Da Mirabello a Brescia… due modi diversi di fare musica

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A Mirabello, nel tardo pomeriggio di ieri, abbiamo assistito al concerto di Gianfranco Fini in onore di Silvio Berlusconi, al quale l’ ormai ex alleato ha dedicato il meglio del suo repertorio dialettico, riuscendo in due ore ad affermare ” il tutto del niente ”  che aveva sapientemente programmato di dire. Immediatamente si è alzato un coro stizzito di protesta da parte dei principali componenti di quello che oggi dovrebbe essere ancora il partito di appartenenza della terza carica dello Stato, ma al quale seguirà  sicuramente l’altro coro, questa volta osannante e di assenso, da parte di coloro appartenenti, invece, a quello che potrebbe  diventare un domani… il suo”  futuro ” partito.

Per contro a Brescia, dagli studi di RTB, in seconda serata è andato in onda il preannunciato e più modesto festival musicale ” L’Italia che Canta, dal palco del quale uno dei più acclamati fra i finalisti, Francesco Amoruso ( nella foto ) ha presentato il suo “ Gallo Canterino “, umile volatile da pollaio che, in una fattoria rinnovata e più consona ai tempi, ha messo in mostra una dialettica meno sofisticata, ma senz’altro più genuina, graffiante e  convincente.

Due ore di comizio astioso da una parte, due ore di musica serena dall’altra: in quale dei due luoghi sono stato meglio?… sotto il palco di Mirabello o negli studi televisivi di RTB di Brescia?  Senz’altro in questi ultimi, perché lì ogni parola ed ogni nota sono uscite spontanee dagli interpreti, meno navigati… ma più sinceri… Per cui ” il teatrino della politica, ripetitivo ed inflazionante, non merita da me ulteriori commenti e aggiornamenti, mentre per quanto concerne la finale estiva de ” L’Italia che canta ” , vi aggiungo che, per la sua semplicità ed onestà, la manifestazione del patron Sasà Massarelli, abilmente condotta da Aldo Rizzo, che ha sostituito all’ultimo momento Stefano Renga, impossibilitato per motivi familiari, ha senz’altro ottenuto un’ ulteriore  conferma della validità della sua formula, consegnando al futuro della canzone sette nuove giovani speranze, ovvero, oltre al citato Francesco Amoruso, in ordine sparso e non di classifica, Veronica Mella, Michela Baviera, Filippo di Carlo, Anita Zanetti, Alexio e Massimiliano Musella… tanti bravi ragazzi, con altrettanti buoni propositi e sogni nel cassetto… così come piacciono a noi italiani.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

 

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2 Risposte to “Da Mirabello a Brescia… due modi diversi di fare musica”

  1. sasà massarelli Says:

    non posso fare altro che ringraziare il mo Grande amico Umberto per le splendide parole che ha usato nei miei confronti e della manifestazione. so che queste sono parole uscite dal cuore e questo mi riempie ancor di più di orgoglio e soddisfazione. la nostra più che trentennale amicizia si rafforza sempre si più, Grazie Umbè

  2. Francesco Amoruso Says:

    mamma mia!!!! non posso non ringraziare il maestro umberto napolitano per le parole nei miei riguardi… sono orgogliosissimo 😀 grazie mille

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