Incontro a Nuova Delhi:I Paesi Basic compatti per il post Copenhagen ( Econota 9 )

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Brasile, Sud Africa, India e Cina in una dichiarazione congiunta che affermano la centralità del processo dell’Unfccc ed evidenziano la decisione di proseguire il lavoro attraverso le due tracce negoziali nell’ambito della Convenzione e del Protocollo. Gli stessi Paesi si sono riuniti a Nuova Delhi per discutere sul seguito della conferenza mondiale di Copenhagen sui cambiamenti climatici dello scorso dicembre.

 Al termine dell’incontro, il gruppo di quattro Paesi (brevemente «Basic») che ha partecipato attivamente all’elaborazione dell’«Accordo di Copenhagen», ha emesso una dichiarazione congiunta che afferma la centralità del processo dell’Unfccc e evidenzia la decisione di proseguire il lavoro attraverso le due tracce negoziali nell’ambito della Convenzione e del Protocollo. L’Accordo di Copenhagen è importante proprio come base di partenza in questo senso. Secondo i Ministri dei Paesi Basic, inoltre, per poter concludere con successo il proprio incarico, i due gruppi di lavoro dovrebbero incontrarsi almeno 5 volte prima della conferenza a Città del Messico a fine anno.

Con la dichiarazione, i Paesi hanno anche espresso l’intenzione di inviare (entro il prossimo 31 gennaio, come richiesto) le informazioni relative alle loro azioni di mitigazione volontarie nell’ambito dell’Unfccc. I Ministri auspicano, infine, una rapida mobilitazione nel 2010 dei finanziamenti da 10 miliardi di $ con cui i Paesi industrializzati si sono impegnati a sostenere i Paesi in via di sviluppo nel rispondere ai cambiamenti climatici. Il gruppo Basic continuerà a lavorare a stretto contatto, collaborando anche con il G7.

 (Focal Point Ipcc per l’Italia)

 

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano !

 

Curitiba, capitale ecologica già 40 anni fa in Brasile! A Milano siamo ancora indietro !

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera con commento di Paolo Broglio

Curitiba, chiamata fino al 1960 circa Curityba, è una città brasiliana, capitale dello stato del Paraná. È il più grande comune del sud del Brasile, con i suoi 1.788.559 abitanti (2006).È situata a un’altezza di quasi 1.000 m s.l.m., un centinaio di km ad ovest delle coste dell’Oceano Atlantico.     Il suo hinterland, chiamato in genere “Grande Curitiba”, raggiunge una popolazione totale di circa 3.1 milioni di abitanti. In massima parte, tale popolazione è di origine europea: portoghesi, italiani, tedeschi, polacchi.

È la “capitale” ecologica del Brasile grazie ai suoi 55 metri quadrati di area verde per persona. Qui è stata ideata negli anni settanta la prima isola pedonale del mondo. 

Curitiba rappresenta un esempio pratico di una città ecologica e che dà reale valore all’ecosistema. Ogni cosa è rapportata alla ecosostenibilità. Per raggiungere questo obiettivo gli amministratori hanno dovuto rimboccarsi le maniche perché fino a pochi anni fa la realtà era ben diversa.
Curitiba è una città che ha avuto una forte crescita urbana; nel 1950 era popolata da 300 mila abitanti, e già negli anni novanta ha superato i 2 milioni. In mezzo secolo la località si è trasformata da un centro di produzione agricolo in un centro commerciale e industriale, stravolgendo quindi gran parte della sua economia produttiva. Spesso i lati negativi di questa sovradimensionamento evolutivo sono rappresentati da disoccupazione, degrado ambientale, traffico, malavita, etc.
Grazie ad una visione oculata da parte delle amministrazioni locali la città si è trasformata in una specie di laboratorio vivente nel quale è stato testato un nuovo stile di vita non pianificato dall’alto ma coordinato da tutte le parti sociali. Questa nuova filosofia cittadina è nata verso la fine degli anni sessanta e nel 1971 è stata accolta e ufficializzata dal sindaco architetto e pianificatore Jaime Lerner.

La prima grande battaglia sostenuta e vinta dai cittadini è stata l’allontanamento del pericolo di inondazioni, che affliggeva il centro cittadino e per riuscire in questa impresa l’amministrazione ha dovuto sfoltire la giungla di abusivismo, caos urbanistico e mancanza di canali di drenaggio. Sempre in questa prima fase di “progettazione con la natura” sono state previste tutta quella serie di misure che hanno consentito di passare da mezzo metro quadrato di verde pro capite nel 1970 ai cinquanta metri quadrati attuali.

La seconda grande battaglia è stata quella di tenere armonizzati e strettamente collegati la crescita urbanistica e una rete di trasporti capillare in grado di assicurare collegamenti rapidi tra case, uffici e negozi, per evitare congestionamenti e proliferazione selvaggia. Per realizzare questo, a Curitiba è stato creato un percorso per autobus separato dalle strade utilizzate per le automobili, che è diventato una vera e propria metropolitana in superficie, con il vantaggio di essere risultato molto più economico in fase di realizzazione e di manutenzione; grazie a questo sistema il 35% di coloro che possedevano un’auto ha abbandonato la vecchia strada per la nuova. L’energia utilizzata come combustibile ed elettricità è tutta prodotta da fonti rinnovabili e di natura biologica.

Un’altra battaglia svolta è stata di natura politico-sociale. Infatti nella città è stato anche attuato un sistema pratico per sostenere le famiglie più bisognose e, allo stesso tempo, l’ambiente: i rifiuti prodotti dalle singole famiglie, come una sorta di raccolta differenziata, vengono pesati e venduti in cambio di frutta e carne fresca per il sostentamento alimentare delle famiglie stesse. Così facendo, si aiutano le persone nelle spese quotidiane per gli alimenti e le si avvicina a un’alimentazione sana. In secondo luogo si mantiene la città pulita e i rifiuti raccolti vengono rigenerati e trasformati in energia. Attraverso la pulizia della città e una migliore alimentazione della popolazione povera si è ottenuto un netto miglioramento della salute. Il tasso di mortalità infantile è un terzo rispetto alla media nazionale. Ci sono 36 ospedali con 4500 posti letto, medicinali gratuiti e assistenza medica diffusa sul territorio. Ci sono 24 linee telefoniche a disposizione dei cittadini per informazioni di ogni tipo. Una di queste linee fornisce ai cittadini più poveri i prezzi correnti di 222 prodotti di base. In questo modo si garantisce ai consumatori di non cadere vittime di negozianti disonesti.

Curitiba dispone di un efficiente sistema scolastico, e favorisce in tutti i modi l’istruzione sia dei giovani che degli adulti. Sono previsti anche corsi serali e scuole “mobili” ricavate da pullman dismessi. I ragazzi che vivono nei pensionati scolastici possono lavorare part-time, per esempio consegnando giornali e riviste, possono usufruire di corsi di sostegno, praticare sport ed usare il computer.
Un’altra famosa istituzione di Curitiba sono i “fari del sapere”. Sono costruzioni a forma di faro vivacemente colorate alte 15 metri. In ognuna di esse è contenuta una biblioteca di 7.000 volumi, compresi i Licoes Curitibanas, un’opera in 10 volumi sulla storia, la cultura, l’educazione civica e l’ambiente di Curitiba, che è anche un testo fondamentale delle scuole primarie. Queste biblioteche, dotate di computer per l’acceso ad Internet, sono sorvegliate da un poliziotto in modo che i bambini possano andare e venire tranquillamente.

Il “faro del sapere”

Un ultimo settore nel quale l’amministrazione è dovuta intervenire con innovazioni procedurali e di metodo è stato quello amministrativo-burocratico. Partendo dal presupposto che non esistano problemi specifici e isolati e quindi che le questioni vadano affrontate con una visione complessiva e integrata, se, ad esempio, un cittadino chiede una licenza, prima di ottenerla, deve documentare tutte quelle informazioni che consentano di ipotizzare l’impatto sulla pianificazione urbana (dai parcheggi alle infrastutture). Inoltre è prevista la massima rapidità nel fornire al cittadino ogni informazione e servizio. Non posso far a meno di fare impietosi paragoni con la città dove vivo ( Milano ) e riflettere sulla nostra supponenza e boria. Il Brasile, ora potenza industriale in via di consolidamento ma comunque paese per molti versi sottosviluppato, ci ha dato una lezione di ecologia applicata di grande valore dimostrando che “quando si vuole si fa”. In un’ intervista pubblicata su YouTube, in risposta al giornalista che sosteneva come certe trasformazioni richiedano grandi investimenti di denaro, Jaime Lerner ha detto: “Ogni volta che tagli uno 0 dal tuo budget ne viene fuori creatività…“. In tempi di ormai arcinota crisi questa frase è molto più di una battuta. Potrebbe essere una soluzione. Sindaco Moratti se ci sei batti un colpo !

Famiglie d’Italia

Paolo Broglio

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

 

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