Frana di Maierato… la temevano in tanti, ma ci credevano in pochi

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Circa un anno fa pubblicavo su questo blog un articolo dell’amico Nicolino La Gamba, il quale lanciava un accorato allarme per il grave stato di dissesto di gran parte del territorio calabrese ed in particolar modo di quello vibonese,  invitando il Prefetto a radunare tutti gli attori responsabili attorno ad un tavolo per  ” determinare una serie di attività concertate per  la tutela e la messa in sicurezza del territorio “. Dopo la recente frana che ha visto sgretolarsi mezza montagna intorno a Maierato, solo ora si può comprendere come i suoi timori fossero profeticamente e tragicamente reali. Per cui oggi,  per permettervi un’ analisi  più approfondita, ritengo doveroso riproporvi l’articolo in oggetto ed invitarvi ad un’ ulteriore e seria riflessione.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Vibo Valentia, una provincia sempre in emergenza.febbraio 23, 2009

In questi giorni tutti i notiziari televisivi diffondono immagini e reportage di disagi vissuti nel nostro Sud, susseguenti ad una persistente situazione meteorologica sofferente. Ieri ho ricevuto dall’amico Nicolino La Gamba, Presidente per la Calabria di Famiglie d’Italia, una relazione sullo stato attuale relativo alla provincia calabrese dove lui risiede: Vibo Valentia. La riporto fedelmente affinché possiate rendervi conto di quanto accade altrove e confrontarlo con le vostre realtà.    U. N.

 

Non è possibile vivere in Calabria e, ancora peggio, nella provincia di Vibo Valentia, sempre e comunque in emergenza: quali sono le cose che funzionano? Faccio fatica a trovarne qualcuna. Ma questa terra non appartiene pure ai nostri amministratori?…Ai nostri politici provinciali, regionali e nazionali? Se tutto questo assurdo stato di abbandono, dal punto di vista della tutela dell’ambiente dell’intero territorio vibonese, è sotto gli occhi di tutti, vuoi vedere che chi ha la responsabilità di tutelarlo, cioè l’amministratore, alla fine non ha colpe e le responsabilità devono essere trovate altrove? Mi domando quale sia stata la funzione, nel corso degli ultimi quindici anni, dei vari assessori locali, provinciali e regionali, affinché tutto ciò non accadesse. Una costa, la nostra, dove si è cementificato di tutto e di più, senza realizzare le infrastrutture che consentissero la tutela dell’ambiente circostante. E’ poco dignitoso assistere a frane, smottamenti, allagamenti di un territorio deturpato e violentato ripetutamente. Oggi, queste sono le conseguenze per la poca attenzione verso questa terra, che bisognava difendere ed amare per evitare tale disastri. Se aggiungiamo, inoltre, la scarsa conoscenza della morfologia strutturale del territorio stesso da parte di chi opera, comprendiamo i guasti nefasti che oggi sono sotto gli occhi di tutti. La presenza del responsabile della protezione civile Bertolaso, quasi abitudinaria in Calabria, non è altro che l’ennesima dimostrazione di incapacità ad amministrare le nostre ricchezze naturali. La mancanza di programmazione nel corso degli anni nella gestione hanno prodotto l’elevato dissesto idrogeologico di tutta la nostra Provincia e della Calabria. Nel Vibonese non c’è città  o zona che non abbia subito danni. Tropea, Stefanaconi, Piscopio, Vibo Valentia, le  Serre, il nostro mare, pezzi di costoni, giganteschi massi che vengono giù invadendo le sedi stradali, e solo per fortuna da noi non c’è scappato il morto come successo, invece, poco tempo fa sulla A3, all’altezza dello svincolo Rogliano/Altilia-Grimaldi. Tratti di strade inghiottiti dal fango, enormi quantitativi di acqua e detriti che portano a mare tutto quello che trovano lungo il loro corso, inquinandolo più del dovuto. Quindi, è arrivato il momento dei fatti e, finalmente, di una presa di coscienza: così non si può più andare avanti!… Bisogna agire e subito, e non solo con interventi tampone! Bisogna fare con urgenza e tempestività una mappatura della provincia rappresentante la reale situazione dello stato dei luoghi, della situazione viaria, marino, montano, dei fiumi e dei corsi d’acqua. Solo dopo avere fatto una reale e totale ricognizione , il Prefetto deve radunare gli attori responsabili attorno ad un tavolo, cioè tutti i Sindaci, i responsabili provinciali e regionali, per determinare una serie di attività concertate per  la tutela e la messa in sicurezza del territorio. Solo così, dopo, si potrà incominciare a fare una programmazione mirata, operando sinergicamente, per riparare i danni e puntare sulla salvaguardia e la tutela del sistema ambientale. Se tutto ciò avverrà, si potrà riprendere a vivere in condizioni ambientali normali, e, di conseguenza migliori. Avere oggi cura dell’ecosistema ambientale, con la conoscenza dei punti di forza e della criticità di altri, tutelando i beni monumentali e artistici, significa avere cura di se stessi. 

 Nei nostri territori  viviamo noi, e con noi i nostri figli; perciò ogni territorio deve essere amato e rispettato in primis dagli amministratori. Essi, attraverso una sana presa di coscienza, devono, appena eletti, imparare a conoscere il territorio dove operano,  e poi rispettarlo con  fatti e non con semplici parole di circostanza .                                                                                                                                             

Vibo Valentia li 22/02/09                                                                                                                                                                                                                       Nicolino La Gamba

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

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Una Risposta to “Frana di Maierato… la temevano in tanti, ma ci credevano in pochi”

  1. Meditate, gente, meditate… ma informatevi di più ed agite di conseguenza « Famiglie d’Italia Says:

    […] seviziati ” (Vibo Valentia, una provincia sempre in emergenza. febbraio 23, 2009 e « Frana di Maierato… la temevano in tanti, ma ci credevano in pochi > febbraio 18 2010…sono due post di Famiglie d’Italia sul tema ),si deduce che anche […]

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