Energia dalle microalghe: la ricerca guarda al futuro ( Econota 15 )

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In un futuro prossimo le microalghe, organismi responsabili di circa il 50% della fotosintesi sulla terra e impiegate attualmente nella cosmetica, nella farmaceutica e nella biochimica verde, potranno essere utilizzate anche per produrre energia rinnovabile.  

Un campo di applicazione a cui Esae ( spin-off dell’Università degli Studi di Milano- www.esaesrl.com ) guarda con interesse. Fino ad oggi le microalghe sono state una risorsa poco sfruttata: infatti… delle 25 mila specie esistenti solo 15 vengono attualmente utilizzate. Ma la tecnologia di coltivazione, finalizzata soprattutto alla ricerca delle possibili applicazioni, è un settore in espansione, soprattutto negli ultimi anni. Le microalghe possiedono, infatti, alcune caratteristiche peculiari che contribuiscono a renderle particolarmente interessanti dal punto di vista scientifico e applicativo. In primo luogo, possono essere coltivate in qualsiasi contesto – dalle acque dolci a quelle con elevate concentrazioni saline – in secondo luogo possono essere impiegate in svariati campi d’applicazione. “L’efficienza di conversione dell’energia solare in biomassa delle colture algali, e quindi la produttività per ettaro, è di gran lunga maggiore di quella ottenibile con le colture tradizionali – ha spiegato Cesare Sparacino coordinatore di un progetto specifico insieme al collega Paolo Broglio- Se con un ettaro di girasole o di colza si possono produrre 700-1000 chilogrammi di olio per anno, le colture algali realizzate in adeguati impianti possono superare le 20 tonnellate di olio per ettaro e per anno, con un potenziale che supera le 30 tonnellate nei paesi tropicali. Il risultato dipenderà tuttavia dal possesso di un solido know-how sulla coltura, “al chiuso” con speciali bioreattori a basso consumo energetico di nostra invenzione, della specie algale selezionata per sostenere il processo anche in condizioni climatiche estremamente sfavorevoli, da adeguate infrastrutture e da un’accurata messa a punto dell’intero processo in impianti pilota e dimostrativi di opportune dimensioni”.

( fonte : Università di Milano – Facolta di Agraria )

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano !

Bornholm: al 100% isola verde entro il 2014!

L’isola della Danimarca mira all’abbattimento completo delle emissioni di carbonio come previsto dal progetto Bright Green Island.

In una visione del mondo che arranca contro i cambiamenti climatici, ecco un’intera comunità che si sta muovendo per trasformare la sua isola, e renderla al 100% ecologicamente ed eticamente responsabile. Ad oggi già il 24% dell’energia che alimenta l’isola di Bornholm è generata mediante fonti alternative e un buon 33% proviene dall’eolico. Il progetto vede coinvolti oltre che enti pubblici ed imprese, anche una grossa fetta dei cittadini, protagonisti attivi di una serie di programmi di ricerca nazionali e internazionali. Bright Green Island, nome di battesimo dell’ambizioso progetto, sarà reso possibile anche grazie all’unicità naturalistica di quest’isola, la cui posizione geografica permette un’ottima esposizione al sole, ai venti e naturalmente la presenza di molta acqua. La strategia adottata dall’intera comunità, per la conversione del territorio ad una totale ecosotenibilità prevede un aumento dell’impiego delle energie rinnovabili, l’investimento di capitale in progetti di ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie, la riduzione dei consumi energetici, la condivisione delle conoscenze e non solo.

 Il raggiungimento degli obiettivi energetici sarà possibile grazie alla collaborazione tra il Governo Danese e l’autorità regionale dell’isola, la strategia energetica di quest’ultima fa parte del progetto “Transplan” supportato dalla Comunità Europea, in previsione del B7, che consiste in una collaborazione internazionale tra le sette isole del Mar Baltico. Il piano prevede che Bornholm diventi completamente neutrale alle emissioni di carbonio entro il 2025, in quanto la riduzione dei combustibili fossili dovrà avvenire in modo graduale per ragioni geopolitiche. Si arriverà ad una maggiore sostenibilità dell’isola mediante il conseguimento di focus specifici, che prevedono l’incremento di: produzione di corrente elettrica da turbine, biogas, auto elettriche, bioetanolo per i trasporti e non solo, nonché lo sviluppo di nuove fonti energetiche e una maggiore collaborazione tra tutti. Molti degli obiettivi previsti dal piano energetico sono già operativi, gli altri si trovano in fase di avvio e sperimentazione. (Rinnovabili.it) –

Famiglie  d’Italia

Paolo Broglio

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