Basta morti per colpa degli sprovveduti… e della mancanza di cultura dell’informazione e della prevenzione

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Ieri si è alzato solenne e disperato il grido del direttore del Dipartimento della Protezione Civile dopo l’ennesimo incidente di montagna: ” basta con le morti per colpa degli sprovveduti! Sono stufo che i nostri soccorritori perdano la vita perché le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi “. Così Guido Bertolaso ha commentato  la morte sulle Dolomiti di quattro tecnici del Soccorso Alpino. ” Oltre alle emergenze legate alle alluvioni – ha proseguito – oggi c’è anche il dolore per i nostri ragazzi morti per cercare di salvare la vita ad altri “. Capisco il suo sfogo… ma non penso che le colpe siano solo degli sprovveduti; la fonte va ricercatamonte “, giocando tristemente in modo ironico con le parole.

Cercherò di esser breve nella mia spiegazione, in quanto il tema da affrontare è molto serio ed ha bisogno di un’infinità di tempo e di pagine affinché ciò avvenga in modo serio. Come avete visto io non mi sono limitato a pubblicare l’immagine di una catastrofe alpina, ma ho aggiunto quelle di un incidente stradale e di uno sul lavoro. Perché?… perché le tre tipologie di drammi sono accomunate dallo stesso denominatore causante: noi manchiamo di qualsiasi cultura civica che ci insegni fin dalle scuole elementari ad aver rispetto della propria vita e di quella degli altri.

Questo libro, per l’importante materia di vita che rappresenta,  l’Educazione Civica, dovrebbe accompagnarci come un angelo custode fin dai primi passi della nostra esistenza, ma è stato, addirittura, ritenuto superfluo ed eliminato dai testi scolastici per lungo tempo e, solo da poco, se n’é ritornato a parlare… Come occorre una patente di guida per solcare i mari, idem ne occorrerebbe una per affrontare e scalare le montagne in modo da renderci sin da subito consci di tutti i pericoli e di tutte le precauzioni da prendere. Ma la montagna e le sue insidie sono   state sempre sottovalutate, basta rendersi conto che l’uso del casco per gli sciatori è obbligatorio solo per i bambini… assurdo e irresponsabile… La patente di guida per autoveicoli e moto, invece, viene concessa dopo pochi mesi superficiali di studio e di pratica a ragazzini di 18 anni ( addirittura qualcuno suggerisce di anticipare a 16 ) che si ritrovano, così, non sufficientemente preparati alla guida di bolidi velocissimi, paragonabili a terrificanti armi da guerra. Uno Stato previdente per la salute dei propri cittadini, invece di lamentarsi per le spese eccessive causate dalle morti per incidenti stradali e da individui da assistere e sostenere finanziariamente perché condannati ad una lunga vita andicappata, renderebbe obbligatorio l’insegnamento delle regole fondamentali fin dalle scuole medie per introdurne in seguito la pratica in quelle superiori, quale materia essenziale di studio, lasciando alle scuole guida solo il compito successivo, negli anni, di corsi periodici di aggiornamento ed esami di controllo… Infine, per gli incidenti sul lavoro ( e qui ritorniamo al benedetto libro di Educazione Civica ) si dovrebbe anche qui spiegare fin da subito che, ” essendo la nostra Nazione basata  sul lavoro “, il lavoro va sempre affrontato con serietà e responsabilità prima di tutto nei confronti di se stessi e che i pericoli si nascondono ovunque, non solo sui posti di lavoro dove si opera in cambio di una retribuzione ma anche e, soprattutto, fra le pareti di casa propria dove gli incidenti sono altrettanto gravi e più numerosi, e senza mai che nessuno scioperi  per protesta dopo che si sono verificati. 

Come ho detto introducendo questo post, la mancanza di cultura di informazione e di prevenzione sono argomenti che non si possono affrontare in poche righe, anche se abbastanza chiare ed esaustive. Noi, di Famiglie d’Italia, piano piano cercheremo di dare spazio alle carenze culturali usando un linguaggio semplice e comprensibile… quello che, però, apparirà spesso incomprensibile ai più sarà la mancanza di sensibilità e di prese di posizioni chiare e correttive da parte di coloro che dovrebbero, invece, istruirci e tutelarci.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

 

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