Tassa antifumo ok, bebè da embrione congelato 20 anni fa no ok ( Famiglie d’Italia news )

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In un mondo sempre più malato, una notizia buona ed una assurda rappresentano la nostra offerta odierna da sottoporre al vostro giudizio. La notizia buona potrebbe diventare ottima se il fumo venisse bandito dai governi una volta per tutte, per fare un favore soprattutto ai fumatori, e, chi ve lo dice, è uno che ha smesso da più di 10 anni senza aver penato più di tanto, se non i primi due o tre giorni e, per giunta, senza l’uso di caramelle, cerotti o palliativi vari. La notizia assurda, invece, potrebbe apparire molto presto normale se tutti noi, indipendentemente dalla continua offerta di ritrovati e scoperte che appaiono sempre più facile panacea di ogni ” sofferenza “, non decidiamo di darci da soli delle regole etiche e morali superiori a quelle mostrate da coloro che tali offerte ci confezionano con cura e ben preciso” interesse “.

 

Salute/ Tassa antifumo piace all’80% degli under 25

Un sondaggio estemporaneo dell’Aiom su 300 giovani

 
Roma, 10 ott. (Apcom) – Otto giovani su 10 promuovono la “tassa sulla salute”: un euro in più su ogni pacchetto di sigarette e seduta abbronzante. La proposta, lanciata dall’associazione italiana di oncologia medica (Aiom) dal Congresso Europeo Esmo in corso a Milano, piace agli under 25. Su 300 ragazzi intervistati questa mattina nel capoluogo lombardo con un sondaggio estemporaneo, l’80% si dichiara a favore. A sorpresa, anche molti fumatori. L’incremento di prezzo di un euro, non solo può portare come effetto diretto a un calo di mortalità per tumore del polmone e melanoma, le uniche due neoplasie oggi in crescita nel nostro Paese. Ma si può anche tradurre in un guadagno minimo di 4,5 miliardi l’anno (tanti sono i pacchetti di sigarette venduti ogni anno in Italia), da reinvestire per potenziare l’assistenza oncologica. “Ogni malato di cancro al polmone costa al sistema 200 mila euro – aggiunge Iacono – una cifra che si potrebbe ridurre investendo di più in prevenzione”. E precedenti esperienze internazionali dimostrano come rincarare il costo del “vizio” sia la maniera più efficace per ridurre il numero di chi vi “cede”. Dal Congresso, che riunisce oltre 15.000 esperti, giungono conferme sulla pericolosità del fumo, responsabile del 30% del totale delle neoplasie e delle lampade solari, ormai considerate dalla comunità scientifica sicuri agenti cancerogeni.

fonte: APCOM

 

Nato bebè sano da un embrione congelato 20 anni fa 

Un neonato di 3 kg, sano, è nato lo scorso maggio grazie all’impianto di un embrione congelato 20 anni fa e dato in adozione ad una donna di 42 anni sottoposta per 10 anni a infruttuosi trattamenti contro l’infertilità. E’ accaduto in Gran Bretagna, dove una legge approvata di recente ha esteso la possibilità di crio-conservazione degli embrioni da 10 fino a un massimo di 55 anni.

La notizia della nascita straordinaria è stata data dai medici della Eastern Virginia medical school nella rivista ‘Fertility and Sterility’, ma è diventato un “caso” mediatico solo dopo la segnalazione sul Sunday Times, l’edizione domenicale del Times di Londra. L’embrione era il quarto di una precedente inseminazione avvenuta nel 1990, quando fu fatto nascere solo l’embrione prescelto. Degli embrioni congelati all’epoca, solo due sono sopravvissuti allo scongelamento, e di questi uno ha consentito la gravidanza. E’ stato impiantato alla fine dello scorso anno nell’utero di una donna che ha dato alla luce, lo scorso maggio, un bel maschietto. Biologicamente quindi questo neonato sarebbe fratello di quello nato nel 1990 e che oggi ha vent’anni, ma i due hanno madri diverse.

Un caso simile si era avuto nel 2005, quando una donna di San Francisco (USA), Debbie Beasley, diede alla luce una bambina il cui embrione era stato congelato nel 1992.

Si tratta di un’innovazione che, come scrive il Sunday Times, “potrebbe dare alle donne la possibilità di posticipare il momento in cui mettere su famiglia in età più avanzata”. Malgrado nessuno sappia in realtà quanto tempo potrebbe resistere un embrione, il dott. Sergio Oehninger, direttore del Jones Institute for Reproductive Medicine presso la Eastern Virginia Medical School, ha dichiarato che l’età degli embrioni non influisce sulla salute del neonato. Al tempo sesso egli si dichiara comunque contrario all’ipotesi di un uso su vasta scala di embrioni “invecchiati”, per motivi legati all’evoluzione genetica: “significherebbe usare gli embrioni della generazione precedente”, suggerendo quindi una sorta di depotenziamento evolutivo connesso con il mancato rispetto delle fasi dell’evoluzione generazionale.

Si tratta comunque di un fatto destinato a ripetersi, nel futuro, almeno per quanto riguarda la Gran Bretagna, data l’introduzione della recente normativa che consente la conservazione degli embrioni congelati per un periodo molto lungo.

Adriana Ruggeri

fonte: Newnotizie

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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