Immigrati Rosarno: noi e loro accomunati nello stesso ghetto, l’Italia

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L’immagine con cui apro questo post può sembrare forse offensiva per tutti quei  poveri esseri che sono stati orrendamente trucidati ad Auschwitz, i quali, entrandovi per la prima volta, venivano accolti da un’insegna tragicamente lusinghiera e traditrice: il lavoro rende liberi… State attenti e non giudicatemi superficialmente dato che, per descrivere in qualche modo lo stato di rabbia e d’ incertezza in cui vive attualmente la maggior parte di noi, italiani e non, sto riesumando fantasmi di un passato su cui sarebbe meglio far calare un rispettoso e pietoso velo di oblio, ma che, rappresentando esso l’esempio più estremo della desolante raffigurazione di un ghetto, solo così mi permette di  descrivervi la lugubre sensazione che provo quando mi sveglio al mattino e mi sento addirittura rinchiuso come in un campo di concentramento  virtuale, o lager per usare il termine più appropriato, nel quale, lentamente, ” qualcuno ” sta meticolosamente portando a termine il progetto dello sterminio programmato di ogni piccolo lembo della mia anima autonomamente pensante e reagente ( sono due anni che  ci martellano senza pietà sullo stesso argomento per convincerci a pensarla in un modo o nell’altro )…

Già in un paio di post ho pubblicato la rappresentazione di uno di noi che, guardandosi allo specchio, vi vedeva riflessa l’immagine di un asino rassegnato ad accettare ed a subire di tutto e di più. Ma questa immagine, ultimamente, non mi basta più… io non mi sento solo  un asino costretto a subire ed a cibarsi di tutte le frottole, tensioni e turbative di un mondo politico egoista, opportunista ed insensibile, ma mi sento anche prigioniero in un labirinto sotterraneo, pieno di sporcizie e fetori, dal quale è impossibile evadere senza rischiare di perdersi definitivamente nel limbo dell’anarchia e del qualunquismo.

La politica decadente, intrappolandoci nel suo carrozzone mediatico ( Anno Zero, Ballarò, Porta a Porta, Matrix, Omnibus, L’Infedele, La Repubblica, Il Giornale, L’Espresso, Panorama, etc. ), ci ha trasportati, dunque, nel peggiore dei ghetti, nel quale la disaffezione verso essa sta diventando il pericolo principale della nostra disfatta psichica e morale… perché se si spengono gli ideali si spegne anche il gusto per la vita.

Quando un anno fa o poco più ho dato il via al progetto di Famiglie d’Italia, mi sono riproposto di tifare sempre per il governo democraticamente eletto, di qualsiasi colore politico fosse stato, e, anche nella critica, di evidenziarne gli aspetti negativi solo per sollecitarne i correttivi. Ho difeso il governo dagli attacchi di un’opposizione priva di contenuti, ma ho auspicato altresì che questa opposizione ritrovasse al più presto la giusta strada che la riconducesse al suo ruolo di guardiana degli interessi di tutti… insomma, ho sperato nell’evoluzione di una politica che, come proclamato prima delle elezioni, abbandonasse ogni rivalità per mettersi al completo servizio delle famiglie e della totalità dei cittadini, italiani e stranieri. E invece… quello che è successo è giornalmente sotto gli occhi di tutti. Pur non stando peggio degli altri Paesi, la nostra situazione di lavoro non è delle migliori e le prospettive a medio termine non offrono che tenui illusioni, per cui non credo di dire delle eresie quando affermo che italiani ed extracomunitari siamo accomunati dall’appartenenza allo stesso ghetto che, se quest’ultimi accoglie e sfrutta fisicamente, rinchiude e corrode psicologicamente noi, fino a metterci inesorabilmente… l’un contro l’altro armati.

Comunque, non considerate questa mia pessimistica elucubrazione come un segnale di resa o di cambiamento di strategia, anzi! E’ solo uno sfogo che, esauritosi, mi ridarà la carica per ripredere il percorso della ” meditazione ponderata ” collettiva necessaria per vedere da soli meglio la realtà delle cose, piuttosto che  con gli occhi di coloro i quali… preferirebbero il contrario

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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