Le sorprese ” pro-life ” di Aldo Giovanni e Giacomo

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Il  mio amico Andrea tutti i giorni mi invia delle mail con argomenti con i quali aggiorno la pagina di ” Movimento per la vita “. L’articolo di oggi, a firma di Carlo Bellieni e pubblicato su Avvenire, mi è parso meritevole di essere riportato come post odierno: sono sulla sua stessa linea di pensiero e non avrei saputo esprimerla meglio. Buona lettura da Umberto Napolitano e Famiglie d’Italia

 

” Chi l’ha detto che le parolacce siano controindicate al grande pubblico? Aldo, Giovanni e Giacomo sono proprio questo: tante parolacce e tanta arte; ma soprattutto tanto senso religioso. Impossibile? No, se sappiamo leggere bene. E se non ci fermiamo alla scorza. E come fermarsi alla scorza guardando “I Corti”, raccolta di brevi sketch, in uno dei quali i tre amici impersonano tre feti nella pancia della mamma? Nessun moralismo, ma un messaggio chiaro che vale più di mille conferenze! Sono tre piccoli feti (anche coi baffi!)  ognuno col suo cordone ombelicale: sentire dei feti, vederli, guardarli: quale proclama pro-life è più tenero e forte? E cosa dire di “Così è la Vita”? Un film il cui finale è un’apoteosi di religiosità, con un’immagine serena e dolce della morte, con i tre che sono condotti da un angelo fino ad un… passaggio a livello oltre il quale c’è il Paradiso, ma che solo Aldo (che poi è il più furfante dei tre nel film) attraversa; ma subito torna indietro dai suoi amici che intanto stanno riconoscendo i loro peccati in un’attesa che è un chiaro ed esplicito Purgatorio, per portarli poi allo stupore del vero Paradiso: il tutto tra battute, sorrisi, qualche parolaccia, ma in un esplicito riconoscimento del soprannaturale. Aldo: “Qui entra gente solo di un certo livello. A parte che se non era per me voi rimanevate fuori, ve lo siete dimenticati?” Giovanni: “Certo che qui è bellissimo eh?” Giacomo: “Più che bellissimo!” Giovanni: “E’ grandioso” Giacomo: “Più che grandioso!”. E infine l’ultimo film, Il Cosmo sul Comò, in cui tratta la storia di un prete e la tratta con tenerezza e profondità, parlando di confessione e di eucaristia con profondità e allegramente, proprio come ci fa piacere sentire. Giovanni: “Padre, esiste davvero l’inferno?”Giacomo: “Che domande, certo che esiste l’inferno”. Giovanni: “Ed è eterno?” Giacomo: “L’inferno è un fuoco eterno” Giovanni: “Ma chi ci va dentro?” Giacomo: “L’inferno è frutto del peccato. Se pecco creo l’inferno e ci entro dentro di mia spontanea volontà” Giovanni: “Come se fosse un autobus!” Giovanni: “Sì, ma se sali sull’autobus del peccato e non scendi alla fermata della confessione, il capolinea sarà la dannazione eterna”.  D’altronde, diceva GK Chesterton, che chi ride da solo o lo fa con Dio o lo fa col Diavolo; e così, potremmo dire noi che i film con chiese e preti o sono fatti da uno spirito devoto o da chi ha astio verso la Chiesa; e con Aldo, Giovanni e Giacomo siamo nel primo caso. Forse non se ne rendono conto perché magari la loro è solo un’espressione di ciò che hanno respirato da ragazzi, ma vederli è dolce e rassicurante. E quando trattano nello stesso film la storia della coppia cui una dottoressa (odiosissima nel film)propone la fecondazione eterologa e Giovanni trascina via la moglie inorridito e alla fine, mentre è triste e solo, trova per miracolo due bimbi in un cassonetto e borbotta andandosene, poi torna indietro e ne salva uno, anzi due, siamo davanti ad un giudizio, ancora una volta controcorrente, sereno e forte, chiaro e allegro. Insomma: viviamo di pregiudizi, e pensiamo che parolacce e & Co. siano male, tutto il resto sia bene. Sbagliato: spesso, come diceva Fabrizio de André “Dai diamanti non nasce niente” e dalle “parolacce”, diremmo noi, “nascono i fior”. Anzi, talora proprio dove tutto è pulito, troppo pulito, arriva l’inganno. Per Chesterton, in fondo, certi delitti si compiono meglio nella pulizia dei grandi palazzi dove non si lasciano tracce di fango; e dove “manca un po’ di sana sporcizia cattolica”.

Carlo Bellieni

Famiglie d’Italia

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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