Madre Teresa e Sarah Scazzi: la speranza è scritta nei loro sorrisi

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Madre Teresa era geniale. Diceva: ” Non prenderò mai parte a una manifestazione contro la guerra, ma se ne organizzate una a favore della pace… invitatemi. ” ( Jack Canfield ). …  ” La gente crede che per eliminare davvero una cosa sia necessario concentrarsi su di essa. Ma che senso ha per noi dare tutta la nostra energia a quel particolare problema anziché focalizzarsi sulla fiducia, sull’amore, sul vivere nell’abbondanza, nella cultura o nella pace. ” ( Lisa Nichols ).

Ho voluto aprire questo post in un modo un po’ inusuale, ma efficace. Stiamo vivendo un momento pesante e violento. Pesante, perché i problemi ci accompagnano giornalmente presentandosi ai nostri occhi nella loro tragica realtà, senza farci sconti o donarci illusioni. Violento, perché la violenza è ormai palese ovunque, nelle strade, nelle istituzioni, nelle nostre famiglie. I Media ci informano con ossessiva puntualità fornendoci un dettagliato resoconto su tutto ciò che di più aberrante giornalmente accade, tralasciando o occultando abilmente ciò che di positivo a fatica affiora e che potrebbe rincuorarci e spingerci a reagire e a guardare al futuro con un pizzico di fiducia in più.

In particolare due drammi ci accompagnano da mesi:

– L‘annosa guerra di un’opposizione che concentra le sue attenzioni solo sulla necessità di abbattere Berlusconi, in qualunque modo, dimenticandosi però di offrire politiche efficienti alternative, contribuendo a rafforzarne di conseguenza l’ immagine del ” nemico ” agli occhi di coloro che lo vedono ormai come un martire vessato. Tutto ciò, e a nostro danno, fa sì che il governo in carica operi in modo zoppo rifugiandosi in quegli alibi che gli vengono regalati con masochistica e cieca continuità.

La dolorosa esecuzione di Sarah, strappata alla vita da odi e rancori, apparentemente futili, ma frutto di un malessere generale capace di generare virus micidiali in grado di convincere chiunque che l’  eliminazione di un  problema sia la scorciatoia  migliore per la sua risoluzione. Il sorriso dolce e pieno di speranza di Sarah troppo contrasta con il suo terribile destino e la morbosa curiosità nazionale susseguente. Il fratello vuole dedicarle una casa per i poveri cani abbandonati, il padre un monumento alla memoria, noi… ci accontentiamo di stampare il suo sorriso perennemente nel nostro cuore sperando che serva ad ” ammorbidire ” gli animi di coloro che per i propri interessi non si fermano davanti a nulla.

E per terminare, chiedo scusa a Sarah se contribuisco anch’io a rimpinguare l’enorme movimento mediatico messo in moto dal suo martirio, ma spero che la dolcezza e l’innocenza del suo sorriso siano memento sì delle brutture umane, ma anche  fonte di ispirazione di buoni propositi e speranze future: un punto di partenza per provare tutti a ritornare a vivere.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

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Una Risposta to “Madre Teresa e Sarah Scazzi: la speranza è scritta nei loro sorrisi”

  1. Il sorriso della speranza « Umberto Napolitano Says:

    […] Madre Teresa e Sarah Scazzi: la speranza è scritta nei loro sorrisi […]

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