Casinò Italia: chi meno ne ha, più ne metta!

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Ieri pomeriggio ho seguito su Rai 1 Lamberto Sposini che, a  ” La vita in diretta ” , conduceva un reportage sul gioco d’azzardo legalizzato in Italia. Ho ascoltato le interviste di ex malati del gioco che raccontavano delle fortune dilapidate e delle famiglie messe in crisi, e gli interventi di ospiti in studio,  come Daniele Capezzone, che giustificavano il ruolo di biscazziere dello Stato che rastrellava soldi destinati, se no, alla malavita.

Orbene, un’idea avevo e tale è rimasta: sono tutte scuse e, per giunta, banali! Lotto e Superenalotto rapinano soldi ai disperati tre volte alla settimana, Gratta e Vinci e Videopoker tutti i giorni e a tutte le ore, per non parlare di Bingo, Lotterie, SMS in quiz televisivi, anche due volte nella stessa trasmissione, come accade da ieri a Chi vuol essere milionario condotto da Jerry Scotti. L’Italia si è trasformata in un’enorme Las Vegas, nella quale si infrangono sogni ed illusioni ed aumentano a dismisura debiti e disperazione, ingrassando usurai legalizzati e non… altro che levare soldi alla malavita. 

Una volta, quando l’ingordigia non aveva ancora offuscato la ragione, lo Stato, da buon padre di famiglia si limitava a Totip e Totocalcio, nonché Gioco del Lotto, una volta alla settimana. Poi c’erano le Lotterie di Capodanno o Carnevale, insomma due o tre, tutte situazioni normali che alimentavano sogni periodici e non creavano drogati.

Ora è tutto diverso e non possono esserci scuse che tengano: il gioco si è trasformato in una malattia che uccide più dell’AIDS! E pochi, come me, possono testimoniare la veridicità di tanta grave affermazione… Quando aprirono le prime sale Bingo, circa otto anni fa, io lavorai per qualche mese in una di queste occupandomi di pubbliche relazioni e, per gioco, di vendita di cartelle: i primi mesi furono divertenti. La gente giocava e si appassionava investendo piccole cifre, entrava in sala ogni sera col sorriso sulle labbra: intere famiglie riunite, genitori e bambini, con quest’ultimi che potevano svagarsi in sale appositamente allestite ed adibite. Ma non ci volle molto tempo per trasformare quei sorrisi in rabbia e tragedia…sì, tragedia. Ho visto uomini onesti tramutarsi in truffatori, donne timorate prostituirsi per acquistare una cartella e  intere famiglie giocarsi la serenità e la  casa a forza di perdere poche decine di euro…tutti i giorni! Ho visto queste famiglie sciogliersi e perdersi per sempre. Non ho resistito, non potevo… ed ho dato le dimissioni: mi sentivo complice di una rapina continuata.

Lo Stato non può essere un buon padre di famiglia se non istruisce il popolo sui pericoli del gioco d’azzardo, perché tale va considerato, e non ne limita le tentazioni. I soldi sperperati in continuazione rincorrendo sogni di facili guadagni sono soldi sottratti a cibo, vestiti, libri…ed altro. E poi, con la disoccupazione in continuo aumento, la disperazione sta portando all’aumento della delinquenza e… dell’autodistruzione.

E’ inutile che Capezzone si affanni in tv a trovare delle giustificazioni: non reggono! Lo Stato, se non rimedia e cambia rotta, è, e sarà sempre più, solo il cinico croupier di un’immensa ed organizzata bisca, dal nome accattivante ed invitante… Casinò d’ Italia.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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