Regionali 2010: in Lazio e in Lombardia un mix di dabbenaggine e di voglia di vincere facile

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In fondo a questa tazza stanno scivolando i nostri diritti e l’ultimo scampolo di credibilità di una nazione, l’Italia, devastata da una guerra di potere che sta degenerando nello squallore più assoluto. Ha ragione Emma Marcegaglia quando afferma “… il dibattito politico è incentrato sul caos delle liste, sui conflitti su maggioranza e opposizione, tra magistratura e politica, mentre c’è grande disattenzione sui temi dell’economia, del benessere, della crescita dei nostri lavoratori “. Ha ragione da vendere!… Ed abbiamo ragione anche noi nel sentirci traditi e offesi da tanti colpi bassi che i contendenti si sferrano l’un l’altro alla luce del sole, tranquilli, fregandosene delle loro evidenti finalità… quasi il nostro parere non contasse nulla. In questa situazione il popolo si sente perdente ed ancor di più tale si sentirà, qualsiasi sarà l’esito che uscirà dalle  urne delle prossime elezioni regionali: infatti, nel caso le liste del Pdl dovessero essere definitivamente escluse dal confronto elettorale, i suoi sostenitori si sentiranno depredati di un diritto e delusi per aver affidato le proprie aspettative a politici incompetenti ed incapaci… quelli del Pd, invece, si ritroveranno scontenti ed umiliati per una vittoria di Pirro, ottenuta per mancanza di avversari e non per meriti propri o dei propri eletti.

Siamo di fronte ad uno scenario politico desolante e senza sbocchi: cari amici di Famiglie d’Italia che da tempo ci seguite con curiosità ed affetto su questo blog, il consiglio che mi sento di offrirvi è quello di non lasciarvi deprimere oltremodo da tanta pochezza. Vi invito a rileggervi la nostra filosofia riportata nella sezione ” Pagine ” sul lato destro del blog … ” Se lo Stato è debole in un momento della sua esistenza storica, la famiglia ha l’obbligo di intervenire con iniziative proprie tendenti alla creazione di “ servizi reciproci “ in modo da porre le premesse che consentano il riproporsi delle condizioni atte a facilitare l’opera di risalita propria e dello Stato stesso. “… In parole povere è un invito a tirarci tutti su le maniche, io per primo, a darci da fare, ad aiutarci l’un l’altro, a scambiarci informazioni ed esperienze, a crearci alternative, ad inventarci un lavoro, un lavoro qualsiasi, faticoso come zappare la terra o umile come pulire un water, ma onesto…  insomma, qualsiasi lavoro da cercare ed accettare come cercano e accettano gli immigrati, molti dei quali laureati, che ci vengono a trovare da molto lontano, piuttosto che rimanere inerti ad osservare, ad aspettare…  ed a spegnersi lentamente.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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Una Risposta to “Regionali 2010: in Lazio e in Lombardia un mix di dabbenaggine e di voglia di vincere facile”

  1. Giacomo Carone Says:

    Il lavoro ne lo sono già inventato a suo tempo ed ora è consolidato… ma non lavoro molto, perché? Perchè purtroppo vige la mentalità generalizzata dove è meglio intervenire solo ed esclusivamente quando si presenta l’emergenza.
    Mi spiego meglio: perchè devo spendere denaro per una manutenzione preventiva, quando posso risparmiarlo e spenderlo sono al verificarsi di un guasto? Considerazione esatta, finchè si tratta della maniglia di una finestra (è opinabile anche questo esempio in quanto il costo della sostituzione sommato alla diminuzione di funzionalità nel corso del tempo ed il danno al serramento supera quello di una regolare manutenzione), ma se si tratta della caldaia? dell’ascensore? della rete fognaria? della scuola? dell’ospedale? della distribuzione del gas o dell’acqua potabile? o peggio ancora dello stato geologico di una parte di territorio?
    Per imporre costruzioni antisismiche in una certa zona, deve prima verificarsi un terremoto; per impedire la costruzione in un determinato sito, deve prima franare una parte di esso o essere colpito da un’alluvione.
    Esempi di questo genere ne vediamo ogni giorno, e ci sono quelli che hanno capito l’antifona e di emergenze “ci campano”, e molto bene.
    A fine 2008, in risposta ad una delibera provinciale relativa alla manovra anticongiunturale, ho proposto di formare alcune squadre di lavoro impiegando personale residente in provincia colpito da cassa integrazione e/o licenziamento, preferibilmente over40 con famiglia, al fine di impiegarle in manutenzioni immobiliari dedicate soprattutto a scuole, edifici pubblici ed al di fuori della stagione turistica, in strutture ricettive, per coadiuvare gli operatori già presenti sul territorio ed offrire livelli di servizio ottimali a prezzo di mercato, ma pur sempre competitivi per i fruitori. Si trattava di formazione specifica ed il compenso richiesto da parte mia era relativo alla formazione, al coordinamento delle attività ed ai materiali di dotazione delle squadre, lasciando l’opzione di esternalizzare all’Amministrazione Provinciale, o chi per essi, stipendi, materiali di consumo e mezzi, per cui eliminando tutta quella serie di ricarichi inutili che altrimenti sarebbero stati messi in conto alla Comunità. In questo modo i fondi destinati alla cassa integrazione ed alla sussistenza dei licenziati sarebbero serviti per alimentare lavoro ed avere strutture pubbliche opportunamente manutenute, oltre a fornire un’opportunità in più di lavoro una volta usciti dalla crisi.
    Risposte alle ripetute richieste di poter illustrare il progetto all’Amministrazione Provinciale, almeno per averne un parere anche se negativo? NESSUNA!
    Intanto c’è sempre più gente in cassa integrazione o licenziata (con l’enorme costo e peso psicologico che questo comporta anche a livello sociale e famigliare), i fondi per la sussistenza si stanno esaurendo (a vuoto) e gli edifici pubblici soffrono di mancate manutenzioni. E questo non solo nella provincia dove risiedo, ma in tutt’Italia.
    Forse questa crisi ha portato allo scoperto molti punti dolenti del nostro sistema, dove l’emergenza libera dai controlli.
    Vogliamo allora iniziare a dare dei valori alle Persone, al loro Lavoro, al Costo reale che il lavoro comporta, finendola di andare sempre al low-cost così alimentando il lavoro nero o gli appaltatori al massimo ribasso, uccidendo in questo modo il vero tessuto imprenditoriale che stà sempre più decimandosi, quello che si sforza di rimediare agli errori del sistema, ma ne è nel contempo vittima.
    Sono ben disposto a collaborare con chi crede in questo progetto e volsse averne maggiori dettagli o magari attuarlo, indipendentemente dalla Città, Paese o Regione.
    Sarebbe anche ora che le Banche e gli Investitori vedessero oltre i classici sistemi di investimento e che qualche Politico pensasse realmente al benessere degli Italiani e non solo alla poltrona ed ai favori agli amici.

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