Mare italiano: il responso della goletta verde ( Econota 31 )

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 Mare Italiano: Triste bilancio della Goletta Verde ( fonte 100ambiente )

Nella sua XXV edizione 2010, Goletta Verde ha puntato i riflettori sui punti critici dell’ecosistema marino-costiero analizzando le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento causati dalla mancata o scarsa depurazione o da scarichi illegali. E il bilancio di questo viaggio è tutt’altro che positivo: è emerso un punto critico ogni 44 km di costa ed è risultato gravemente inquinato l’87% dei campioni contaminati, rilevati dai biologi del Cigno Verde con valori di batteri di origine fecale superiori al doppio dei limiti di legge. Numeri che evidenziano un netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando era risultato fortemente contaminato l’81% dei campioni analizzati.

In vetta alla classifica del mare inquinato si piazzano Campania (24 punti critici, 1 ogni 20 km di costa), Calabria (22 punti critici, 1 ogni 32 km di costa) e Sicilia (20 punti critici, 1 ogni 74 km di costa).Si distinguono in positivo, invece, la Sardegna e la Puglia. Non solo la Sardegna fa registrare un punto critico ogni 247 km di costa, ma vanta anche 3 località premiate con le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano e altre 11 segnalate con quattro vele.
La Puglia, invece, fa registrare un punto critico ogni 79 km di costa e vanta 3 comuni insigniti del massimo riconoscimento della Guida Blu e altri 10 premiati con le quattro vele. Vanta 3 località a Cinque Vele anche la Toscana, che conta anche 5 comuni a quattro vele.

I dati emersi dalle analisi di Goletta Verde sulle foci dei corsi d’acqua fotografano un pessimo stato di salute dei fiumi italiani, tracciando un quadro da emergenza nazionale. I fiumi sono la maggiore fonte di inquinamento per le acque dei nostri mari, a conferma che gli scarichi fognari non trattati derivano soprattutto dai comuni dell’entroterra. Su 169 punti critici sono infatti 132 quelli rilevati alle foci, l’87% delle quali sono risultate fortemente inquinate.

L’inquinamento da scarichi fognari rilevato dal laboratorio mobile di Goletta Verde è causato da un insufficiente o inesistente servizio di depurazione. Secondo i dati del rapporto Blue Book 2009 di Utilitatis e Anea, il 30% degli italiani non può usufruire di un depuratore. La Regione in cui si registra il deficit maggiore è la Sicilia dove 2,3 milioni di persone scaricano i propri reflui direttamente nei fiumi o in mare senza alcun trattamento. A seguire la Lombardia e la Campania dove il servizio di depurazione non è garantito per 2,1 e 1,9 milioni di cittadini.

L’estate 2010 si è caratterizzata anche per il cambio di normativa sulla balneazione che rischia di rendere il “mare italiano pulito per decreto”.

Per citare qualche caso esemplare nelle regioni con il mare più inquinato d’Italia, in Calabria a fine giugno sono stati classificati come balneabili 18 dei 22 chilometri interdetti alla balneazione fino allo scorso maggio, quando era in vigore la normativa precedente. Situazione del tutto simile in Campania, dove a fine giugno sono state classificate come balneabili dieci spiagge interdette alla balneazione fino allo scorso maggio in provincia di Napoli e quattro in provincia di Salerno.

A minacciare mare e litorali italiani, purtroppo, non ci sono solo i batteri fecali, ma anche le speculazioni e il cemento lungo la costa. Come denunciato dal rapporto di Legambiente Mare Monstrum 2010, infatti, l’abusivismo edilizio su demanio marittimo nel 2009 è cresciuto del 7,6% rispetto all’anno precedente, facendo registrare ben 3.954 illeciti.

Oltre a case, ville, residence e alberghi vista mare, assediano le coste anche i progetti di porti. L’assalto degli approdi turistici infatti, si conferma uno degli escamotage più efficaci per urbanizzare la costa, derogando e aggirando i piani urbanistici. E tutto ciò nonostante lungo le coste del Belpaese siano già disponibili 130 mila posti barca e uno studio Ucina, l’associazione degli imprenditori della nautica aderente a Confindustria, elaborato nel 2008 stimi che, senza aggiungere un metro cubo di cemento in più sulle coste italiane, ma semplicemente riorganizzando, ristrutturando e adeguando i bacini già oggi esistenti lungo la Penisola, si potrebbero realizzare 40 mila nuovi posti barca, di cui 13.500 da realizzare entro sei mesi.

Non solo tasti dolenti, ma anche note positive. Il periplo di Goletta Verde lungo la Penisola ha messo a fuoco anche le eccellenze dei nostri litorali e ha promosso la conservazione della biodiversità e le Aree Marine Protette. Sono ben 295, infatti, le località costiere che si distinguono per tutela dell’ambiente e promozione del turismo sostenibile inserite nelle Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, divise in una classifica che va da una a cinque vele, il massimo riconoscimento. Le regine delle vele dell’estate 2010 sono la Sardegna, la Puglia e la Toscana.

LeCinque Vele sventolano su 14 località: Pollica (Sa), Cinque Terre (Sp), Ostuni (Br), Capalbio (Gr), Castiglione Della Pescaia (Gr), Nardò (Le), Capraia (Li), Salina (Me), San Vito lo Capo (Tp), Bosa (Or), Baunei (Og), Noto (Sr), Posada (Nu) e Otranto (Le), mentre altre 42 località hanno conquistato le quattro vele.

Di Luca De Nardo

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Waterpebble: riduce il consumo dell’acqua nella doccia 

by Lea Bogdan

Abbiamo visto molti gadget  progettati per aiutare le persone a risparmiare acqua ma spesso la loro caratteristica principale è la complessità e la scarsa maneggevolezza. Ci è piaciuto il Waterpebble  per la sua semplicità e il suo modo singolare di insegnare agli utenti il risparmio di acqua. Il dispositivo misura la quantità di acqua utilizzata e una serie di lampi colorati vi farà sapere quando per spegnere il rubinetto !

Waterpebble siede sul fondo della doccia e misura la quantità d’acqua che passa. Al primo utilizzo, il Waterpebble prende atto di quanta acqua viene utilizzata e memorizza le informazioni. La prossima volta che entrerai per lavarti Waterpebble brillerà in una serie di colori per farti sapere quanta acqua si utilizza in confronto alla tua doccia precedente. Inizia a brillare di verde ma poi diventa giallo per avvisare quando si è utilizzata acqua tanto quanto la doccia  precedente. Quando si inizia a lampeggiare in rosso si sa che si deve finire rapidamente in modo da non andare oltre l’utilizzo precedente. L’obiettivo è semplicemente quello di finire prima di vedere la luce rossa, in modo che la nuova doccia ( possibilmente più veloce ) viene registrata. Senza essere invadente il dispositivo riduce automaticamente il tempo ogni volta che ci si doccia.

Il sito web Waterpebble  afferma che il prodotto è completamente riciclabile (anche se mettiamo in discussione come la luce del LED possa essere considerata riciclabile ). Per aiutarvi a ridurre l’impatto del vostro consumo d’acqua questo piccolo prodotto sembra essere un saggio investimento ad un costo di circa 10 euro.

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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2 Risposte to “Mare italiano: il responso della goletta verde ( Econota 31 )”

  1. Un buon bicchiere di vino non sempre fa male, se bevuto con ” testa “ « Umberto Napolitano Says:

    […] Un buon bicchiere di vino non sempre fa male, se bevuto con ” testa “ » […]

  2. Alessandra Says:

    Ciao e grazie per il post dedicato a WaterPebble.

    Per maggiori informazioni su WaterPebble V2, la nuova versione, disponibile finalmente anche in Italia, potete andare sul sito waterpebble.it. 😉

    “Save water, save energy and save you money!”

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