Italiani ancora razzisti… con alcuni ” distinguo “

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Ho voluto aprire con questo manifesto perché sia chiaro che il messaggio dentro racchiuso “ unite against  racism ” valga una volta per tutte, per tutta l’umanità e non solo per una parte di essa.Io accetto e appoggio pienamente l’appello di Benedetto XVI durante la preghiera della domenica in San Pietro. Il Pontefice ha chiesto rispetto per lo straniero“, accoglienza e attenzione per chi sta peggio di noi… ed io penso che ciò accada nella maggior parte del nostro Paese. Io vivo da 10 anni a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, una delle province italiane con la più alta presenza di extracomunitari. Io non ho mai visto atti di razzismo ne contro Rumeni, Albanesi, Ucraini, Musulmani o chicchessia, anzi! 

Ci sono alcuni che si sono talmente radicati da parlare addirittura il dialetto e le loro paghe, specialmente nel campo del turismo e della ristorazione estiva sono uguali a quelle degli italiani e nessuno, come mia moglie, può affermarlo in maniera così certa e documentata: lei ha lavorato tutta l’estate alla cassa di una gelateria di proprietà di una amica ed il suo stipendio, compresi gli straordinari, è stato  equiparato esattamente a quello delle ragazze, il 90% extracomunitarie o straniere, che servivano i coni da dietro il bancone. E se anche mia moglie ha lavorato più per il piacere della compagnia di una gioiosa confusione vacanziera che per il compenso ricevuto a fine mese, le ragazze erano soddisfattissime e felici per i soldi che potevano mandare a casa.

Certo, se facciamo riferimento ai lavoratori di colore di Rosarno, ci accorgiamo che le paghe sono molto differenti… ma li entriamo in un altro ” mondo ” dove lo Stato non riesce ad imporre pienamente le sue regole e gli ” interessi ” sono in mano a ” pochi ” che, al contrario, le loro regole sanno imporle in modo fermo ed esaustivo. Ed è chiaro che tali incidenti, per qualche motivo a noi oscuro, ma poi non troppo, sono stati  probabilmente provocati ad arte: mi immagino, magari, qualcuno che  disinteressatamente si dispiace per il ferimento dei due primi extracomunitari con un fucile ad aria compressa e che offre un consiglio amico del tipo ” voi avete subito un’ingiustizia ed avete diritto di reagire e chiedere giustizia… potreste protestare duramente come i Black Bloc quando mettono ferro a fuoco le città, tanto nessuno gli fa niente ” … Bene, sarebbe stato anche onesto e ” amichevole “, però, ricordare ai malcapitati che nessun Black Bloc ha mai pensato di comportarsi a Reggio Calabria o a Catania come recentemente ha fatto anche a Copenaghen, perché, se ci avesse solo provato, la reazione dei cittadini sarebbe stata la stessa di quella usata contro gli ingenui e poveri extracomunitari , con i Black Bloc, protetti dalla polizia, costretti a darsela a gambe  frettolosamente e piuttosto malconci… e nessuno avrebbe gridato al razzismo: dove c’è povertà bisogna rispettare le poche cose degli altri acquistate con sudore e sacrifici e non distruggere tutto come vandali solo per sete di vendetta e di giustizia, prendendosela, come sempre, con chi non centra nulla. E la mancanza di rispetto  si è poi ripetuta, di conseguenza, nei confronti di tutti quei poveri lavoratori che, a loro volta, non centravano nulla con i disordini, ma costretti ugualmente a lasciare frettolosamente i loro ghetti e  le povere cose e, probabilmente, anche qualche paga ancora da riscuotere, per scappare verso luoghi più sicuri fisicamente, ma mortali finanziariamente.

Per questo, io non accetto di considerare solo gli italiani ancora razzisti nel  2010… il razzismo va combattuto in tutte le forme ed in tutti gli animi. Alcuni musulmani non sono forse razzisti nei nostri confronti? Possono buttare dalla finestra i nostri crocifissi e noi, cristianamente, sopportiamo mentre, se proviamo a pronunciare una sola parola di dissenso verso la loro religione, veniamo subito tacciati di blasfemia e perseguitati. E, nello stesso tempo, la poca considerazione che hanno nei confronti della donna, principale strumento di Dio per dare la vita all’uomo, non è forse  anche questa una forma di razzismo? Se ci pensate bene, proprio a Rosarno, i ” rivoltosi ” hanno distrutto la macchina di una donna, Antonella Bruzzese, con  lei dentro insieme ai suoi due bambini, ferendola e  fregandosene altamente delle sue urla… tanto era solo una donna. Quindi, il razzismo esiste ovunque ed ovunque va combattuto!… Non sono razzisti solo gli italiani, come non lo erano nemmeno ai tempi delle leggi razziali fasciste. Erano razzisti coloro che avevano il potere e l’ interesse a far sì che l’Italia ed il suo popolo fossero considerati tali ( quanti italiani allora hanno aiutato e continuano ad aiutare adesso i più deboli per senso di carità cristiana, indipendentemente dalla religione e dal colore della pelle ), come non sono razzisti la maggior parte dei musulmani, come tanti amici che conosco, ma coloro che li indottrinano per gli stessi motivi di cui sopra.

Invito, perciò, l’Osservatore Romano, ad insistere con fermezza nella sua lotta contro ogni tipo di discriminazione razziale, ma, nel contempo, a non fare di ogni erba un fascio, perché, senza pretese di dare a nessuno lezioni di teologia, ricordo che proprio Gesù, nei suoi insegnamenti, ha sempre esortato a… non giudicare per non essere giudicati

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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