Un bavaglio alla cultura ( …nel gelo tra Google e Cina )

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Nasce in questi giorni una nuova crisi, che potrebbe dare inizio ad una guerra 3.0 Dove le battaglie saranno combattute on-line e attraverso i tribunali internazionali. Famiglie d’Italia da sempre si batte per la divulgazione delle notizie e della cultura; molte volte anche a rischio della propria immagine, perchè lo stile “LIBERO” di Umberto Napolitano, non ammette disinformazione, o bavagli oscurantisti alle notizie scomode. La nostra filosofia è dare le notizie crude, aggiungendo sempre una semplice chiave di lettura, confezionando la cultura in modo che il lettore possa da solo ed in piena autonomia decidere cosa è importante e cosa non lo è!

Forse saremo i primi patrioti di GOOGLE, ma siamo in tanti, e come spesso accade che le notizie da noi pubblicate scalano le classifiche di googlenews, adesso ci sentiamo in obbligo di difendere la libertà del più grande e democratico motore di ricerca, e fautore di cultura. Riassunto dei fatti:

Gli attori – Il Governo Cinese, Google (il motore di ricerca mondiale di riferimento)

I Fatti: Google per cultura, trasparenza, informazione, indicizza e rende fruibili a tutti gli internauti, anche i cinesi; le informazioni, foto, articoli e quant’altro, comprese tutte le informazioni legate a fatti storici  attuali che in qualche modo potrebbero mettere in cattiva luce la Cina. Se facciamo un esempio pratico Piazza Tienanmen, il massacro degli studenti, i video dei carriarmati, ventanni fa.

Il problema – La Cina censura il portale locale di Google, è minaccia ritorsioni incolpando Google di aver violato una promessa scritta contrattuale, a seguito di questo confronto/scontro la Casa Bianca in un comunicato ANSA del 23 marzo alle ore 5.30 italiane cita: […] La Casa Bianca si dichiara delusa del fallimento del negoziato, mentre le associazioni per i diritti umani hanno espresso esplicitamente il loro plauso per l’iniziativa.

Le soluzioni possibili – o si trova un accordo anti oscurantismo e anti censura, oppure Google come ha già fatto, dirotterà il traffico dati su Hong Kong, di fatto escludendo la censura Cinese.

Sembra di essere tornati indietro di molti anni, in un tempo in cui le bambine cinesi portavano delle fasciature ai piedi, per far rimanere piccolo e deformato il piedino, in cui la scrittura e la cultura seguivano il volere del padrone, insomma una repressione culturale che di fatto vuole tendere all’offuscamento di internet e dei social network, che diffondono la storia presente e passata.

In questa guerra mediatica culturale, ci sentiamo di affermare con sicurezza che ogni bavaglio imposto alla cultura, alla libertà d’informazione è un preciso attacco alle democrazie mondiali, ai giornalisti, alle famiglie italiane, che tutti i giorni vedono l’effetto di un governo Cinese che non è stato in grado di creare la cultura attraverso la libertà, basta passare a Milano o in altre città italiane, e vedere quanti cinesi sono scappati dal loro paese, pur di annusare il senso di libertà.

Noi la libertà l’abbiamo creata, voluta, e la pretendiamo per tutti gli uomini della terra. Ricordiamo solamente che le leggi che rappresentano i diritti dell’uomo, lo riconoscono individuo libero, dove la libertà è anche la possibilità di acquisire cultura; con tutti i mezzi a disposizione, anche internet.

Famiglie         d’Italia

Andrea Ben Leva

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