La coppia scoppia… ( Famiglie d’Italia news)

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La coppia scoppia… e i figli? ( 06/07/2009 fonte Promiseland )

La Mediazione Familiare è uno spazio di incontro in un ambiente neutrale, nel quale la coppia ha la possibilità di negoziare le questioni relative alla propria separazione, sia negli aspetti relazionali, sia in quelli economici. I genitori sono incoraggiati ad elaborare gli accordi che meglio soddisfano i bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all’interesse dei figli.

Il mediatore familiare è un esperto nella gestione dei conflitti, è imparziale e non dà giudizi. Il suo compito consiste nell’aiutare la coppia a riaprire i canali di comunicazione interrotti dal conflitto, lontano da una logica che vuole sempre un vincitore e un perdente.

La mediazione si pone l’obbiettivo di rendere la coppia protagonista e responsabile nella gestione del conflitto in un’ottica di continuità genitoriale. Infatti i due obbiettivi principali della Mediazione Familiare sono:

  • accompagnare i genitori in conflitto nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sè e per i figli;
  • trovare o ritrovare una comunicazione il più possibile funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci  di trovarne altri in base all’evoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che la vita porterà loro.

Intraprendere il percorso di Mediazione Familiare è utile in tutte le fasi del processo della separazione e del divorzio poichè si adatta alle differenti esigenze espresse dalle diverse tipologie di coppie.

1) Coppie in crisi:

  • Uno dei due partner è deciso per la separazione e l’altro non l’accetta
  • La decisione di separarsi è chiara per entrambi.

2) Coppie separate di fatto:

  • Coppie con attive aree di conflitto sui termini di affidamento dei figli e/o sul versante economico.

3) Coppie separate legalmente:

  • Le condizioni di separazione risultano di difficile attuazione o non vengono rispettate.

4) Coppie separate da tempo o divorziate:

  • Gli accordi presi in Tribunale, ormai inadeguati alle mutate condizioni di vita, devono essere aggiornati o modificati.

 

 Nel caso d i coppie senza figli non è quindi corretto parlare di Mediazione Familiare tout court, ma è comunque possibile con esse applicare proficuamente tecniche di mediazione.

La Mediazione Familiare non è dunque un tipo di psicoterapia, anche se spesso il mediatore è uno psicologo o uno psicoterapeuta specializzato in Mediazione Familiare. La differenza stà essenzialmente nella breve durata del percorso di Mediazione, nei contenuti presi in esame (la comunicazione e la gestione del conflitto, questioni relazionali ed ecomiche), che non permettono un’elaborazione profonda del lutto da separazione né lasciano spazio ad un’eventuale “cura” che è propria della Psicoterapia. Questa è prevista quando la coppia decide di superare alcuni problemi ma vuole fondamentalmente restare unita. Nel caso suddetto è utile una terapia di coppia e non una Mediazione Familiare.

Valeria Marracino, psicoterapeuta    Redazione Promiseland

 
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