiero Noschese

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 Cento voci sono state spente con un colpo solo “… con queste parole si apriva , trent’anni fa, un articolo del settimanale Oggi che commentava la drammatica morte di un grande, il più grande imitatore di sempre… Alighiero Noschese. Era il 3 dicembre 1979 e, subito,varie ipotesi furono abbinate ad un gesto talmente  estremo: tutto si sarebbero aspettato i suoi innumerevoli fan da un ” prendi in giro il mondo e scappa ” come ” l’Alighiero “, uno che amava rifugiarsi tra le mille maschere della vita che sapeva interpretare con estrema naturalezza, ma mai avrebbero immaginato una fuga così violenta e definitiva verso l’incognita che si nasconde al di là della vita stessa.

Qualcuno evidenziò lo stato di profonda depressione causata dal fallimento della sua vita affettiva che lo aveva visto separarsi dalla prima compagna e dai figli avuti con lei, lasciandogli nel cuore un profondo senso di solitudine… altri, in modo frettoloso e semplicistico, videro in Gigi Sabani, il giovane imitatore scoperto e lanciato da Pippo Baudo, la causa scatenante di una perdita di autostima nelle proprie qualità e, quindi, scatenanti dell’estremo gesto per incertezza nel futuro artistico. La realtà è che l’Alighiero si è portato nel suo viaggio l’unica verità, quella racchiusa nel mistero dei meandri della mente umana, la sua… e che a noi ha offerto solo l’alternativa di poter immaginare e sperare che, in fondo, per lui sia stata la soluzione ottimale per mitigare, in qualche modo, la tristezza di un vuoto immenso lasciato e che, a distanza di molti anni, non si è ancora colmato, specialmente per gli amici che lo hanno amato ed ai quali manca ancora tantissimo. Fra questi Danilo Filippini, del quale più avanti leggerete un’intervista, che mi ha esternato il suo profondo dispiacere nel poter presenziare solo col cuore, per motivi di lavoro imprescindibili, stamattina al Cimitero San Giorgio a Cremano alla cerimonia organizzata dall’associazione di Napoli ” TALENTI VESUVIANI “, con la posa di una targa in suo onore.

Sempre grazie all’amico Danilo, ho scoperto recentemente un interessantissimo blog ” La Voce di Megaride “, dal quale mi sono permesso di attingere e riportare un bellissimo articolo commemorativo di Alighiero Noschese, risalente a qualche giorno fa, e firmato da Marina Salvadore. Buona lettura…

 

CARA NAPOLI… TI RICORDI DEL MIO AMICO…L’ ALIGHIERO?

Post n°1289 pubblicato il 29 Novembre 2009 da vocedimegaride  

di Marina Salvadore

Il prossimo 3 dicembre cadrà il trentennale della scomparsa di un grande artista napoletano, Alighiero Noschese, che fece la fortuna della televisione italiana e che, insieme ad Antonio de Curtis fu il migliore biglietto da visita di Napoli in the World. La sua grande sensibilità di uomo lo rese talmente permeabile alla realtà esterna che, come un magnetofono, egli sapeva riprodurre non solo le voci ma anche le caratteristiche fisiche e quelle caratteriali di circa cento (96!… ci teneva a precisare) autorevoli rappresentanti della politica e del gossip internazionale, fino ad essere più autentico dei suoi personaggi imitati ed a procurare a questi – specialmente, ai più “riservati” e dolenti – successo personale, carisma e simpatia del Pubblico. Come non definirlo quindi un benefattore di illustri ed ingrati beneficati? Ma fu forse questa sua eccessiva sensibilità, questo suo “farsi spugna” dell’acquatico consesso di pesci grandi e piccoli, dagli squali ai colorati arlecchini della barriera corallina italiota, a finirlo in profonde crisi depressive, delle quali l’ultima fatale, che rapì questo saggio Peter Pan nel fiore degli anni, in maniera atroce, sotto il peso impossibile da portare sulle proprie spalle, come un emulo di Atlante, dell’ipocrisia e del “sotto il vestito niente” dei figuri del Potere da lui messi a nudo e sbeffeggiati… ma consapevolmente, inutilmente redarguiti da quella sua prosa di giornalista opinionista “pasionario” cui fu negato esprimersi sulla controllata Stampa di Regime e ch’Egli intelligentemente profuse in brillantissimi testi di cabaret per i “suoi” coloriti personaggi da imitare, da offrire all’ignaro volgo della platea italiana, deprivandoli furbescamente e scientificamente della loro corazza istituzionale e della rigorosa inviolabilità carismatica, tipica della “deità” precostituita di alcuni governativi, lontani mille miglia da quel Popolo del quale godevano il suffragio! Non bisogna ridurre Noschese ad imitatore, ad artista di “avanspettacolo”, senza prima esserci interrogati su cosa s’intenda effettivamente per “spettacolo”: quell’algida confezione metallizzata di luci, lustrini e paillettes sponsorizzata dalla catena commerciale del Consumismo cieco con spennacchiamento al vento di vessilli finto-progressisti sulle “Guantanamo” erette sui  confini della Libertà di Pensiero… o se il SUO non fosse arguto, colto, geniale quanto disperato anelito di Giustizia Sociale, di stimolo all’eguaglianza tra i “padroni della ferriera” e gli anonimi minatori, abitanti delle “fonnachère” che – da buon napoletano – conosceva bene… così come conosceva Petito e Pulcinella o quel motto inciso – a monito – sulla casa panoramica di Scarpetta “Qui, rido io”… sotto le cui finestre, in passeggiate romantiche napoletane anche il giovane Noschese avrà meditato! La semplicità, l’immediatezza della comunicazione nella satira pulita e mai sconcia; queste, furono le armi di un rivoluzionario scugnizzo napoletano, per combattere – inerme – col frizzo ed il lazzo di una anomala protesta sociale, camuffata di bonarietà ed eleganza, i germi immondi di una “zozza società” ed i suoi mostri! Non v’è quindi gratitudine per quest’uomo generoso, per questo grande artista che scegliendo di morire ha voluto risparmiarsi l’ulteriore onta del degrado morale e civile del suo Popolo, del suo Pubblico… della ormai decadente Televisione…  bene immaginando che persino i suoi piccoli pupazzi del Potere di l’altr’ieri avrebbero provato, oggi, una crisi di identità e di orrida repulsione alla Realtà!… Forse, è per questo che Noschese andava dimenticato e che non ci sarà Politico locale o nazionale, presidente Rai o Fininvest o di “Vattelapesca TV”, o Sindaco di Napoli, o governatore di Regione o Provincia, a rendere omaggio a così incommensurabile ARTISTA!
Noi di “Megaride”, cresciuti con lui, pasciutici paffutelli al solare sorriso che regalava ai volti dei nostri pensierosi genitori, da uno schermo in bianco e nero, acquistato a rate e che – come un trofeo o… un altare – occupava l’angolo “importante” del soggiorno, lo ringraziamo e lo celebriamo, il nostro inimitabile imitatore del “sabato sera”, il nostro accattivante “maestro Manzi” della satira politica, il nostro “Mago di Oz”, la nostra intrigante “Mary Poppin’s”… il più amato “Robin Hood” dei nostri padri! Con una risata ci ha seppelliti… e ci ha educati!
C’è qui un suo amico… non è nemmeno napoletano… ma algido nordico del varesotto, la patria di quel “senatùr” ch’è l’imitazione di se stesso e che… avrebbe tolto “lavoro” al nostro Noschese… E’ l’unico che – a distanza di anni – ancora se ne ricorda e scrive alle autorità napoletane e televisive perché ricordino Noschese.

Come commenta, l’amico Danilo Filippini, questo osceno silenzio da parte di un Popolo così morbosamente commemorativo, quest’oblio che avvolge come un ingiusto sudario la memoria di questo grande artista?
Non riesco sinceramente a capire come sia potuto calare uno strano silenzio su di lui. Sono esterrefatto! Questa amara evidenza  di ingratitudine mi provoca tanta malinconia… 

COME vi siete conosciuti?
Ci siamo conosciuti a Lugano in occasione della costruzione della sua residenza a Campione d’Italia
Che sogni aveva?
Sognava di diventare un impresario/costruttore   
Che ricordo particolare conserva, del suo amico Alighiero Noschese?
Non dimenticherò mai il suo sguardo…due occhi che trasmettevano FIDUCIA ed ENTUSIASMO

CHI ERA veramente Alighiero?
Un uomo straordinario, un amico meraviglioso e un’artista di una professionalità UNICA

L’ultima volta che l’ha visto…Al suo ultimo spettacolo al mio paese, Cugliate Fabiasco ( Varese ),  in ottobre, C’ERA UNA VOLTA…ANCORA C’E’…E FORSE NON CI SARA’…con Ric e Gian… L’ho sentito al telefono al sabato, 2 giorni prima della tragedia perché mi voleva assolutamente incontrare per un progetto di costruzione in Canada… porto ancora dentro di me un grande rammarico per non aver capito la sua disperazione…ci sono poi dovuto passare per la depressione per comprenderne a fondo la DRAMMATICITA’

Quale sarebbe la maniera migliore per commemorarlo?
Dedicargli un teatro a Napoli…la città che adorava e di cui fu uno stupendo portavoce

Noschese, oggi, imiterebbe QUALI personaggi?
Dubito che perderebbe il suo tempo ad imitare i personaggi di oggi stante il loro limitato spessore sociopoliticoculturale…

Quale iniziativa suggerirebbe ai politici, teatranti e artisti napoletani per celebrare Noschese?
Alighiero mi parlava solo e sempre di  Napoli…avrebbe voluto portarmi a Napoli perché mi diceva che in Svizzera non c’era PASSIONE…era riuscito a farmi innamorare di Napoli senza averla mai visitata…suggerirei a tutti i NAPOLETANI una gara di SOLIDARIETA’ per farla diventare veramente il più stupendo PAESE Do SOLE e Do MARE…

E’ vero che… se Maradona è meglio ‘e Pelè… Noschese è meglio di Eduardo?
Non ho conosciuto Eduardo per cui rischierei di sembrare un po’ fazioso… il grande Eduardo ha però sempre sottolineato le caratteristiche negative del napoletano, addensandogli cupe ombre sul capo… mentre Noschese, non drammaturgo e considerato artista “leggero” ne ha tratto tutta la solarità e l’arguzia… Certamente, però Alighiero è stato ed è assolutamente INIMITABILE !
Nel congedarsi da noi, Danilo Filippini ci segnala che sul sito in rete Famiglie d’Italia, dell’ex artista Umberto Napolitano, sarà pubblicato qualcosa in  memoria di Alighiero Noschese… ma noi continuiamo a sperare che se ne ricordino, doverosamente, maestranze e Popolo napoletani!
Abbiamo voluto qui rendere omaggio all’ARTISTA Noschese, a prescindere  dal buio fitto ch’è calato sul “mistero” inquietante del suo suicidio che – a distanza di 30 anni – entra di diritto nella lunga serie  degli irrisolti misteri italiani degli anni di piombo, governati da coloro che erano – all’epoca – proprio i suoi “cavalli di battaglia” e ci auguriamo che oltre al meritato omaggio all’Artista egli riscuota il giusto omaggio di Verità intorno alla sua scomparsa; il maestro Manzi ripeteva in televisione, ogni pomeriggio, “Non è mai troppo tardi!”.

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Per rimediare in qualche modo alla memoria corta di chi è troppo impegnato o deviato dalle problematiche quotidiane, Famiglie d’Italia si unisce convinta al ricordo di tutti coloro che hanno amato e ancora amano Alighiero Noschese, un antesignano nell’avere capito i difetti della politica, evidenziandoli con classe ed ironia e sdrammatizzandoli nel contempo, riuscendo così a porsi sempre con una critica intelligente, trasversale e, soprattutto, libera da condizionamenti di appartenenza... difficilissima da  ” imitare “. 

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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