Lo scudo fiscale panacea di ogni male… escluso quello di stomaco

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Si aprono i cavò delle banche dei cosiddetti paradisi fiscali, quelli svizzeri sventrati, e i soldini, orfanelli d’Italia, ritornano gioiosi nel seno materno che li accoglie come figlioli prodighi sulla via della redenzione. Ben 95 miliardi di euro… una cifra da far venire il mal di testa, una montagna di soldi nascosta a suo tempo e che ora, legalmente, ritorna a disposizione di un mercato affamato e bramoso. Lo so, fa schifo il modo, ma è una panacea insperata: è come un enorme salvadanaio che improvvisamente viene rotto e le sue viscere ridistribuite. Ha ragione chi esulta o chi protesta?

La trasversalità della  nostra posizione politica, rappresentiamo famiglie di cittadini collocabili in entrambi gli schieramenti, ci permette di fare un analisi fredda e distaccata mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro. Partiamo dai ” contro “, perché deve essere chiaro a tutti che il messaggio primario che ci sbatte in faccia è che i furbi, i potenti e i delinquenti, come al solito, se la stanno cavando alla grande e, con pochi spiccioli, stanno sanando  questioni annose e… penose. Certo, uno può dire che a suo tempo essi hanno rischiato… ma i rischi maggiori non sono certo quelli delle persone facoltose, che trovano sempre il modo e i mezzi per ridurli al minimo. La nostra speranza è che questa sia veramente l’ultima volta!… Del resto ormai, anonimato o no, quelli che hanno aderito allo scudo fiscale sono usciti allo scoperto e poi, non credo, che nel futuro sarà ancora così facile rifugiarsi negli ” asili finanziari ” offerti da Stati e banche compiacenti, almeno per un bel po’ di tempo. Altra speranza è che il nostro Stato approfitti di questo improvviso benessere per cercare di analizzare le cause che possano aver portato tanti capitali fuori dai patri confini e decida di dar vita ad una riforma fiscale, una volta per tutte, equa e praticabile. Negli Stati Uniti le imposte sono molto più semplici e molto meno gravose: questo fa sì che i cittadini versino il loro dovuto coscienti dei propri doveri e diritti… Le speranze hanno anticipato i ” pro “, ma questi sono sotto gli occhi di tutti: turandoci il naso, i 5 miliardi di introiti fiscali serviranno a sostenere ammortizzatori sociali ed iniziative a favore delle categorie più deboli e maggiormente colpite dalla crisi finanziaria… mentre i restanti 90 non credo che i loro possessori si accontenteranno di lasciarli a giacere nei  ” cavò ” delle banche italiche, ma saranno rinvestiti offrendo carburante prezioso a rimettere in moto la macchina produttiva e lavorativa nazionale.

 Per concludere e far calare definitivamente il sipario sulla diatriba fra chi esulta e chi protesta, penso che il responso possa trovarsi come al solito nell’equilibrio della giusta via di mezzo. Non esultino troppo  Tremonti e Berlusconi per i risultati raggiunti, anche se gli interessi della Nazione sono primari: ai nostri figli un giorno dovremo spiegare il perché di uno Stato che si è reso connivente, in ogni caso, di un’azione disonesta come l’evasione fiscale e l’esportazione illegale di capitali all’estero… ma nel contempo non protestino troppo i vari Bersani, Casini e Di Pietro, prima di aver spiegato dove ” erano ”   quando anche nei loro  governi tali misfatti avvenivano e, soprattutto, quale proposta reale e concreta, in alternativa, sarebbero stati in grado di proporre per trovare risorse senza sporcarsi neanche un po’ le mani e la coscienza.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

 

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3 Risposte to “Lo scudo fiscale panacea di ogni male… escluso quello di stomaco”

  1. storr Says:

    gli evasori ringraziano e i contribuenti onesti vengono di nuovo presi in giro

    Lo scudo fiscale: il peggior condono di Tremonti

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