10 ottobre 2010: un’altra domenica di amara riflessione

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Ieri, attonita, la maggior parte di noi ha assistito all’epilogo di una storia tremenda, terminata con un mesto corteo che segue un feretro bianco, quello dove riposano i miseri resti di Sarah Scazzi. Io non ho dato spazio a questo tragico avvenimento, non ne ho volutamente voluto parlare, per non accentuare… per non esasperare: ciò che stava accadendo e che poi è accaduto era ed è sotto gli occhi di tutti. I media non hanno lesinato nei commenti e nella celerità nel saper offrire in diretta ogni particolare ed ogni sviluppo del dramma. E’ stata una soap, triste e reale, andata in onda con estrema lucidità e, a volte, freddezza. Tutti a cibarsi, quasi insaziabili, della dignitosa disperazione di una madre o dell’ipocrisia di chi il delitto ha consumato nel modo più ignobile e bestiale.

Ma forse il termine bestiale non è appropriato, perché mai una bestia arriverebbe ad immaginare di potersi accanire in modo così disgustoso con la vittima a cui ha tolto la vita: al massimo la dilania, la divora… ma non va oltre. L’uomo, invece, non ha limiti ne di ferocia ne di immaginazione, e  ” Michele Misseri ” non è che uno dei tanti, anche se forse il più spietato, il più mannaro.

Ma troppi sono i tragici fatti che si stanno accavallando in questi ultimi tempi. Troppe tragedie annunciate si stanno compiendo. Madri che uccidono i loro pargoli, mariti e mogli che distruggono le proprie famiglie, orchi che vilipendano l’innocenza in disprezzo di se stessi e del mondo intero. E lo Stato e gli Stati cosa fanno?… Stanno solo a guardare?… Eh no, purtroppo non si limitano a questo, ma istigano e fomentano il tutto con i loro esempi nei comportamenti dissennati ed esasperati: politici e politicanti, con gli infiniti codazzi di interessi finanziari pubblici e ” non ” con cui si accompagnano, fomentano il tutto esasperando atteggiamenti di conflitti perenni, contribuendo così ad alimentare nei popoli ulteriori incertezza e disperazione, caduta di qualsiasi tipo di valore morale e rispetto, determinando la fine di ogni speranza… speranza nel calore dell’amore familiare quale adeguato rifugio ad ogni male, speranza nella coscienza di sapersi costruire onestamente le basi per una vita operativa e serena, speranza nella certezza di potersi aggrappare ad appigli spirituali dove mondare il corpo da stress e da ogni caduta etica.

Quando scema la fiducia nelle Istituzioni… si infrangono le regole ed emergono i mostri. BUONA DOMENICA!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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Una Risposta to “10 ottobre 2010: un’altra domenica di amara riflessione”

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    […] 10 ottobre 2010: un’altra domenica di amara riflessione […]

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