Il futuro comincia nella consapevolezza della nostra conoscenza

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Il titolo sembra nascondere un messaggio subliminale o contorto, in realtà vuole significare esattamente ciò che si legge: il futuro, quello dei cambiamenti e dei miglioramenti, comincia nel momento in cui siamo consapevoli che le nostre informazioni ci permetteranno di scegliere come comportarci e come meglio offrire il nostro apporto nel determinare le grandi decisioni… ovvero, nel considerarci non più oggetti passivi, bensì soggetti attivi e determinanti. Quindi, la conoscenza non più  optional a disposizione di pochi eletti, bensì una necessità primaria equamente distribuita e recepita… In parole povere: basta farci fregare a causa della nostra pigrizia ed ignoranza!Viviamo un’ epoca in cui il mondo si è evoluto a dismisura con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Noi non possiamo più accontentarci di goderne solo i pregi senza conoscerne ed approfondirne i difetti… perché è proprio lì che si nascondono le fregature. Gli esempi sono tantissimi ma, per non tediarvi, mi limiterò a prenderne uno e ad analizzarlo insieme a voi.

Vi ricordate tanti anni fa , era l’ 8 novembre 1987 , i tre referendum sul nucleare?… Ebbene gli ambientalisti esultarono, almeno una parte politicizzata o interessata al ” no “, inneggiando allo scampato pericolo di morte ed inquinamento. Avevano portato avanti una campagna d’informazione a senso unico, fornendo cifre e scenari lugubri futuri in maniera talmente convincente che nessuno si preoccupò di verificare ed informarsi a sua volta… risultato? Le centrali sono proliferate ovunque in Europa e nel mondo, la Francia, addirittura, ne ha costruite alcune sui nostri confini alpini e, si dice, che in caso di incidente nucleare le radiazioni, per un gioco di correnti, cadrebbero prima su di noi; ma la beffa più grande è che noi acquistiamo l’energia che ci occorre proprio dalla Francia, pagandola un bel 30 % in più rispetto ai nostri cugini transalpini.

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare affermando “ ma almeno noi non abbiamo scorie da smaltire!… “: e qui la beffa è ancora maggiore! Pare che i nostri mari non siano molto d’accordo, anzi! ( vedere nostro post del  16 settembre 2009 dal titolo ”   ” )

Ora io non voglio sindacare su chi ha ragione o torto nell’ essere a favore o contro il nucleare. Intendo solo sottolineare che una parte ha vinto indisturbata con la complicità dell’altra che non sapeva esattamente cosa in realtà succedesse intorno a loro. E noi, a differenza di altre nazioni, per colpa della nostra pigrizia, siamo rimasti indietro rispetto a tutti pagandone le peggiori conseguenze, monetarie e non… A quanto affermano le autorità competenti internazionali, l’Italia è l’unico paese tra quelli che contano a non avere un proprio Piano Nazionale Energetico. E non solo…, ma grazie alla volontà di coloro che preferiscono che nulla cambi, pur avendo noi validi ricercatori ideatori di tecnologie all’avanguardia nel campo delle energie rinnovabili, ebbene… con molta fatica essi riescono a proporre le loro innovazioni, osteggiati come sono per non compromettere interessi di pochi, da tempo consolidati e privilegiati

Ecco perché è nata Famiglie d’Italia, per ricordarvi che su questa fetta di  pianeta, l’Italia appunto, adesso ci state vivendo voi e non i vostri antenati. Noi vogliamo raccontarvi un po’ di cose cercando di smuovere le vostre coscienze ” solo ” attraverso il ragionamento e non l’arrabbiatura isterica… anche se quest’ultima è preferita dagli ” alto locati “, in quanto è risaputo che… can che abbaia non morde, ma se ragiona e si organizza, allora sì che fa male!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

 

 P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto… grazie!

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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Una Risposta to “Il futuro comincia nella consapevolezza della nostra conoscenza”

  1. Giacomo Carone Says:

    Caro Umberto, ieri ti parlavo de “L’economia delle esperienze”, un bellissimo testo di Pine e Gilmore che tratta proprio di quanto asserisci nel Tuo post. I “soliti noti”, coloro che oggi hanno e vogliono tenersi saldo il potere attraverso il consolidamento dei propri mercati costruiti ad-hoc, purtroppo hanno relegato il popolo Italiano al ruolo di semplici spettatori (ruolo passivo), e per mezzo dei vari media propongono, o meglio impongono ciò che è giusto, ma solo per proprio vantaggio. Peccato che le loro proposte sono sempre e solo dei semplici “servizi”, e non offrono le “esperienze” che invece sono in mano a coloro che vorrebbero proporre innovazione, purtroppo senza riuscirci, almeno finora. Noi Italiani dobbiamo finirla di accettare di essere tempestati da spettacoli preconfezionati ed iniziare a pretendere di essere coinvolti nello spettacolo stesso (ruolo attivo), diventando partecipi delle proprie scelte, parlando il linguaggio dell’Impiegato, della Casalinga, del Dirigente, dell’Operatore Ecologico, del Professore, dell’Addetto alle Pulizie, del Progettista e dell’Apprendista: l’Italiano, la notra lingua, quella di tutti noi, fatta di concetti chiari, semplici, comprensibili a tutti, includendo i famosi “conti della serva” tanto cari ai nostri nonni.
    Tutti noi Italiani dobbiamo riappropriarci della capacità di ragionare con la nostra testa per effettuare scelte consapevoli e ponderate, affinché ai nostri figli e nipoti oltre al proprio DNA, qualche soldino o bene materiale (in questo periodo nutro qualche dubbio in merito), possiamo lasciare un mondo migliore.
    Giacomo

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