Giovani bulli… ( Famiglie d’Italia news )

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Una vita… banalizzata. Giovani Bulli, adulti e colpevoli. ( fonte  www.Promiseland.it • Indice )

 Il figlio dodicenne di una mia amica mi ha confessato di avere paura di andare a scuola perché i suoi compagni lo picchiano e lo minacciano e spesso portano con se coltelli. I ripetuti vandalismi a danno di strutture scolastiche e gli atti di violenza, talvolta gravi, compiuti da giovani e giovanissimi nei confronti dei coetanei aggrediti o picchiati solo per il puro gusto di fare i bulli, si susseguono con inquietante reiterazione. Spesso si assiste all’indifferenza del mondo degli adulti che considera erroneamente tali atti bravate da ragazzi.

Solo nel comune di Roma l’ 80% degli alunni delle scuole medie ed elementari intervistati da alcuni sociologi ha ammesso di aver subito violenze e prepotenze da compagni di scuola. Il dato nuovo è che il fenomeno si è esteso anche alle ragazzine. La situazione nelle provincie non è diversa da quella delle metropoli.

E’ evidente, dunque, che la scuola come istituzione sta venendo meno alla sua missione. E allora fanno seguito inchieste editoriali, appelli, iniziative di qualche politico. Con quali risultati? Scarsi, perché bisogna partire dalle basi, dalle cause del disagio di questi giovani boss.

Ma vi siete mai chiesti a quante scene violente in famiglia e in televisione sono costretti ad assistere i nostri figli? Pane e televisione, pane e videogiochi, sembrano in effetti essere l’unico insidioso nutrimento di questi ragazzi che evidentemente subiscono un’alterazione della personalità e della propria identità. Inoltre, a causa del vuoto morale che questi cattivi maestri portano con se, il confine tra violenza gratuita e la banalizzazione della differenza tra la vita e la morte è pericolosamente tenue. Le scene truculente e i casi di disvalori vincenti, ossessivamente propinati dalla televisione, per giunta in fasce d’ascolto non sempre protette, finiscono per conferire all’idea della morte una normalità che sottrae alla vita ogni sacralità, ogni importanza, ridimensionandola a qualcosa di manipolabile e non degno di significato. Da qui l’uso indiscriminato di droghe (le nuove droghe anche tra i giovanissimi), il comportamento di gratuita violenza, e. quanto alle giovani e giovanissime, l’abitudine a una sessualità disinibita e inconsapevole con ricorso spesso ad aborti non terapeutici. Dove sono i genitori di questi ragazzi? Dove sono sono le famiglie? Eppure il preoccupante aumento di tali atti impone di occuparsene e ingiunge questo obbligo morale a tutti, a ciascuno di noi adulti, non soltanto alle scuole o ai servizi sociali o alle autorità.

Fenomeni del genere non possono essere passati sotto un colpevole silenzio di rassegnate, ed anche ovattate, prese d’atto. Siamo chiamati tutti, nessuno escluso, ad un’attenta presa di coscienza.

Valeria Marracino psicoterapeuta (mentepositiva.it) Redazione Promiseland.it

 

Famiglie                        d’Italia

 

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