Vicenda Galletti/Abbiosi: che Benedetto XVI pretenda un approfondimento onesto

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Ieri ho ricevuto un invito da parte del mio amico Luca Leoni, che diceva così

” CARI AMICI TUTTI, VI PREGHEREI DI DARE AMPIA DIFFUSIONE  CON UN SEMPLICE COPIA E INCOLLA SU QUANTO STA SUCCEDENDO IN QUESTI GIORNI A RAVENNA. UNA VICENDA CHE SCUOTE TUTTA LA CITTADINA ROMAGNOLA, FAMOSA PER I SUOI MOSAICI.
  SI TRATTA DEL CASO GIUDIZIARIO GALLETTI/ABBIOSI CHE TROVATE IN MANIERA DETTAGLIATA SU: WWW.CAPLAZINFORMANOTIZIE.ILCANNOCCHIALE.IT

Ho cliccato sopra ed ho trovato quanto segue… ” LA VICENDA DELL’OSTELLO GALLETTI-ABBIOSI DI RAVENNA E’ AD UNA SVOLTA DECISIVA… Lo storico orfanatrofio , posto in via di Roma a Ravenna, sta creando in questi giorni la spaccatura della città: la curia ravennate utilizzando i fondi statali per il Giubileo del 2000, lo avrebbe trasformato in un albergo a tre stelle, mentre una direttiva regionale imponeva che tale struttura venisse usata come ostello per giovani studenti. Inoltre da un documento di archivio è stato scoperto che “alla morte del proprietario, il conte Abbiosi/Galletti, avvenuta tanti anni fa, tale struttura andava donata a tutte le 339 orfanelle transitate e parcheggiate in questo ex orfanatrofio. “

… ma non mi sono accontentato ed ho proseguito le ricerche su Google apprendendo che… Dal documento, pubblicato nel 1867, emerge che il nobile aveva legato quasi tutto il proprio ingentissimo patrimonio all’istituzione di un ricovero di fanciulle, ricavato nel palazzo in cui risiedeva a Ravenna, nella centralissima via di Roma. Una clausola prevedeva che, ‘nel caso dannatissimo’ la struttura avesse smesso di operare, il provento della vendita avrebbe dovuto garantire il sostentamento delle sue ospiti. Ma le ‘eredi’, o almeno parte di loro, non ne sapevano nulla. Tanto che nel 1975 l’istituto ha cessato la sua attività e le orfanelle hanno dovuto lasciarlo senza poter pretendere nulla. E’ finito tutto nel dimenticatoio fino a due anni fa, quando copia di quel testamento è finito nelle mani di un gruppo di ex ospiti del collegio.
Ora la magistratura ravennate, ha preso in mano il caso ed a breve dirà la sua (Caplaz).
“…

… trovando ancor più interessante quanto riportato da…

 

RAVENNA“ Il sindaco riferisca in Consiglio comunale in tempi brevissimi qual è stato e qual è il ruolo del Comune nella vicenda Galletti Abbiosi”. A chiederlo è il capogruppo di FI-Pdl in Consiglio comunale, Eugenio Costa. Il politico interviene dopo aver appreso la notizia, pubblicata nei giorni scorsi dalla Voce, che monsignor Guido Marchetti, economo della curia di Ravenna Cervia e direttore dell’Opera di religione, e Raffaele Calisesi, titolare della Ayr srl, sono indagati per malversazione di fondi del Giubileo. Nel 1997, infatti, l’Opera di religione, per conto della curia, proprietaria dell’ex orfanotrofio Galletti Abbiosi, ha chiesto allo Stato cinque miliardi di vecchie lire per ristrutturare l’immobile. Soldi ottenuti con il vincolo che dopo il 2000 il Galletti funzionasse da ostello. Dal 2004, anno in cui la diocesi dà in gestione l’ostello alla Ayr srl, le camere vengono affittate però a prezzi da albergo di lusso. Solo nel 2007 il Comune, che avrebbe dovuto fissare la soglia massima dei prezzi del Galletti Abbiosi tramite convenzione con la Ayr, trova un accordo con la società. L’indagine seguita dal Nucleo operativo dei carabinieri mira a chiarire tutti i passaggi della gestione dal 2004 al 2007…. < La cappa di silenzio imbarazzata che avvolge da troppi anni la vicenda – spiega il consigliere – ha cominciato a mostrare la prima crepa grazie all’indagine dei carabinieri. Ritengo immotivato e anche scorretto che i consiglieri comunali continuino ad ignorare il ruolo che il Comune ha avuto e ha nella delicatissima vicenda della gestione del patrimonio dell’orfanotrofio Galletti Abbiosi e della sua ristrutturazione>… Dal canto suo monsignor Marchetti, al quale è già andata la solidarietà del sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, si è detto stupito per un’accusa < infamante >. Tramite il portavoce della curia, l’avvocato Enrico Maria Saviotti, < nel ritenere la sua totale assenza di responsabilità circa l’ipotesi di reato prospettata nei suoi confronti, particolarmente lesiva della sua reputazione, conferma la sua totale fiducia nell’operato della magistratura, alla quale offre la sua disponibilità al fine dell’accertamento della verità >.

Credo, a questo punto, che sia io sia voi siamo in grado di farci un’idea abbastanza chiara di quanto accaduto: le volontà del conte Abbiosi/Galletti sono state del tutto ignorate. Qualcuno, che ora fa il santarello, forse ci ha speculato sopra grazie anche ai soldi del giubileo, trasformando un ostello per ragazzi in un Hotel a quattro stelle dal nome esotico ”  Galletti Abbiosi Hostel “, con dei costi di pernottamento non certo alla portata delle tasche di giovani studenti in cerca di un ricovero notturno. Ma la cosa più turpe è aver sottratto l’eredità alle orfanelle destinatarie le quali, venute da poco a conoscenza del maltolto, si stanno organizzando intentando causa civile… Nel titolo di questo post mi sono permesso di invocare l’intervento del nostro Papa, perché è giusto che un’indagine seria faccia emergere tutta la verità e, se ci sono dei colpevoli, che vengano smascherati e puniti. Noi fedeli abbiamo bisogno che nella Chiesa sia fatto un repulist definitivo, eliminando chiunque attenti alla sacralità della missione che a Essa compete: troppi scandali ne hanno ultimamente offuscato l’immagine.

E poi, già che ci sono… scusate, tanto per recuperare ancor più fiducia, … ma il nostro 8 per mille che fine fa?… Sono alcuni miliardi di euro ogni anno, dei quali la fetta maggiore dovrebbe andare in beneficenza e invece… ogni volta che succede una catastrofe solo poche briciole di questi soldi vengono evoluti, al contrario di noi, popolo italiano e cristiano, che diamo fondo alle nostre scarse risorse per raccogliere ” cifre importanti ” che, si spera, possano arrivare e soddisfare le necessità dei bisognosi.

Per concludere, a nome di Famiglie d’Italia, chiedo umilmente a Benedetto XVI di intervenire a difesa di tutti i cristiani ponendo finalmente un freno ad ogni manovra ” sospetta ” all’interno della Chiesa da parte di pastori non meritevoli e non in sintonia con quanto predicato a suo tempo da nostro Signore Gesù Cristo… grazie.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

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4 Risposte to “Vicenda Galletti/Abbiosi: che Benedetto XVI pretenda un approfondimento onesto”

  1. enrico tartagni Says:

    —– Original Message —–
    From: Enrico Tartagni
    To: ornet@ossrom.va
    Sent: Monday, January 25, 2010 7:00 PM
    Subject: arcivescovo vicesindaco presidente carisp valli sisti framè e me dall’alighieri insegnano ai giornali come si danno le notizie a ravenna

    From: Enrico Tartagni
    To: sindaco di ravenna ; vice sindaco ; curia ravenna ; casamatha ; relazioni-esterne@carira.it
    Sent: Monday, January 25, 2010 3:33 PM
    Subject: articolo del carlino sul convegno media

    arcivescovo vicesindaco presidente carisp valli sisti framè e me dall’alighieri insegnano ai giornali come si danno le notizie a ravenna

    Su un Convegno Cattolico niente male tenuto a Ravenna sui “media che urlano e non riflettono”…ci capite niente? io no. Da un articolo del Resto del Carlino.
    Eccellenze, leggo qui sul RdC del 24 gennaio 2010, pag 9 di Ravenna Cronaca: “Sui media si grida troppo, serve più riflessione”: che titolo! che bello! specie quel “media”, varrebbe a dire l’insieme dei mezzi di comunicazione?…già, comunicazione di che? da parte di chi? verso chi? in quale modo? chi decide in quale modo…già, ma lo decidete Voi!…dunque, questa antica e nuova magica parola che quando io andavo alle medie gnàca la conoscevo, ” media”, significa l’insieme dei giornali, delle televisioni, delle radio, delle agenzie, dei pulpiti, degli altari, dei piedistalli ed ultimamente delle reti internet, ed altro ancora, non è vero Eccellenze? anche i Tribunali e i Parlamenti magari ma questi sono parte della categoria “pulpiti” ed “altari”…dal quale “insieme” viene fornita al Popolo bue…dai Eccellenze! ammettetelo, ci considerate bui ed anche buoi a noi del Popolo perchè per Voi siamo acefali o al minimo microcefali… dal quale insieme viene data comunicazione di…di che?…ma di tutto!…gossip, scandali, furti, morti, guerre, assassinii, baci nascosti, foto da lontano, consegna di premi, convegni…tutto tutto, e son cose che Voi fate con infinito piacere ed intimo, giusto per pavoneggiarvi con modestia da un palcoscenico senza gridare e con riflessione che persino Lei Signor Arcivescovo non vede l’ora di correrci lassù…ah! già, quel Convegno è roba sua cattolica, tanto cattolica da sedersi accanto ad un mangiapreti forse laico repubblicano o forse no come il piccolo vicesindaco Mingozzi ragionier Giannantonio che di Dio non sa dire che una parola, ma che non le rivelo perchè io sono educato e timorato di Dio. Lei Eccellenza si siede accanto a tutti, sindaci e vicesindaci, ormai frequentandoLa Matteucci e Mingozzi cominceranno a fare la Comunione e la Confessione dei loro peccati…come dice Eccellenza? il sindaco ed il vicesindaco sono puri? va bè…e fa bene a star con tutti ed ad andar con tutti, non si sa mai. Il Tecnopolo! ma lo sa Eccellenza che il Tecnopolo è roba di Raul Gardini? roba che gli hanno rubato con Tangentopoli, che gli avete rubato, e che adesso ve ne fate belli Voi con ventanni di ritardo sulla tabella d’inizio…sa cosa Vi direbbero i miei genitori? “A sì pròpri di lazarò!” Piacerebbe a tutti Voi che vi vedo seduti su quel tavolo rosso all’Alighieri, a cominciare dall’Onorevole P.L.I. Patuelli presidente di un po’ tutto Patuelli il quale attraverso il segretario del suo partito pli insaccottava nelle casse del partito pli i soldi in nero di Tangentopoli da Raul Gardini e dalla Calcestruzzi senza proferir verbo di denuncia se non dirci oggi che lui allora non sapeva niente…mi verrebbe da dire “poverino!”…ma per piacere, ma chi gli crede…vi piacerebbe a tutti Voi che i media non dicessero niente! eh? E invece guarda un po’ quei vigliacchi, pur di vendere pubblicano tutto ma proprio tutto senza riflettere e per giunta gridando! Che effedipì, acronimo fdp. “I media sono le protesi che entrano sempre più nella nostra vita!” Mamma mia! che orrore alla pistorius…e la Chiesa che “protesi” è allora? che sono 2000 e 10 anni che entra nelle nostre case a rubarci l’anima! e le banche come quelle di Patuelli, allora? che protesi hanno, che entrano nelle nostre case e poi ci fregano tanti di quei soldi con i bond e le azioni che ci fanno sparire da sotto il naso? E l’Orfanotrofio Galletti Abbiosi delle orfanelle del Galletti Abbiosi? che furto è? Avete usato l’Orfanotrofio come protesi, Voi della Chiesa, della Cassa, del Comune, della Casa, per far sparire i soldi delle Orfanelle… Eccellenza, mio Dio, vediamo, Lei che ci vuol insegnare…no, scusi, Lei che vuole insegnare alla Stampa ed agli altri media di non gridare e di riflettere, ripensi ( se mai ci ha pensato in precedenza) al Signore sul Monte Sinai con quanta infinita cagnara di tuoni e fulmini e saette, con quale potentissima voce che quella di Bruson e Pavarotti sono il vagito di un bebè al confronto, comunicò i Dieci Comandamenti a Mosè. Nostro Signore, il primo media è stato Lui, nostro Signore, ed era amplificato, gridava e faceva paura. Eccellenza, su per piacere proprio Voi della Chiesa col Vecchio Testamento avete cominciato a gridare! Dio ha messo nelle mani del povero Mosè due pietre che chissà come il nostro Patriarca avrà fatto a portarsi giù dal monte…un miracolo! Dieci Comandamenti incisi col fuoco sulle Tavole di Pietra e poichè tutti e dieci non ci stavano su una pietra sola Dio ne ha stampate due…se i Comandamenti fossero stati venti…ci volevano i facchini. Mi dica Eccellenza, cosa ci sta all’ottavo posto dei Comandamenti? Le dice niente quel Comandamento lì, in base alle riflessioni da farsi ed alle grida da non farsi con i mass…mi è scappato”mass” porca vacca…opss scusi mi è scappato…da non farsi con i media? Il Testamento con l’Eredità del Conte Galletti Abbiosi lasciata alle orfane dell’Orfanotrofio? non le si insinua l’infido dubbio di essere in procinto di diventare un…? Teniamola corta, Eccellenza, e tiriamo la morale* del suo Convegno: io nella foto vedo sei persone, tre finiranno all’Inferno se dovessero morire in questo preciso istante e se non dovessero avere la possibilità di un pentimento prima di tirar l’ultimo sospiro, per cui per Patuelli e Mingozzi la vedo dura…gli altri tre…boh? Distinti saluti…gli ossequi, basta! Enrico Tartagni. Ragioniere della Calcestruzzi Spa.* questo asterisco l’avevo messo per ricordarmi di dire una cosina all’arcivescovo ma me la sono dimenticata scrivendo

  2. vittorio Says:

    secondo me la vicenda Galletti Abiosi di ravenna merita approfondimenti da parte della magistratura che i colpevoli di queste illegalita’ non solo siano condannati e che le parti lese siano risarcite secondo volonta’ del conte

  3. luca rosetti Says:

    mail re-inviata il 20.07.2010
    alla curia, alla stampa, alle autorità, ecc.
    fino ad oggi, mai ricevuto nessuna risposta.
    cordiali saluti a tutti voi.
    luca rosetti

    Mi sarebbe sembrato normale, corretto, logico, poter avere ricevuto risposta alla lettera che il 14 settembre 2009 scorso inviai anche a S.E. Arcivescovo Emerito di Ravenna, Cardinal Tonini. Quale ostacolo per poter chiarire una situazione che potesse aver visto eventualmente qualche rappresentante del clero aver commesso qualche errore? Pensavo nessuno! Invece ad oggi nessuna risposta, nessun contatto, il nulla. Orfanelle costrette a dover affrontare spese di avvocati, futuri processi, denari sborsati da molte persone di modeste possibilità economiche, difficoltà ulteriori oltre a quelle che propone la vita attuale! Per questo il sottoscritto, per coerenza, non si sente di fare gli auguri al cittadino Tonini, perchè personalmente, in moltissime omelie ascoltate fin da bambino in occasione delle funzioni religiose, mi sembrava di avere colto un altro messaggio. Spero di non dover attendere invano una serena e cordiale risposta al caso in questione, da uno dei massimi rappresentanti della Fede Cristiana.

    Cordiali e speranzosi saluti.

    Luca Rosetti

    ——– Messaggio originale ——–
    Oggetto: Ex Orfanotrofio Galletti – Abbiosi
    Data: Mon, 14 Sep 2009 09:53:29 +0200
    Mittente: luca rosetti
    A: curiara@tin.it

    All’attenzione di

    S.E. Mons. Giuseppe Verucchi, Arcivescovo di Ravenna

    e p.c.

    S.Em. Card. Ersilio Tonini, Arcivescovo Emerito di Ravenna.

    Con la presente vorrei porre alla Vostra attenzione copia dell’esposto relativo alla questione dell’ex Orfanotrofio Galletti-Abbiosi. Non avendo ad oggi ottenuto risposta da nessuna delle Istituzioni interpellate, tranne che dalla prefettura, chiedo a Voi, quali custodi della Fede e predicatori della parola di Dio, un chiarimento definitivo sulla delicata questione.
    Certo di Vostra celere ed esaustiva risposta, colgo l’occasione per inviarVi i miei più cordiali saluti.

    Luca Rosetti

    338.7023848

    Gesù incontra un uomo ricco – (vedi Matteo l9, 16-30; Luca 18, 18-30)

    Gesù stava per riprendere il cammino, quando un tale gli venne incontro, si gettò in ginocchio davanti a lui e gli domandò:
    – Maestro buono, che cosa devo fare per ottenere la vita eterna?
    Gesù gli disse:
    – Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne Dio!
    I comandamenti li conosci:
    non uccidere,
    non commettere adulterio,
    non rubare,
    non dire il falso contro nessuno,
    non imbrogliare,
    rispetta tuo padre e tua madre.
    E quello rispose:
    – Maestro, fin da giovane ho ubbidito a tutti questi comandamenti.
    Gesù lo guardò con amore e gli disse:
    – Ti manca soltanto una cosa: va’, vendi tutto quel che possiedi, e i soldi che ricavi dalli ai poveri. Allora avrai un tesoro in cielo. Poi, vieni e seguimi!
    A queste parole l’uomo si trovò a disagio e se ne andò via triste perché era molto ricco. Gesù, guardando i discepoli che stavano attorno a lui, disse: “Com’è difficile per quelli che sono ricchi entrare nel regno di Dio!”.
    I discepoli si meravigliarono che Gesù dicesse queste cose, ma egli aggiunse: “Figli miei, non è facile entrare nel regno di Dio!
    Se è difficile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, è ancor più difficile che un ricco possa entrare nel regno di Dio”.
    I discepoli si meravigliarono più di prima e cominciarono a domandarsi l’un l’altro:
    – Ma allora chi potrà mai salvarsi? Gesù li guardò e disse:
    – Per gli uomini è una cosa impossibile, ma per Dio no! infatti tutto è possibile a Dio.
    Allora Pietro si mise a dire:
    – E noi? Noi abbiamo abbandonato tutto per venire con te.
    Gesù rispose:
    – Io vi assicuro che se qualcuno ha abbandonato casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli, campi… per me e per il messaggio del Vangelo, riceverà già in questa vita – insieme a persecuzioni – cento volte di più. Riceverà case, fratelli, sorelle, madri, figli e campi, e nel mondo futuro la vita eterna.
    Tuttavia, molti di quelli che ora sono primi alla fine diventeranno ultimi; e molti di quelli che ora sono ultimi saranno primi.

    Esposto

    Ravenna, 24.01.07

    All’attenzione:

    – Del Procuratore Capo presso il Tribunale di Ravenna

    – Del Comandante della Guardia di Finanza della provincia di Ravenna

    – Del Prefetto della provincia di Ravenna

    ESPOSTO

    Oggetto: ex orfanotrofio “Galletti-Abbiosi”

    Nelle ultime settimane, sul quotidiano locale “La voce di Romagna”, si è parlato ampiamente della questione in oggetto. Riporto in copia le parti più interessanti degli articoli del giornale.

    Ravenna -“In mio erede proprietario universale (…) nomino ed istituisco, ora e per quando sarà cessato il predetto usufrutto, un istituto di orfane da erigersi in questa città, il quale sarà dedicato alla Beata Vergine Greca e si chiamerà Orfanotrofio Galletti Abbiosi”.

    E’ il 13 giugno 1864. Il conte Carlo Galletti Abbiosi consegna il suo testamento nelle mani del notaio, e con esso la sua volontà: che alla sua morte e solo dopo quella della moglie sia istituito un orfanotrofio femminile che ospiti le bambine senza famiglia. Il conte decide che sia aperto nella sua residenza, alla quale sia aggiunto un oratorio o una cappella da dedicare alla Beata Vergine. Non appena morta la moglie la sua eredità e lo stesso orfanotrofio sarebbe stato amministrato da sei esecutori: l’arcivescovo pro tempore di Ravenna o vicario capitolare in tempo di sede vacante; il canonico più anziano della metropolitana; il parroco pro tempore della chiesa di San Pietro Maggiore; il sindaco o il capo del Comune; il presidente della Cassa di Risparmio e il primo massaro della Casa Matha. La presidenza onoraria dell’amministrazione sarebbe andata all’arcivescovo. Le orfane dovevano essere native della città o dei sobborghi così come i loro genitori avere il domicilio in città da almeno dieci anni. Le volontà del conte erano molto chiare. Così come chiaro, leggendo il lascito testamentario, è che lui poneva come condizione inequivocabile che l’istituto non venisse congiunto, concentrato e incorporato con altro istituto né privato né di pubblica beneficenza, tanto rispetto al patrimonio che alla relativa amministrazione. Tutte le norme e le modalità che il conte indica debbano essere rispettate formano tutte “unite e separate” una causa “determinante e piena” della sua volontà. Al punto che “nel caso ed evento che le medesime norme e modalità non fossero rigorosamente eseguite per qualsiasi motivo sia anche legge od ingiunzione di autorità sì laica che ecclesiastica, io intendo e voglio che la mia stessa eredità, o il compendio di beni che formerà la dotazione dell’orfanotrofio cessi di appartenere a questo, e che cessi in pari tempo la sua persona giuridica, e che si devolvano pienamente liberi a tutte le alunne che a tale epoca, o al verificarsi di tale caso, si troveranno nel conservatorio e che siano tra loro immediatamente divisi in parti uguali”.

    L’orfanotrofio, dopo la morte del conte e della moglie, apre. Ma, come dimostrano anche le modifiche subite dallo statuto, le volontà del conte vengono disattese in più punti nel corso degli anni. Nel 1974 le orfane sono messe alla porta perché l’edificio doveva essere restaurato. Gli anni successivi sono segnati da quattro cambiamenti di statuto (il primo era avvenuto nel 1968) e dalla fusione del Galletti Abbiosi con gli Istituti per l’infanzia Monsignor Morelli e Pallavicini Baronio. Le proprietà del conte sono state vendute. E nulla si sa dell’utilizzo che si sia fatto del ricavato. Oggi a disporre della struttura è la Fondazione “Istituzioni assistenze riunite Galletti Abbiosi Monsignor Morelli Pallavicini Baronio” che nel 1997 l’ha data in concessione d’uso gratuito all’Archidiocesi che a sua volta nel 2004 l’ha subaffittata all’Ayr srl, società che gestisce numerose strutture alberghiere ed extra alberghiere in città.

    Se n’è fatto un ostello sebbene l’edificio dovrebbe essere uno studentato, stando al contratto di concessione tra l’Archidiocesi e la Fondazione, e stando ai vincoli in base ai quali sono stati ottenuti, dai fondi del Giubileo, cinque miliardi di vecchie lire per ristrutturare l’immobile. Lo Stato li ha concessi purché se ne facesse una casa per pellegrini prima, uno studentato poi. Conferma ne sia che quando nel 1998 il Comune di Ravenna ha concesso l’autorizzazione per i lavori (pratica 48601/97 datata 9 giugno 1998) ha precisato che “qualora decadano o non siano rispettate le condizioni e/o impegni prescritti nell’atto unilaterale d’obbligo, a centro di accoglienza per pellegrini Giubileo 2000, e successivamente a studentato, dovranno essere versati gli oneri pari a lire 41.299.150 e il contributo del costo di costruzione pari a lire 11.122.800, per un totale di lire 52.421.950 euro”.

    Infine si ricorda che la Legge Regionale n.16/04 prevede che gli ostelli possano essere gestiti da un privato solo previa convenzione con il comune che ne regoli i prezzi. Convenzione che all’uscita di questi fatti sulla stampa, sembrava non essere ancora firmata (autorizzata).

    Visto quanto sopra descritto e nel caso che, dopo opportuna verifica, i fatti sopra citati fossero confermati, si chiede di avviare un’indagine approfondita al fine di verificare:

    1. se tutti coloro che hanno gestito il testamento del Conte Galletti Abbiosi lo abbiano fatto nel rispetto delle normative vigenti in materia, e come siano state utilizzate le proprietà del nobile o il ricavato della vendita di queste;
    2. se siano stati lesi i diritti delle orfanelle, sia dal momento che furono messe alla porta con la motivazione che l’edificio doveva essere ristrutturato, che per non essere state avvisate del testamento del Conte;
    3. se ci siano delle irregolarità, sia nella gestione che nel cambio di destinazione d’uso dell’ex orfanotrofio da parte della fondazione sopra citata e dall’Archidiocesi, che nell’utilizzo dei fondi per il giubileo;
    4. la posizione della società AYR srl, perché la “licenza per ostello” ottenuta dal comune in data 8 giugno 2005, sembra non essere valida se non preceduta da apposita convenzione stipulata tra il gestore ed il comune stesso come indicato nella LR 16/04;
    5. quale sia la posizione dell’amministrazione comunale di Ravenna durante i vari passaggi dell’intera vicenda.

    Con il presente esposto si spera chiarire definitivamente e nel più breve tempo possibile se sono stati disattesi o meno gli ultimi desideri del Conte Galletti Abbiosi, i diritti delle ultime orfane che sono state ospitate nella struttura e gli interessi dei cittadini, perché viene chiamato in causa un contributo miliardario devoluto in occasione del Giubileo.

    Chiedo di essere avvisato a mezzo lettera nel caso si decida per l’archiviazione del caso.

    Cordiali saluti

    Luca Rosetti

    338.7023848

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