La politica italiana naviga nel guano: noi prendiamo le distanze

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Famiglie d’Italia è un’ associazione nata fra poche persone con il fine di crescere e di rivolgersi a tante, possibilmente alla totalità delle famiglie. Un percorso arduo iniziato circa due anni fa e che, piano piano, sta cominciando a delinearsi e ad intravvedere un traguardo meno lontano. Il blog dal quale mi rivolgo giornalmente ha espresso una filosofia: quella di interloquire con le forze politiche contribuendo ad offrire cultura ed informazioni di primaria importanza relative all’ Habitat ed alle sue componenti essenziali ed esigenze comuni. Abbiamo osservato i fatti politici cercando, attraverso critiche costruttive, di sottolineare le carenze evidenziandone i pericoli, ma offrendo chiavi di lettura correttive e stimolanti. Abbiamo appoggiato l’operato del governo democraticamente eletto, indipendentemente dai colori di appartenenza, in conformità allo statuto ed alla filosofia stessa della nostra Associazione… e quando era difficile trovare attenuanti a situazioni paradossali e grottesche, ci siamo sforzati, turandoci il naso, di proseguire sperando in ravvedimenti e cambiamenti di rotta positivi. Ma ormai il compito non è più sostenibile e il sottoscritto, in prima persona, confessa di essere arrivato al capolinea: la politica naviga nel guano e come Famiglie d’Italia ne prendiamo le distanze. La maggioranza, democraticamente eletta non esiste più, mentre l’opposizione, purtroppo, non è mai esistita. Ma, soprattutto, è la Politica, quella con la P maiuscola, che non esiste più. Si è trasformata in un ring e in un cabaret di basso livello. I suoi interpreti, tutti, hanno delegittimato la loro posizione ed il mandato ricevuto.

Berlusconi non ha saputo controbattere agli attacchi e si è perso in polemiche che lo hanno e ci hanno logorato. Si è scontrato con tutto e con tutti ma, quel che è peggio, all’interno del proprio esecutivo, ed ha esternato rabbia e malumori reagendo a volte con espressioni e comportamenti non compatibili con la sua carica istituzionale. La ribellione di Fini, pur se prevedibile anche in tempi non sospetti, ha rappresentato il momento più basso e deludente di questa legislatura. Un uomo come lui che ha investito quotidianamente la sua maggioranza di distinguo etici e morali, pretendendo giustamente dimissioni di chi non all’ altezza, vedi Scaiola, e che quasi era riuscito a convincerci, non ha saputo rispondere adeguatamente quando lo scandalo lo ha investito direttamente… e, benché lui faccia finta di non capire, noi italiani abbiamo compreso fin troppo bene. L’opposizione ha conosciuto ed espresso solo il linguaggio della demonizzazione e della delegittimazione dell’avversario… e dire che all’inizio Veltroni ci aveva illuso con un progetto che era apparso futuristico e vincente: una chimera infrantasi, come confermato dai suoi successori, Franceschini e Bersani. Bossi e Di Pietro hanno svolto in modo coerente il loro ruolo di guastatori, anche se in modo differente: il primo per contribuire ad affermare il progetto di un federalismo che la Lega ha nell’animo dal giorno del suo primo vagito, il secondo per conquistarsi e rafforzare il proprio ruolo raccogliendo ogni perdita e scoria di un “ alleato “ allo sbando. E Casini?… Boh, il vecchio ago della bilancia che aspetta come posizionarsi dove più comodamente si apre un varco: una politica opportunistica sbandierata, purtroppo, in rappresentanza delle famiglie cristiane italiane, non all’altezza, però, e senza requisiti coerenti per rappresentarle.

Da tutto questo si deduce che l’Italia è tenuta sotto scacco da una politica vecchia, ancorata alle proprie posizioni e che non vuol mollare niente, capace di alimentarsi più degli errori degli altri che delle proprie idee ed iniziative. Giovani politici all’orizzonte, con personalità ed attributi per fornire il giusto ricambio ad un movimento in cancrena, se ne vedono pochi… e i pochi esistenti, vengono osteggiati e cannibalizzati dal ” vecchio ” che rifiuta di morire o di togliersi dai piedi… e nemmeno il nascente Movimento a Cinque Stelle di Beppe Grillo non è che si presenti in un modo chiaro e tranquillizzante quando asserisce “ non siamo un partito, non siamo ne di destra ne di sinistra “… e allora cosa sono?… realtà, utopia… o anarchia? Speriamo di no, quest’ultima, perché c’è bisogno di chiarezza e di qualcuno che faccia con capacità e competenza  il proprio mestiere e non aggiunga incertezza e confusione all’incertezza e confusione già imperanti di per sé. Per questo motivo, d’ora in avanti, questo blog si asterrà completamente dal partecipare a qualsiasi tipo di discussione o critica  costruttiva… limitandosi ad osservare e, se il caso, a riportare al massimo e laconicamente quanto altri avranno voluto evidenziare, sperando che qualcosa di decente e produttivo si affacci prima o poi all’italico orizzonte.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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Una Risposta to “La politica italiana naviga nel guano: noi prendiamo le distanze”

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