La Federalberghi Eolie forse non sa… o forse finge di non sapere

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L’immagine  riprodotta in alto rappresenta il vulcano sottomarino Marsili, che con i suoi 70 km in lunghezza e 30 km in larghezza è il più grande vulcano d’Europa, ed eventuali smottamenti lungo le sue falde, innescati da movimenti sismici, potrebbero causare un maremoto che si abbatterebbe nel giro di pochi minuti sulla costa campana, a soli 150 chilometri di distanza, e ancora prima su quella calabra e quella sicula molto più vicine. La vetta del cratere di tale mostro è a poche centinaia di metri dalla superficie del mare  e la base si trova sulla faglia che ha dato origine al terribile maremoto di Messina del 1908, e solo gli scandagli recenti hanno rivelato il suo vero volto. Intorno si sono osservate diverse emissioni idrotermali con una frequenza ultimamente elevata e proprio queste, unite alla debole struttura delle pareti, potrebbero causare crolli più inquietanti della stessa possibile eruzione. Di recente sono stati registrati due eventi, per fortuna contenuti. Nel cuore del Marsili gli strumenti hanno dato un volto alla camera di magma incandescente che si è formata e che oggi raggiunge le dimensioni di quattro chilometri per due: è come una pentola ribollente con il coperchio ben tappato. Il Marsili è da anni un sorvegliato speciale per alcuni segni lanciati.  Il rischio è reale e di difficile valutazione . La ragione sta nella situazione in cui si trova il vulcano. L’Etna in questi anni è stato tappezzato di strumenti in grado di avvisare se un’eruzione è imminente, almeno con un certo margine di preavviso. Il Marsili non solo è sommerso ma è privo di queste sonde pronte ad ascoltare le sue eventuali cattive intenzioni. Proprio nel febbraio 2010 la nave oceanografica Urania, del Cnr, ha iniziato una campagna di studi sul vulcano sommerso. Sono state rilevate preoccupanti frane che testimoniano una notevole instabilità.

Le isole Eolie svolgono un po’ il ruolo di sentinelle per quanto riguarda l’ attività e le possibili conseguenze dovute ad un improvviso risveglio del vulcano sommerso, per cui pare logico che la Protezione Civile si sia mossa repentinamente dopo la scossa di due giorni fa… come illogico invece pare il comunicato allarmato del  presidente della Federalbereghi Eolie, Christian Del Bono, che vi riporto in toto come rilanciato dall’agenzia Adnkronos :

 – Il Presidente di Federalberghi giudica anche “eccessiva” la presenza del sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, a Lipari per presiedere l’Unita’ di crisi. “Bertolaso normalmente si reca nei posti in cui ci sono stati degli eventi molto gravi, che hanno creato feriti o morti. Ma qui non c’e’ stato neppure un ferito. Ovviamente non ce l’ho con Bertolaso, ma la gente ha avuto paura perche’ ha pensato ‘se c’e’ Bertolaso allora la situazione e’ tragica’. Bastava la Protezione civile regionale che aveva gia’ la situazione sotto controllo. Perche’ e’ dovuto venire lui? E la conseguenza e’ che arrivano decine di disdette, solo nel mio albergo ne ho avuto almeno dodici. Idem in altri alberghi“. Del Bono se la prende con una “informazione che nelle prime ore e’ stata gestita male. “Si parlava di feriti e di morti, quando non e’ successo nulla di grave“. E continua: “Chi ne paga le conseguenze? Noi albergatori. Gia’ questa stagione e’ andata male perche’ e’ iniziata in ritardo e ora il terremoto“. Intanto, il gruppo tecnico della Protezione civile regionale ha proseguito anche oggi il monitoraggio delle aree a rischio nelle isole Eolie dopo il terremoto di lunedi’. Con le motovedette delle forze dell’ordine, gli esperti hanno raggiunto il tratto di mare in prossimita’ dei faraglioni di Lipari per un’ulteriore verifica. “I divieti in alcune spiagge ci sono da tanto tempo – conclude Del Bono – Perche’ i bagnanti e alcuni diportisti non li rispettano?”. –

Io penso che in casi come questi la prudenza non sia mai troppa. Di solito ci lamentiamo dopo le catastrofi di mancata prevenzione, per cui suonano male le lamentele relative a prevenzioni anticipate. Vi ricordate il primo film della serie ” Lo squalo ” , quello del 1975 diretto da Steven Spielberg ?… Ebbene, grazie alle bugie ed al voler nascondere a tutti i costi la testa nella sabbia da parte del sindaco  dell’isola di Amity, pur di salvare la stagione turistica, ci volle una strage di bagnanti prima di considerare l’eventualità di un effettivo pericolo incombente:

ebbene, caro Del Bono, forse è meglio rischiare qualche turista in meno negli alberghi eoliani ( e ve lo dice uno la cui madre è nata a Lipari e ivi vivono ancora o sono in questi giorni in vacanza alcuni parenti stretti ) che dover piangere dopo molti poveri innocenti, sacrificati per la salvaguardia degli interessi di pochi. E per quanto riguarda la sua affermazione…  “I divieti in alcune spiagge ci sono da tanto tempo, perche’ i bagnanti e alcuni diportisti non li rispettano?”… le ricordo che le responsabilità non si interrompono con l’ apporre dei cartelli, ma si completano con la capacità di essere in grado di istruire i destinatari degli stessi, e nell’ adoperarsi al massimo affinché questi cartelli vengano poi rispettati.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

 

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3 Risposte to “La Federalberghi Eolie forse non sa… o forse finge di non sapere”

  1. Christian Del Bono Says:

    Egregio Sig. Napolitano,
    leggo soltanto ora il suo commento all’agenzia che riportava alcune mie dichiarazioni, uscite a seguito della scossa di terremoto che ha interessato le Eolie nell’agosto del 2010.
    E’ risaputo che le Eolie si triovano al centro di movimenti sismici continui e di fenomeni vulcanoligici di rilievo che vanno continuamente monitorati.
    Lei ha evidentemente travisato le mie parole.
    La mia era una denuncia per l’eccessivo allarmismo mediatico e sottolineo mediatico che all’epoca aveva caratterizzato i momenti e i giorni immediatamente successivi al terremoto, tanto che si era scritto e detto addirittura di morti e feriti. Il tutto era stato per altro amplificato dalla presenza in loco di alcuni noti politici nazionali.
    La sicurezza è ben altra cosa e non la si fa cenrto attraverso le prime pagine dei giornali né mandando in onda filmati che zummano su una falesia che frana lasciando intendere che sotto ci sia chissà quale distruzione. Come lei sa o dovrebbe sapere, la nostra costa è costellata da falesie che, per definizione, sono da alcuni millenni soggette a frane.
    Come si spiega che in pieno agosto non ci sia stato nemmeno un ferito a seguito di un terremoto avvenuto in pieno giorno? Come lei ben sa o dovrebbe sapere caro Napolitano, certe aree sono ed erano già interdette alla balneazione e alla navigazione, tanto che le frane sono avvenute proprio in queste aree.
    La sicurezza la si fa con gli interventi di messa in sicurezza sul territorio pianificati nel tempo e con la corretta informazione e formazione del personale addetto e della popolazione, come in Giappone dove sono stati in grado di sopportare un sisma che avrebbe raso al suolo la maggior parte degli altri paesi del mondo. Non la si fa certo con i bltz all’italiana dettati dall’emergenza che nella maggior parte dei casi servono soltanto a ricostruire e a riparare i danni, con interessanti appalti, come accaduto all’Aquila.
    Mi dica, a distanza di oltre un anno, a cosa è servito l’intervento di Bertolaso e dell’unità di crisi? A scongiurare un sisma più importante? A contenere l’esplosione di qualche vulcano? La verità è che non è stata posta in essere nessuna misura di sicurezza se non un maggiore monitoraggio via mare delle coste per far si che si rispettassero i divieti già di fatto esistenti; anche perché altro, in emergenza, non si poteva fare.
    Per cui caro Napolitano, nessuna mancanza di prudenza, semplicemente un attacco allarmismo mediatico.
    Mi dica, infine, una curiosità da profano: pensa davvero che – stando così le cose ovvero con interventi all’italiana – se dovesse esserci un sisma tipo quello del 1908 a Messina, saremmo davvero in grado di prevenirlo, dando il tempo e la possibilità alla popolazione di mettersi al riparo?

  2. famiglieditalia Says:

    Eg: sig. Del Bono,
    come io sono stato moderato ed educato nella mia esposizione, altrettanto lo è stato lei nella sua risposta più riflessiva che giustificativa… e questo le rende onore e avvalora il ruolo impegnativo che lei ricopre con capacità e cognizione nell’ambito della Federalberghi Eolie. Mi spiace di poter approvare e rendere visibile il suo commento solo a distanza di più di un anno. Comunque, sono contento di aver forse peccato anch’io di eccessivo allarmismo, e, se in qualche modo l’ho ingiustamente ferita, le chiedo scusa… troppo male causiamo con i nostri comportamenti alle meraviglie della natura che sarebbe un vero peccato che la stessa si vendicasse prendendosela con le nostre stupende e uniche Isole Eolie. Con oosequio, Umberto Napolitano

  3. Christian Del Bono Says:

    Egregio Sig. Napolitano,
    la ringrazio per aver pubblicato le mie considerazioni in risposta alla Sua analisi ed avermi quindi dato la possibilità di chiarire il mio pensiero. Ammetto di essermela un presa un pochino perché non è mia abitudine fare interventi scomposti o che possano in alcun modo sminuire la serietà di certi fenomeni naturali o l’esigenza di predisporre interventi seri che non sacrifichino la sicurezza delle persone sull’altare delle considerazioni economiche. Concordo pienamente con Lei sul male che troppo spesso facciamo a danno della natura mettendo anche a rischio la sostenibilità ambientale di patrimoni univrsalmente riconosciuti come ad esempio quello delle Eolie.

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