Copenaghen, solo un passo avanti… e tanta delusione

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 Il mondo sta correndo verso una  catastrofe ambientale inimmaginabile e lo fa in modo conscio e masochistico. Anche il  ” Summit di Copenaghen ” è servito a poco, se non a trovare qualche spicciolo da elargire ai paesi più poveri per facilitare un lifting alle coscienze di quelli più ricchi … e nulla più. Nessuno vuol rendersi conto che stiamo vivendo tutti nello stesso villaggio, nel quale non c’è più spazio per cittadini privilegiati. La sopravvivenza di ognuno è messa in pericolo dal soccombere dell’altro. Se non si è coscienti di questa realtà gli spazzi per il salvataggio del nostro pianeta si restringono inesorabilmente. Siamo cittadini di un villaggio globale , come afferma il mio caro amico Mauro Langfelder, ” dove la fame lascia morire troppi di noi; dove la dispersione dell’energia degrada le risorse che i nostri stessi discendenti ci hanno prestato ed affidato in temporanea gestione; dove la nutrizione forsennata di cibi animali inquina oltre ogni misura ragionevole; dove l’abbattimento incauto delle foreste impoverisce la nostra serra naturalistica …

Tenete bene a mente le parole che avete appena letto, perché le riprenderemo molto presto con un’analisi più  approfondita che permetterà a tutti di meglio valutare quanto spesso ci viene solo superficialmente accennato,  per non dire celato. Negli articoli precedenti abbiamo evidenziato che uno dei nostri principali danni è causato dall’inquinamento culturale per mancanza di informazioni. La pecca di molti ambientalisti è quella di reclamare ” sparando nel gruppo “, ovvero facendo ” casino ” per attirare l’attenzione, evidenziando pecche e disastri ma, raramente, offrendo per lo più soluzioni utopistiche e difficilmente praticabili.

Noi cercheremo, in qualche modo, di seguire dei percorsi differenti. Penso che abbiamo tutti bisogno di ritornare a scuola, nel senso che dobbiamo cominciare noi stessi, per primi, a sentire il desiderio di apprendere e di informarci meglio. Non è più tempo di accontentarsi delle conoscenze ” per sentito dire “, urge approfondire ed analizzare. Famiglie d’Italia ha deciso di ” agire ” e la prima proposta si concretizza nell’invito che fin da adesso rivolgo a tutti per due avvenimenti già in calendario per l’anno prossimo: il 21 gennaio dalle ore 14 all’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano e il 22 gennaio, dalle ore 19, in una delle stupende sale del Palazzo Rasini, messa a disposizione dalla giunta del Comune di Cavenago… Si tratta di due incontri che ricalcheranno i temi di Copenaghen, con la differenza di proporre dei percorsi ben precisi sia sul campo delle energie rinnovabili sia su quello delle alternative alimentari, con la presentazione di progetti e realtà già in essere ed applicabili fin da ora. Il tutto grazie alla collaborazione fra noi, la Consulta Geodomotica Lombarda, la ESAE srl ( società spin-off dell’Università degli Studi di Milano ), la professoressa Claudia Sorlini, preside della Facoltà Agraria, e che ringrazio di cuore, e di altri ancora che vi svelerò in seguito.

Questo è solo l’inizio di chi intende impegnarsi a fondo  per aggiungere al concetto di “ informare ” anche e, soprattutto, quello di ” agire “. La nostra speranza, immaginandoci viaggiatori di un treno che sta per partire alla volta di una meta di importanza vitale, sta nel credere di far salire, durante il viaggio, il maggior numero di passeggeri.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 

 P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

 

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