Un primato mondiale per l’Italia: zuccheri e altri importanti derivati vengono ricavati dagli scarti agronomici come paglia, pula di riso e stocchi di mais. ( Econota 23 )

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Risolto il problema della sostenibilità dei biocarburanti e della bioplastica ?

 Il Gruppo chimico Mossi & Ghisolfi  (tra i leader mondiali nella produzione di polietilene ) ha dimostrato recentemente la possibilità di ottenere zuccheri e glicoli partendo dagli scarti agronomici come paglia, pula di riso, stocchi di mais e altre biomasse considerate di scarto o di basso valore. La polemica ( sempre in agguato… ) attualmente in atto riguarda lo spreco di risorse alimentari che viene attualmente  perpetuato utilizzando farine di mais o di cereali in genere per ottenere biocarburanti o bioplastiche… Come molti di voi ricorderanno il costo della materia prima per fare tortillas in Messico ( farina di mais ) era più che raddoppiato a seguito di importanti vendite sui mercati specializzati causando pericolose oscillazioni di prezzo a livello mondiale. Sebbene l’utilizzo “ chimico “ delle farine non fosse la principale causa del rialzo dei prezzi tuttavia ne contribuiva grandemente e soprattutto scontava la poca “correttezza etica e politica “.

 Più volte e in più sedi ho sempre propugnato l’utilizzo degli scarti agronomici non mancando di sottolineare la difficoltà dell’impresa a cui centinaia di ricercatori continuano a votarsi nel tentativo di ottenere almeno uno zucchero complesso dalla “ dura e bioresistente cellulosa e lignina “ con sistemi originali, efficaci e poco costosi.

La Mossi e Ghisolfi sembra sia riuscita in quello che non è mai riuscito a nessuno : mettere a punto un processo che permette l’utilizzo degli scarti agricoli attualmente di difficile collocazione o sprecati come combustibile diretto. La fonte giornalistica che ha più seguito questa particolare vicenda è il Sole24 Ore che ha ospitato relazioni del Gruppo chimico ed ha segnalato il successo raggiunto nel suo autorevole inserto Nova.

Vorrei ancora sottolineare come la ricerca in Italia dia frutti copiosi se intelligentemente sostenuta e finanziata. Questa volta il finanziatore è un privato che ha ben saputo gestire finanza e ricerca finalizzandola verso un chiaro obiettivo. Lo Stato Italiano brilla per la sua assenza e per l’assoluta incapacità di programmazione unitamente alla scarsa capacità di mettere a frutto l’ingegno dei suoi ricercatori i quali, è bene sottolinearlo, non aspirano ad appartamenti con vista Colosseo……..

di Paolo Broglio

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano !

I Guerrilla Gardening 

a cura di Paolo Broglio

Potreste possedere un animo da  Guerrilla Gardening e ancora non lo sapete ! Il  guerrigliere del giardinaggio che è in voi potrebbe esplodere da un momento all’altro!

 

Vediamo di capire di cosa stiamo scrivendo . Il gruppo italiano di Guerrilla Gardening nasce a Milano, quando un manipolo di giovani milanesi che ancora oggi segue e consiglia i gruppi indipendenti, ha deciso di interagire positivamente con lo spazio urbano attraverso piccoli atti dimostrativi, quelli che vengono chiamati “attacchiverdi.

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Il gruppo di Guerrilla Gardening è composto da appassionati del verde (esistono gruppi praticamente in tutti i paesi occidentali) e si oppone attivamente al degrado urbano agendo contro l’incuria delle aree verdi. L’attività principale del gruppo è quella di rimodellare ed abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città. Il movimento nasce in Italia inizialmente con operazione sporadiche e assolutamente indipendenti, per poi manifestarsi in una iniziativa pubblica, seppur le incursioni rimangono clandestine.

Si, avete capito bene, clandestine!
Ovviamente il gioco e il brivido è anche quello. Operare di notte per far comparire il giorno una nuova aiuola, nuove piante, nuovi piccoli spazi verdi …. Il rischio certamente esiste, come una pattuglia di polizia che vi chiede cosa state facendo all’una di notte all’angolo di una strada cittadina

I cittadini però dopo un primo momento di sbalordimento sembrano rispondere bene.  Alcune aziende di giardinaggio aiutano con consigli e piccole donazioni di piante e materiali pro-causa, altri si limitano ad applaudire e ad apprezzare gli attacchi verdi.
Ogni giorno nuovi “guerriglieri” si aggiungono alla causa, per trasformare e riappropriarsi degli sterili ed impersonali spazi comuni cittadini. Nuovi gruppi stanno nascendo in tutte le grandi città.

Non perdetevi il lancio delle bombe verdi (qui le istruzioni : www.guerrillagardening.it/idee.htm)!

Anche voi potete diventare un Guerrilla-Gardener: basta documentare un attacco e inviare le fotografie al gruppo; verrete segnalati sul sito web del Guerrilla Gardening italiano!                   Per la cronaca :  Ministro Maroni chiudi un occhio……anche due!

Link: Guerrilla Gardening, Badilibadola

Famiglie  d’Italia

Paolo Broglio

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