Il Vino è medicina? Impariamo ad usarlo.

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Parte dall’Università di Milano il  monitoraggio dei trattamenti per l’alcolemia allo scopo di fare  chiarezza sui prodotti immessi sul mercato europeo che dovrebbero “combattere sbornia e salvare patenti

Milano 16 settembre 2010

Sul tema della salute e della sicurezza non si può restare sul vago e le Istituzioni debbono fare la loro parte per controllare la validità scientifica e l’efficacia delle soluzioni proposte per combattere la piaga delle morti del sabato sera, il rischio di perdere la patente e molto altro dopo l’introduzione  del nuovo codice della strada.

Una accordo di massima è stato raggiunto a tal fine tra i promotori della ricerca  l’Università  degli Studi di Milano, ESAE , IES, ISREP/LIUM di Bellinzona)  ed il  dirigente dell’Associazione Nazionale delle  Polizie Locali  ANVU,Giovanni Napolitano, per realizzare lo studio  in sinergia tra i corpi di Polizia ed i gruppi scientifici.

Dopo l’intervento di  Guido Dal Monte, presidente ESAE e di Christian Badin ( nella foto ) ,presidente IES, il Professore Antonio Cesare Sparacino, ( Di.Pro.Ve)  ha presentato il progetto che vuole dare risposte certe e ragionevoli all’opinione pubblica e al legislatore sugli effetti positivi e negativi dell’alcool e del vino in particolare (di cui l’Italia è uno dei principali produttori mondiali), e ha presentato lo staff  e le linee guida del progetto di ricerca che sarà sottoposto agli Enti Pubblici nazionali ed europei per un adeguato supporto.

– Curve alcolemiche a confronto prima e dopo  l’assunzione dei cosiddetti preparati anti-alcool  in gruppi omogenei con studio dei riflessi e del performance status in generale oltre che dei parametri di routine clinici e di laboratorio.

La Dottoressa Mara Rossoni del Dipartimento di Produzione Vegetale, esperta di nutraceutica,  ha ricordato le proprietà nutritive dell’uva ed i dati paradossali di un lungo studio francese  sulla popolazione che ha evidenziato come un moderato consumo di vino protegga da malattie cardiovascolari.

Un recente studio europeo  PHEPA  “ L’alcol e l’assistenza sanitaria primaria “ su misure di intervento per l’alcolemia è stato illustrato da Vincenzo Valenzi ( nella foto ) direttore dell’ISREP/LIUM  di Bellinzona , che ha anche ricordato gli effetti dionisiaci del vino da Bacco a Brunello (di Montalcino) e come oltre al resveratrolo dal vino si tragga un effetto ansiolitico e/o euforizzante ,. Cuore pulsante delle feste pagane e religiose. Valenzi ha ricordato anche l’uso improprio del vino e degli alcolici in generale e l’illusione disastrosa  di tanti di annegare i guai nell’alcol , che assunto oltre i limiti diventa un tossico come ogni farmaco che si rispetti.

Diverse domande  ed interventi del pubblico tra cui un  ricercatore delle aziende produttrici  di bevande antialcol presenti che hanno assicurato la loro adesione al progetto.

Nelle conclusioni al dibattito è emersa la necessità di introdurre nelle scuole dell’obbligo (ed anche fuori) corsi integrativi sulla educazione alimentare e stradale, con particolare  attenzione al consumo razionale degli  alcolici e del vino a cui il progetto di ricerca presentato oggi all’Aula Maggiore della Facoltà di Agraria di Milano cercherà  di contribuire a dare risposte scientifiche  doverose, accessibili e urgenti per snebbiare il quadro a tinte fosche dell’uso irrazionale dell’alcool e dei suoi sistemi di contrasto.

L’ufficio stampa ESAE srl /IES                                          

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Una Risposta to “Il Vino è medicina? Impariamo ad usarlo.”

  1. Un buon bicchiere di vino non sempre fa male, se bevuto con ” testa “ « Umberto Napolitano Says:

    […] Il Vino è medicina? Impariamo ad usarlo. […]

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