Dieci anni fa e un giorno moriva Bettino Craxi

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La commemorazione l’anno scorso passò quasi inosservata. Pochi trafiletti e nessuna celebrazione. Quest’anno, però, a parte le prese in giro volgari udite nella trasmissione della Dandini,  ” Parla con me ” nella quale pur di far ridere si scherza anche sui morti, è successo un fatto imprevedibile… il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rotto il silenzio con un messaggio chiaro e senza possibilità di interpretazioni diverse dal significato del contenuto:  Bettino Craxi è stata la vittima sacrificale di un cambiamento della nostra politica, voluto e pianificato chissà dove e chissà da chi, e messo violentemente in atto. Le procure hanno attaccato con una determinazione inaudita per abbattere il ” sistema “, il che può essere stato anche giusto e dovuto, ma individuando un solo colpevole principale e… salvandone inspiegabilmente molti altri. La storia forse un giorno svelerà il mistero di questa ennesima pagina oscura della nostra italica storia, e chissà che un’entrata così decisa, calcisticamente l’avremmo definita ” a gamba tesa “, come quella effettuata dal nostro sempre più stimato Presidente, non serva a preannunciare l’avvento della chiarificazione… ma potrebbe anche portare a delle nuove riflessioni sul contrasto perenne tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed alcune magistrature da lui considerate ” politicizzate “; riflessioni che aprirebbero definitivamente le porte alla ricerca di un compromesso fra le forze politiche per restituire all’Italia un timone politico libero da vincoli devianti e rallentanti.

Altro non ho da aggiungere, se non riproporre pari pari il mio articolo dell’anno scorso, aggiungendogli un anno, dedicandolo ai nuovi lettori di Famiglie d’Italia.

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 Quest’oggi, per la rubrica Famiglie d’Italia News, scelte per voi, ci siamo limitati ad una sola notizia: quella che ricorda l’anniversario della morte di un uomo politico italiano ai tempi osannato, in fretta e furia sacrificato e troppo presto dimenticato. Il nostro blog non appartiene a nessun partito, nel senso che la sua esistenza è libera da ogni vincolo potendo così, come più volte sottolineato,  porsi in modo trasversale nella politica dei partiti e colloquiare con chiunque nell’interesse delle famiglie e dei singoli cittadini. Questo però non vieta di  ricordare l’uomo, in questo caso Bettino Craxi.

Non intendo dilungarmi a raccontare la sua storia politica, su Google, alla voce  ” Bettino Craxi – Wikipedia ” troverete di tutto e di più, ma soffermarmi su qualche considerazione su  quell’ ” omone “ imponente e misurato, che sapeva porgersi agli italiani in modo chiaro e rassicurante. E non solo agli italiani, perché riuscì ad attirare l’attenzione di tutto il mondo, ridando credito e rispetto ad una Nazione fino allora considerata ancora solo una Italietta.  Devo ammettere che quando parlava, ho assistito ad un suo comizio tanti anni fa nel Castello Sforzesco di Milano, sapeva attirare l’attenzione della platea e, pur esprimendosi in modo forbito e politichese, forse per il tono pacato e scandito, era in grado di farsi comprendere da tutti, ed anche molto bene.

Con lo scoppio dello scandalo di  ” Mani Pulite ” è accaduto un qualcosa che non avremmo mai potuto immaginare: la politica, che fino allora aveva regnato sovrana e incontrastata, improvvisamente veniva messa in discussione e posta alla sbarra. Quello che fino allora veniva sussurrato con ironia e a volte con compiacimento, perché la maggior parte degli individui soffre di masochismo ed autolesionismo consolidati, diventava una realtà sventolata sotto gli occhi di tutti: la corruzione! Senza alcuna distinzione fra corruzione per interessi personali o per interessi di partito; uno dopo l’altro crollarono i miti, la Dc, il Psi, il Pli, il P…, insomma quasi tutti, a parte  alcuni incorruttibili per statuto e quelli che non avevano bisogno di finanziamenti privati, attingendo ad altre fonti. E furono spazzati molti uomini politici; alcuni finirono in galera, alcuni si ritirarono, alcuni si riciclarono, alcuni non si rassegnarono e…si lasciarono morire

 DIECI ANNI FA E UN GIORNO MORIVA BETTINO CRAXI:

  altre  parole non servono,  le interpretazioni personali sono sufficienti. In questa foto vediamo Bobo Craxi  che depone un fiore sulla tomba del padre. Si immagina che di fronte ci siano la sorella Stefania e la mamma Anna. Rispettiamo il loro dolore sperando, con queste righe, di porre rimedio, nel nostro piccolo, al quasi silenzio su questa ricorrenza ( almeno un anno fa, oggi… ) .

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

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2 Risposte to “Dieci anni fa e un giorno moriva Bettino Craxi”

  1. sani e sponsorizzati Says:

    vai a rubbare le pecore

  2. famiglieditalia Says:

    Rispettabile donfrengo, non so se il ” va a rubere le pecore ” sia indirizzato a me. Io credo di essere una persona assennata che esprime serenamente delle proprie riflessione nel rispetto delle idee altrui… e questol grazie ad uno stato di libertà e di democrazia che lo permettono. Io, benché da un po’ passati i 60 anni, lavoro sodo e mi guadagno da vivere onestamente, senza bisogno di andare a rubare… pecore per giunta…noo, sono vegetariano. Comunque, la ringrazio per non aver usato termini più volgari, e questo è un segno di civiltà nell’esprimere il suo dissenso… dissenso che pubblico, perchè un suo diritto. Con ossequio, Umberto Napolitano

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