Una Risposta a “A picco l’euro, a fondo le borse… e gli ingenui sprovveduti”

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Commento di un amico di Famiglie d’Italia, Giacomo Carone, all’articolo di ieri: buona lettura e conseguente riflessione!

Premetto che non sono un economista, ne un analista economico e che non ho l’intenzione di dispensare pillole di saggezza ad alcuno, ma sono un semplice cittadino del mondo che vede con i propri occhi ciò che lo circonda.
Nulla si crea, nulla si distrugge; tutto si trasforma”. Questa legge purtroppo non è più valida per l’attuale economia effimera, virtuale, basata su pochi che gestiscono il denaro di molti. E’ andata alla grande, finché un paio di anni fa qualcuno non è andato a sollevare il coperchio e dal pentolone in piena ebollizione si sono dispersi nel nulla i vapori delle grandi speculazioni.
Mi torna alla mente quando facevo le bolle di sapone per le mie figlie, e queste mi chiedevano: “papà, più grande!, più grande!” per poi inseguirle, sfiorarle con un dito per farle scoppiare strizzando gli occhi, ed infine quando ci riuscivano, con soddisfazione sorridendo dicevano “Non c’è più!”. E poi “Ancora, ancora! Più grande! Più grande!”.
La stessa cosa mi sembra succeda in economia, dove qualcuno, “il Mercato”, produce le bolle stupefacendo i piccoli risparmiatori che investono, o meglio fanno investire dal Mercato stesso, il proprio denaro per farne sempre di più grandi. Ma prima o poi, queste fanno “puff” ed il denaro… “più!”. Comunque sia il Mercato non ci perde, perché compensa le perdite facendo altre bolle… con altro denaro dei risparmiatori…
Una volta si guadagnava lavorando sodo e si era pagati (bene o male) per il lavoro svolto. Ora nemmeno più quello. I “grandi” ti fanno lavorare e non ti pagano, così fallisci e lavori per loro: da creditore diventi debitore. Questa brutta piaga divenuta di moda al punto tale che sempre più spesso nascono dei “consorzi” o “cooperative” tra aziende, sotto l’egida di Istituzioni apparentemente sicure, ma che sotto sotto sono pilotati dal Mercato stesso. E’ un gioco simile alle tangenti girate come “sponsorizzazioni” o “beneficenza”, che fanno passare da benefattori i delinquenti.

L’evasione fiscale ed il lavoro nero che da decenni è una “consuetudine”, ha creato un mercato drogato. Il resto l’ha fatto la globalizzazione e noi ci siamo sempre di più impoveriti. Ma il Mercato no! E di esempi ce ne sono in tutto il mondo basato su questa tipologia di “gestione”.
In questi ultimi tempi però le cose sono cambiate. La gente non guadagna più, per cui non spende più. Se non abbiamo gli incentivi, non muoviamo più quel poco di denaro che ci è rimasto.
Gli incentivi, ultimo modo del Mercato per muovere denaro dal basso, dai cittadini; ma chi paga gli incentivi? NOI!!! TUTTI NOI!!! Ma il Mercato ci guadagna in ogni caso.
Banche, Energia, Immobili, questo è il Mercato.
Il fotovoltaico è andato nello spazio decenni fa, ed occupa il 90% delle fiere delle costruzioni, dell’energia, del “greening”. L’eolico corre parallelo al fotovoltaico come storia e come mercato. Incentivi, banche che finanziano, green jobs che proliferano. Dove sono scoppiati recentemente gli ultimi bubboni? Nel campo delle energie rinnovabili, con emersione di enormi giri di tangenti ed accordi tra nord e sud, passando per il centro e non disdegnando le isole ed il resto del mondo. Tempo addietro il Mercato ha spinto i cappotti alle case, ed ora attendiamo la fase di gestione di tanti lavori fatti a casaccio da aziende che si improvvisavano “esperti” e che lasceranno tanti di quei danni alle spalle dovuti ad imperizia nelle esecuzioni. Chi pagherà tutto questo? NOI! chi ci ha guadagnato? Il Mercato!.
E’ una storia ciclica. I doppi vetri, i serramenti più bizzarri, i materiali, il solare termico, la cogenerazione, il fotovoltaico, l’eolico, i protocolli costruttivi.
No, lo Stirling no!!! per carità, quello non usa petrolio, e se proprio dobbiamo usarlo, alimentiamolo a gas, non con il sole, altrimenti ci rovina… il Mercato!

La prima fonte di guadagno è il risparmio”; quanta verità in questa frase.
Perché non adottare nei nostri edifici tante belle “pratiche” e “tecnologie” sostenibili in maniera integrata e su misura per l’utilizzatore, che permettano di utilizzare le risorse naturali e nel contempo insegnare all’utilizzatore come poter risparmiare. Inseriamo su larga scala il fotovoltaico, l’eolico, il cappotto, il serramento performante, ecc.ecc, ma integrati tra loro in funzione delle reali esigenze dell’utilizzatore e non del Mercato. Ci sarebbe molto più lavoro per tutti; nascerebbero veri green jobs pagati correttamente e diffusi in tutto il mondo. Ma questo il Mercato non lo vuole, per cui le Banche non danno retta a progetti di questo tipo, perché primo ci vuole competenza nel valutare tali progetti e secondo edifici realmente costruiti ed utilizzati in funzione del risparmio energetico, porterebbe minori richieste di Energia, secondo pilastro del Mercato (certo, costruiamo secondo i dettami della 311, ma non spieghiamo di non lasciare aperte le finestre se abbiamo la ventilazione con recupero di calore). Immobili salubri, risparmiosi e fatti per durare creerebbero poi dispiacere al terzo attore del Mercato.
Traffico scorrevole? no code, no party! Fiumi di denaro per analizzare i problemi, lavori assegnati ai soliti noti (chi per crisi economica non ha pagato tutte le tasse previdenziali non può fornire il DURC, per cui non può partecipare agli appalti) ed intanto si consuma tanto carburante.
Mezzi di comunicazione pubblici funzionanti? Male! calo della necessità di automobili e nuove strade. Anzi, inseriamo ogni anno una nuova classificazione Euro alle auto, così queste devono per forza essere cambiate dopo qualche anno per poter circolare.
Crisi nei consumi energetici dovuti ad una migliore progettazione degli edifici e dei mezzi di trasporto? Industrie farmaceutiche in crisi per il calo dei consumi? Eccoti allora un bel “progetto mondiale integrato” di influenza pandemica che impone frequenti lunghi ricambi d’aria negli ambienti, coadiuvati da vaccinazioni di massa.

Nulla si crea, nulla si distrugge; tutto si trasforma”. Facciamo in modo che il nostro potere di acquisto possa tornare a rispondere a questa legge. Facciamoci furbi!!!

Giacomo Carone

Famiglie  d’Italia

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