Terremoto Haiti… una domenica di preghiera e di riflessione

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Questa bambina sta spuntando miracolosamente da sotto un ammasso di macerie e sembra guardarci in attesa di una mano che si tenda spontanea verso di lei, anche a distanza di migliaia di chilometri, e l’aiuti a risollevarsi ed ad uscire definitivamente da tanto orrore… orrore  e devastazione nel quale vive da quando e nata e che  il terremoto non ha fatto altro che evidenziare di più sbattendoci  in faccia la dura realtà: quella di un mondo a varie misure dove a parte pochi eletti, potenti e speculatori, che guidano una ciurma anonima e accondiscendente che  si arrabatta e si accontenta  delle sempre meno opportunità di lavoro  offerte dalle nazioni più ricche, il resto… la maggior parte, vive giornalmente l’eterna battaglia mirata alla sola sopravvivenza giornaliera, quella dove il respirare aprendo gli occhi al mattino ed il riuscire ad arrivare vivi fino a sera rappresentano l’unica e sola vittoria a cui aspirare.

Viviamo in un mondo povero ed è per questo che dobbiamo cominciare ad aiutare veramente i poveri… per rispetto del nostro mondo povero. Il terremoto di Haiti rappresenta solo l’ultimo evento di un fenomeno con il quale conviviamo da sempre, ma quello che lo rende drammatico e il più devastante da sempre… è l’ essersi verificato in uno degli Stati più poveri del mondo. Uno Stato dove non funziona niente, la corrente la erogavano un’ora al giorno…adesso neanche quell’ora, l’acqua era scarsa…ora non esiste, le case erano fatiscenti…ora inesistenti, i pochi ospedali e male attrezzati li ha inghiottiti la terra, le autorità… quelle non c’erano prima o chissà dov’erano…ora  se ne stanno rintanate in un aeroporto e non sono neanche in grado di smistare gli aiuti che stanno sollecitamente arrivando…

E allora dove stanno  soluzioni e alternative?… Io penso che se un tempo il mondo poteva dividersi in ricchi e poveri, privilegiati e non…ora non se lo può più concedere. Stiamo crescendo a dismisura e stanno mutando gli equilibri: se il povero muore… morirà anche il ricco, perché perderà ogni fonte del suo arricchimento. E badate che nei poveri ci metto tutti, dai poverissimi a quelli appartenenti un tempo al ceto medio ed in procinto di essere declassati. E si sta impoverendo anche la natura, essendo stata sfruttata con ingordigia e senza regole. L’agricoltura ” antica ” è stata surclassata dall’industria  ” moderna “, dando origine all‘impoverimento irreversibile. Frutta e vegetali sono stati defraudati e mutati da manipolazioni genetiche aggressive e incontrollate, gli allevamenti di bestiame destinato al macello hanno subito le stesse “ correzioni ” proliferando e contribuendo all’inquinamento atmosferico… e potrei continuare con un’infinità di esempi, ma quelli fatti bastano e avanzano.

Io penso che le disgrazie arrivino non solo per punire ma anche per dare dei segnali che permettano all’uomo di imparare e provare a migliorarsi. Noi dobbiamo pregare per i poveri morti di Haiti e, soprattutto, per i vivi perché, nonostante tutto l’impegno e gli aiuti che arriveranno, per molti di loro sarà troppo tardi… e dobbiamo anche riflettere. Dobbiamo provare a cambiare la tendenza che ci vede proiettati verso un baratro senza sbocchi. Dobbiamo cominciare a prendere coscienza dei cambiamenti del mondo, delle nuove esigenze e dei.. doveri che dobbiamo accollarci. Non possiamo più pretendere di vivere da ” spettatori “, ma dobbiamo entrare nella parte e diventarne almeno  ” coprotagonisti “. Dobbiamo allargare le nostre conoscenze e…vivere di più il mondo. Capire che la nostra elemosina è in grado di arricchire ulteriormente gli speculatori e di offrire solo un panino ogni tanto a chi necessita di almeno un pasto ogni giorno… Dobbiamo sollecitare chi ci guida a trasformare l’elemosina in opportunità di tecnologie ed assistenza che permetta ai poveri di crearsi l’autosufficienza sulle loro terre. Penso che queste terre siano state abbastanza sfruttate e prosciugate da meritare una piccola contropartita… Non è utopia… è razionalità! Non è un percorso facile e breve ma deve essere affrontato e iniziato il più presto possibile. Dobbiamo far capire ai potenti che se vogliono continuare a guadagnare per il futuro devono cominciare a restituire qualcosa: che lo considerino un investimento come tanti. Il guadagno sarà minore e non immediato, ma sicuro…altrimenti, morirà Sansone e con lui tutti i Filistei, ovvero finirà il mondo per implosione dovuta ad eccesso di ingordigia mal pianificata.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

 

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