” Vado avanti per il bene dell’Italia “… e perché, Presidente, ha ricevuto un mandato!

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  Caro Presidente  Silvio Berlusconi, sono passati ormai otto giorni dall’aggressione di piazza Duomo alla Sua persona. Abbiamo condiviso la Sua sofferenza fisica e morale, condannando nel contempo l’atto e i commenti inappropriati e privi di umana sensibilità. Abbiamo analizzato il perché ed il che cosa abbia portato all’epilogo drammatico che l’ha vista protagonista, ed abbiamo consigliato che per stemperare la tensione il modo migliore non fosse cercare colpevoli e mandanti, ma far calare un doveroso e salutare silenzio, almeno per qualche giorno… appello, purtroppo, andato quasi completamente a vuoto. Nella giornata di ieri, intervenendo telefonicamente a una manifestazione di solidarietà nei suoi confronti a Verona, ricordandoci i vari attacchi mediatici e non da Lei subiti in questi ultimi mesi, ha sottolineato il perché del Suo voler continuare ” nonostante tutto ” per il bene dell’Italia… Grazie, signor Presidente, intento nobile, risposta appropriata… ma non ci basta!

Vede quella mano che sta ponendo una scheda nell’urna?… Probabilmente, data la maggioranza da Lei ottenuta, è una di quelle che con il suo atto Le ha permesso di vincere l’ultima tornata di elezioni. E’ una mano che riponeva la fiducia e le speranze nell’uomo che avrebbe lottato e risolto i problemi di tutti, riuscendo a governare in modo saggio, equilibrato e sereno… Questo, però, non si è completamente verificato. Saggezza, equilibrio e serenità sono completamente mancate, anche se il risultato del Suo operato è stato probabilmente al di sopra di quanto concesso dalle condizioni critiche in cui Lei ha potuto muoversi e operare con il Suo Governo.

Gli avversari non Le hanno concesso tregua e Lei ha abboccato al loro gioco, difendendosi e contrattaccando in modo non sempre lucido ed adeguato. Ha continuato a ricordarci le Sue difficoltà dovute a motivi e manovre che erano evidenti a tutti. E questo, probabilmente, è stato il lato debole della Sua politica: chi ha votato per Lei, continuando a riconoscerLe un alto  consenso, non ha certo creduto a tutto ciò che Le hanno imputato, mentre gli altri,  sono  rimasti fermi sulle loro posizioni, che non sarebbero cambiate  neanche se Lei avesse portato delle prove indiscutibili della Sua onestà ed innocenzaQuindi, tutto tempo e  ” sangue amaro ” sprecati! Rispondere per le rime alle polemiche innescate man mano dai  vari  Veltroni, Franceschini, Casini, Di Pietro e Fini, abili e coerenti nel loro agire, non ci ha certamente giovato avendoLe rubato impegno e concentrazione dal Suo lavoro.

Del resto, quando nel 1993 Lei ha deciso di entrare in politica, presumo che qualche conto l’abbia fatto prevedendo a cosa sarebbe andato incontro. Erano i tempi del successo della  grande rivolta di tangentopoli che aveva posto fine ad un’ egemonia partitocratica che durava da quasi 50 anni. A capo degli insorti aveva cavalcato un abile condottiero  magistrato emergente… un certo ” Antonio Di Pietro “, e sotto i suoi fendenti erano caduti in molti,  avendo egli fatto pochissimi prigionieri.

Ora, a distanza di 15 anni, l’evento si sta riproponendo: la Sua egemonia politica dura incontrastata da allora, a parte brevi intermezzi… e questo dà fastidio a molti. E, guarda caso, il condottiero alla guida dei nuovi rivoltosi è ancora una volta un certo ” Antonio Di Pietro ” , abile leader di partito emergente. La sua capacità sta nel saper  attaccare inquisendo e pretendendo risposte immediate, tenendo l’avversario sotto pressione ed impedendogli ogni possibilità di controffensiva ragionata: tiene sempre il gioco in mano, rilanciando per primo.

E questa tattica ha fatto sì che ormai tutti siamo stufi di questa baraonda e non siamo più in grado di giudicare chi ha torto e chi ha ragione. Siamo confusi, non riusciamo più ad orientarci. Tutto ciò che ci accade intorno ci proietta in un incubo interminabile. Ogni certezza tende a cadere. Le famiglie si sfasciano oberate dai problemi di una crisi devastante e molti valori si disperdono offuscati dai dubbi quotidiani che si insinuano irriverenti nei nostri cervelli come i fiocchi di pioppo nei nasi a primavera. Religione, giustizia ed altro… dove sta la verità?

Caro Presidente, come vede, non ci possiamo accontentare di una semplice espressione come ” vado avanti per il bene dell’Italia “, ci occorre qualcosa di più forte e convincente. ” Vado avanti perché ho ricevuto un mandato dagli italiani che mi obbliga ad andare avanti… e con convinzione ed energia rinnovate! “ Se Lei si sente onesto ed al di sopra di tutte le accuse che Le vengono mosse, agisca di conseguenza e non perda più tempo in spiegazioni: non le vogliamo più sentire, siamo saturi!  Vada avanti ed usi bene il potere che la democrazia ed il voto Le hanno conferito, ponga fine una volta per tutte a questa guerra infinita che ha menomato un’intera Nazione!… Ma se per qualche motivo Le sorgesse anche solo il minimo dubbio di non riuscire a farcela, allora la preghiamo vivamente di sacrificarsi ” per il bene dell’Italia ” , perché a volte ” le palle ” si dimostra di possederle  con la forza e l’umiltà di fare un passo indietro quando è il caso, e, anche se doloroso, saper mettersi dignitosamente da parte.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 

 P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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