Colores de Madre: Venezuelala e Cavenago di Brianza uniti nell’amore per l’arte

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 Tra Famiglie d’Italia, il comune di Cavenago di Brianza ed il Consolato in Milano della Repubblica Bolivariana del Venezuela sono nati ormai da tempo un bel feeling ed una reciproca collaborazione, per cui ci si incontra spesso per vivere insieme momenti ed iniziative culturali importanti, come quello di sabato scorso, 6 marzo, che ha visto l’inaugurazione di una stupenda mostra fotografica dedicata alla donna ed al miracolo della sua maternità. Teresa Carreño, l’autrice delle opere presentate, è nata a Caracas nel 1965. Dal 1990 risiede a Milano ed i suoi reportage sono stati pubblicati sui maggiori quotidiani e riviste  internazionali, tra cui uno sulla guerra nella ex Jugoslavia, il Kosovo, e sulla campagna delle Women Black di Belgrado contro la guerra. Le sue fotografie esprimono uno sguardo personale verso i comportamenti sociali, dei quali vengono evidenziati temi attuali quali quelli riguardanti la crisi dell’istituzione famigliare e le difficoltà di integrazione nella società multietnica. Comunque, la mostra di Cavenago voluta dall’assessore alla cultura Emanuela Tavormina con la solerte collaborazione dell’inesauribile Nadia Angeloni, segretaria particolare del sindaco, ed inaugurata con classe proprio dal dinamico e onnipresente sindaco Sem Galbiati, ha visto la partecipazione di molti visitatori che hanno avuto la piacevole sorpresa di essere accolti ed accompagnati amichevolmente  nientemeno che dal giovane e valido vice console in Milano del Venezuela, Luis Lugo. La mostra si protrarrà fino al 19 marzo e, per meglio introdurvi nel tema proposto dall’autrice fotografa Teresa Carreño, ho il piacere di offrirvi un’ accurata recensione scritta appositamente per noi dalla bellissima ed affermata critica d’arte, Consuelo Hernandez.  Buona lettura,    Umberto Napolitano.

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Sabato 6 marzo presso la Galleria di Palazzo Rasini a Cavenago di Brianza si è inaugurata la mostra personale della fotografa Teresa Carreño “Colores de Madre” patrocinata dal Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Milano e dal Comune di Cavenago di Brianza.

La fotografa venezuelana si avvicina al tema della maternità nella maniera più naturale e spontanea per una donna, diventando madre… da questo evento totalizzante per la vita dell’artista nasce la necessità di esprimerlo attraverso il mezzo a lei più congeniale, la fotografia.

Il titolo “Colores de madre” evidenzia non solo una rottura tematica rispetto ai suoi lavori precedenti ma anche un cambiamento nella tecnica utilizzata; se prima la Carreño utilizzava principalmente il monocromo, il bianco e il nero, ora le sue foto si rivelano come un’esplosione di colori. A un primo sguardo si è coinvolti dalla cromia variopinta e dilagante delle vesti tradizionali di queste madonne contemporanee, solo in un secondo momento ci si sofferma sull’importanza che vi è stata attribuita attraverso uno sfondo oscuro, non un nero piatto e assoluto, bensì un fumé più simile alle composizioni sacre delle chiese italiane dove il bianco originario si è trasformato in nero come nell’Assisi di Cimabue. Le analogie con la tradizione artistica italiana sono numerose; dalla composizione, in alcune foto triangolare come in “Anick, Costa d’Avorio”, echi delle tavole di  Masaccio e Masolino da Panicale, e in altre pienamente caravaggesca come in “Elizabeth, Etiopia” dove il fanciullo viene sommerso dalle ombre, all’introduzione, in “Meena, India”, del bambino che guarda lo spettatore con occhi innocenti e ammiccanti risalenti alla “Madonna della rosa” del Parmigianino. Da qui si arguisce che la primigenia esplosione emotiva dell’artista è stata filtrata attraverso uno studio accurato della storia dell’arte italiana e una ricerca simbolica notevole. Dalle vesti delle donne non si desume solo la loro provenienza o etnia ma molto di più, la loro religione, tradizione e cultura; tra le trame e soprattutto nei colori delle loro vesti si riscoprono antiche usanze e credenze energicamente preservate per questo importante momento, quello della trasmissione dei valori tradizionali alla generazione futura.

Il lavoro di Teresa Carreño coinvolge totalmente lo spettatore toccandolo nel profondo; in quell’intimità e turbinio di emozioni che ogni madre prova abbracciando il proprio figlio e in quell’insieme di valori e tradizioni che si è sempre tramandato di padre in figlio… situazione che l’artista sottolinea sviluppando questo percorso in una città cosmopolita come Milano, che può modificare alcune abitudini quotidiane ma non l’essenza di sé stessi e delle proprie radici.

Consuelo Hernandez

Famiglie d’Italia

 

P. S. Letti gli esiti delle ultime indagini riguardo allo stato di salute delle famiglie italiane, delle quali il 30 % ha difficoltà ad arrivare a fine mese, ho deciso di ridare fiato e visibilità giornaliera, fino alla noia, ad una nostra iniziativa dell’estate scorsa che riguarda esclusivamente la sfera delle conoscenze personali di ognuno di noi… e che permette di dare una mano concreta a chi la necessita, i cui effetti positivi si possono vedere immediatamente e senza bisogno di inviare sms o indire collette nazionali.


{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediatico, ma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qgrazie!ualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia  click on per visitare il blog

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