Mondiali di calcio: l’Italia ha perso una partita, non la sua storia

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Io penso che da questa disavventura sportiva l’Italia, nel senso di Nazione e del suo popolo, possa trarre una lezione salutare e produttiva: una partita di calcio tale è e tale deve rimanere!… Una vittoria non risolve i nostri problemi, nel senso che se la pancia è vuota non si gonfia di conseguenza come una rete violata da un pallone. Sì, può esaltarci, renderci felici per un po’…  ma nulla di più… Come ho detto tante volte, il modo di vivere sta cambiando e nuove realtà, positive e negative, si affacciano all’orizzonte. Rimanere ancorati a pensieri ed azioni del passato non serve al proseguimento ed evoluzione di alcun cammino…

Non sono più i tempi che una vittoria al Tour de France del 1948 di Bartali sia in grado di evitare una rivoluzione, no! Siamo collocati in tempi molto più seri e pesanti da affrontare. Allora, la maggior parte della nostra esistenza e sopravvivenza dipendeva soprattutto da quanto si decideva e succedeva all’interno del nostro Paese… ora non è più così… il tutto dipende da come siamo capaci di risolvere seriamente problemi di lavoro, e, dall’offerta che proponiamo in un mondo appiattito dalla ” globalizzazione “. Appiattito, perché messi tutti sullo stesso piano, e, solo chi si ingegna, fatica, fa un passo in dietro per assicurarsi, un giorno, di poterne magari fare due in avanti… forse quel giorno sarà in grado di prevalere e tirarsi fuori da un guano generale, intercontinentale e globalizzato pure lui.

A questo punto qualcuno si domanderà cosa c’entri la sconfitta dell’Italia ai mondiali di calcio con questa mia riflessione?… C’entra, e come se c’entra!!!

Significa che è giunto il momento di tornare tutti sulla ” terra ” e cominciare a dare ad ogni cosa il suo giusto valore. Una partita di calcio deve rimanere solo una competizione fra giocatori che corrono dietro ad una palla: se questa entra e fa gol, godiamone pure, ma con moderazione… però, se non accade, lasciamo i pianti e la disperazione a lutti più seri e più importanti.

Per concludere, i tempi attuali pretendono moderazione ed equità condivise: gli eccessi fanno lievitare meriti e costi!…  Troppi soldi superficialmente giustificati girano intorno ad esaltazioni momentanee che poco di reale hanno a che fare con i nostri interessi effettivi: le vittorie dello sport, se vogliamo veramente crescere, non possono e non devono più rappresentare il  solito contentino e l’ancor più solito… ” pane dei poveri ” !

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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Una Risposta to “Mondiali di calcio: l’Italia ha perso una partita, non la sua storia”

  1. L’Italia ha perso, viva l’Italia « Umberto Napolitano Says:

    […] L’Italia ha perso, viva l’Italia Mondiali di calcio: l’Italia ha perso una partita, non la sua storia […]

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