Per non spegnersi lentamente

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 … piuttosto che rimanere inerti ad osservare, ad aspettare…  ed a spegnersi lentamente… Con queste parole ho chiuso l’articolo di ieri nel quale invitavo tutti, me per primo, a tirarci su le maniche ed a reagire alla ricerca di alternative alle poche opportunità offerte da una politica troppo distratta e squassata  dalle lotte di potere. I nostri parlamentari adesso possono offrirci al massimo qualche palliativo, un po’ di carità, ammortizzatori sociali momentanei… ma certezze, molto poche. Quelle dobbiamo crearcele da soli. Lo so, non è facile…ma se partiamo dal presupposto che ognuno di noi vuole migliorarsi attraverso una conoscenza più approfondita dell’ ” intorno ” che ci accompagna, ecco che possiamo meglio comprendere con i nostri comportamenti dove ci guadagniamo e dove ci perdiamo. Dobbiamo migliorarci culturalmente per crescere in modo più omogeneo e meno dispersivo. Recuperare valori nei quali confrontarsi e ritrovarsi, impegnarsi a rispettare di più noi stessi per ritornare a rispettare gli altri: essere consapevoli che un atto caritatevole perde ogni sua efficacia se non proiettato nel tempo in un progetto continuo e coordinato, fare della solidarietà un’arma e non un  semplice” lavaggio di coscienza “… riscoprirsi solisti in un coro armonico e intonato… E per meglio sottolineare questo concetto ed offrirvi la forza della coerenza nel tempo, vi ripropongo un post, pescato a caso su questo blog ed editato esattamente un anno fa, nel quale, partendo da notizie che esaltavano iniziative ecclesiastiche anticrisi in soccorso delle famiglie più disagiate, coglievo  lo spunto per raccontare e dissertare.

La parrocchie anticrisi… viste da Famiglie d’Italia

marzo 3, 2009

Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, serve a tavola i poveri durante il pranzo natalizio

 

 

 Le parrocchie anticrisi: prestiti
Qui nel 2005 è nato il primo fondo anticrisi per le famiglie, in due anni la Caritas ha stanziato 250 mila euro. E c’è anche un «Emporio Caritas» dove i

… A Pavia, Vigevano e Tortona vengono concessi duemila euro ai fedeli, senza interessi e con rate personalizzate …

… Fondi di solidarietà, sottoscrizioni pubbliche, prestiti senza interesse, accordi con le banche, progetti di microcredito sul modello dell’economista e Nobel Muhammad Yunus. Le classiche mense dei poveri restano fondamentali ma non bastano più da un pezzo.Ci sono altre difficoltà, strati sociali e famiglie che non avrebbero mai immaginato di aver bisogno. E le diocesi italiane moltiplicano un impegno peraltro abituale, mobilitano parrocchie fedeli, lavorano di carità e creatività, raccolgono milioni per sostenere chi si trova in difficoltà…

 … All´Angelus domenicale, Benedetto XVI ha rivolto un messaggio in difesa di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano D´Arco…

 … già prima di Natale  il cardinale Dionigi Tettamanzi, la notte della vigilia, aveva annunciato la nascita di un fondo per le famiglie da un milione di euro raccolto tra fondi dell’8 per mille, risparmi della diocesi e risorse personali: in queste settimane il fondo è già salito a quasi tre milioni (2.935.335, per la precisione), uno dalla Fondazione Cariplo e il resto grazie alla sottoscrizione della gente (www.chiesadimilano.it)…

Tra le notizie riportate oggi nella rassegna stampa Famiglie d’Italia News, scelte per voi, ho voluto dare risalto alla scesa compatta in campo della Chiesa per dare il proprio contributo morale e tangibile alle famiglie meno abbienti, attanagliate nella morsa della crisi economica e della mancanza di lavoro. Un’ iniziativa lodevole, una goccia, sempre meglio però, almeno più realistica, del niente di chi si limita ad  annunciare proposte di  assegni mensili per i senza lavoro; chiacchiere, che, come al solito , lasciano il tempo che trovano. “ Una goccia “… , chissà perché l’avrò mai evidenziata!?… Allora mi spiego: la percentuale dell’ 8 per mille che ogni anno viene devoluta alla Chiesa per le sue opere caritatevoli ( badate che sorvolo su altri introiti tra esoneri fiscali ed altro, il cui importo raggiunge i 9 miliardi di Euro ), frutta alla stessa circa un miliardo di euro. Una bella cifra, non c’è che dire…della quale solo il 20 % viene speso in opere caritatevoli, il 34 % va per il sostentamento dei preti ed il 46 % a non meglio specificate ” esigenze di culto ” ( fonte Google da artico Repubblica 2007/09/02 ). Ora, come potete vedere, un milione di euro rappresentano proprio una goccia di un discreto mare, anche se è meglio di niente… a volte mi piacerebbe vedere un atto di carità anche da parte dei politici, i quali, attingendo dai loro congrui introiti, ne destinassero una percentuale ad un fondo del tipo sopra citato. Pensate che bel esempio per i cittadini: una carità bipartisan, senza proclami, da prendere ad esempio. Però, tutto questo,in ogni caso, mi pare insufficiente a risolvere i problemi. Con la carità si offre una brioche al popolo, il quale ha bisogno di almeno un panino al giorno, e tutti i giorni.

 Ma per ottenere ciò, non basta improvvisare. E’ necessario creare una cultura, e già nei primi passi scolastici, di un futuro cittadino responsabile, solidale, operativo. Da noi la politica della prevenzione non esiste, o si intravede appena. I ragazzini che varcano il cancello di una scuola sono coloro che un giorno varcheranno quelli della vita. Sono gli insegnamenti la base della loro formazione. Quali insegnamenti diamo loro se passiamo gran parte della nostra vita a litigare ad a cercare di fare i furbi. Quando noi, ad esempio, raccomandiamo al bidello nostro figlio affinché sia tenuto d’occhio e non gli manchi nulla, promettendo un regalino al momento opportuno…già in quel momento noi compiamo un atto di corruzione e di cattivo insegnamento, perché favorendo nostro figlio danneggiamo tutti gli altri. Le crisi economiche, i drammi della società attuale, sono il frutto degli insegnamenti che noi abbiamo dato a chi ci sostituirà in futuro.

Voi autorità date la brioche, se a questo punto non siete in grado o non volete dare di più: noi, di Famiglie d’Italia, guardiamo più avanti affinché, passata la bufera, non ci si ritrovi impreparati nelle prossime turbolenze. Ci impegneremo, e fin da subito, a presentare proposte serie ed efficaci per dare un cambio di rotta a politiche fallimentari…E’ il nostro compito. Il futuro in ballo è anche e, soprattutto, nostro. I politici noi li eleggiamo affinché mettano in atto i palliativi a risolvere le nostre necessità e se qualcuno non è in grado, lo richiamiamo, ci confrontiamo, offriamo delle soluzioni studiate e ponderate, e, se non capisce ancora, facciamo di tutto per sostituirlo e mandarlo a casa. Quando si costruisce una casa si comincia dalle fondamenta, e le fondamenta della nostra società sono in primis la famiglia nello svezzamento del nuovo cittadino e, subito dopo, la scuola, che è importante soprattutto nelle classi inferiori, dove si forgiano i plinti che sosterranno l’individuo per tutta la vita. Nella cultura onesta e responsabile è proiettata la certezza del pane quotidiano certo. Per cui la carità va bene in caso di emergenza, ma non basta da sola, perchè occorre la sicurezza e, quella, si costruisce nel tempo solo pianificandola correttamente  e svestendola di qualsiasi interesse personale. Capito politici?…Spiegateci come avete fatto solo a pensare di togliere dalle materie scolastiche obbligatorie il corso di educazione civica!… Il corso che insegna a vivere e a comportarsi bene a colui che deve vivere e comportarsi bene per tutta una vita…Assurdo!!!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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2 Risposte to “Per non spegnersi lentamente”

  1. stella la gioia Says:

    grazie caro umberto per tutto ciò che fai per questa società, credo che gran parte della colpa del risultato della società di oggi “distruttiva, egoista maleducata ecc…” sia legato alla sottrazione “come dici te” dal fondamentale corso di educazione civica. e che io rivoglio….

  2. famiglieditalia Says:

    Grazie Stella, il mio impegno è solo un dovere. Sono in tanti, come me e te, ad avere le stesse esigenze. ognuno apporta il proprio contributo. Un caro saluto, Umberto.

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